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Costa Deliziosa - Natale in mezzo al Mare - dicembre 2012

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  • Costa Deliziosa - Natale in mezzo al Mare - dicembre 2012

    Buon giorno a tutti,
    da quando conosco il forum appena torno da una crociera non vedo l’ora di cominciare il diario… ed anche questa volta è stato così… solo che le parole non uscivano fluide, il racconto mi sembrava banale ed inadeguato… mancava un filo conduttore, o meglio ce ne erano troppi. Le mie crociere, a partire dal viaggio di nozze (quando ancora non vi conoscevo), sono sempre state condizionate da un evento importante. Il mio primo diario trattava “la crociera col pancione” ed il secondo “la prima crociera dell’aquilotto (il mio bimbo)”,la motivazione del viaggio finiva per diventare elemento caratterizzante e diventava anche la chiave di lettura del diario, facilitandomi notevolmente il compito.
    Questa quarta esperienza doveva essere “il Natale in mezzo al mare”, e prima di partire già pregustavo lo schema della narrazione, solo che mentre vivevo questa fantastica avventura al tema Natalizio se ne sono aggiunti altri, che da comparse pian piano sono diventati comprimari. Portare avanti una narrazione unitaria è diventato difficile, ogni volta che provavo uno stile narrativo mancava qualcosa… non rendeva pienamente l’esperienza vissuta, non era abbastanza. Le emozioni sono state molte, sicuramente l’atmosfera Natalizia e molta allegria, ma anche qualche importante lacrima di commozione, relax e risvegli all’alba, qualche programma da cambiare e alcuni obiettivi raggiunti , stupore e memoria, panorami mozzafiato e tradizione ed infine la natura che mi ha emozionata e sorpresa oltre ogni previsione. In pratica mi sono arenata nel tentativo di unificare tutto questo…
    Pensando ad alcuni splendidi diari letti nel forum mi sono resa conto che non volevo essere inadeguata, avevo quasi rinunciato.
    Poi mi sono ricordata che prima di partire avevo trovato poche informazioni riguardanti il Natale sul mare, quasi tale spirito non si sentisse. Sono partita un po’ dubbiosa, con la speranza di non deludere le attese del mio piccolo, in grado per la prima volta di comprendere il significato della festività. E’ stato il desiderio di rendere giustizia a chi è stato in grado di superare le mie attese che mi ha convinta a trovare il coraggio di cominciare… sperando di riuscire ad accompagnarvi in un percorso attraverso le emozioni.
    Questo viaggio ha portato inoltre ad una mia diversa consapevolezza, che si è sviluppata pian piano, soprattutto per merito di alcuni “germogli” nati nel mio cuore scorrendo le pagine di questo forum e sbocciati nella magica atmosfera che si può vivere solo osservando le onde infrangersi sullo scafo. Il diario di Tano con tante belle emozioni ed i ricordi di un passato che ho potuto soltanto sognare, i “cuori” in quello di Manlio e Laura, con le loro fantastiche immagini, l’amicizia e la curiosità che la storia sa infondere in un animo curioso. E le foto meravigliose dei bambini… Ma anche i sogni e le speranze prima di partire, l’amicizia e la disponibilità di tanti di noi facilmente riscontrabili in quasi tutti i thread.
    Insomma, so che perdonerete se questa volta non sarò pragmatica, speranzosa, ironica ed autocritica come nelle esperienze precedenti…mi perdonerete se salterò qua e la tra argomenti luoghi ed emozioni, semplicemente perché questa crociera è stata così e, scarsa abilità e famiglia permettendo, vissuta con la macchina fotografica in mano dall’alba al tramonto (un po’ oltre in effetti, ma solo perché il sole tramontava presto ).

    P.s prima di chiudere questo prologo voglio lasciarvi come saluto il mio “regalo di Natale”, perché il Natale c’è stato, eccome, fin dal Palacrociere.. La splendida alba in mezzo al mare la mattina del 25 Dicembre…

  • #2
    Grazie mille a tutti per il sostegno... ieri mi ha aiutato molto in una giornata davvero difficile, scusatemi se non ho dato subito seguito al racconto ma non volevo infarcirlo di commenti tristi... non ero dell'umore adatto a scrivere ma ho apprezzato moltissimo i vostri commenti.
    Angela la tua citazione è bellissima... non sono certa di meritarla ma mi impegnerò ancora di più...

    ora riprendiamo la narrazione...

    Capitolo 1 “Questa crociera non s’ha da fare”….

    Siccome ogni viaggio importante ha una sua storia ancor prima di cominciare anche questo parte da lontano…E’ un inizio che parla di timori e lunghe ricerche su internet.
    Dapprima doveva essere la crociera con la Pacifica, ma abbiamo tentennato e il prezzo sale troppo, noi non possiamo proprio permettercelo, anche perché è gia prenotata “le città del sole” a maggio… delusa torno a casa ma non demordo… mio marito teme il brutto tempo ed io continuo a cercare… finché eccola! Dopo giorni di tutto esaurito compare la cabina esterna premium con la Deliziosa, già il nome mi piace… c’è subito feeling con questa prenotazione. Di corsa fuori dall’ufficio a telefonare per bloccarla, è la cabina che volevo e per giunta centrale come impone il marito. Il viaggio dura anche più della nostra prima scelta, ma come ho fatto a non notarla prima?
    Poi arriva la sorpresa, dopo alcune settimane ci telefona l’agenzia, per 80 euro in più a testa Costa ci propone il balcone, se accettiamo, ma mio marito tentenna…la nostra è centrale… se non è centrale non vuole partire, io vorrei piangere, il gentilissimo agente lo accontenta, ci assegnano la cabina in posizione centralissima Cat. B8, ponte 8,lato giusto, un sogno… accettiamo al volo… finché non leggo il forum…è proprio sotto il maxischermo… inizio ad avere paura… e se il bimbo non dorme??? Ora sono io a tentennare, e l’agenzia ci viene ancora incontro, la scegliamo insieme sempre tra le B8. Optiamo per la 7302, centrale, vicinissima agli ascensori panoramici e garantisce sonni tranquilli, solo cabine sopra e sotto. L’unica pecca è la posizione dall’altro lato della nave ma poco importa visto che soddisfa tutte le altre richieste! Come avrete modo di vedere in seguito mai cambio fu più provvidenziale. Anche in questo caso si verificherà che nonostante mesi di studi non opziono mai il lato giusto…ma questa volta la fortuna ci ha messo lo zampino!
    Finalmente tutto a posto, resta solo i countdown… magari!!!!
    Le ferie si avvicinano e al lavoro sento una frase che accende i miei timori.. “ragazzi voglio la massima flessibilità!”... Ho già cominciato a preparare le valige che si sente menzionare la revoca delle ferie per tutto il mio ufficio più qualcuno in produzione…il 19 il mio capo ci chiama a raccolta…io devo partire il 21, sono bianca come un fantasma… lui comincia a parlare “abbiamo da disegnare una campionatura importante, ed ho bisogno che siate al lavoro il 27 ed il 28….” Mi sento mancare, lui mi guarda “A parte Sara che mi ha comunicato da tempo di aver prenotato, se per voi va bene….” Nessuno ha obiettato, io non sapevo come ringraziare, mi sentivo talmente in colpa che ho lavorato al meglio delle mie possibilità per recuperare i due giorni di assenza..
    Sarà per questo “tour de force”, o anche perché sono sempre agitata prima della partenza, ma la notte del 20 non dormo affatto, mi alzo 5 volte per ricontrollare le valige, e riesco comunque a dimenticare i bavaglini!! Alle 6.30 carico la macchina per fare una sorpresa al marito…
    Si parte in anticipo, pensando “magari giriamo un po’ Savona”, e si arriva giusti giusti per sfruttare l’imbarco privilegiato garantitoci dal nostro piccolo William.
    Poco dopo l’uscita dal casello comincia la coda, per me è un’agonia, vedo già il mare, poi vedo anche i ben noti comignoli gialli,

