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MSC Armonia - Mar Rosso - dicembre 2012

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  • #16
    AQABA e PETRA

    ''Il sorriso è il colore della vita'' (proverbio Giordano)
    Ho rubato la citazione di Manlio all’inizio del suo illuminante diario e la condivido pienamente.http://forum.crocieristi.it/showthre...a+marina+rosso .
    Tuttavia in troppi casi il colore del sorriso viene oggi nascosto da un cieco egoismo spacciato per dettame religioso, e come un fiore strappato dal suo stelo e rinchiuso in una cassaforte inaccessibile a poco a poco inaridisce e si spegne, così la vita perde uno dei suoi colori più belli.



    Vorrei cominciare con questa nota velata di malinconia nel pensiero di tutte le persone oppresse in nome di qualsiasi ideologia, il resoconto di una straordinaria giornata che ci ha visto raggiungere una delle mete più agognate da tutti i viaggiatori del mondo, la seconda delle sette meraviglie del mondo moderno: Petra.



    Ma procediamo come al solito per ordine, anzi, andiamo al 31 dicembre 2012. Perché?
    Perché sarei curioso di sapere dai passeggeri di AIDA MAR ancorata ad Aqaba la notte di capodanno che impressione avranno avuto nell’assistere dal ponte della loro nave a due festeggiamenti di Capodanno a distanza di un’ora l’uno dall’altro. Mi spiego meglio: Aqaba ed Eilat distano tra loro poco più che una spanna, ma le due città fanno parte di un fuso orario diverso, ed è per questo motivo che i giordani hanno visto l’anno nuovo arrivare un’ora prima che gli israeliani. In verità il fuso orario sarebbe lo stesso, ma i giordani hanno deciso unilateralmente, non so quando e neppure perché, di prolungare la durata dell’ora legale, e questo spiega l’arcano.

    Fuso o non fuso, un’altra ora di sonno in meno non si farà certo sentire più di tanto, dal momento che l’eccitazione per ciò che ci aspetta oggi è già al massimo.

    Il Daily odierno dice:



    Oggi solo escursioni a Petra. Cancellata quella nel deserto di Wadi Rum per insufficienza di iscrizioni.

    Armonia leva gli ormeggi da Eilat verso le sei del mattino e in meno di mezzora attracca ad Aqaba.
    La mattinata è fresca e limpida come i giorni precedenti, e dal ponte si può ammirare la grande bandiera di 20 metri per 40 che sventola dall’alto di un pennone di 137 metri. Non si tratta però della bandiera giordana, ma di quella della Rivoluzione araba, rivolta che segnò la fine della dominazione turco-ottomana. Il vero vessillo nazionale è questo:



    In questa escursione abbiamo optato per il pranzo al sacco, nella convinzione di poter avere più tempo a disposizione per la visita di Petra, ma il vantaggio di tempo si rivelerà veramente minimo e il pranzo al sacco fornito dall’albergo veramente scarso! In poche parole, addio al sogno di arrivare al Monastero!



