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MSC Armonia - Mar Rosso - dicembre 2012

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  • MSC Armonia - Mar Rosso - dicembre 2012

    Cari amici, un saluto a tutti voi e il più caloroso augurio per un sereno Natale e un felice anno nuovo.
    Torno a raccontare qualche cosa di crociere dopo più di due anni di silenzio perchè qualcuno forse non sa ancora che nonostante le cinque fatte, preferisco pur sempre attribuirmi la definizione di crocierista per caso e camperista per vocazione. Da qui anche il mio sciocco nickname in rete.
    Prima di cominciare corre l'obbligo di ringraziare tutti coloro che hanno trattato in precedenza il tema crociere nel Mar Rosso e da cui ho tratto tantissimi spunti per rendere esaltante la mia crociera come nessun'altra prima. In particolare un ringraziamento speciale va a Pmanlio, il cui resoconto http://forum.crocieristi.it/showthre...a+marina+rosso vorrei servisse per illuminare lo scenario dal punto di vista storico e culturale rendendo in tal modo più fluida e snella la mia trattazione dell'argomento, che sarà quindi più rivolta all'aspetto pratico della crociera, a tutto vantaggio dei tanti che stanno per compiere questa bella esperienza. Inoltre questo fotodiario sarà probabilmente scritto a più mani dal momento che durante il viaggio ho avuto modo di conoscere persone simpaticissime che si sono dichiarate disponibili ad entrare nel nostro forum e a dare il proprio contributo in commenti e immagini. Ovviamente invito tutti gli utenti a dire la propria, e soprattutto coloro che hanno già scritto il proprio diario a inserire qui il link all'argomento in modo da facilitare il compito di ricerca e ampliare il materiale a disposizione di chi deve partire.
    Bene, da dove partiamo, da qui?

    Sharm el Sheik parco Ras Mohamed
    No, non corriamo troppo, questo è solo una parte dell'ultimo giorno.....
    Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.


  • #2
    Uno dei problemi principali che si pone il crocierista medio monoreddito come il sottoscritto è come fare a contenere al massimo possibile i costi, vieppiù in un momento così difficile come quello attule. Premesso che in ogni caso, il costo finale sarà non meno del doppio del costo crociera da catalogo, per gli ovvi motivi legati a tutte le spese incomprimibili, quelle accessorie e quelle voluttuarie, cercherò man mano di fornire qualche suggerimento su come poter tirare a fine crociera senza sforare troppo i propri budget. Innanzitutto dove lascio l'auto all'aeroporto? A Fiumicino ci siamo regolati in questo modo: esistono ottimi parcheggi gratuiti nei pressi del municipio, a mio parere non meno sicuri di quelli costosissimi dell'aeroporto. Da lì abbiamo caricato i nostri bagagli sulla efficientissima navetta gratuita chiamata Green Bus che in meno di dieci minuti e con frequenza di ogni quarto d'ora conduce davanti al terminal. Meglio di così si muore e sono già minimo 70-80 euro risparmiati.
    Al check-in troviamo subito un'addetta di MSC Crociere che ci consegna il modulo per il visto egiziano. Il costo di € 22,00 a persona sarà poi addebitato sul conto crociera. Lo accettiamo ma senza compilarlo, dal momento che non ce ne sarà bisogno. All'aeroporto di Sharm ci sono sportelli ben segnalati "VISA" dove provvedere personalmente e con gli stessi tempi di attesa al costo di 15$ o €12,00. Al momento di pagare però un impiegato, a mio parere un po' furbetto, ci chiede 18 euro. Come mai? Si sarà improvvisamente invertito il rapporto di cambio Euro-Dollaro a nostra insaputa? Il dubbio rimane, ma decidiamo comunque di non fare storie, riceviamo il resto in euro-monete (!?) e ci avviamo all'uscita insieme agli altri.