    non vedo l’ora….e devo aspettare. Poi c’è l’ansia di lasciare la macchina al porto per la prima volta, la macchina ha solo due mesi, la prima scelta dal marito, quindi per lui è quasi come fosse un neonato .
    Per fortuna tutto semplicissimo, basta scendere, aprire il portabagagli, consegnare le chiavi, forse qualcosa da compilare per la ricevuta e pensano loro a tutto…
    Ah già! dobbiamo ricordarci il bagaglio a mano e soprattutto il bimbo, che ovviamente non ne vuole sapere di restare in macchina… forse perchè sono mesi che la storia della buona notte racconta "William che va sulla nave" o forse semplicemente ama il mare come me.
    Insieme a Deliziosa al porto c’è Magica, per me è il passato ed il futuro che si incontrano.
    Ci incamminiamo emozionantissimi verso il palacrocere, è già la terza esperienza ma sembra la prima volta. William chiede con insistenza di salire su Magica, anche perchè per lui "barca" e "Costa Magica" sono sinonimi!
    Il Palacrociere è addobbato a festa, già si percepisce il clima natalizio, rami d’abete con palline decorate bianche ed oro…

    L’atmosfera è carina, e purtroppo causa fretta ed agitazione la foto non rende affatto, avrei dovuto provvedere al ritorno ma come vedrete non ne avrò la possibilità.
    Chiamano subito il n°1, consegnatoci al desk insieme ai moduli sanitari da compilare. Altrimenti avremmo avuto il 7. Finalmente ci siamo, saliamo, ci guardiamo intorno, è una strana sensazione, come essere in un luogo noto e amato pur continuando a scorgere nuove visuali. Gli ostacoli sono stati tutti superati…e presto dimenticati, la vacanza può finalmente cominciare, ma questo è un altro racconto….

    A presto..

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    • #3
      La deliziosa per me lo è davvero! Mi dilungherò maggiormente in uno dei prossimi capitoli
      Giacomo se riesci a postare il video sarebbe perfetto, visto che di foto della partenza non ne ho!

      Capitolo 2: Ed è subito sera…

      Prima di inoltrarci definitivamente nella vita di bordo voglio spendere due righe per coloro che mi hanno permesso di gustare a pieno la vita sulla nave…
      Questa foto, la mia preferita, è per voi amici del forum….

      La nave c’è anche se non la vedete. Il mare era semplicemente una tavola blu leggermente ondulata… la spuma bianca, le increspature ed il movimento, che danno senso all’immagine, sono la sua impronta discreta.
      Molti di voi sono stati per me esattamente questo, suggeritori invisibili di momenti unici. Mi avete raccontato il vostro modo di amare le navi ed io ho fatto mio parte di questo amore, e vi ho pensato… spesso…
      Un grazie particolare a Manlio che ha riportato in vita il mio amore per la fotografia. Mi ha ridato la curiosità di studiare, con le sue foto mi ha fatto capire che “si…può…fare!”, ed ho cominciato a provare… i gabbiani, le onde che si infrangono…. Sono ancora lontana dal raggiungere i miei traguardi, ma almeno ho visto i progressi e so dove voglio arrivare….quindi stavolta mi impegnerò a postare più immagini rispetto ai diari precedenti…

      Ma torniamo a noi…ormai all’interno della nave, con tutto l’entusiasmo di un’avventura che comincia… il primo impatto è positivo….ed è subito amore!
      L’atrio con la sfera di Pomodoro, lungamente atteso, mi sorprende con una cortina di luci natalizie in grado di rendere la nave ancora più bella..

      Mi guardo intorno e penso a quanti avevano detto che il Natale sulla nave non si sente…beh, l’impegno mi sembra ci sia stato…non il nostro albero tradizionale, ma tanti alberelli di luce

      Ed i corridoi pieni di fiocchi rossi, uno su ciascuna porta di ingesso alla cabina…

      o almeno su quasi tutte le cabine perché il mio continuava a cadere ed io imperterrita a rimetterlo chiudendo la porta piano piano…ma niente… eppure non mollo amo troppo l’atmosfera natalizia per non fare la mia parte…finche la cabinista mossa a compassione deciderà di cambiarne la collocazione.
      Ma la cabina deve attendere, anche perché non riusciamo a raggiungerla subito come da nostre intenzioni, veniamo dirottati verso il buffet e cominciano le piacevoli sorprese. Il cibo è buono ed anche i dolci per la prima volta sono interessanti, delle monoporzioni di torte vere, non il solito pan di spagna +panna+salsina colorata.
      La torta alle mele con crema accanto è davvero paradisiaca, se il buon giorno si vede dal mattino….e buon giorno sarà, almeno da domani perché ora con la pancia piena il sonno si fa sentire ed anche il piccolo deve riposare se vogliamo goderci la serata.
      Quindi partiamo alla volta della cabina, il nostro piccolo regno, la sorpresa tanto agognata, visto che mai ho potuto permettermi i “piani alti”, al massimo il balcone ponte 4 su Fortuna…Apriamo la porta e per l’emozione mi dimentico di fare la foto alla cabina immacolata, il balcone è enorme, molto più profondo di quello provato in precedenza, mi emoziona vedere per la prima volta divano allestito da lettino…piccole aquile crescono…



      E mentre vi mostro il balcone presento anche i componenti di questa spedizione. Poiché mio marito non apprezza che io pubblichi foto chiaramente riconoscibili tenterò una mediazione, lui lo intravedete da dietro, posato sulla balaustra

      Io e William invece veniamo ripresi abbracciati, sempre sul balcone, da una stana angolazione.