    La nostra guida è un giordano che ha studiato all’Università per stranieri di Perugia e parla italiano meglio di me.
    Mentre il pullman esce dalla città e si arrampica sulla montagna apprendiamo interessanti notizie sulla storia e l’attualità del suo paese, notizie che tenterò di riassumere in breve:
    Aqaba rappresenta l’unico sbocco sul mare di una nazione quasi interamente desertica di circa sei milioni di abitanti, per gran parte concentrati nella capitale Amman. Tutto il paese conta solo 12 città, il resto sono piccoli villaggi e accampamenti di beduini. La striscia di costa stretta tra Israele ad ovest e l’Arabia Saudita a est misura solamente 28 Km. Il paese è privo di risorse petrolifere, fatta eccezione per alcuni giacimenti al confine con l’Iraq ma assai scarsi e difficili da sfruttare. Il petrolio viene quindi importato dai vicini, in particolare dallo stesso Iraq, con il quale prima della guerra del golfo (ricordate il Kwait e Saddam Hussein?) era in ottimi rapporti, tanto che l’oro nero arrivava quasi gratuitamente. La situazione oggi è cambiata e i cittadini giordani devono fare i conti anche con i costi dell’energia, che da un giorno all’altro sono aumentati del 40%. E non hanno neppure l’acqua, dal momento che l’unica fonte importante, il fiume Giordano le è stata in parte sottratta dagli israeliani, che dopo l’occupazione dei territori palestinesi ne hanno deviato il corso a proprio vantaggio. Da quanto detto finora si comprende come la Giordania sia il classico vaso di coccio tra tanti vasi di ferro, e già questo ce la rende simpatica. Ma allora ci si chiede: di che campa questa gente? La risposta ce la dà la nostra guida mentre imbocchiamo la veloce autostrada verso la capitale: “Ecco, vedete? Sulla destra corre l’unico tratto ferroviario del paese, che è anche l’unica cosa utile che ci ha lasciato la dominazione ottomana. Questa ferrovia trasporta solo merci dall’interno verso il porto di Aqaba e viceversa, in particolare i sali di fosfato e carbonato di potassio e di magnesio provenienti dal Mar morto, ma anche bestiame e prodotti agricoli. Di altro abbiamo solo il turismo” e mentre superiamo un posto di dogana aggiunge: “ Aqaba è ben attrezzata per competere con Eilat per la leadership dell’offerta turistica in quest’angolo di Mar rosso ed è porto franco per le merci (n.d.r. come Livigno, ma che differenza!)” La sintesi finale è la seguente: “ La Giordania è un paese ospitale, intende avere buoni rapporti con tutti, la casa regnante è amata dalla popolazione nonostante incarni una monarchia quasi assoluta, ma non abbiamo risorse da sprecare, e la gente che desidera stabilirsi qui deve sapere che dovrà lavorare tutta la vita!”

    La strada corre veloce lungo il deserto e le montagne del Wadi Rum (la pronuncia corretta è Uadi Ram), teatro delle gesta del mitico Lawrence d’Arabia, eroe e vittima della vittoria contro l’occupazione ottomana.







    L’autista guida sgranando velocemente una specie di rosario con la mano sinistra tenendo il volante con l’altra. Non sta pregando come sono soliti fare i mussulmani, ma usa il rosario come antistress! E poi non è neppure mussulmano, ma cristiano ortodosso, una delle minoranze religiose del paese. La tolleranza verso tutte le fedi religiose è massima in tutto la Giordania e i gruppi fondamentalisti hanno un peso quasi irrilevante.

    Poi la strada prende a fare su e giù tra un continuo mutare di paesaggio, così uguale ma sempre così diverso.





    Il punto di sosta si trova alla ragguardevole quota di 1500 m.s.l.m. Fa molto freddo! Ci accoglie un piccolo locale con annesso negozio di articoli di artigianato. L’esterno è addobbato con festoni, alberi di natale e la scritta “Buone feste” in italiano. Ci aspettavano?

    Il panorama lascia senza fiato:









    In lontananza si scorge la sagoma di un edificio bianco sulla sommità di una montagna: si tratta della famosa tomba di Aronne, il tempio presso cui Johann Ludwig Burckhardt, spacciatosi per commerciante mussulmano desideroso di portare un sacrificio al profeta, riuscì a farsi rivelare la segretissima ubicazione della città santa dei Nabatei.
    Grazie a lui, ora Petra è vicinissima, oltre quella collina, oltre quel villaggio, Taybeh, che sembra appena uscito da un presepio:






    Continua…
    Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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    • #17
      La temperatura si alza man mano che scendiamo ai 900 metri di Petra. Il pullman ci scarica in un ampio parcheggio a pochi passi dall’albergo dove alle 13 è fissato il ritrovo per il pranzo. Anche chi ha prenotato il pranzo al sacco dovrà obbligatoriamente ritirarlo all’ora stabilita, azzerando di fatto il tempo che si potrebbe guadagnare se lo si portasse appresso. Considerando che la qualità lascia molto a desiderare (due panini mollicci dal contenuto indefinibile, un cetriolo, un pomodoro, una mela, una banana, un dolcetto orribile e una bottiglietta d’acqua), consiglierei di fare rifornimento di panini e dolci al buffet della nave prima di partire, e consumarli strada facendo durante la visita.



