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Costa Luminosa - Vecchio e Nuovo Mondo

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  • Costa Luminosa - Vecchio e Nuovo Mondo

    Eccomi qui ad iniziare questo diario per condividere con chi vorrà seguirmi i ricordi di questa meravigliosa e lunga crociera. Dovrete avere un po' di pazienza se tra un post e l'altro passerà del tempo ma devo ancora riordinare fotografie ed appunti... Comunque iniziamo dall' itinerario:
    Giorno 1: imbarco a Savona
    2: Marsiglia
    3: navigazione
    4: Malaga
    5: navigazione
    6: Lanzarote
    7: Santa Cruz de Tenerife
    8-13: navigazione
    14: St. Maarten
    15: navigazione
    16: Grand Turk
    17: navigazione
    18: Freeport, Grand Bahamas
    19: Fort Lauderdale
    20: Freeport, Grand Bahamas
    21: navigazione
    22: Amber Cove
    23: Ocho Rios
    24: Grand Cayman
    25: navigazione
    26: Roatan
    27: Cozumel
    28: navigazione
    29: Fort Lauderdale, sbarco
    La nostra casa per tutti questi giorni è stata Luminosa. Per noi è stata la prima volta a bordo di questa nave e il giudizio complessivo è più che positivo. L'ho trovata elegante, sobria e con spazi comuni adeguati al numero di ospiti presenti. Anche al buffet non abbiamo mai trovato coda. Gli ospiti della prima tratta, quella da Savona ( o Venezia) fino al primo scalo a Fort Lauderdale erano principalmente Francesi, Tedeschi e Italiani ma c'era anche un folto gruppo di Australiani, e poi Finlandesi, Inglesi, Scozzesi, Belgi, e altri.
    Nella seconda parte di crociera sono diminuiti i Tedeschi, aumentati i Francesi e Italiani e sono saliti molti Americani.
    Il personale era tutto molto, molto gentile e ci siamo trovati benissimo sia con il cabinista, sia con il cameriere al tavolo al ristorante e con tutti gli altri con cui abbiamo interagito. La ristorazione è stata di buon livello al buffet dove c'è stata varietà di piatti e in generale tutti buoni. Al ristorante invece è stata ottima fino a Tenerife ( Chef Italiano) poi con il cambio ( chef Austriaco) è un po' calata. In particolare i sughi e condimenti delle paste erano eccessivamente salati e il riso era sempre scotto. Ma le altre pietanze sono sempre state molto gradevoli.
    L'animazione è stata un po' sottotono e ripetitiva: sarà che continuano a fare sempre i soliti giochi e battute e dopo tante crociere ci si stanca un po'. Dopo le prime sere abbiamo evitato...
    L'intrattenimento musicale è stato di livello non eccelso: al Gran Bar Elettra si alternavano due gruppi, bravi, ma suonavano praticamente solo liscio; molto bravi erano i due artisti che si esibivano all'atrio supernova; gli altri li ho sentiti solo passando attraverso le sale e i corridoi ma non mi sembravano un gran che. Degli spettacoli in teatro vi racconterò in seguito.
    Continua........


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  • #2
    Bene, ci siamo tutti: si parte!
    Finalmente il 14 novembre è arrivato. La giornata è iniziata con le ultime cose da sistemare e da mettere in valigia prima di chiuderla ( in realtà le valige sono 3 più due piccoli trolley: come ha già scritto qualcuno, anche io mi porto mezza casa dietro). Scoprirò poi di aver dimenticato la giacca e la cravatta del marito: pazienza, se proprio servirà, ne compreremo una.
    Questa crociera è stata prenotata ad aprile sull'onda di una recente delusione per un altro viaggio annullato all'ultimo momento, e forse abbiamo un po' esagerato. 28 giorni in crociera non li abbiamo mai fatti; resisteremo?!? Ero un po' preoccupata ma appena messo piede su Luminosa ed aver finalmente realizzato che di partiva tutta l'ansia è scomparsa ed è stata sostituita da una grande eccitazione per un lungo viaggio che ero sicura sarebbe stato meraviglioso.
    Ci accompagna al Palacrociere di Savona il marito di mia cognata; il tragitto è breve ed in poco più di mezz'ora siamo arrivati. Consegnamo i bagagli ed entriamo a fare il check-in. Ci consegnano il numero 1: saremo tra i primi a salire a bordo. Ci dicono che imbarcheranno a Savona solo 430 passeggeri, la maggior parte hanno iniziato la crociera da Venezia.
    Ci mettiamo comodi e dalle vetrate guardiamo Luminosa.