      Tempo di montare la nostra spondina portata per precauzione e siamo a nanna… alle 16.00 c’è la sveglia per l’esercitazione di emergenza e nonostante sia la quarta volta e ormai la conosco a memoria non mi passa nemmeno per la mente di saltarla, anzi controllo i giubbotti e vedo che quello di William è sbagliato, mi hanno dato quello per bambini invece di quello per bebé. Lo comunico agli addetti che mi dicono di metterglielo comunque e farmelo poi sostituire dalla cabinista. Ci mettiamo nelle solite file ma subito mi riprendono perché ho lasciato il bambino in braccio al marito che ha le braccia più lunghe. Il problema è che William ha il giubbottino, io pure, sono alta 1.58 e lui pesa 12 chili. Praticamente devo stendere completamente le braccia per tenerlo e non è agevole. Certo in una vera emergenza non esiterei a reggere fino allo stremo delle forze, ma in questo caso mi sembra eccessivo, chiedo se posso metterlo sulle spalle ma neanche questo è consentito. Lui si è appena svegliato e di stare in piedi da solo non se ne parla, dopo pochi minuti una lacrima scivola sulla mia guancia (provate a reggere una confezione da 6 bottiglie d’acqua da 2 litri con le braccia completamente tese davanti a voi, immaginando che il carico sia anche in movimento, e pensate di dover stare li mezz’ora…ecco spiegate le lacrime). Per fortuna l’unica donna tra gli addetti in zona mi vede e capisce, proviamo a far stare in piedi il piccolo ma non c’è possibilità, allora mi sposta nella zona per le persone con difficoltà motorie in modo da farmi sedere e tenerlo tranquillo. Mi sentivo un’usurpatrice e mi sono messa in un angolino per non rubare spazio, potendo avrei preferito farlo tenere al marito e restare tutti insieme, ma visto che non era consentito sono stata felice che abbiano trovato questa soluzione, anche perché ho avuto comunque le braccia doloranti per due giorni, se avessi dovuto aspettare per tutta la durata dell’esercitazione il giorno dopo avrebbero dovuto imboccare me invece del bambino!
      Pensate la rabbia quando il giorno dopo c’erano dei giovani che si vantavano di aver saltato l’esercitazione, ed erano anche alla prima crociera.
      Ritorniamo in cabina e conosciamo la dolcissima Jennie, che se ne occuperà per tutta la crociera, professionale e sorridente, e sempre con una parola dolce per William. Ho notato che il personale spesso preferisce parlare in inglese piuttosto che in italiano quindi provo a chiederlo anche a lei, il sorriso che mi ha regalato mi ha fatto capire quanto raramente ricevano gesti di cortesia da noi clienti. Finalmente ci portano il cesto di frutta e lo spumante per i soci Costaclub, aspettavo i flute per poter brindare…lo spumante invece è meno importante perché siamo astemi, ma ho provveduto io, dopo mille dubbi, con l’analcolico. Sarei stata disposta a supplicare per portarlo a bordo, ma non a nasconderlo in valigia, non amo i sotterfugi, comunque non ho avuto problemi per fortuna. E’ uno strappo alla regola che solitamente evito ma il brindisi per lasciare alle spalle le mille peripezie nel momento in cui la nave si stacca dal molo questa volta era davvero d’obbligo, e lo spumante analcolico in nave non lo vendono….nelle occasioni precedenti abbiamo optato per coca cola e squock (cocktail analcolico VERDE), ma si perde tutta la poesia!

      E’ ormai tempo di cambiarci per la cena, e di corsa sul balcone per brindare alla partenza. Neanche il tempo di accorgercene, un ultimo sguardo a Savona che comincia ad illuminarsi ed è subito sera.
      E’ finalmente l’ora di andare alla scoperta del ristorante. Questa volta ci troviamo in un’area in cui hanno collocato solo famiglie con bimbi, idea davvero ottima, ma il nostro tavolo è il primo nell’angolo vicino alle postazioni per preparare i piatti, in pratica vista camerieri e per noi che siamo abituati a cenare guardando il mare…è stata la cosa meno positiva del viaggio, mi è mancato così tanto poter guardare fuori, soprattutto la sera che abbiamo attraversato lo stretto di Messina, noi praticamente ce lo siamo persi!
      Almeno per fortuna i compagni di tavolo, con un bimbo poco più piccolo di William, si riveleranno molto simpatici. La serata passerà in fretta e loro ci racconteranno di essere riusciti ad arrivare appena in tempo per imbarcarsi a causa di due diverse code in autostrada. Sono brianzoli, quindi poco distanti da noi che veniamo da Lodi, e sono partiti solo 1 ora dopo di noi. Non sono mai stata più felice di una notte insonne, io al loro posto sarei morta di angoscia, prima crociera, bimbo piccolo fermi in autostrada! Alla seconda coda ferma intelligentemente hanno chiamato la compagnia per decidere il da farsi ed hanno scoperto che il pullman da Milano era qualche chilometro dietro di loro, quindi hanno cominciato a sperare. All’ora di partenza vedevano la nave, hanno richiamato comunicando la posizione e sono stati rassicurati che li avrebbero attesi. Brianza-Savona dalle 9.00 alle 17.00 è davvero una tempistica inimmaginabile!
      Si sono imbarcati con le valige, tempo di portarle in cabina e subito al ristorante.
      Dopo cena ci salutiamo e tutti a nanna, la giornata è volata ma quanta stanchezza.

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      • #4
        La deliziosa addobbata è qualcosa che mi resterà nel cuore! Se mai dovessi risalirci in altro periodo temo rischierei una lacrimuccia.
        Scusatemi la lentezza nel procedere, sto ultimando il terzo capitolo ma la sistemazione foto richiede tempo ed io ho a disposizione solo la pausa pranzo...
        spero di farcela per domani e grazie per la pazienza. L'Aquilotto in questa fase della mia vita è una priorità, quindi quando sono a casa mi dedico a lui. Sapeste quante volte mi chiede di parlargli della crociera, o di vedere le foto. "William che va sulla nave" è una delle sue storie della buona notte. Almeno però mi aiuta nella stesura ricordandomi particolari dimenticati. A lui non sfugge nulla.

        A domani...

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        • #5
          Ciao Gattopiccolo, la mia prossima sarà la Favolosa partenza 6 maggio, con al seguito la famiglia di mia sorella e la bimba al suo "battesimo del mare", incrociando le dita perchè c'è stato qualche problema e spero stasera mio marito decida di darmi l'ok. Buon battesimo del mare alla tua Miss. A!

          Felix grazie dei saluti, anche da parte dell'Aquilotto.


          Capitolo 3 qui dove il mare luccica..

          Finalmente è arrivato il tempo per il relax! Amo molto le giornate di navigazione, per quanto mi riguarda averne almeno un paio aggiunge valore alla crociera. Ti permette di vivere la nave ed il vero contatto con il mare, quello più profondo che crea un legame indissolubile ed una struggente nostalgia quando si torna a casa.
          In questo caso le giornate di navigazione sono addirittura 3 su 9 giorni, ed io le gusterò fino in fondo, un mix davvero gradevole e rigenerante!
          La giornata comincia presto perché scorgo una tenue luce da sotto la tenda e non posso resistere, non ho mai visto un’alba dalla nave e sospetto sia un’esperienza unica… la crociera invernale mi consente di godermi lo spettacolo ad un orario accettabile quindi esco con la reflex sperando ci sia qualcosa da fotografare, sarà il lato giusto o devo raggiungere il ponte della piscina? Sola sul balcone, poco dopo le 7.00 comincio a scorgere le prime luci… mi sa che la fortuna è dalla mia parte! Comincio a godermi il “lato sbagliato della nave” che in realtà si rivelerà quello giusto per vedere l’alba quasi tutte le mattine ed anche alcuni tramonti.
          Chissà che visuale dal ponte di comando! Mi fermo a riflettere sul lavoro degli ufficiali, la lontananza dalla famiglia deve essere terribile e sicuramente è un lavoro che richiede il giusto carattere, ma poi il cielo ti ripaga con il suo aspetto migliore.


          La solitudine viene interrotta da una presenza lontana, largo a chi lavora!


          Li seguo allontanarsi tra i balconi delle suite, che ostruiscono la visuale ma creano anche degli scorci interessanti, ed un tema sicuramente da riprendere con una miglior tecnica fotografica, sono davvero arrugginita!


          Poi pian piano il cielo si colora


          e regala splendidi bagliori nell’acqua.


          Il sole che si stacca crea una scia di luce


          Io rientro a chiamare il marito che nel frattempo si è svegliato, non può perdersi uno spettacolo così.