      Importante e tassativo è di ritrovarsi al pullman entro le 14, perché Armonia salperà alle 17. Questo non significa necessariamente che avanzerà il tempo per salire al monastero, ma almeno si faranno le cose possibili senza l’ansia del ritorno.
      Dall’ingresso (€ 50,00 per chi arriva in proprio) all’inizio del canyon (Siq), bisogna percorrere a piedi circa 800 metri di buon sterrato in lievissima discesa, e chi proprio non riesce a resistere al fascino del traino con cavallo troverà immediatamente ciò che desidera al richiamo di “Horses!, Cheep price!, Italiani?”



      Fino al controllo biglietti si potrà mantenere l’abbigliamento leggero, ma una volta entrati nel Siq, zona totalmente in ombra, è prudente rimanere coperti.



      Avendo fatto tesoro delle informazioni raccolte dai diari degli esimi prof. Manlio e Leo, ci permettiamo di abbandonare la compagnia e procedere speditamente verso il “Tesoro”. Lo spettacolo sta per cominciare.
      Da questo punto in poi parleranno solo le immagini, ma prima corre l’obbligo di dare un modesto e sintetico consiglio di tecnica fotografica da dilettante quale sono: cerchiamo di inserire nell’immagine il minor numero di persone possibile, giusto il minimo indispensabile per dare il senso delle proporzioni all’inquadratura. Troppa gente distoglie l’attenzione dell’osservatore e la concentra su elementi di secondaria importanza. Ricordiamoci della regola dei terzi, evitando di mettere il soggetto al centro della composizione e magari preferire la ripresa di spalle piuttosto che frontale nelle situazioni in cui si desidera trasmettere il senso del movimento verso un determinato luogo. Importante è servirsi di un cavalletto nelle situazioni si scarsa illuminazione e cercare angolature diverse dalla classica posizione frontale. Il flash appiattisce l’immagine e va utilizzato il meno possibile e in particolare nelle situazioni di eccessivo controluce o per attenuare le ombre sui visi. Ricordiamoci che le foto a mezzogiorno non hanno lo stesso fascino di quelle scattate al mattino o alla sera!



























      La classica foto dell'uomo con cammello:















      A dopo, intanto mi sorseggio un buon thè alla menta...
      Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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      • #18
        Mmm, buono questo thè alla menta!
        Mentre lo sorseggiavo voluttuosamente, non ho potuto non ricordare a me stesso quante analogie si possano riscontrare tra le tecniche costruttive e architettoniche dell’epoca nabatea e quelle utilizzate dalle nostre popolazioni etrusche, e in particolare nelle “vie cave” di Pitigliano, nel cuore della maremma toscana, e negli stessi monumenti sepolcrali della vicina Sovana: stesso sistema di raccolta e canalizzazione delle acque, stessa tecnica di costruzione per sottrazione di materiale dall’alto verso il basso. Le idee hanno sempre camminato di pari passo con l’uomo!

        Pitigliano (GR), via cava di Poggio cani


        Pitigliano (GR), via cava di San Giuseppe





        Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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        • #19
          Bando alle ciance e rimettiamoci in cammino: siamo dunque arrivati in fondo al Siq e all’improvviso cosa troviamo? Il Kazhneh, il tesoro? No, una folla di persone vocianti armate di fotocamere e telecamerine. A questo punto la mia natura di camperista, abituato ad arrivare quando tutti se ne vanno e a tagliare la corda prima che gli altri arrivino, si ribella e fa “fianco destr!” Quei giapponesi dritti impalati con la mascherina alla bocca che si fanno riprendere in mezzo ai figuranti vestiti da armigeri, proprio non li sopporto. Il tesoro può aspettare.
          Ah quanto avrei desiderato giungere all’alba con il mio vecchio Elnagh e restare in contemplazione fino al momento i cui fosse spuntata la luna insieme alle stelle ad illuminare tanto splendore!!

          Il sentiero prosegue verso destra e torna a fare caldo. Dietro l’angolo assistiamo ad una scena che molto volentieri avremmo voluto evitare: Due cammellieri tengono stretta a terra la testa di un dromedario per lunghissimi interminabili minuti allo scopo probabilmente di aggiustare i finimenti. La povera bestia tenta invano di divincolarsi e manda strazianti lamenti il cui eco si ripercuote per tutta la vallata. Proviamo un moto di raccapriccio e tuttora quei lamenti risuonano nella nostra testa.



