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Silversea - e’ italiana la crociera di lusso!

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  • #16
    Proseguendo verso destra si trova un ascensore esterno che permette di salire verso il Castello della Concepcion che domina la cittadina. Restaurato da pochi anni, ospita un interessante museo con preziosi manoscritti medievali, ed è attrezzato con video che ricostruiscono la millenaria storia della cittadina. All'esterno una sorpresa: incontriamo un bellissimo pavone



    prof

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    • #17
      L’ingresso al centro storico è presieduto dal Palazzo Municipale, un gioiello dell’architettura modernista degli inizi del XX secolo. Andando verso il Parco Torres (dietro la Muraglia del Mare) si trova la Cattedrale. Si tratta della chiesa più antica di Cartagena (XIII sec.), i cui resti poggiano sulla gradinata di un preesistente Teatro Romano scoperto nel 1987.
      Per conoscere meglio l’architettura modernista di Cartagena bisogna percorrere la via Mayor, che parte dalla piazza del Comune, e i suoi dintorni. Qui si trovano le Case Cervantes e Llagostera, opere dell’architetto di Cartagena Victor Beltrí, con facciate curatissime, lavori in ferro e rilievi in bronzo rappresentanti figure allegoriche. Altri edifici rappresentativi di questa corrente artistica sono il Casinò, il Grand Hotel, la Stazione Ferroviaria e le Case Maestre e Dorda. Monumenti eleganti e borghesi che ci parlano dello sviluppo economico di questa regione stimolato, alla fine del secolo XIX e inizi del XX, dall’attività mineraria e dall’industria.

      Il municipio


      Casa Cervantes


      Il Grand Hotel
      prof

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      • #18
        E' poi il turno di Valencia. Con lo shuttle gratuito scendiamo a due passi da una "porta" ed entriamo nel centro storico.
        Ci accoglie un’atmosfera inconsueta perché è in corso la festa "Las Fallas" (le fiaccole o i roghi) che dura dal primo al 19 marzo (festa di San Giuseppe). Come a Palermo (e in altre città che hanno recepito questo uso spagnoleggiante) la ricorrenza è associata ai falò e al fuoco.
        Inoltre nella piazza del comune (Plaza del Ayuntamiento) alle due del pomeriggio c’é ogni giorno la “Mascletá”, specialitá pirotecnica composta da una serie di petardi che esplodono ad un determinato ritmo e dal finale spettacolare. Anche qui un’affinità linguistica con la “masculiata” che è il termine che a Palermo indica il gioco di fuoco (in particolare il gran finale con i botti più forti).
        Durante questi giorni di marzo si possono ammirare per le strade decine di “monumenti falleri” nei vari quartieri. Sono dei carri-sculture, alcuni dei quali riescono anche ad arrivare ad un’altezza di oltre 30 metri. Evidenti le somiglianze coi nostri carri di Carnevale (che però sono mobili).
        Nei giorni 17 e 18 di marzo uno degli atti piú suggestivi della festa: la tradizionale offerta dei fiori alla Madonna dei Senzatetto (la Virgen de los Desemparados) dove i valenciani si riuniscono per portare i fiori alla Vergine che ha un suo bellissimo monumento fallero davanti alla chiesa dell’Immacolata. In questi giorni tutte le commissioni fallere sfilano in abiti tradizionali accompagnate da bande musicali.
        Le festa è anche un concorso: una giuria comunale premierà alla fine il “monumento” più bello. Fortissima quindi la rivalità tra i rioni. L’ultimo giorno di festa, nella notte del 19 di marzo, avviene la “Cremá” dove i monumenti falleri prendono fuoco riducendosi in cenere. É una festa incredibile,che attira gente da tutto il mondo. In tutta la città, ma soprattutto nel centro storico (barrio del Carmen), é una agitazione continua e la Cremá é un atto davvero emozionante e sorprendente. Passeggiando tra le vie godiamo quindi di questa incredibile atmosfera: coinvolti anche i bambini che hanno una propria “fallas” più piccola, ai piedi di quella degli “adulti”.



        prof

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        • #19
          Qualche altra immagine della festa, dei costumi e del "monumento" alla Madonna





          prof

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          • #20
            Al di là della festa, il centro storico è gradevolissimo e carico di storia e cultura. Una visita merita la Cattedrale dove, in una cappella all'ingresso sulla destra, è custodito quello che - secondo la tradizione - è il Sacro Graal, il calice utilizzato da Gesù per istituire l'Eucarestia.

            prof

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            • #21
              Da non perdere (anche visitando lo splendido interno) la quattrocentesca Borsa della Seta (Patrimonio dell'Unesco)

              Una visita meritano anche i giganteschi e animatissimi Mercati Generali

              prof

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              • #22
                Un discorso a parte merita "la Città delle Arti e le Scienze". Questa sorta di cittadella occupa la parte meridionale dell’area metropolitana; si estende per buona parte sul letto del fiume Turia, ora definitivamente deviato in seguito ad alcuni straripamenti che avvennero in passato con esiti disastrosi in termini di morti.

                La Ciudad rappresenta uno dei maggiori poli attrattivi per i turisti. Una visita completa impegna non meno di una giornata, da trascorrere perlopiù a osservare le strutture interne. La superficie su cui si estende è calcolata in circa 35 ettari.