    L'imbarco inizia puntuale ed in un quarto d'ora siamo nella hall centrale di Luminosa. Ci dirigiamo al ponte 6 dove si trova la nostra cabina



    La cabina è già disponibile e sono anche già arrivate due valige! Posiamo giacche ed armati delle nostre carte costa ci dirigiamo al buffet.
    A proposito della carta costa, noto immediatamente che, contrariamente alle crociere precedenti, sulla carta è riportato anche il numero della cabina! Quindi se per caso la perdessi chiunque la trovi potrebbe entrare in cabina. Mi sembra un fatto piuttosto grave e non so perché Costa abbia iniziato ad indicare il numero di cabina sulle carte. Forse troppi passeggeri dimenticavano il numero della loro cabina ?.....
    Dopo il nostro primo pranzo al buffet esploriamo i ponti 2, 3 e 9 dove si trovano i servizi principali ed evitando i ponti esterni dove l'aria è veramente gelida. Sono colpita dai lampadari e dal teatro che trovo veramente belli.







    Registriamo la carta di credito e torniamo in cabina dove mi aspettano le valige da disfare.......

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    Last edited by essepi2; 03-August-2020, 14:38.

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    • #3
      Originariamente Scritto da Miryam Visualizza Messaggio
      Anch'io come te fotografo i lampadari


      Dai...dai....vai avanti!
      Obbedisco! (....di garibaldina memoria)
      Arrivati in cabina le valige ci sono tutte e allora mi metto al lavoro mentre il marito studia la GoPro che ci ha imprestato la nipote.
      Gli armadi sono spaziosi e ci sono cassetti a sufficienza per sistemare i vestiti che ci serviranno per un mese ( e anche di più...). Ma come sempre mancano gli attaccapanni: chiediamo a Virgilio il nostro bravissimo cabinista che in men che non si dica me ne porta altri 6: più che sufficienti. Non usciamo in balcone perché ormai ha iniziato a piovere. Finisco di svuotare i bagagli che finiscono vuoti sotto il letto ed ecco l'annuncio dell'esercitazione di emergenza. Si svolgerà presso il ristorante Taurus e non al ponte 3 a causa della pioggia e del vento forte che sta scherzando Savona. In un attimo sono le 17.00 e Luminosa lascia il porto puntualissima ed inizia la navigazione che ci porterà al nostro primo scalo: Marsiglia.
      Intanto scopriamo che il ristorante club è riservato agli ospiti delle suites: i soci diamante sono troppi; così per noi è riservata metà del ristorante Taurus al ponte 3 con turno libero dalle 18.45 alle 20.45 ed apprezzeremo questa soluzione nel corso di tutta la crociera.
      Facciamo ancora in giro tra i negozi di bordo che hanno già aperto, poi un rapido passaggio in cabina a cambiarci per la sera e via al Gran Bar Elettra per un aperitivo. Alle 19.15 c'è lo spettacolo in teatro che come ho già scritto mi piace molto. Avendo le poltrone della platea degradanti dal ponte 2 al ponte 2 la visibilità è ottima da ogni posto. Ci sarà lo spettacolo di Roberto Sinagoga che ho avuto già il piacere di ascoltare a giugno nella crociera nei fiordi con Mediterranea. Un artista eccezionale! Lo spettacolo termina e grazie al turno libero possiamo andare subito al ristorante. Il menù stasera è dedicato alla Liguria ed i piatti che scegliamo sono veramente ottimi. Il servizio è veloce e alle 21.30 siamo di nuovo al Gran Bar per un caffè e per ascoltare un po' di musica ma dopo poco più di un'ora cediamo alla stanchezza, ci ritiriamo in cabina e finalmente realizzo che il viaggio è veramente iniziato.