          Proseguiamo il cammino con direzione Tombe reali: rinunciato all’idea di arrivare al monastero per evidenti limiti di tempo, possiamo tranquillamente raggiungere almeno questo obbiettivo, e non è poco. Intanto lungo il sentiero lo spettacolo continua:

          Sulla sinistra i resti di un crollo: terremoti, erosione, ingiurie del tempo e degli uomini! Eppure Petra è ancora lì.







          “One dirar, un euro, good pice!”



















          La pietra trasuda rosso sangue









          C’è sempre un italiano idiota che lascia la sua ignobile traccia in giro per il mondo (v. in basso a destra)

          Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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          • #20
            …sembra un villaggio da film western



            E cammina cammina…



            …Ecco le tombe reali







            Gli affreschi li ha dipinti madre natura





            Dall’alto la zona romana





            Panorama (per la vista a schermo intero cliccare sulla foto e allargare su Flickr)



            Il bazar





            Caro ciuchino, l’erba voglio non cresce nemmeno nella valle dei re!



            Quadretto famigliare



            Impara l’arte…



            .....
            Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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            • #21
              Mezzogiorno di fuoco:







              Cucu...



              Settete!



              Supermarket



              Vista...coperta



              Viste...coperte





              Gatti di petra



              Figura inquietante



              Figure rassicuranti



              ........
              Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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              • #22
                ......

                "Pensavo fosse amore, invece era un calesse"...





                ...con elefante



                Petra moderna. Tutta un'altra pietra:



                Un ultimo nostalgico sguardo dal finestrino...



                ...e prima di sera si rientra in Armonia. L'immensa bandiera non sventola più:



                Aqaba moderna



                Aqaba vecchia....e qualche parabola



                Le ombre della sera calano sulle montagne



                Che succede, incendio a bordo?





                Nessun pericolo, ricordate la ferrovia? Sono i fosfati e carbonati di cui si diceva all'inizio, nel rispetto del più rigoroso standard antiinquinamento!



                Ascolta, è di nuovo sera





                Per qualche ora la scia corre sul fuso orario. Domani si dormirà un'ora in più.



                Un'ultima sorpresa: costeggiando di notte l'Arabia Saudita, tra un terminal petrolifero e l'altro compare una gigantesca scritta luminosa in arabo che ricopre l'intera fiancata della montagna. La foto non è nitida perchè è stata tratta da un fotogramma della ripresa video. La scritta recita: "Il miglior luogo del mondo è quello dove regna la legge di Dio. Re Abd Allah Saudi Arabia"



                A domani da Sokhna Port

                .....
                Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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                • #23
                  Sokhna port



                  Doveva essere una giornata SPLENDIDA come le precedenti, anzi, MAGNIFICA.



                  Poteva essere dolce come la SINFONIA e la MUSICA di un’OPERA LIRICA eseguita da una DIVINA ORCHESTRA e volare sulle ali della FANTASIA.





                  Ma la POESIA presto svanisce



                  Uno spettro turba l’ARMONIA della giornata



                  La tempesta di sabbia tanto temuta si abbatte sul porto di Sokhna. Il vento rende difficoltose le manovre di attracco



                  La sabbia oscura la visuale…



                  …e si deposita ovunque per la gioia del personale della manutenzione





                  Per fortuna gli ormeggi sono saldi.....mmm speriamo.



                  La discesa dalla nave dura solo qualche minuto. Il vento è troppo impetuoso,



                  la sabbia finisce negli occhi e rischia di rovinare la fotocamera.

                  Questi militari non rinunciano allo spuntino all’aperto con tanto di tavolino e tappeto



                  I furgoncini navetta gratuiti partono semivuoti verso l’ingresso del porto dove i tassisti rimarranno in gran parte senza lavoro; per contro, anche coloro che avevano scelto le escursioni al Cairo ritorneranno in parte stanchi e delusi a causa delle non buone condizioni del tempo.
                  Tanto meglio tornare a bordo, dove per la cronaca un passeggero non italiano viene braccato dal personale della sicurezza e da questo punto in poi controllato a vista per il resto della crociera dopo che in preda all’alcol aveva più volte importunato pesantemente altri passeggeri. Il comandante in persona segue costantemente la situazione pronto a impartire gli ordini necessari. Cose che succedono.
                  Il resto della giornata trascorre normalmente e si conclude a teatro con il grande spettacolo serale “Armonia Stars”.
                  Domani a Sharm sarà sicuramente un altro giorno.