    Ma torniamo per un attimo a Fiumicino: il nostro charter parte in perfetto orario in una giornata piuttosto uggiosa. Non meno buia però deve essere stata faccia del proprietario quando ha scoperto che la sua valigia è rimasta a terra quasi confusa tra gli estintori

    Fiumicino
    Si decolla


    Fiumicino


    Fiumicino

    MSC Crociere ha previsto tre voli dall'Italia: Volo diretto da Fiumicino, volo da Milano Malpensa con scalo a Catania, volo da Venezia con scalo a Napoli. Sul nostro aereo siamo non più di una sessantina, e verremo a sapere che anche negli altri aerei la situazione era pressapoco identica: si preannuncia una crociera da pacchia!


    in aereo

    Sul cibo a bordo stendiamo un pietoso velo


    in aereo
    Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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    • #3
      Per gran parte del volo le nuvole hanno coperto la visuale dai finestrini, quindi era inutile cercare riferimenti visivi sulla posizione, e quando hanno iniziato a diradarsi eravamo già sopra il deserto


      deserto

      L'orografia del terreno in alcune zone sembrava simile ad una rete di capillari venosi:


      deserto

      E finalmente ecco apparire il Mar Rosso:


      P1120496(1)

      Un porto, chissà quale:


      Sinai

      La barriera corallina:


      atollo

      Quando il velivolo inizia a scendere il paesaggio del Sinai si fa più dettagliato:


      Sinai


      Sinai

      Approfitto di una virata dalla mia parte per centrare questo incrocio:


      Sinai

      E le porte di Sharm el Sheikh:


      Parco Ras Mohamed

      Tre ore e mezza di volo più una di fuso orario e siamo già a 27°C. L'impatto è notevole e tutti cominciano a spogliarsi:

      Sharm
      Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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      • #4
        Causa il contemporaneo atterraggio di più voli provenienti dal nordeuropa, l'attesa per uscire si prolunga di una mezz'oretta, e intanto si compila l'ultimo modulo di colore rosa destinato ai passeggeri in transito non egiziani. Altri 20 minuti di pullman e saremo al porto. Nessuna fila al check-in. Il motivo l'avevamo intuito già sull'aereo: la nave è semivuota e ospita solamente 820 crocieristi, con un rapporto passeggeri/equipaggio di 1 a 1. Male per MSC, che per la prima volta porta le sue navi in questi scali, bene per noi che non faremo mai a gomitate al buffet, sugli ascensori, sulle uniche due vasche per l'idromassaggio, sui lettini ecc...I bambini si possono contare sulla punta delle dita e di ragazzi schiamazzanti neppure l'ombra. Con tutto ciò i divertimenti a bordo non mancano e l'equipe dell'animazione, alcuni di essi già conosciuti, darà sempre il massimo per allietare gli ospiti.


        Armonia


        Armonia

        In porto a Sharm si trovano altre due navi: Aida Mar e FTI Berlin. Nonostante Armonia per dimensioni sia la più piccola della flotta MSC dopo la Melody, in confronto a queste sembra un gigante. Aida mar rimane in rada e opera il trasbordo mediante le scialuppe. Farà da modella alle foto del tramonto:

        FTI Berlin


        Aida Mar


        Aida Mar


        Aida Mar


        Aida Mar


        tramonto


        P1120573(1)

        Il tremolio delle lampadine si riflette sulla piscina creando un effetto arabesco


        Armonia
        Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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        • #5
          Un'ultima foto e si rientra per la cena. La partenza è alle 22. Questa crociera è speciale anche dal punto di vista della ristorazione perchè, dal momento che quasi tutti i giorni si ritorna tardi dalle escursioni, saltano i canonici turni per il ristorante, e dalle 18 alle 22 si potrà cenare a piacimento al ristorante o al buffet. Vorrei spezzare una lancia in favore di ques'ultimo: la mia impressione è nettamente positiva, sia per qualità che per quantità di cibi, la carne è ottima, quasi ogni sera si può gustare una buona pizza e i più ghiotti avranno wurstel e patatine fritte a volontà. Dulcis in fundo i rinomati dolci di casa MSC. Nota particolare che ci aveva non poco infastidito su Splendida nel 2010, ora i distributori di bevande sono accessibili H24 e dispongono di acqua, cremino per caffè, latte caldo e freddo, thè e camomilla.





          pizza

          Mi sono sempre chiesto che fine faccia la torta di benvenuto


          wellcome on board

          Ancora due parole sulla nave: malgrado i suoi 12 anni si presenta ancora molto dignitosamente, ordinata e pulita, di quella sobria eleganza frutto di un recente restiling lontano anni luce dalle fantasie farcussiane. Qualche piccolo inconveniente tipo quello capitato del guasto di un intera linea di scarichi WC, viene prontamente sistemato. E non è neppure tanto piccola: i suoi 250 metri si fanno sentire eccome avanti e indietro dai corridoi! Le cabine interne sono invece mediamente più piccole delle navi più blasonate, ma per dormirci bastano e avanzano. La tendina della doccia fa un po' effetto carta di caramella. L'oblò delle cabine esterne al ponte 7 è assolutamente inutile, coperto com'è dalle scialuppe.