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      • #4
        15 novembre, Marsiglia.
        Sveglia presto, colazione e pronti per la nostra escursione ad Avignone. Durante i mesi dalla prenotazione abbiamo pensato a lungo su cosa fare: eravamo molto indecisi. La città la coscevamo già, eravamo già stati ad Arles e le alternative erano Cassis e le Calanches o Avignone. Alla fine abbiamo optato per l'escursione Costa nella città dei Papi. Considerati i costi di un eventuale spostamento in autonomia ed i rischi di ritardi o imprevisti, abbiamo preferito andare sul sicuro ed evitare ogni fonte di stress. E la scelta è stata azzeccata: l'autostrada, a pochi km da Avignone, era bloccata a causa delle abbondanti nevicate nella zona di Lione, motivo per cui tutti i mezzi pesanti venivano fermati e fatti parcheggiare sulla prima e seconda corsia, mentre le auto erano convogliate tutte sulla terza. Si è così creato un ingorgo da cui siamo usciti dopo circa 2 ore.
        Siamo finalmente ripartiti ma appena 20 minuti dopo, appena fuori dall'autostrada eravamo di nuovo fermi per un intervento di sgombero delle barricate erette dai gilet gialli. Probabilmente se fossimo stati per conto nostro avremmo rinunciato a raggiungere Avignone, ma con l'escursione eravamo tranquilli.
        E poi la nostra guida è stata sempre in contatto con i responsabili del tour concordando le nuove tempistiche della escursione.
        Ed eccoci finalmente ad Avignone! Il nostro autobus ci lascia in prossimità del ponte sul Rodano. Il ponte Saint Benezet fu edificato tra il 1177 e il 1185. Fu ricostruito più volte ed in origine contava ben 22 campate di cui oggi ne restano solo 4.
        Nella prima costruzione le sole pile erano in pietra e l' impalcato era in legno. Venne ricostruito in muratura tra il 1234 e il 1237.
        Tra la seconda e la terza campata c'è una cappella dedicata a San Benedetto sovrapposta a un'altra dedicata a San Nicola.



        Il ponte era al confine tra i possedimenti del papato e il regno di Francia ed essendo l'unico ponte sul Rodano per molti chilometri era un ottimo posto di dogana dove venivano riscosse gabelle ed offerte per San Benedetto.
        In prossimità del ponte, una porta nelle mura, ci introduce nel centro storico della città ed iniziamo la nostra passeggiata verso il palazzo dei Papi.....

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        • #5
          Seguiamo la nostra guida attraverso le stradine del centro e iniziamo a salire lungo una stretta scalinata



          Sbuchiamo nella grande piazza dove si affacciano il palazzo sede del museo, il bel palazzo barocco ora sede del conservatorio e il palazzo dei Papi meta principale della nostra escursione.












          Facciamo un po' di fila per entrare nel palazzo: dobbiamo passare i controlli di sicurezza che sono molto accurati. Vengono controllati meticolosamente anche i contenuti di borse e zaini e si passa attraverso il metal detector. Ed eccoci all'interno di questo enorme palazzo gotico di ben 15000 metri quadrati in cui di susseguono decine di stanze su più piani. Il palazzo è stato costruito tra il 1335 e il 1355. I primi due papi che si insediarono ad Avignone furono Clemente V, che dimorò ad Avignone nel convento dei Domenicani, e Giovanni XXIII che si trasferì stabilmente nel palazzo che al tempo era una sorta di fortezza arroccata sulle rocce. Fu Benedetto XII nel 1335 a far erigere il primo palazzo papale che fu ampliato da Clemente VI con la costruzione del palazzo Nuovo.
          Entriamo attraverso un cortile che separa il palazzo di Benedetto XII e il palazzo Nuovo.