                  ......
                  Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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                  • #24
                    Sharm el Sheikh non ha certo bisogno di presentazioni, e tanto meno da chi l’ha vissuta un solo giorno o poco più. Un giorno solo, l'ultimo della crociera, è però sufficiente ai crocieristi di Armonia ormai ebbri di arte e cultura per toccare con mano le straordinarie bellezze del Mar rosso. Oggi non c'è Daily che tenga, seguitemi.




                    La mattinata non promette nulla di buono già dalle prime ore: il forte vento che ancora imperversa su tutta l'area non consente l'attracco alla nostra nave.
                    Si resta in rada e il trasbordo viene effettuato con le scialuppe.










                    Appena sbarcati veniamo subito accerchiati dai tassisti che hanno la licenza di entrare in porto, e una volta usciti incolumi da questi, i colleghi all’esterno fanno il resto. Ma noi aspettiamo BATTISTA ed è inutile gridarlo a gran voce, tutti si spacciano per Battista. Quando ormai siamo sul punto di cedere, ecco che Battista, quello vero, si materializza davanti a noi.
                    Sì, ma chi è questo Battista?



                    Battista è la persona di cui ho parlato all’inizio del diario e per il quale ho fatto le raccomandazioni per i necessari contatti prima via internet e poi telefonici dalla nave con la SIM egiziana da acquistare a Safaga o a Hurgada.
                    Non è il classico autista più o meno onesto come quelli incontrati allo sbarco, lui lavora su appuntamento e quasi esclusivamente con gli italiani, di cui non solo parla perfettamente la lingua, ma ne conosce anche tutti i dialetti avendo studiato alla scuola dei salesiani del Cairo. Conosciuto e stimato in tutta Sharm, possiede due autovetture con le quali fa le escursioni, e un negozio di papiri e articoli vari nel centro città che si rivelerà strategico per la serata. La sua clientela è quindi selezionatissima e per scelta non conduce più persone di quanto non possano ospitare le due autovetture bianche e azzurre con il suo nome sui paraurti.



                    La tariffa di € 25,00 a persona per l’escursione al parco di Ras Mohamed comprende la messa a disposizione dell’attrezzatura per lo snorkeling, il biglietto d’ingresso al parco, le bevande e tanta tanta simpatia. Meglio di così? Diffiderei invece di coloro che promettono tariffe più basse, ma che obbligano a procurarsi l’attrezzatura in città e non offrono lo stesso servizio.
                    Grazie ancora Margherita (MargPolo).

                    Passaporti obbligatori alla mano si parte, e in meno di un quarto d’ora siamo all’ingresso di Ras Mohamed.
                    Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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                    • #25
                      Il parco nazionale di Ras Mohamed è la punta più meridionale della penisola del Sinai e divide il golfo di Suez dal golfo di Aqaba. Il primo ha una profondità massima di 80 metri, mentre il secondo raggiunge anche i 2000. La temperatura dell’acqua è sempre piuttosto elevata e strano a dirsi aumenta con la profondità. I fondali bassi e l’alta temperatura favoriscono la crescita dei coralli, che formano del microscopici atolli vicinissimi alla costa sui quali prospera protetta e indisturbata una grande varietà di specie marine.
                      La prima tappa è una spiaggetta solitaria su cui è piantata un’unica tenda beduina, che funge da punto di ristoro con tanto di contenitore di bevande fresche.







                      Prima di tuffarci veniamo accolti dagli occupanti che subito ci preparano uno squisito thè alla menta.





                      La lunga camicia serve a dare aria al fuoco



                      Mentre ci prepariamo e riceviamo istruzioni dalla guida, i nostri ospiti tornano a giocare ad una specie di dama con i dadi e a fumare la sciscia.





                      Soffia ancora un bel vento e fa fresco. Tuttavia l’impatto con l’acqua non è per nulla drammatico in quanto la temperatura del mare d’inverno rimane superiore a quella dell’aria.
                      Subito sotto il pelo dell’acqua si apre davanti ai nostri occhi un mondo fantastico. Per tutti noi alla prima esperienza l’emozione è tale che neppure il più bel documentario riuscirebbe a trasmettere, e alla fine risulta assai difficile uscire da quel paradiso. Provare per credere.