          cabina interna


          cabina interna

          Il primo Daily:


          Daily 1

          Buona notte
          Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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          • #6
            Partenza da Sharm alle 22 ma la stanchezza del viaggio, l'ora in meno e soprattutto l'impegnativa escursione di domani a Luxor consigliano di andare presto a nanna. La navigazione sul Mar Rosso è sempre molto tranquilla a differenza del Mediterraneo in questa stagione, ed è quindi adatta a conciliare il sonno. Questo il Daily odierno:


            La mattina a Safaga il cielo è limpido, ma la temperatura piuttosto frizzante consiglia di indossare una giacca leggera, che presto si potrà togliere. Poco dopo le sette partono i pochi pullman diretti a Luxor. Non ho notizia che qualcuno abbia organizzato in proprio questa escursione molto lunga (14 ore) e impegnativa, ma ci sono agenzie tipo la menphys tours http://italiano.************.com/Egitto/# che praticano tariffe molto convenienti per gruppi di almeno 6 o 7 persone e con guida in italiano.
            La nostra guida, Hala, una nubiana di Assuan ci accoglie con aria quasi materna e per lei diventeremo da subito i suoi "Fiori", anzi, "Fiori di fiori". Avremo poi la conferma che anche per loro sono tempi molto molto difficili, il turismo è drammaticamente crollato, i compensi sono sempre in diminuzione e l'unica ancora di salvezza sono le poche mance ricevute.
            La distanza da percorrere verso Luxor è superiore ai 200 Km per circa quattro ore di viaggio, durante il quale non è prevista nessuna sosta intermedia, ragione per cui le necessità fisiologiche si debbono per forza espletare usando il bagnetto interno al pullman.
            Si attraversano principalmente tre ambienti diversi. Il primo desertico montagnoso, il secondo deserico pianeggiante e il terzo lussureggiante di vegetazione. Quest'ultimo corrisponde alla valle del Nilo, il grande fiume, culla della civiltà egizia e ancora oggi principale fonte economica di un paese povero di petrolio e con 85 milioni di bocche da sfamare.
            La strada alterna tratti di asfalto decente a tratti sterrati e polverosi, ma a rallentare la marcia sono principalmente i frequenti posti di blocco (Check point) con guardie armate fino ai denti.


            verso Luxor


            verso Luxor


            verso Luxor

            Mentre Hala snocciola la storia di faraoni e faraone, di dinastie, di alto medio e basso Egitto ad un auditorium sull'abbioccato spinto, cresce tutto il mio disagio di dover documentare quasi tutto il viaggio solo attraverso un finestrino, seduto in un sedile e parafrasando la canzone "Guardando il mondo da un oblò". Ho come la sensazione di trovarmi di fronte ad un immenso schermo televisivo che mostra il documentario di un mondo magico, lontanissimo ma irraggiungibile. Quel mondo invece è lì, ad una spanna dal mio naso incollato al vetro, ma non lo posso toccare, non lo posso vivere, respirare; posso solo rubare qualche immagine, non sempre nitida, ma tutta quella umanità là fuori è come se non mi appartenesse, simile ad un bel giocattolo esposto in un negozio che il bambino può solo guardare ma non toccare.

            La città di Qena è l'unica grande città che si incontra ed è posta all'incirca a metà del tragitto. Attraversarla è un impresa, traffico impazzito, strade dissestate, buche, dossi, lunghe file di automezzi di ogni tipo fermi lungo strada ad aspettare il proprio turno al distributore di carburante, un viavai di carretti trainati da asinelli e ogni genere di mercanzia. Siamo giunti nella valle del Nilo, di cui dapprima percorriamo un lungo canale secondario su cui affacciano umili case ad un piano o a più piani, alcune anche ben decorate ma tutte incompiute. Sono sempre lì in attesa di essere rialzate non appena un membro della famiglia prende moglie.