          In questo cortile si affaccia una bella finestra gotica e altre adornate da piccole teste grottesche















          Saliamo una breve rampa e ci troviamo in una prima grande sala costituita da due navate asimmetriche impressionanti per la loro altezza.






          Da qui ci spostiamo di nuovo all'esterno in un altro cortile circondato da un bel porticato







          Da qui prendiamo una stretta scala che ci porterà in altre stanze: la sala del conclave, la sala dei banchetti, la camera del Papa, la camera del Camerlengo e il grande camino della cucina principale. Ma tutto questo nella prossima puntata.....

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          • #6
            Entriamo nella prima sala dove sono esposte alcune mattonelle che costituivano i pavimenti originali ora non più presenti. Anche quello nella camera del Papa è stato rifatto completamente quando la camera è stata restaurata. Molte riportavano figure di animali











            Su un lato si apre la piccola cappella di Saint Jean completamente affrescata con scene della vita di San Giovanni Battista e di San Giovanni Evangelista da Matteo Giovannetti un pittore fiorentino del 1300. Lo stesso artista ha affrescato anche la cappella al piano superiore dedicata a Saint Martial. Questa è stata recentemente riaperta dopo il restauro ed è possibile ammirarla solo attraverso un vetro. La sala in cui si trova è detta Gran Tinello



            In fondo alla stanza, attraverso una piccola porta, si accede al camino della cucina superiore






            Dall'altro lato si entra nella camera del Papa affrescata: su un fondo azzurro sono disegnati tralci di vite e foglie di quercia tra cui si scorgono uccelli e scoiattoli. Si passa poi nella camera del cervo dove sono raffigurate scene di caccia e pesca. Nessuna delle stanze affrescate può essere fotografata ma i pannelli informativi si; non è proprio la stessa cosa, ma tanto per rendere l'idea....









            La nostra visita è continuata nella sala detta della sacrestia dove sono presenti statue e bassorilievi.













            Infine attraverso un portone sormontato da due archi sovrapposti siamo passati sulla loggia del Papa. Gli archi che sormontano il portone sono adornati con statue quasi tutte senza testa. Le teste sono state tutte tagliate durante la rivoluzione francese











            La nostra visita al palazzo si conclude qui e ci rimane veramente poco tempo per un giro in centro. Andiamo verso la piazza del comune dove si trova una bella giostra e fotografiamo la torre del comune. Ancora qualche foto in giro per le stradine attorno al palazzo ed è ora di ritornare al pullman.













            Il ritorno a Marsiglia è decisamente più veloce ma arriviamo a bordo giusto in tempo per cambiarci, andare a teatro (spettacolo con un acrobata-giocoliere) e poi a cena. Di nuovo tutto ottimo ma servizio decisamente lento: capiamo che ci sono stati problemi in cucina e pazientiamo. Siamo in vacanza ed abbiamo tutto il tempo che vogliamo. Domani sarà una giornata di totale relax.

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            • #7
              16 novembre: navigazione. La giornata scorre veloce tra qualche quiz, lettura e tanto relax. I ponti esterni non sono praticabili: c'è troppo vento. Così trascorriamo la giornata tra gran Bar per i quiz e libra bar che è la zona più tranquilla per leggere. A teatro più tardi ci sarà il saluto di benvenuto da parte del comandante.
              Domani arriveremo a Malaga dove siamo già stati 3 volte. Abbiamo già visto l'Alcazaba, il Gibralfaro e la zona di Malagueta con l'arena de Toros; il centro storico con la cattedrale e il museo del vetro e del cristallo e l'ultima volta Granada. Quindi abbiamo scelto l'escursione a Cordova e le aspettative non andranno deluse.
              17 novembre. Puntuali ci troviamo al Gran Bar per ritirare il numerino del bus. Saliamo sul bus insieme ad altri italiani e francesi e scopriamo di essere solo in 35: bene! Un gruppo non troppo numeroso. Ci dirigiamo verso l'autostrada che ci porterà a Cordova.