                Dal punto di vista architettonico, si divide in quattro grandi edifici, con uno stile costruttivo originale; tutti progettati e curati dal grande architetto Santiago Calatrava, valenciano. All’interno si svolgono continuamente manifestazioni e mostre artistiche di livello internazionale. La parte più stupefacente è sicuramente l’Hemisfèric, dispiegato su circa 13000 metri quadrati. L’area esterna è lasciata in cemento armato e, da lontano, si mostra al mondo come un grande occhio che vede e scruta. Con tanto di ciglia e un bulbo oculare che, tra l’altro, funge da schermo gigante per le innumerevoli proiezioni cinematografiche. L’ingegnoso effetto ottico è notevolmente amplificato da uno specchio d’acqua alla sua base.
                Vicino a esso si trova il Museo de las Ciencias. Dal punto di vista strutturale, l’intento è stato quello di farlo assomigliare a un gigante dinosauro. L’immagine è rimarcata dalle curiose sporgenze e dal colore parzialmente sbiadito. Al suo interno si svolge una serie di mostre ed esposizioni a tema scientifico, molto seguite da bambini e adulti.
                Il terzo polo attrattivo della Città delle Scienze è il Parco oceanico, o Oceanografic, considerato come uno tra i più grandi acquari del mondo. L’aspetto architettonico è stato curato da Fèlix Candela e richiama ogni anno fior di visitatori e appassionati. Le grandi dimensioni, circa 10 ettari di superficie, permettono la presenza di molte specie di pesci e mammiferi d’acqua.
                Il Palacio de las Artes si dedica soprattutto alle manifestazioni artistiche, con spettacoli che si susseguono per tutto l’anno. Rappresenta la quarta opera architettonica in ordine cronologico, sempre per mano del grande ideatore Calatrava. L’intensità e la qualità delle opere messe in scena richiamano gran parte degli abitanti della Comunità valenciana. Insieme all’Hemisferic primeggia per la ricchezza dei dettagli architettonici. Sempre all’insegna dell’originalità, ci sono diversi ascensori che portano i turisti a diverse altezze, creando spettacolari effetti visivi.
                Qualche immagine, che però non rende l'idea di trovarsi in una città del futuro...







                prof

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                • #23


                  Non avendo tempo per visitare tutto all'interno (occorre, come detto, almeno una giornata intera e forse più) abbiamo optato per un giro in taxi per ammirare e fotografare gli esterni.
                  Ripromettendoci di tornare!
                  prof

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                  • #24
                    Vista la particolarità, qualche altra foto di Las Fallas










                    prof

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                    • #25
                      Lasciata la Spagna, rotta verso Montecarlo (dove, tra l'altro, c'è la sede di Silversea). Si arriva addirittura in anticipo e con l'overnight previsto abbiamo quindi più di una giornata intera e di una notte a disposizione.
                      Il primo spettacolo è nel porto stesso dove attracca Silver Wind e dove bisogna cominciare a lustrarsi gli occhi


                      prof

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                      • #26
                        Per chi fa un salto alla rocca di mattina è consigliabile non perdere il cambio della guardia a mezzogiorno davanti al Palazzo Reale


                        prof

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                        • #27
                          A pochi passi c'è la cattedrale e all'interno le tombe tra le quali quella di Grace Kelly. Sulla principessa morta nel terribile incidente c'è anche un percorso lungo tutto Monaco con foto in bianco e nero per le strade che ne ricordano la bellezza e la leggenda

                          prof

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                          • #28
                            Oltre a sgranare gli occhi nel porticciolo, bisogna essere pronti ad altri incontri ravvicinati, stavolta a quattro ruote




                            Un panorama dalla rocca

                            prof

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                            • #29
                              Se non avete valigie di contanti da depositare nelle banche, il polo d'attrazione principale resta ovviamente il casinò,
                              di cui quest'anno si celebra il 150° della fondazione. L'architettura neo-classica della seconda metà dell'Ottocento
                              domina la famosa piazza sia di giorno che di notte




                              All'interno è proibito scattare foto, ma questa immagine del foyer dà un'idea dello sfarzo

                              prof

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                              • #30
                                Per chi capitasse da queste parti ecco le istruzioni minime

                                Si può giocare dalle 14 fino a notte. L'ingresso è libero, non ci sono limitazioni nell'abbigliamento (c'erano molti
                                turisti in jeans e maglietta). Si può giocare alle slot (primo salone) o ai tavoli del salone centrale. Seguono altre
                                sale con slot machines di vari tipi tra lampadari sfavillanti, decorazioni, tappeti e quant'altro. All'interno c'è anche un ristorante
                                e un bar che porta alla terrazza dove d'estate è possibile anche pranzare. Per chi chiede delle salette private per giocare
                                viene chiesto un pagamento a parte. Con i giochi aperti i minori, ovviamente, non sono ammessi.
                                Prima delle 14 tutti i giochi sono chiusi. Sono possibili visite pagando un biglietto all'ingresso (dieci euro) per curiosare tra
                                i saloni. Dallo stesso ingresso di cui avete visto il foyer si accede a una imponente sala concerti.

                                Per Fan: abbiamo trovato tutto tirato a lustro, quindi penso che i lavori siano stati terminati in tempo in vista delle feste
                                per il 150° che andranno avanti fino a luglio con concerti e altre manifestazioni
                                prof

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