            Verso Luxor


            verso Luxor


            verso Luxor


            verso Luxor


            verso Luxor


            verso Luxor


            verso Luxor

            E finalmente ecco il ponte sul Nilo. Ci sono tantissime barche da crociera fluviale all'attracco, ma essendo vicinissimi a Luxor, uno dei luoghi più frequentati dai turisti di tutto il mondo, dovrebbero essere molte di più, a detta della nostra guida, segnale che la crisi sta colpendo duramente anche questo settore; per la gente di qua è una vera catastrofe paragonabile ad una mancata piena del Nilo con il suo limo vitale.


            battelli sul Nilo
            Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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            • #7
              Dicevamo del Nilo: tutti sappiamo fin dalle elementari che con le sue periodiche inondazioni il Nilo fornisce al terreno il limo fertile che consente di effettuare ben tre raccolti all’anno. Per questo motivo tra gli antichi egizi, era venerato lo scarabeo come uno dei simboli della fertilità, perché con il suo allontanarsi dalle rive preannunciava l’imminente arrivo della piena del fiume. La principale coltivazione è la canna da zucchero, ma vi sono anche banane, palme da dattero, mango, pomodori e ortaggi vari. Lungo le sponde si svolgono tutte le attività umane e non è raro incontrare bambini che fanno il bagno, donne intente al bucato e così via.
              Purtroppo oggi il grande fiume è seriamente inquinato proprio a causa dell’uomo. La gente vi butta i propri rifiuti, gli uomini vi puliscono gli animali, migliaia di villaggi e anche città immense come Luxor che conta un milione di abitanti sono prive di impianti di depurazione, per non parlare delle fabbriche e delle industrie di trasformazione. Non fanno eccezione neppure i grandi battelli da crociera fluviale che a centinaia solcano le sue acque trasportando milioni di turisti.
              Si potrebbe pensare e qualcuno vorrebbe far credere, che le popolazioni che vivono in stretto contatto con il Nilo abbiano sviluppato una sorta di immunità contro i rischi dell’inquinamento, ma purtroppo non è così: Migliaia di egiziani muoiono ogni anno o si ammalano per cause dirette o indirette, mangiando i cibi prodotti nelle terre inquinate; malattie tipo la terribile febbre del Nilo sono ormai endemiche e l’incidenza delle malattie renali è molte volte superiore alla media.


              verso Luxor
              La signora stende i panni mentre l’asino osserva

              Una moschea

              moschea

              Ancora abitazioni perennemente incompiute


              verso Luxor


              verso Luxor

              Scene di vita quotidiana: chador per le donne, tonaca tradizionale (galabeya) per gli uomini, negozio con veranda e carretti:


              Verso Luxor

              L’attaccamento dei contadini alla propria terra è tale che gran parte di essi preferisce vivere in case che definire misere è riduttivo, pur di mettere da parte i soldi per acquistare altri terreni coltivabili, ma la necessità di forza lavoro nei campi fa sì che oltre il 40% dei bambini in età scolare sia analfabeta, e quel che è peggio è che il governo fa poco o nulla per estirpare questa piaga.

              La lunga trasferta sta per finire: stiamo entrando nella zona archeologica della valle dei Re. Il programma non prevede la visita al tempio di Hatshepsut, la gallinella dal nome impronunciabile che è riuscita a diventare faraona, e la sosta fugace unita alla notevole distanza non consente neppure di scattare una foto decente. Un pensiero va comunque rivolto alla memoria delle 62 vittime innocenti del vile attentato terroristico compiuto dagli integralisti islamici del 1997.


              Tempio di Hatshepsut

              Giunti ad un bivio con una grande mappa dell’immenso sito archeologico della valle dei Re, si conclude anche il mio reportage fotografico della zona. Dopo pochi chilometri infatti non sarà più consentito portare con sé le apparecchiature, anche se qualcuno riesce ad eludere la stretta sorveglianza e scattare foto con il cellulare pur se solo all’esterno delle tombe reali. Il biglietto d’ingresso compreso nell’escursione consente la visita solo di tre delle innumerevoli tombe sparse su di un’area vastissima e tutt’ora oggetto di scavi.
              L’emozione è grandissima nel trovarsi di fronte ai celebri dipinti sempre ammirati solo attraverso i documentari televisivi, tuttora intatti nei loro splendidi colori dopo più di tremila anni.
              Non è compresa nel prezzo invece la visita della tomba di Tutankamon, tomba che custodisce il sarcofago e il corpo mummificato del re morto a soli 19 anni in seguito ad una probabile infezione malarica. Personalmente sconsiglierei di spendere altri 15 euro a persona (anche se la gran parte di noi lo ha fatto), a meno che non si riesca a resistere alla giustificabile tentazione di trovarsi a tu per tu con i resti dell’antico sovrano, su cui abbondano miti e leggende.
              Prima del ritorno ai pullman assistiamo ad una curiosa quanto inquietante scenetta: un guardiano corre verso di noi con il fucile spianato e fare minaccioso. Il suo obbiettivo è però uno dei venditori di cianfrusaglie che provava ad importunare i turisti nonostante il divieto. Il poveretto inseguito per qualche decina di metri cerca scampo salendo tra le pietre della montagna finchè il militare non desiste dall’inseguimento. C’è da scommettere che la stessa scena si ripeterà chissà quante altre volte prima di sera.
              La mattinata, prima del pranzo in hotel si conclude con la sosta ai colossi di Memnone, due enormi statue di pietra del faraone Amenhotep III, eretti 3400 anni fa e alti 18 metri. La fame ci attanaglia e non vogliamo sapere di più, e di sicuro anche chi mi sta leggendo!