              All'inizio il paesaggio è brullo, con colline rocciose coperte di arbusti e ulivi selvatici. La zona si chiama la Yedra ( la pietra) e non potevano trovare nome più azzeccato. Ma appena iniziata la discesa si entra in una ampia e lunghissima valle che per chilometri è ricoperta interamente di ulivi che si estendono ininterrotti fino all'orizzonte. Ci troviamo nella più grande estensione di uliveti al mondo. Ogni tanto incontriamo qualche paesino bianco arroccato sulle colline.





              Facciamo una breve sosta nell'unico autogrill che troveremo lungo il percorso e ne approfitto per acquistare un cappello che mi servirà quando arriveremo ai Caraibi.
              Ancora 40 minuti di viaggio ed arriveremo a Cordova.

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              • #8
                Ed eccoci a Cordova. Scendiamo in prossimità dei resti di un vecchio mulino dove ci accoglie un bellissimo gatto







                Siamo a pochi metri dal ponte romano sul fiume Guadalquivir. Il ponte è stato costruito nel I secolo a.C. Ai due estremi del ponte secoli dopo gli Arabi costruirono due torrioni difensivi: la torre Calahorra ancora nella sua struttura originale, ora sede di un piccolo museo, e la pietra del Puente, completamente distrutta e ricostruita a fine del 1500 in Foggia di arco di trionfo in onore del re Felipe II in visita alla città









                Sul ponte si trova anche una statua dedicata all'Arcangelo Raffaele, patrono della città, a cui i cittadini sono molto devoti.





                Entriamo attraverso l'arco di Felipe II e ci troviamo di fronte alla Mezquita, la Moschea- Cattedrale di Cordova. A sinistra l'alta colonna sormontata dalla statua di San Raffaele a vegliare sulla città.





                Alcuni particolari della facciata della cattedrale







                E una bella casa presente nella piazza



                Iniziamo la visita della città costeggiando la Mezquita, per arrivare al dedalo di vicoletti che ci condurranno attraverso la medina e il quartiere ebraico.

















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                • #9
                  Arriviamo davanti alla statua di Maimonides, pensatore, scrittore e medico nato a Cordova nel XII secolo ( la foto e quella del post precedente). Toccarle i piedi sembra che porti fortuna. Continuiamo il nostro cammino e arriviamo a questo busto che raffigura un grande oculista del 1100 che sembra abbia messo a punto l' intervento per la cataratta.



                  Ancora qualche passo ed arriviamo alla Sinagoga. Fu costruita nel 1315, a pianta quadrata, presenta in alto una balconata da dove le donne seguivano la funzione. Nel 1492 gli ebrei furono cacciati dalla città e la sinagoga divenne un ospedale e le pareti furono coperte di intonaco. Nel 1600 fu trasformata in chiesa dedicata a San Crispino e Crispiano. Poi fu di nuovo ospedale. Solo negli anni '60 del secolo scorso, a seguito di un terremoto, una parte di intonaco si è staccato ed è stato scoperto questo.....















                  Continuiamo il nostro giro tra vicoli fioriti, piazzette e balconi che si affacciano sulle stradine































                  Ritorniamo verso la cattedrale ed abbiamo un po' di tempo libero per il pranzo

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                  • #10
                    Scusate, c'è qualche foto doppia...

                    Andiamo a cercare un locale che non sia troppo turistico dove pranzare. Troviamo un piccolo locale dove servono tapas, frequentato quasi esclusivamente da persone che lavorano nelle vicinanze. Assaggiamo diverse tapas scegliendo piatti locali che sono tutti ottimi e molto speziati. Questo l'interno del locale









                    Dopo pranzo abbiamo ancora tempo per un giro prima di iniziare la visita della Mezquita, e sbirciamo nei cortili...