                      Ripreso il cammino, la strada s’inoltra nella distesa desertica fino al passaggio obbligato attraverso la cosiddetta “Porta di Allah”, detta anche Porta della pace , un curioso assembramento di enormi blocchi di cemento sistemati in modo tale da formare la parola Allah, parola che può essere letta sia da una parte che dall’altra dell’arco. Fu regalata dagli Israeliani in segno di pace dopo la restituzione del Sinai all’Egitto.





                      .....
                      Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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                      • #26
                        La baia dei barracuda, stazione di monitoraggio della fauna ittica.





                        Prima fila



                        Il canale delle mangrovie. Queste piante tropicali di norma crescono nelle acque salmastre ma qui a Ras Mohamed riescono a tollerarne la salinità molto più elevata. Il sale trasportato dalle radici tramite i vasi linfatici si deposita sulla superficie delle foglie e cade con esse formando un ciclo continuo di vita e di morte. Le mangrovie sono importantissime nell’ecosistema perché trattengono i sedimenti contrastando l’erosione, offrono un habitat ideale a molte specie terrestri e marine, e inoltre filtrano l’acqua salata producendo acqua dolce.



                        La spaccatura dei terremoti. Qui si sperimenta sul campo la teoria della deriva dei continenti: questa fenditura nel terreno si è formata in seguito a diversi terremoti consentendo al mare di penetrarvi molto in profondità, e continua ad espandersi di almeno un centimetro l’anno



                        Se fossimo rimasti tutti fermi qui per qualche milione di anni, dalla placca africana avrei visto i miei amici allontanarsi nella placca euroasiatica, e li avrei potuti raggiungere solo via mare, anzi, via oceano dal momento che il Mar rosso è destinato a diventare il quarto oceano della terra. Ma se non mi sbrigo loro se vanno davvero!



                        Il “Lago magico”: soggetto all’andirivieni delle maree che due volte al giorno lo mettono in contatto con il mare, questo pseudolago è più caldo, più salato e di colore cangiante dal verde al blu cobalto.



                        Cosa c’è là in fondo?



                        Una tartaruga!



                        Un leone!



                        Attento!



                        Hai voluto la bicicletta? Cammina!




                        Sta calando la sera. Anche i guardiaparco se ne sono andati, e così, a malincuore ci tocca tornare alla nave, ma la giornata non è ancora finita!

                        ………
                        Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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                        • #27
                          Dopo un breve relax sulla nave siamo di nuovo pronti per uscire proprio mentre il sole cala dietro le montagne.

                          Salutiamo la simpatica equipe dell’animazione che si sta preparando per la serata in costume



                          …e i camerieri in tricolore




                          Non vi è nulla di più rilassante che una bella passeggiata a piedi di circa due km per raggiungere il centro di Sharm che proprio in queste ore incomincia a vivere. Fino al tramonto infatti la cittadina rimane sonnacchiosa, complice il fatto che i frequentatori sono impegnati nelle attività balneari, e che di giorno le temperature raggiungono livelli elevati, anche se d’inverno quasi mai superano i 27-28 gradi. Ma la città vive principalmente di notte, quando esplode letteralmente di luci, colori, suoni e profumi.

                          Prima della guerra arabo-israeliana Sharm el Sheikh non esisteva neppure sulla carta geografica, tutto era un’arida distesa desertica. Ora se dovessi ritornare anche il prossimo anno sono certo che stenterei a riconoscerla. Lo sviluppo turistico di tutta l’area sembra inarrestabile, colate di cemento stanno coprendo l’intera costa a macchia d’olio; ci sono perfino i campi da golf dove fino a pochi anni or sono non cresceva un filo d’erba. L’impressione che ne ho avuto, augurandomi che sia solo il frutto della mia fantasia, è che il merito di tutto questo non siano i petrodollari che negli emirati arabi hanno mobilitato i migliori urbanisti, ingegneri e architetti del mondo per creare dal nulla o trasformare le città che conosciamo e che non finiscono di stupire; qui non c’è nulla di tutto questo, qui è diverso, di petrolio non ce n’è neppure una goccia e l’acqua dal cielo non scende manco con la danza della pioggia, eppure i nuovi quartieri nascono come funghi lungo la costa, e dove si è edificato non c’è più un centimetro di spiaggia libera, mentre la parte più interna rischia di diventare un’enorme discarica a cielo aperto. Sarà forse un caso che quasi tutto parla italiano o russo? Sarà così azzardato il sospetto che si sia esportata qui una delle piaghe che tanto affliggono il nostro paese, la speculazione edilizia e che ingenti capitali di dubbia provenienza abbiano preso stabilmente la via del Mar rosso?
                          Non spetta al povero crocierista di passaggio formulare sentenze, soprattutto considerando la grave situazione economica del paese, ma il dubbio che alla lunga il delicato equilibrio di tutto l’ecosistema ne abbia pesantemente a risentire rimane forte. Della serie finche il giocattolo funziona…