          Poi arriva ora di colazione, tra i preparativi il risveglio del piccolo e quant’altro perdiamo l’opportunità ristorante ma ci resta il buffet.
          Poi di corsa a far giocare l’Aquilotto, squock e parco giochi esterno che verrà aperto su nosrtra richiesta, così mentre lui si diverte


          noi ci alterniamo in un giro perlustrativoi della nave.
          Il tempo è splendido e la luce sui ponti esterni quasi irreale. Prima di pranzo ancora un giro tutti insieme


          E mi torna in mente un gentilissimo suggerimento di Tano “se spieghi al piccolo cosa c’è oltre la balaustra vedrai che non ci saranno problemi”. Beh, io ci ho provato appena ho messo piede sul balcone e William, che non ha ancora capito di essere sulla nave, vedendomi avvicinare alla ringhiera mi prende la mano e dice “mamma non andare li, è pericoloso! Puoi cadere nell’acqua…e c’è tanta acqua!”. Ha proprio ragione Tano, i piccoli non sono affatto stupidi.
          Dopo pranzo sonnellino pomeridiano degli occupanti maschili della cabina, anche il marito è davvero un ghiro.. io ho tempo per conoscere la sauna della Deliziosa, quella ad uso libero nello spogliatoio della palestra, fantastica con le sue vetrate sul mare! Qui vedete solo la zona antistante per rispetto alle gentili signore in costume che ho immaginato non volessero essere fotografate, ma vi assicuro che appena oltre la porta c’è angolo di relax da non perdere. Peccato solo che con la mia pressione bassa non possa concedermi solo pochi minuti.


          Parto per il tour fotografico della nave ma visto che prenderà più giorni voglio dedicare un capitolo a parte. La nave merita davvero di essere girata in lungo e in largo! Una piccola traccia però la voglio lasciare, qualcosa che nulla toglie al capitolo dedicato. Ci sono angoli che è bello vivere in solitudine con la macchina fotografica in mano, un cielo a pecorelle e la scia della nave


          Poi occorre un po’ di coraggio per non perdersi la suggestione del luogo.


          Dimenticavo oggi è sera di gala quindi il tempo per oziare dopo il risveglio dei bradipi è poco, anche perché nel tardo pomeriggio si passa accanto a Stromboli e voglio fotografarla.




          Sono emozionata nell’attesa di vedere tutti in ghingheri, è la crociera di Natale mi aspetto che quanto meno l’eleganza sia maggiore delle occasioni precedenti…invece mi attende una cocente delusione, siamo pochissime in abito lungo, al primo turno nessun uomo in smoking molti neppure in giacca e cravatta, mio marito mi guarda sornione e subito puntualizza, vedi che ho fatto bene a non comprare lo smoking….accidenti, un’altra occasione persa.
          La cena buona ma non tale da rimanere impressa come quella di Natale ed infine una piacevole sorpresa… proviamo ad andare a teatro…all’Aquilotto piace, sta buono buono a sorseggiare il MIO cocktail e guardare i ballerini che si muovono creando varie forme, d’ora in poi li vorrà seguire tutti, con nostra somma gioia.

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          • #6
            Capitolo 4 Va dove ti porta il cuore..

            Visto che oggi non ho possibilità di inserire foto nel racconto ed allo stesso tempo non voglio rendere l’attesa troppo lunga (e forse lo è già ) ho pensato ad un inciso che tratterà la prima ragion d’essere di questo viaggio. Il Natale.
            Questa festività è a mio modo di vedere legata alla famiglia. E’ celebrazione della nascita per eccellenza. Il mio “Natale abituale” è fatto di cene in famiglia con parenti, grandi tavolate che negli anni si allungano per la presenza di nuovi nipotini.
            Quest’anno però ho scelto di viverlo in modo diverso, assecondando l’esigenza di trascorrere almeno una volta questa ricorrenza con il mio piccolo nucleo familiare, una settimana noi tre insieme, ricordando il momento unico in cui io e mio marito abbiamo visto William per la prima volta, insieme come famiglia, con lui così piccolo ed indifeso ed io che per la prima volta mi sono sentita capace di qualsiasi cosa.
            Anche volendo prescindere dal concetto religioso Natale è comunque la festa dei bambini, che ancora credono nella magia dei doni, che sanno sperare in una persona che può rendere felici milioni di persone in tutto il mondo. Questa è la mia risposta a chi dice che il Natale è solo consumismo, sentire mio figlio dire che Babbo Natale è il suo eroe perché vuole bene a tutti.
            Il Natale in nave c’è, ed ha un senso ancora più profondo per chi prova a guardare oltre.
            Non è il nostro Natale tradizionale, e ciò si vede anche dalle dimensioni dell’unico “alberello con le palline” presente in nave. Ma oltre alle luci ed alla cena della vigilia, che descriverò e documenterò a suo tempo, il Natale è stato nel cuore delle persone che sulla nave trascorrono la loro vita.
            Il primo accenno l’ho avuto subito dopo l’imbarco, quando ho trovato avanti a me al banco accoglienza un membro dell’equipaggio che chiedeva il numero di cabina per i suoi genitori., poi un altro al buffet, che con la sua bella divisa bianca accompagnava la figlia a riempire il piatto al buffet. Avreste dovuto vedere la gioia negli occhi di quella bambina, avere il suo papà vicino durante le feste. Il primo pensiero è stato “che bello, è Natale anche per loro”. Questo è stato il mio Natale in mezzo al mare, un Natale fatto di persone con le loro emozioni., e di emozioni nostre. Sedersi la sera ad aspettare una pizza a poca distanza da un membro dell’equipaggio con moglie e figlie (provando in ogni modo ad evitare che William vada a disturbare nel desiderio di conoscere le piccole), vedere dopo il discorso del comandante la famiglia del medico di bordo e del primo ufficiale che escono insieme a loro. Parlare con una dolcissima cameriera del suo bimbo lontano.
            Ho compreso in un attimo come mai le cabine libere nelle settimane prima della partenza hanno iniziato a sparire velocemente e ne sono stata contenta, mi fa piacere pensare che nel meccanismo di riempire la nave a prezzi irrisori durante le festività si sia pensato a far felice il personale piuttosto che avvantaggiare i “furbetti” che provano a partire pagando la metà degli altri. Credo che molte scene di vissuto familiare, facili da scoprire in ogni luogo della nave, abbiano contribuito all’atmosfera ancora più delle luci e dei fiocchi.
            Poi le iniziative tradizionali non sono mancate, ad es. la messa di Natale (cui non abbiamo partecipato) e l’incontro con Babbo Natale, veloce consegna doni in discoteca, a mio parere poteva essere gestito meglio, ma William ha decisamente gradito, tanto che i giorni seguenti puntava sempre quel locale sperando in un suo ritorno.
            Non è stata una crociera come le altre, per questo dico che il Natale c’è stato. Con i camerieri felici di dirci che il cenone sarebbe stato all-inclusive. Con parte dell’equipaggio vicino ai suoi familiari, con qualche lacrima per coloro che invece avevano i figli piccoli lontani. Insomma una nave in cui molti hanno potuto raccogliere il consiglio di S. Tamaro…”va dove ti porta il cuore”…ed il nostro cuore è decisamente il luogo più bello per trascorrere le feste.

            P.S. A presto con Katakolon....