                    Tutto il centro storico ne è pieno e a Maggio sono protagonisti di una bellissima festa: cortili fioriti.
                    È arrivato il momento di raggiungere di nuovo la nostra guida che ci accompagnerà s scoprire la spettacolare cattedrale di Cordova. Ma questo nella prossima puntata...

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                    • #11
                      Costeggiamo il perimetro esterno della cattedrale





                      Ed entriamo attraverso questa porta in un grande cortile rettangolare da cui si vede il vecchio minareto trasformato in campanile. Tutto il perimetro è circondato da un alto muro merlato che lo isola dalla confusione della città. Tutto il cortile è arricchito da palme ed aranci







                      Entriamo all'interno della cattedrale vera e propria. In origine, nel sesto secolo, era un complesso di edifici che componevano una basilica visigota costruita sui resti di una chiesa romana di cui sono esposti alcuni elementi.













                      Con l'arrivo dei mussulmani tutta l'area fu divisa in due parti e venne utilizzata dalla comunità cristiana e da quella mussulmana per alcuni anni. Con il prevalere della comunità mussulmana venne adibita esclusivamente a moschea e furono attuare le prime modifiche all'unica navata che la costituiva con l'innalzamento dei doppi archi che ora la caratterizzano. Ulteriori ampliamenti si ebbero nel X secolo. E nel 1236 con la riconquista di Cordova da parte dei re cattolici fu definitivamente trasformata in cattedrale.

                      Ecco alcune fotografie dell'interno.





















                      La fotografia che segue mostra i resti di una porta della vecchia moschea costituita da un'unica navata



                      Continue aggiunte nel corso dei secoli hanno portato il complesso della Mezquita ad avere una superficie di oltre 23000 mq, 19 navate e ben 856 colonne. In fondo alla navata principale si trova il mihrab: si tratta di una nicchia che indica la direzione della Mecca. Ma nella Mezquita non è perfettamente allineata verso la Mecca e la leggenda racconta che il califfo artefice della sua costruzione l'abbia fatta posizionare verso la città di Damasco, città da cui proveniva.







                      Gli stili architettonici si mescolano e si fondono uno nell'altro....















                      Fino ad arrivare alle cappelle, alla grande cupola e al coro.



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                      • #12




























                        Attraversiamo la piccola sala del tesoro.









                        Ancora qualche particolare...









                        E per ultima la firma dello schiavo ebreo che ha scolpito la colonna su cui si trova



                        La nostra visita a Cordova finisce qui ma sono quasi le 17.00 e il tutti a bordo è alle 18.30. Molti compagni di escursione sono preoccupati: ci sono quasi due ore di viaggio per tornare a Malaga e qualcuno si lamenta che arriverà tardi per il turno di cena...
                        Io e mio marito siamo tranquilli: la nave ci aspetterà di sicuro e mangiare in crociera è l'ultimo dei problemi. Arriviamo al porto alle 18.40, ultimi a salire a bordo.
                        Un passaggio veloce a posare lo zaino e ci fiondiamo in teatro; stasera c'è una cantante sudafricana molto molto brava. Simpatica, coinvolgente e con una voce strepitosa. Lo spettacolo è dedicato alle più belle voci femminili degli ultimi 50 anni: veramente molto bello.
                        Dopo cena dritti a nanna: siamo un po' stanchi e stanotte prima ora indietro sull'orologio....