              Colossi di Memnone


              Colossi di Memnone


              Colossi di Memnone
              Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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              • #8
                Non è facile resistere all’assalto delle decine di acchiappaturisti che affollano ogni punto di sosta e al grido di “un euro, un euro!” ti rincorrono come mosche sul miele, ma alla fine dopo una serie di dribbling alla Maradona guadagniamo incolumi il nostro pullman destinazione Hotel Karnak nel centro di Luxor sulle rive del Nilo. Però come non pensare all’abisso che ci separa da questa umanità ai limiti della sopravvivenza e ai motivi di tanta disuguaglianza? Come non riflettere sulle responsabilità dei paesi occidentali ricchi che per secoli hanno pensato solo a sottrarre risorse ai paesi africani senza dare loro nulla in cambio? E’ vero, il canale di Suez lo hanno costruito gli europei, come pure la diga Nasser ad Assuan, ma alle popolazioni locali sono andate solo le briciole degli immensi profitti finiti altrove. E ora ci si mette anche l’instabilità politica a complicare una situazione drammatica già di per sé. Ma intanto noi dobbiamo far finta di niente, siamo qui per divertirci, ci interessa solo il loro splendido passato, il presente non ci riguarda e….il pullman non aspetta.




                Verso l’hotel abbiano appena il tempo di scorgere il grande tempio di Luxor, l’antica Tebe degli egizi e scattare al volo qualche foto:


                Tempio di Luxor


                Tempio di Luxor


                Tempio di Luxor


                Tempio di Luxor

                La porta di Ramesse II con le grandi statue e uno dei due obelischi. L’altro si trova a Place de la Concorde a Parigi


                Tempio di Luxor

                Il Sofitel Karnak


                Sofitel Karnak

                La feluca ormeggiata lungo il Nilo:


                feluca
                Il pranzo al buffet era buono, ma il piatto forte della giornata è un altro: il tempio di Karnak. Qui lascio la parola agli archeologi esperti del forum (Leo, Manlio & c.) e mi limito a mostrare una carrellata di foto non senza qualche sorpresa:


                Karnak Luxor


                Karnak Luxor


                Karnak Luxor


                Karnak Luxor


                Karnak Luxor


                Karnak Luxor





                Karnak Luxor


                Karnak Luxor


                Karnak Luxor


                Karnak Luxor
                Statua con cappellino di palma


                Karnak Luxor


                Karnak Luxor


                Karnak Luxor

                Ai cani invece interessa di più la Karnec


                cani a Karnak



                Karnak Luxor

                La sala delle offerte


                Karnak Luxor


                Karnak Luxor

                Lo scarabeo sacro: bisogna fargli tre giri intorno e poi esprimere un desiderio:


                Karnak Luxor

                Il suppostone:


                Karnak Luxor


                Karnak Luxor

                Il guardiano:


                Guardiano

                Qui tutte le donne del gruppo hanno esclamato entusiaste: “Grazie al Ka…rnac!!”


                Caspita che Ka...rnak

                Per oggi è proprio tutto. Rientro in nave alle 21. Domani, sarà una giornata di assoluto riposo in attesa di Israele con Masada e il Mar Morto.
                Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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                • #9
                  Originariamente Scritto da Odisseo Visualizza Messaggio
                  Le motivazioni del divieto si conoscono?
                  Obbiettivamente le motivazioni sono strettamente legate all'integrità dei dipinti all'interno delle tombe, integrità che verrebbe compromessa dall'uso di flash. Così precauzionalmente il divieto è esteso anche all'area esterna, peraltro molto meno interessante. Il consiglio è quello di lasciare l'apparecchiatura dentro il pullman, onde evitare brutte sorprese quando si ritira il materiale consegnato all'ingresso.
                  Questa è l'ultima foto al pannello con mappa:


                  mappa area archeologica
                  Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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                  • #10
                    La seconda giornata a Safaga prevederebbe qualche altra escursione interessante, e alcuni passeggeri sfrutteranno quella ad Hurgada che MSC ha inserito in promozione gratuita per chi avesse prenotato la crociera un mese prima della partenza. Noi però preferiamo rimanere sulla nave e gustarci la bella giornata in tutto relax.
                    E' opportuno però dare un'informazione importantissima a coloro che desiderano trascorrere una giornata indimenticabile a Sharm el Sheikh tra quattro giorni, informazione utile anche a chi è in crociera con Costa Voyager sullo stesso itinerario. Appena possibile occorre acquistare una SIM telefonica egiziana per poter telefonare anche in Italia a costi irrisori!!!! Quindi: uscire dalla nave e dal porto, dribblare i tassisti, dirigersi a destra lungo il viale principale di Safaga e dopo circa un Km entrare nel negozio che espone l'insegna Vodafone. Si tratta di schede SIM apposta per turisti con validità sei mesi e si possono trovare quasi ovunque, anche nei resort. Stesso discorso per chi decide di fare shopping ad Hurgada. A questo punto per chi non lo avesse già fatto in precedenza via internet (consigliato), occorre contattare subito BATTISTA http://www.battistaescursioni.net/sh...ntact&Itemid=3, ma attenzione solo se in gruppi di 2 max 6-7 persone. State certi, non ve ne pentirete!!

                    Questo è il Daily di oggi:


                    Daily 3
                    Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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                    • #11
                      Dicevamo della giornata di relax a Safaga. La mattinata è soleggiata e presto si raggiungono i 25-26°C . La si trascorre in parte a fare jogging sul ponte passeggiata, molto più largo del normale…


                      MSC Armonia

                      …all’idromassaggio, a quest’ora deserto…


                      idromassaggio

                      …al solarium…


                      solarium


                      vetrate

                      …e a spasso per una nave quasi tutta per noi


                      bandiera egiziana


                      MSC Armonia

                      La povera bestiola non ce l’ha fatta, chissà perché.




                      Lo specchio di poppa è il vero asso nella manica di Armonia dal punto di vista estetico…


                      MSC Armonia

                      …ma dal ponte 8, dove abbiamo la cabina, si può accedere alla terrazza di prua molto panoramica. Peccato solamente che per ragioni di sicurezza rimanga sempre chiusa durante la navigazione.


                      Aida e Armonia Panorama

                      Non manca neppure il tempo per una sortita all’esterno per dare un’occhiata in giro.


                      MSC Armonia

                      A dispetto della giornata quasi estiva per noi, i locali la considerano invernale a tutti gli effetti e indossano abiti pesanti. L’immagine più classica è quella degli uomini che fumano il narghilè, più comunemente chiamato "sciscia"


                      Safaga


                      Safaga

                      Entriamo in un centro polisportivo attraverso quello che un tempo il portone d’ingresso


                      Safaga


                      Safaga

                      Altre istantanee:


                      Safaga

                      [url=http://www.flickr.com/photos/flavioraule/8318370872/]Safaga[/url


                      Safaga


                      Safaga


                      P1120762(1)


                      P1120759(1)


                      Safaga
                      Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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                      • #12
                        Ancora qualche foto e poi il definitivo rientro in nave:













                        Si gioca di sotto....




                        ....e di sopra







                        Ascolta, si fa sera...










                        La serata si conclude a Teatro con lo spettacolo Senses, e con il Comandante Paolo Russo:




                        A domani
                        Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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                        • #13
                          EILAT

                          Hei…lat, salve a tutti i crocieristi del forum. Che io appartenga o no a quella categoria, oggi galleggio proprio come fanno…certi!



                          Ma andiamo per ordine:




                          Sveglia all’alba per una giornata che si preannuncia elettrizzante: Masada e il Mar Morto. Il programma odierno prevede anche due escursioni a Gerusalemme, la prima con ritorno in aereo, e la seconda, che il sito MSC non riporta, interamente via terra e meno costosa. Entrambe sono molto lunghe (320 km di sola andata) e stancanti, ma soprattutto con l’incognita delle condizioni meteo, che a Gerusalemme di questa stagione sono assai variabili e con frequenti piogge.
                          Molto più sicura da questo punto di vista è invece l’escursione che abbiamo scelto e che volendo si può effettuare molto più liberamente servendosi di tour-operator locali, con indubbio risparmio di tempo e di denaro.