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            • #7
              Capitolo 5 …. E all'improvviso arrivi tu,…. un manifesto in mezzo agli altri, e hai un faccino così triste che a guardarti dentro agli occhi ci si potrebbe vergognare

              Il titolo questa volta è un po’ triste, ma ho già accennato a qualche piccola lacrima, questa non sarà l’unica, poiché il bello di questo viaggio è proprio l’aver toccato l’intera gamma delle emozioni. Ad ogni modo accantoniamo per un attimo la tristezza e ripartiamo dall’inizio..
              Dopo la navigazione finalmente la prima tappa…anche se certo non la più attesa. Olimpia l’abbiamo già vista e con William non è ancora il momento di tornare quindi già prevediamo un’ulteriore giornata di relax, da domani si comincia a far sul serio con Atene. Questa mattina sarà anche l’unica alba saltata ma qualche volta devo pur dormire anch’io, soprattutto visto l’orario di discesa, oggi si ipotizza di saltare il sonnellino!
              La nostra mattinata tipo comincia con una lauta colazione al ristorante (solo 2 volte la faremo al buffet!) su gentile concessione dell’Aquilotto, ormai conscio che la sua pazienza verrà premiata. Il primo giro dei banconi imbanditi è infatti dedicato far scegliere i due uomini di casa, il piccolo in braccio al grande, mi indicano cosa vogliono ed io riempio il vassoio (non pensate mi tocchi il compito più gravoso perché l’educazione richiede di impedire che le piccole manine raggiungano l’agognata meta, e non è affatto facile! ). Mentre il marito al tavolo prova a farsi comprendere dai camerieri e ad ordinare da bere e un pancake per me, praticando il suo inglese quasi inesistente (ma deve pur imparare) ed il piccolo si intrattiene con una fetta di torta (guarda tutto ma alla fine sceglie sempre quella, solo che adora essere lui a sceglierla, poter decidere cosa mettere nel piatto è una delle cose che preferisce della crociera), io mi lancio senza occhi critici alla ricerca di un’ottimo modo per cominciare la giornata.
              Visto che a casa sono perennemente in dieta qui non mi pongo limiti, uova e bacon, formaggio, spada affumicato (quando c’e), e una brioches alla marmellata, poi, quando arriva, il sopraccitato pancake con sciroppo d’acero (rigorosamente versato da William si spera sul dolce e non addosso a mamma)!
              Lautamente rifocillati nonostante la perenne lotta per avere almeno un altro paio di bicchieri di succo di frutta, ne lasciano uno a testa e il bicchiere è davvero piccolino, soprattutto per chi come me beve solo quello, abbandoniamo il ristorante e ci rechiamo in giro a far giocare William e sbirciare un po’ i negozi.
              Una foto in entrata al porto,


              uno pranzo leggero e veloce e poi giù dalla nave, perché al marito piace mettere piede sulla terraferma anche se sa già che non sarà un percorso memorabile.
              Il paese è carino, tipico delle località di mare con negozietti e ristorantini, che neppure guardiamo perché nonostante il pranzo leggero la colazione si fa sentire. A piedi raggiungiamo facilmente uno spiazzo da cui si gode un’ottima vista della nave


              ed un parco giochi che qualcuno (immaginate voi chi!) troverà davvero interessante.
              Poi dopo le dovute difficoltà a staccare l’Aquilotto dall’altalena, decidiamo di rendere la giornata a sua misura regalandogli un giro sul carretto a trazione equina. Tutto sommato gradevole, soprattutto il tratto sulla spiaggia nel quale cerchiamo di scattare qualche foto alla nave e ne esce qualcosa di inatteso, per chiama il mare, le navi e un momento speciale da vivere in due


              ..e per quelli come me per i quali certi istanti sono un dolce ricordo…vissuto guardando il marito negli occhi con l’Aquilotto in braccio. Ogni periodo della vita qualcosa da e qualcosa toglie….
              Mentre torniamo in nave, con un bavaglino come souvenir visto che sono stati dimenticati a casa, notiamo dei bambini che chiedono l’elemosina. Una in particolare non riesco a dimenticarla, con i piedi scalzi ed uno sguardo triste che non riesce ad illuminarsi neppure dandole qualche moneta. Mi si spezza il cuore, ci sono momenti in cui vorrei avere la forza e la possibilità di cambiare le cose. Mi viene in mente la canzone di Concato che ho citato nel titolo. Fra due giorni è Natale anche per lei, ma mi chiedo che Natale sarà. Penso a tutti i bimbi per i quali Natale è un giorno come un altro, a lottare per sopravvive. Bambini che non proveranno mai la gioia dell’attesa di qualcosa di magico, di qualcuno che li vuol rendere felici. Non è giusto.
              Guardo mio figlio e guardo lei e mi chiedo se William sarà mai in grado di capire quanto è stato fortunato. La triste situazione della Grecia non mi è mai parsa più reale! Torniamo in nave con una lacrimuccia (mia), non la smetto di coccolare il mio piccolo finché non si addormenta. Poi vado a riflettere in solitudine nel mio angolino preferito, la sauna della nave con le sue belle vetrate.
              In serata ci organizziamo per il giorno successivo con i compagni di tavola, poi a teatro ed è ora di nanna.

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              • #8
                Prima di passare al capitolo vero e proprio voglio ringraziare quanti mi seguono per la panzienza e per i commenti generosi.
                Grazie Gattopiccolo che mi sproni ad andare avanti. Io ogni tanto mi perdo fra molti impegni, ma voglio fare una promessa, finirò questo diario prima di imbarcarmi di nuovo, e visto che la data prevista è il 6 Maggio, mi conviene riprendere perchè non ho tempo da perdere !

                Capitolo 6 … MI dicevano che è vano sperare, per Atene o per Roma, quell’eternità che non è accordata ne agli uomini ne alle cose…

                … e navigando ci svegliamo la vigilia di Natale, pieni di entusiasmo per la giornata densa di aspettative.
                Dal balcone spunta qualcosa di interessante… che la mia assoluta mancanza di conoscenza geografica non mi consente di individuare con precisione,



                Magari qualcuno la conosce e può colmare la lacuna!
                Fanno impressione tutte quelle armi schierate; in un giorno che è un inno alla vita quale modo migliore di rendersi conto di quanto l’uomo sa complicarsi l’esistenza quando vuole…

                Per fortuna qualcuno arriva a rischiarare la mente con il suo volo libero e spensierato.



                Sicuramente la foto non è perfetta ma è il primo che riesco a “catturare”, ovviamente con la macchina fotografica, per me è una grande soddisfazione.

                Ritorno ad osservare incuriosita e intimorita il nostro compagno di approdo con il turno di guardia armata proprio sotto la bandiera…



                altre persone che lavorano a Natale, per mare e lontani dalle loro famiglie… e mi consolo scoprendo quanto la vita riesca sempre a stupirmi! Mentre io li guardo timida timida con la mia reflex seminascosta perché con quelle armi non si sa mai, mi rendo conto che il desiderio di catturare il momento è reciproco…io in vacanza e loro in pausa, ma tutti con la voglia di immortalare l’incontro inaspettato!




                Ancora non ho lasciato la cabina e già la giornata è ricca di spunti! Ma non c’è tempo da perdere, i nostri amici ci aspettano per visitare insieme Atene, quindi “sveglia pigroni e di corsa al ristorante!”.
                Dopo il ritrovo nella hall cerchiamo di raggiungere il sightseeing, impresa non facile a causa dei tassisti, agguerritissimi in questa città. Neanche siamo usciti dal porto e già ci sentiamo “braccati”, vogliono stipare 4 adulti e 2 bambini + l’autista in una macchina a 5 posti… e visto che ho già provato l’ebbrezza a Maggio, ed eravamo solo in tre…no grazie!
                Per fortuna ne troviamo uno gentile che ci indica l’uscita del porto dove partono gli autobus ed i trenini (questi ultimi solo zona Pireo, peccato!!) non un cartello ed un piazzale immenso, certo a noi turisti sprovveduti non facilitano la vita. Vorrei poter essere d’aiuto e descrivere il percorso, ma la memoria spesso mi inganna, quindi chiedo venia se non mi cimento in un’impresa che potrebbe essere più deleteria della mancanza di cartelli.