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                        • #13
                          18 novembre: oggi navigazione e il viaggio verso occidente continua. Camminata, sennò qui si mettono su troppi chili, e poi tanto relax di cui abbiamo tanto bisogno dopo un anno di traversie e malattie in famiglia. La giornata trascorre velocemente e quasi quasi arriviamo tardi in teatro: stasera spettacoli di magia e trasformismo. Passabile.... Costumi, invece, molto belli. Si va a cena: stasera menù Barbieri. Si già che non mangerò bene; non riesco ad abituarmi a strani accostamenti: in cucina sono tradizionalista. La speranza è di sbagliarmi e invece no! Antipasto: filetto di spatola annegato in una salsa di pomodoro anonima e per di più mescolata con il pesto. Sono passata direttamente al secondo con maialino con le mele: passabile, e filetto di merluzzo ( che poi era baccalà) immerso in una zuppa di verdure ( che avrebbe dovuto essere ribollita): veramente orrendo! Ho pensato " mi rifaccio con il dolce" e decido di andare sul sicuro con una classica panna cotta con pesche sciroppate e limone candito. Be', anche questa è stata una delusione: la panna sembrava annacquata ed era totalmente insapore. Prossima cena Barbieri andrò al buffet! Come ho detto forse sono io che non apprezzo...
                          19 Novembre. Arriviamo a Lanzarote, isola che non ho mai visitato ed avendo letto qui sul forum ottime recensioni della escursione Gran Tour di Lanzarote decidiamo di farla anche noi.
                          Già dal porto in lontananza si scorgono le prime alture create dalle eruzioni che si sono susseguite nei secoli



                          Puntuali partiamo alle 8 e lungo la strada incontriamo piccoli paesi di casette bianche e ci spiegano che per legge devono essere costruite di non più di 2 piani e di colore bianco. Se non ricordo male questo deriva da una sorta di progetto artistico di un famoso architetto che dopo aver studiato in Spagna è tornato a Lanzarote dove era nato.





                          Passiamo anche davanti a questo complesso caratterizzato da decine di camini, progettato da Gaudi



                          Man mano che ci allontaniamo da Recife il paesaggio diventa sempre più selvaggio. Rocce nere, ammassate disordinatamente o a volte disposte come a formare delle onde, fanno immaginare le colate di lava che nei secoli hanno plasmato l'isola.







                          Molte rocce sono ricoperte di licheni



                          Ed iniziamo a vedere i primi coni vulcanici







                          Raggiungiamo il parco Timanfaya il cui simbolo è un diavolo



                          Questa zona una volta era abitata ma nel 1730 una terribile eruzione durata ben 6 anni ha completamente cambiato il territorio, distruggendo tutti i villaggi e dando vita ai numerosi vulcani che ora si trovano qui. Un'altra eruzione ma meno intensa si è verificata nel 1824.
                          Ancora oggi in tutta la zona c'è attività magmatica e c'è ne danno una dimostrazione appena arriviamo al centro del parco.
                          Appena sotto la superficie del terreno si trovano lapilli così caldi che quasi non si riescono a tenere in mano, sterpaglie buttate in una buca nel terreno prendono subito fuoco e buttando dell'acqua in un tubo infisso nel terreno si crea un geyser artificiale





                          Nel vicino ristorante c'è persino un barbecue che funziona con il calore del sottosuolo!



                          Ripartiamo in autobus per percorrere la strada dei vulcani dove il panorama è spettrale e nello stesso tempo affascinante.

















                          Ritorniamo verso l'uscita del parco ma prima faremo una sosta per una passeggiata con i dromedari...

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                          • #14
                            Arriviamo alla "stazione" dei dromedari. Sono legati uno all'altro in carovane di circa 10-12 . Ognuno porta un basto con una seggiolina per parte. Ci fanno sedere ci leghiamo con le cinture di sicurezza e quando tutti siamo saliti e legati, uno alla volta i dromedari si alzano. Prima le zampe davanti, e si viene spinti indietro, poi quelle dietro e si è catapultati in avanti: ecco perché ci hanno fatto legare! A questo punto il peso dei due passeggeri viene bilanciato con dei sacchetti di sabbia e si è pronti a partire.
                            Ecco la carovana prima e dopo che i dromedari si sono alzati





                            Ora vi presento il nostro dromedario



                            Era quello più indolente, ci hanno messo un po' a farlo alzare e al ritorno non ne voleva sapere di sedersi per farci scendere.
                            Invece questo è il dromedario che stava dietro di noi a cui piacevo molto: per tutta la passeggiata non ha fatto altro che darmi colpetti con il muso o mettersi di fianco alla mia faccia.