                          Arriviamo al centro di Sharm che già fervono tutte le attività commerciali, e oltre l’ingresso della cosiddetta città vecchia si apre un vero paradiso terrestre: i negozi straripano di merci di ogni tipo e l’invito ad entrare si fa sempre più pressante. Il turista rappresenta la linfa vitale e tutti si affannano a cibarsene.



                          I negozi di spezie emanano profumi inebrianti.
                          Peccato che le foto da qui in poi non siano di buona qualità. Ne chiedo venia.





                          Qualche narghilè



                          Qualche collanina





                          Stoffe multicolori









                          Pesce freschissimo



                          Ma il vero fulcro della vita notturna di Sharm è senza dubbio Il quartiere di Naama Bay.

                          Il bravo Battista ci mette a disposizione le sue auto per compiere la manciata di chilometri necessari a raggiungerla. A fine serata torneremo da lui.

                          A Naama bay si concentrano i negozi più alla moda, gli alberghi più lussuosi, i locali più rinomati tipo il mitico Hard Rock cafè



                          Ma che Egitto d’Egitto!!







                          Il lungo viale principale che termina in un grandioso centro commerciale a più livelli, è occupato da una fila ininterrotta di locali all’aperto dove consumare bevande e soprattutto fumare il narghilè stando seduti su bassi divani, mentre al centro gruppi di ballerini con la tunica si esibiscono in balli scatenati al ritmo di assordanti musiche arabe. Non mancano neppure roteanti dervisci dalle larghe gonne illuminate. Se l’intento è quello di stordire avventori e passanti, bisogna ammettere che funziona.





                          Usciti a fatica da quella specie di girone dantesco torniamo a Sharm e completiamo la serata in compagnia di Battista e dell’ennesimo thè alla menta.
                          E’ notte fonda quando rientriamo alla nostra nave. L’ultima serata di crociera si è conclusa nel migliore dei modi e sarà forse la stanchezza o il narghilè ma il nostro mondo fatto di schemi tutti uguali ci appare completamente capovolto. Perfino la luna, beffarda, ci mostra le sue corna all’insù.



                          Buonanotte
                          Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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                          • #28
                            22/12/2012 The day after the world’s end

                            Il giorno dei saluti

                            L’ultimo Daily ci concede di rimanere in cabina fino alle 10, ma i bagagli vanno lasciati fuori entro le 8.



                            Rimane tutta la mattinata per prepararsi alla partenza, salutare i compagni di viaggio, fare l’ultima passeggiata sui ponti, scattare le ultime foto:

                            Il ponte di comando con le immagini di Sant’Antonio e Padre Pio sulla vetrata



                            Una serie di biciclette all’imbarco di FTI Berlin o AIDA Mar. Ma che ci faranno a Sharm con le biciclette?





                            Le valigie sono allineate e i primi già cominciano a sloggiare







                            Là in fondo Sharm si prepara ad accogliere gli arrivi di Natale e Capodanno. Purtroppo è in arrivo una insolita ed eccezzionale ondata di maltempo http://www.meteoweb.eu/2013/01/la-ne...eserto/176685/



                            Abbiamo anche la fortuna di gustare l’ultima specialità del pasta-corner: farfalle con piselli e ragù alla bolognese: mi sarei divorato anche il piatto.



                            Dal mare alla terra all’aria:



                            Lo stacco…e…



                            …e addio a Sharm el Sheikh

















                            L’isola di Tiran



                            Il golfo di Aqaba a Dahab



                            Il Sinai






                            Cala il sipario su una crociera da….



                            …FINE DEL MONDO!



                            Ritorneremo, Inshallah!
                            Aspetto le vostre critiche e risponderò volentieri alle domande.

                            Flavio
                            Partire è un po' morire, ma...tornare è peggio.

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