                La prima tappa che affrontiamo è l’acropoli, vista solo dal basso per la presenza dei due diavoletti. Il nostro compagno di viaggio capisce subito perché gli sconsigliamo la salita,



                ci accontentiamo di una breve scalata su una “roccia panoramica” che consente uno sguardo migliore sopra le chiome degli alberi.



                e mio marito si diverte a sfruttare i suoi potenti mezzi tecnologici per dimostrarmi che anche “fotograficamente” il suo smartphone può fare qualcosa che la mia reflex non consente…



                E’ un peccato potendo ammirare quello che resta rendersi conto di quanto si è perduto! Chissà che colori quando oltre allo scheletro viveva anche l’anima, con diversi colori e gli ateniesi che si muovevano tra le rocce al posto degli attuali turisti, simili entrambi a laboriose formiche per chi li guarda dal basso. E da questa suggestione nasce il titolo di questo capitolo, “rubato” a M. Yourcenar.

                Attorno all’acropoli è pieno di verde, ora come allora, certo forse un po’ meno ma non sottilizziamo che il progresso non si può fermare,



                il che rende la passeggiata molto più gradevole ed essendo pedonale possiamo sguinzagliare l’Aquila! Cerchiamo di ripercorrere il tragitto compiuto l’anno scorso col trenino, che costeggia l’acropoli passando a fianco a negozietti e ristorantini… ma ovviamente ci perdiamo quindi a tentoni raggiungiamo la Plaka e attraverso le sue viuzze cariche di souvenir più o meno interessanti ci dirigiamo verso la via principale, tutta addobbata per le feste, e piazza Sintagma, sempre strapiena, dove ci fermiamo a mangiare. Visto che il tempo corre quest’anno tralasciamo il trenino, e riprendiamo il sightseeing per vedere il resto della città. Forse per la stanchezza, i bimbi che non stanno fermi o proprio per il giro in se stesso non restiamo soddisfatti come a Maggio, quindi a mio parere taxi+ trenino nonostante lo stile di guida assurdo dei tassisti è meglio del sightseeing, anche perché lascia più tempo a disposizione, comunque parere personale. Tornati all’acropoli dobbiamo cambiare bus per raggiungere il porto e ne troviamo uno pienissimo, ci obbligano a sederci all’aperto con un vento assurdo e purtroppo tra qualche giorno avremo modo di pentircene. Ma non precocorriamo i tempi! Ormai mi sono già troppo dilungata per un singolo capitolo e visto che la giornata è ancora lunga e c’è molto da dire…per il momento vi saluto, tornerò presto perché non posso non raccontarvi, e mostrarvi, la fantastica cena della vigilia!

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                • #9
                  Capitolo 7 "Ricorda se non riesci a trovare il Natale nel tuo cuore, non potrai trovarlo sicuramente sotto un albero" (Charlotte Crapenter)

                  Alle 15.30 siamo sotto la nave e poiché la stanchezza si fa sentire decidiamo di riposarci un po’ in attesa del tanto agognato cenone della vigilia. Mi diletto con il consueto giro fotografico per la nave ma la partenza voglio gustarla dal balcone. Mentre la nave comincia lentamente a muoversi



                  Qualcuno pian piano si avvicina in lontananza




                  e davanti alla mia espressione incredula, ed alla mia fotocamera fortunatamente pronta, mi dimostra che la posizione della mia cabina è davvero fortunata… accosta proprio sotto il mio balcone…



                  Qualcuno esce



                  Ed intanto la pilotina sparisce sotto le scialuppa



                  È solo un attimo poi si allontana a tutta velocità



                  Io resto sul balcone in attesa del tramonto



                  Ed ancora non riesco a credere alla mia fortuna. In altri diari avevo potuto osservare qualche foto di questo tipo di accosti e mi sono sempre piaciute. Non avrei mai pensato di poter immortalare a distanza ravvicinata tutta la sequenza! E’ stata l’ennesima sorpresa di questo viaggio particolare. D’ora in avanti controllerò dal balcone le manovre in porto e la mia tenacia verrà più volte premiata.
                  Ormai però è ora di prepararsi, stranamente nonostante sia la cena della vigilia non è richiesto l’abito di gala; comunque sembra quasi ci sia un tacito accordo tra i croceristi, questa è una serata di festeggiamenti e l’eleganza è d’obbligo, infatti vedremo molti più vestiti interessanti questa sera che nelle serate di gala.
                  All’entrata del ristorante, su un tavolo dedicato, fanno mostra di se le interessanti portate che ci allieteranno la serata. Il menù per me non è una sorpresa, l’ho letto e riletto, però qualche piccola variazione ci sarà!
                  In tanto sul tavolo c’è ad attenderci un bicchierino strano, che in realtà non riscuoterà un alto gradimento



                  I primi invece mi tentano tutti, dai tortellini alle lasagne al risotto con funghi e tartufo. Per mia fortuna i camerieri ci invitano a richiedere pure qualcosa in aggiunta ed io sceglierò di bissare il primo. Il risotto ai funghi si rivelerà molto buono, con qualche scaglia di tartufo appoggiata sopra, io lo amo molto quindi per me era un po’ delicato, ma capisco la scelta perché non molti apprezzano un gusto così forte. Le lasagne con crema al parmigiano le ho trovate superlative dalla presentazione al sapore…davvero ben riuscite, una “palla” di ripieno nascosta da sfoglia di pasta verde e ricoperta da una buonissima crema al parmigiano. Li ho gustati così tanto da dimenticare le foto ma so già che siete comprensivi!
                  Il secondo per me è un must: Aragosta, è dalla mia prima crociera che la aspetto senza mai incrociarla ed ora non posso farmela scappare. Sto quasi per affondare la forchetta quando mi ricordo di voi ed afferro la macchina fotografica



                  La presentazione secondo me non è perfetta ed il sapore è buono ma non la migliore mai mangiata, comunque non ne avanzo una briciola… mio marito invece si ed a me sembra tatto un peccato rimandarla indietro… così gli do una mano.
                  Prima del dolce posizionano in mezzo al tavolo un piattino con torrone e frutta secca, decisamente gradito



                  I dolci entrano con la classica sfilata dei camerieri che portano le marronier,



                  probabilmente non l’hanno scelta in molti perchè la mia fetta potrebbe sfamare una famiglia



                  Sono così sazia chè riesco a malaperna ad assaggiarla!
                  Anche il cappuccino di panettone verrà trasformato in una fetta del suddetto dolce (forse la spuma non è riuscita?) suscitando l’invidia di mio marito che ha scelto altro. Le bevande sono comprese ma noi non ne approfittiamo affatto, in tutto il tavolo solo un commensale proverà un bicchiere di vino e mio marito chiederà una coca-cola. Anche lo spumante rientra nell’offerta e io me noi ce ne facciamo servire giusto un dito per il brindisi, non mi sembra il caso di sprecare solo perché è gratis.
                  Io intanto comincio a controllare l’orologio. La cena si è dilungata ed io non voglio che William perda l’appuntamento con Babbo Natale, previsto per le 19.00. Oramai siamo ad un’ora e mezza di ritardo e temo che nonostante le rassicurazioni del servizio clienti non trovi più nulla, anche perché il nostro tavolo è stato l’ultimo ad essere servito.
                  Per fortuna giunti in discoteca scopriamo una piccola coda, evviva siamo in tempo ! Al centro pista c’è una sedia con un Babbo natale un po’ improbabile, che prende in braccio i bimbi per la consegna del doni e foto di rito.