                            Il giro dura un mezz'ora e si capisce perché vengono chiamati le navi del deserto: se soffrite il mal di mare non fa per voi. Il passo del dromedario come quelli del cammello è l'ambio, cioè cammina muovendo prima le zampe di un lato e poi quelle dell'altro; ciò provoca una sorta di dondolio molto accentuato





                            È stato divertente anche se come vi ho detto il dromedario non voleva saperne di sedersi e quando finalmente si è deciso lo ha fatto decisamente "scocciato" e piuttosto di botto: c'è mancato poco che fossimo lanciati in avanti fuori dal seggiolino!

                            Ripartiamo verso la zona dei vigneti che sono ben diversi da come siamo abituati a vedere sulle nostre colline. Nelle zone dove lo strato di lapilli è più superficiale le piante sono disposte in file e protette dal vento da muretti di pietra



                            Oppure piante singole sono accolte in buche scavate nel terreno e protette da muretti semicircolari









                            In una cantina assaggiamo il vino locale e poi via verso la zona costiera dove pranzeremo in un bellissimo hotel. Il pranzo sarà ottimo, organizzato a buffet e con ogni tipo di vivanda: pasta, riso, carne, pesce, verdure e dolci di ogni tipo.

                            Questi gli interni del ristorante e dell'hotel

















                            Terminato il pranzo si riparte verso il Jameo de l'agua e il Mirador del Rio

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                            • #15
                              Arriviamo al Jameo de l'agua: si tratta di un lungo tunnel di lava lungo circa 7 km di cui quasi due sommerso dal mare ed in piccola parte visitabile. È un luogo molto, molto turistico. Si entra in una grotta e scendendo si arriva in riva ad un laghetto sulla cui riva è stato ricavato un bar con diversi tavolini dove fermarsi a consumare una bibita o qualcosa da mangiare. Nel laghetto ci sono dei granchi completamente bianchi e ciechi adattati all'oscurità.



                              Costeggiando il laghetto si esce all'aperto dove è stata ricavata una piscina





                              Superando la piscina e continuando in una zona di nuovo all'interno del tunnel di lava si giunge al teatro in cui vengono tenuti concerti.



                              Risaliamo le scale verso l'uscita e dal piazzale di fronte all'ingresso dove si trova questa scultura....



                              ...scendiamo verso il mare circondati da rocce laviche che arrivano fino in acqua





                              La vegetazione è costituita solo da licheni e piccoli arbusti



                              E questo bellissimo cactus



                              Questa parte dell'escursione è stata la meno interessante: il luogo mi è sembrato un po' finto, costruito ad hoc per i turisti.
                              Risaliamo in autobus e iniziamo a salire verso il Mirador del Rio.
                              Entriamo e percorriamo un breve corridoio in cui sono esposte le copie di terracotte antiche trovate in questa zona





                              Arriviamo all'interno del bar in cui ci sono questi strani lampadari e delle vetrate da cui si gode di un panorama strepitoso!







                              Saliamo al piano superiore attraverso una stretta scala



                              ed usciamo all'esterno e rimango senza fiato


















                              Ormai è ora di rientrare, sono le 17 e alle 18 è prevista la partenza per Tenerife.

                              Ritornando ho scattato ancora qualche fotografia





                              Ed eccoci vicino all'impianto di desalinizzazione: sull'isola non piove quasi mai e non ci sono sorgenti. Quindi importano l'acqua da bere e usano l'acqua del mare dissalata per tutti gli altri usi.



                              Saliamo a bordo ancora una volta per ultimi. È stata di nuovo una bellissima giornata, molto intensa e che mi lascerà bellissimi ricordi e sensazioni uniche.
                              Stasera in nave ci sarà la serata rosso-nera: mi vesto di blu!!

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