                          Una quarta escursione alle miniere di rame di Re Salomone viene addirittura annullata e rimborsata per mancanza del numero minimo di partecipanti. Del resto era prevedibile, dato il maggior richiamo delle precedenti e in relazione al totale dei crocieristi che come accennato non supera le 850 unità. Una maggiore presenza sarà prevista solo durante le due crociere di Natale e capodanno, e poi tornerà ad abbassarsi a questi livelli fino ad aprile quando Armonia tornerà nel Mediterraneo.

                          Nel nostro pullman siamo in 28, compreso un piccolo gruppo di spagnoli. La guida, un israeliano con cappello a larghe tese da cowboy parla un misto di italiano e spagnolo e riesce senza troppa fatica a farsi comprendere da entrambi.

                          Usciti da Eilat, cittadina di 50 mila abitanti stretta fra l’egiziana Taba e la giordana Aqaba, si entra nell’immenso deserto del Neghev,. Nonostante sia considerato “deserto assoluto”, con un indice di piovosità inferiore a 200 mm l’anno, e ricopra più di metà della superficie dello stato di Israele, il Neghev presenta diverse aree ricche di vegetazione (palme e acacie), e terreni coltivati in maniera intensiva grazie ad un moderno e oculato sistema di sfruttamento delle acque. Nei Kibbutz si coltiva di tutto, si produce di tutto e tutto viene condiviso con tutti. E bla bla bla bla…..



                          La strada dal fondo impeccabile procede costeggiando montagne di varietà di colori diversi, segnate da caratteristiche venature verdastre, indice di presenza di rame, grande risorsa fin dall’antichità.



                          Dopo l’unica sosta “idraulica” presso un’area di servizio si sale fino ad un valico da cui inizia una discesa lunghissima verso la più profonda depressione della terra, il Mar morto, -403 m.s.l.m.



                          Il panorama è stupendo



                          Le montagne cambiano colore, diventando bianche: sono immensi mucchi di sale grosso.





                          La nostra prima meta di oggi è vicina: la fortezza di Masada...
                          Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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                          • #14
                            Di Masada e di Erode, di salario e di romani, di sicari e di zeloti si è ampiamente discusso in altre pagine di questo forum. Particolarmente magistrale è la trattazione di Manlio tra l’accademico e il romanzato, che si trova in queste pagine, http://forum.crocieristi.it/showthre...+marina+rosso; ragione per cui non mi dilungherò in ulteriori dissertazioni storiografiche, ma mi limiterò a brevissimi commenti sulle immagini.

                            L’imprendibile fortezza si erge imponente e solitaria sulle montagne che affacciano sul Mar morto e lassù l’aria d’inverno è fresca e asciutta. L’edificio da cui parte la funivia ospita oltre ad un piccolo museo e ad un negozio di fanghi, sali e altri prodotti del Mar morto, anche una sala di proiezione, dove, prima di salire sulla funivia si assiste ad un breve filmato tipo Holliwood che spiega la storia così come è stata raccontata dall’unico cronista dell’epoca, mio omonimo, il romano Josephus Flavius, per i contemporanei Giuseppe Flavio. Il video è in lingua inglese con sottotitoli in spagnolo; italiano zero, ma non si fatica molto a comprendere la storia anche guardando le sole immagini. Personalmente ritengo queste soste un’inutile perdita di tempo, soprattutto quando le ore di luce sono poche e le cose da fare sono ancora molte. I più allenati e pratici di sentieri di montagna infatti, troveranno una tentazione irresistibile quella di salire subito in funivia, visitare con tutta calma il sito e poi scendere a piedi lungo il sentiero panoramico che d’inverno non è mai troppo esposto al sole cocente.









                            Questi sono storni di Tristam, gli unici guardiani di Masada:









                            Subito uno sguardo al Mar morto:











                            E uno dalla parte opposta:



                            La striscia scura sui muri separa idealmente le parti originali e quelle restaurate:



                            L’area è molto vasta e soleggiata



                            Questo è il modello di quella che fu la fastosa dimora di Erode:



                            E queste sono le rovine della dimora, che ho potuto raggiungere scendendo da solo la rupe da una ripida scalinata di ferro, sconsigliata a chi non è sufficientemente allenato:





                            Dal balcone in alto a destra gli altri compagni non si sono neppure accorti della rapida fuga dal gruppo.