                  Una cosa un po’ scarna, mi aspettavo una festa per i bimbi, ma loro gradiscono comunque quindi va bene così.
                  La sera oltre allo spettacolo è prevista la messa in teatro a mezzanotte, e ce ne sarà una anche il giorno dopo.
                  Noi però andiamo subito a nanna, anche perché tradizione vuole che i bambini vadano a letto presto se vogliono che arrivi babbo natale.
                  In cabina ci aspetta un’altra sorpresa, un panettone tutto per noi, che mio marito e William gradiranno molto!
                  Mentre tutti dormono io allestisco la sorpresa per William, voglio che domani sia una mattina speciale ed organizzare il tutto in cabina non è facilissimo!
                  Finalmente anche per me arriva il meritato riposo dopo una giornata decisamente impegnativa.

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                  • #10
                    capitolo 8: So this is Christmas....

                    Così è Natale, è arrivato finalmente e per me è sempre un giorno speciale, è la festa dei bimbi, la fine di una trepidante attesa... Questo Natale è stato magia e sorpresa anche per me, già attendevo di vedere la faccia di mio figlio all'apertura dei regali... la cabina è piena di caramelle, con i regali appoggiati sul tavolino posizionato proprio vicino al su letto!!! Avrei voluto fare una foto ma presa dagli eventi l'ho completamente dimenticato anche perchè c'era ben altro da fotografare! Il mio regalo di Natale doveva essere la crociera... poi prima di partire mio marito si presenta con una splendida parure di perle... pensavo di aver già ricevuto fin troppo, non sapevo che mancava ancora qualcosa... qualcosa che nessuno avrebbe potuto comprare ne organizzare...


                    un'alba splendida che ho già in parte mostrato


                    che voglio raccontarvi nella sua interezza..


                    con il mare colorato d'oro


                    più illuminato del miglior albero di Natale.

                    Poi i dormiglioni si svegliano... e non riusciamo più a far vestire l'Aquilotto, la cabina con i giochi nuovi non la vuole lasciare... ci tocca la colazione al buffet perchè ormai è troppo tardi... ma è comunque buona...

                    Oggi la giornata è dedicata alla famiglia, alla nave (poi vedrete), e al mare... e che mare oggi non finisce di stupirci


                    per ricordarci che il sole è un dono che riceviamo ogni giorno


                    la stella più luminosa...che purtroppo non possiamo gustare sempre in tanta pienezza..


                    e il mare con la sua schiuma...


                    e tanti piccoli schizzi.. che ormai già conoscete ma questo è il suo contesto, la mia foto preferita è un altro dei regali che questa giornata ha voluto donarmi...


                    e come non fermarti a riflettere qualche istante in solitudine davanti a questo cielo e a questo mare....

                    la giornata scorre tranquilla, tra noi, qualche gioco e qualche bagno in piscina, l'ottima cucina del ristorante, insomma non c'è tempo per anoiarsi, oggi c'è anche il super bingo con cartelle a prezzo promozionale, ci rinuncio, sono già stata troppo fortunata per una sola giornata, non credo di poter chiedere di più! Ma le sorprese non sono finite...


                    oggi dal mio balcone c'è anche il tramonto,


                    che colori magnifici... e che super regalo aver trovato la cabina dal "lato sbagliato!"

                    So che vi avevo promesso le foto della nave, sono già tutte caricate ma ora non ce la faccio proprio quindi devo lasciarvi momentaneamente... comunque arriveranno presto....

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                    • #11
                      Grazie, grazie, grazie.
                      Pensare che questo diario non volevo neanche scriverlo perche' temevo non fosse all'altezza. Non potete neanche immaginare quanto mi siano di aiuto le vostre parole e la stesura di questo diario. Siamo in pieno periodo salone del mobile ed io lavoro nell'ufficio tecnico di un'azienda che produce mobili... e' un delirio! Sono tutti ultranervosi e si passa alle parole pesanti per un'inezia. Oggi e' stata una giornata davvero atroce... poi mi sono ricordata di voi, ho riguardato le foto da postare e la calma e' tornata nel mio cuore... Ho ricominciato a sorridere a chi mi aveva offesa e la situazione si e' decisamente stemperata....
                      Il forum per me e' soprattutto questo: un momento di pace nel mare un po' troppo burrascoso della vita quotidiana. Ho iniziato a scrivere per voi ma mi sono resa conto di farlo anche, e soprattutto per me...
                      Per fortuna c'e' ancora molto da raccontare perche' in questa crociera ho lasciato il cuore e scrivendo me ne accorgo ogni giorno di piu'.

                      Laura ho visto solo ora il tuo messaggio ed aggiungo il quarto grazie. Da parte tua e' un complimentone perche' mentre leggevo il tuo diario piu' volte ho pensato vedendo le foto tue e di Manlio che il mio povero diario non sarebbe stato all'altezza...sono una novellina ma la passione per la fotografia l'ho nel cuore...

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                      • #12
                        Ho una lacrimuccia di commozione per le vostre belle parole... Provo comunque a concentrarmi perchè è il momento di presentare la grande protagonista, la Deliziosa...

                        Inizio a girarvi gli auguri ricevuti


                        un piccolo pensiero... ma anche questo fa atmosfera.
                        Già da fuori...


                        a cominciare dal suo nome è un tripudio di promesse...


                        con le sue forme sinuose


                        e dallo stesso tempo imponenti e soprattutto lui...immancabile...


                        quel fumaiolo giallo che al primo sguardo mi mozza ogni volta il respiro


                        e la nostra bandiera... qualcosa finalmente di cui essere orgogliosi...


                        cercando ogni volta il lato migliore..perchè il suo impatto emotivo sfugge alla macchina fotografica...


                        maestoso nel suo stagliarsi contro il cielo anche quando la luce ne confonde i colori...

                        Ho iniziato con un assaggio.... ma l'appetito vien mangiando.... soprattutto se per scrivere si salta la pausa pranzo e ci si sazia di colori ed emozioni...ma talvolta serve anche conretezza...ed a me resta poco tempo quindi vi lascio sperando di avere a breve un po più tempo per entrare nella nave....

                        p.s. grazie Laura per il consiglio sul formato, rende molto meglio.... sai se per caso è possibile ridimensionare quelle delle pagine precedenti????

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                        • #13
                          Grazie ancora a tutti... Gattopiccolo anche io spesso e volentieri per scrivere o leggere il forum utilizzo la pausa pranzo...anzi ultimamente quasi tutta la pausa pranzo a dire il vero ...
                          oggi invece nonostante la bellissima giornata di sole tanto attesa...sono chiusa in casa causa Aquilotto febbricitante , almeno trovo un po' di tempo per portarmi avanti...

                          quindi finalmente entriamo nella Deliziosa


                          ed è amore al primo impatto! La sfera sarà la mia croce e delizia


                          quanto tempo passato a fotografarla...


                          da ogni angolazione...




                          da vicino..


                          e da lontano


                          perfino uno strano autoritratto...
                          Ma è ora di volgere lo sguardo anche al resto della nave




                          senza spostarci troppo immortaliamo la scala..


                          e troviamo il fotografo...


                          ed il tour office la sera della vigilia...
                          Dopo tanto impegno in giro a rubare scatti si comicia a sentire un po' di fame ,


                          si percorre il corridoio del buffet con l'aquolina in bocca...


                          con tutta questa varietà...


                          gioiscono gli occhi ed il palato...


                          e come non fermarsi ad assaggiare


                          se la cucina è dvvero "Deliziosa". L'offerta poi non è finita, nella difficile ipotesi non si trovasse nulla di proprio gusto al buffet


                          si può gustare una specialità "cioccolatosa" nell'apposito bar


                          dove anche l'arredo presenta colori "in tema"...