                            La guida illustra l’ingegnoso sistema di canalizzazioni sotterranee con il quale gli abitanti di Masada facevano arrivare l’acqua dalle montagne circostanti convogliandola in enormi serbatoi



                            La colombaia:



                            Una delle porte interne



                            Uno degli accampamenti dei Romani usati per l’assedio



                            Il sentiero utilizzato dagli invasori per l’attacco finale alla fortezza



                            Il cineoperatore di MSC all’opera per il video sull’escursione: oggi è contento, ma la settimana precedente a Gerusalemme racconta di aver preso una gran quantità di pioggia.



                            Ed ecco l’ingresso alla sinagoga



                            All’interno è in bella mostra una Torah…



                            …e un rabbino è intento a trascrivere testi sacri, mentre all’esterno un ragazzino intona salmi cantando in antico ebraico.



                            L’insegnante e la scolaresca



                            La Masada romana



                            Le terme: un’intercapedine sotto il pavimento conteneva l’acqua riscaldata e il calore saliva attraverso mattoni forati a guisa dei moderni termosifoni



                            I mosaici





                            E’ proprio tutto, e lo stomaco reclama. Si scende, purtroppo con la funivia!

                            Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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                            • #15
                              Scendiamo al Mar morto alle tre del pomeriggio e il sole sta declinando dietro le montagne alle nostre spalle.



                              L’albergo che ci accoglie è uno degli ottimi centri termali della zona, attrezzato con spiaggia privata, piscina esterna e centro benessere. Il pranzo a buffet è discreto, con le immancabili specialità Kasher tipiche della tradizione ebraica.





                              Il tempo stringe, e non appena ingurgitato l’ultimo boccone indossiamo il costume da bagno pronti per l’agognato bagnetto. Rischio congestione postprandiale? Nessuno. Non si può annegare neppure volendo! Acqua fredda? Ma nemmeno per idea, anzi è più calda che a Varazze d’estate.

                              Il Mar morto di mare non ha proprio nulla, e se vogliamo dirla tutta non è neppure morto, tutt'al più moribondo. Del mare ha solo il sale, tanto, tanto sale, la sostanza che anticamente era così preziosa come per noi oggi il petrolio, e che era perfino usata per pagare gli stipendi a fine mese.



                              Si tratta piuttosto di un grande lago con un unico scarso immissario, il Giordano, e nessun emissario. La concentrazione salina è tale che l’acqua del fiume reso sempre più asfittico a causa dell’impoverimento operato a monte, non riesce neppure a penetrare negli strati più profondi. Malgrado ciò, parafrasando il buon Archimede pitagorico: “Un corpo immerso nel liquido del Mar morto riceve uno spintone dal basso verso l’alto….che te lo ricordi, eccome!”.
                              La posizione ideale è quella tipo bebè in culla, ma è possibile anche quella verticale, più faticosa perché occorre lavorare di gambe, dove il corpo emerge dall’addome in su.



                              Il sapore di questa specie di immensa salamoia è amarissimo e disgustoso, quindi guai ad appoggiarvi la lingua, e men che meno sollevare spruzzi se non si vuole rischiare effetti devastanti agli occhi. Non ha fondamento invece la convinzione che i costumi da bagno tendano a scolorire: è sufficiente una bella doccia e tutto il sale se ne va. Chi teme di immergersi fuori, può comunque usufruire della piscina interna all’hotel, che come salinità non scherza. I teli da bagno li fornisce la casa, insieme alle dovute avvertenze:



                              “Già tutta l’aria imbruna…” diceva il Poeta, le montagne del versante giordano si riflettono sulle acque tranquille, di tanto in tanto increspate dal gorgoglio delle acque sotterranee di scarico della salina:





                              A malincuore occorre lasciare il grande lago salato alla sua lenta agonia.

                              Sì perché non è ancora morto definitivamente. Lo sarà forse tra qualche secolo se l’evaporazione che gli sottrae ogni anno qualche metro di profondità non trova adeguata compensazione. Già ora la sua parte più meridionale è in secca e le saline da cui si estraggono grandi quantità di sali di potassio e di magnesio viene alimentata da canali artificiali che partono dalla parte settentrionale.
                              Torniamo in nave alle 20,30, non prima di aver convinto l’autista a passare per il centro della cittadina di Eilat, sfavillante di luci e di colori come una delle nostre località balneari in estate, e che infine salutiamo sulle note della celebre canzone di Fiorella Mannoia.

                              http://www.youtube.com/watch?v=NySl1MTPCXk " data-vcode="NySl1MTPCXk" data-vprovider="youtube" >



                              Ed è tutto. Buon 2013

                              Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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