                          dai banconi alle pareti... tutto ad effetto cioccolato!
                          Ormai più che sazi di dolci meglio fare una passeggiata,


                          a vedere il lido Aqua Regina con la sua tranquillità


                          la scultura che si riflette nell'acqua...


                          ed i lettini ordinati.


                          Ci spostiamo più in alto per uno sguardo di insieme..


                          andiamo ad osservare la tecnologia della copertura sempvente del lido Azzurro blu


                          il lido stesso pieno di vita


                          per poi perderci nella solitudine dei ponti deserti.


                          Ci imbattiamo per caso nel campo da golf..


                          e ci dirigiamo alla meta dell'Aquilotto, il parco giochi.


                          Sulle vetrate qualcosa fa capolino, è la ciminiera gialla della Costa, che abbiamo da tempo imparato a cercare ed amare. Mo ormai fa un po' freschino, è pur sempre dicembre su una nave in movimento ed è il caso di rientrare anche perchè ci attende la cena al ristorante


                          l'Albatros... così difficile da riprendere..


                          anche lui in spirito natalizio...


                          uno sguardo dall'alto...


                          ed uno un po' più dettagliato, la tavola ben apparecchiata..


                          che per chi è più fortunato di me offre anche una splendida vista mare. Noi purtroppo solo "vista banconi dei camerieri" non immaginate che invidia durante l'attraversamento dello stretto di Messina.
                          Qualcuno poi è ancora più fortunato ed avendo la suite visto l'affollamento può gustarsi il ristorante Samsara o club


                          decisamente romantico


                          con i sui molti tavoli da due


                          e le vetrate sul mare.
                          Dopo cena un salto in teatro è d'obbligo.


                          anche perchè l'Aquilotto lo adora


                          e senza spettacoli proprio non vuole andare in cabina...
                          Così mi sovviene un altro dei nostri "must" il cocktail rigorosamente analcolico, per mamma papà e William


                          la scelta della location è molto varia..


                          anche se in molti casi i tavolini sono su percorsi di passaggio alcuni di questi sono "vista sfera", i miei preferiti ovviamente,


                          oppure presso il gran bar Mirabilis con una particolare scultura formata da innumerevoli farfalle in volo.
                          Ormai cosa ci resta da fare?


                          Un giro nella galleria negozi per un regalo di Natale tardivo,


                          oppure proseguire su una scala di luce...


                          verso una notte brava in discoteca (scusate è un po' sfuocata)... Ma non è vita da Aquilotti quindi è ora di tornare in cabina


                          dove qualcuno già ci aspetta...
                          Buonanotte!!!!!!

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                          • #14
                            Innanzitutto grazie mille Manlio, purtroppo la settimana è stata a dir poco difficile quindi il diarip è stato tristemente accantonato, se sono troppo triste o stressata manca l'ispirazione e a mio parere meglio non scrivere affatto che scrivere male! Le tue parole, in un periodo del genere, sono ancora più gradite.
                            William è uscito da una "due settimane di pronto soccorso" con due influenze diverse di fila e la "microfratura a legno verde", per fortuna non grave, del dito medio di una manina. Io praticamente non riuscivo a chiudere occhio e non potevo neanche stare a casa dal lavoro in quanto è uno dei periodi come quello descritto nell'intro, in cui se in ufficio fossimo il doppio non saremmo comunque sufficenti. Considerando che disegno mobili e non opero a cuore aperto il tutto assume un carattere quasi tragicomico.

                            Poi come al solito la vita prima mette alla prova e poi rende il maltolto.
                            L'agenzia mi chiama, sono arrivati i biglietti, la prossima crociera sarà in cabina esterna, sento che manca qualcosa rispetto a questa, le mie foto del mare al mattino ed alla sera, ma visto che due prenotazioni a pochi mesi di distanza sono già al limite delle mie possibilità, poi siamo due famiglie in due cabine, sarebbe triste una si ed una no. La sorpresa arriva venerdi mentre esco distrutta dal lavoro dopo un'ora di straordinari, il massimo consentitomi dalla necessità di andare a recuperare l'Aquilotto al nido. Ci chiama l'agenzia, Upgrade a pagamento per entrambe... balcone premium...evviva! Non c'è possibilità di scelta perchè sono le ultime due, alla faccia della fortuna, quando non ci speravo più. Arrivo a casa e guardo la cabina, non c'è il letto per William, dove lo mettono? Chiamo stamattina e la risposta mi fa venire i brividi "letto alto"... con William non è proprio possibile, si butta giù! E' il motivo per cui evito le interne. Chiedo se è possibile invertirmi con mia sorella che avrebbe comunque la culla, ma essendo esaurita la categoria si rischia di perderne una nell'operazione quindi no....lasciano aperta la ricerca perchè capiscono il problema... e tutto si risolve oggi a mezzogiorno, mi assegnano la 8443, sempre verso poppa ma con un divano letto per la salvezza dell'Aquilotto. Che bello, finalmente possiamo gustarci pienamente la fortuna toccataci!!!
                            Mi ritorna la carica e quindi decido di trovare il tempo per riprendere il diario anche perchè la partenza di avvicina ed ho ancora 3 giorni da raccontare...praticamente sarà la scrittura ininterrotta di diario - diretta - nuovo diario.... quindi al lavoro, il tempo stringe...

                            Capitolo 9... Malta ponte fra due anime. “un mare sembrano quelle luci-un mare d’argento-che bacia le sponde” Karmenu Vassallo.

                            Come ormai avrete capito ho una vera e propria fobia di sprecare il tempo a mia disposizione, soprattutto quando le possibilità di svago ed apprendimento sono molte, quindi le mie giornate cominciano presto, con la solita routine , se così si può chiamare l’insieme di piccoli gesti quotidiani che si compiono ogni giorno al risveglio nel nostro, purtroppo temporanea, “angolino in mezzo al mare”.
                            Subito fuori sul balcone a respirare l’aria salmastra, poi la ricerca dei vestiti, prepararsi per uscire con un’occhio sempre rivolto verso verso il mare, quindi la colazione, molto abbondante, al ristorante; infine subito fuori, perché ci attende una nuova città.
                            Oggi tocca a Malta, o meglio La Valletta, perché il resto dell’isola, con Mdina e Mosta, l’abbiamo già visto a Maggio, ma purtroppo la capitale no, a causa di un errata ripartizione dei tempi o meglio del tempo per l’attesa infinita al ristorante sul lungomare. Comunque quale occasione migliore per rimediare.
                            Appena usciti dalla nave mi si presenta davanti agli occhi una scena che sembra uscita dal meraviglioso diario di Tano, due addetti su una piccola barca stanno ritoccando la vernice della chiglia, in quel ciclo continuo di manutenzione richiesta da una nave.


                            Non so per quale motivo, nonostante la serie di operazioni sia pressochè ininterrotta, resta invisibile ai più, nonostante sia ogni giorno sotto i nostri occhi. Molti se ne accorgono semplicemente per il disguido di non poter usare il balcone o quant’altro, senza comprendere la mole di lavoro enorme per consentire il nostro diverimento.
                            Tra molti pensieri decido di proseguire verso la mia meta, mi aspetta una lunga passeggiata, anzi no. A poche centinaia di metri dalla nave scopriamo un ascensore del quale ignoravamo l’esistenza che porta direttamente a quelli che già dalla nave abbiamo individuato essere gli upper Baracca Gardens. I tornelli non sono attivi e ci chiediamo la ragione della loro presenza visto che la salita è gratuita. In realtà ho letto di recente che ora il “giro” costa 1 euro, ecco spiegata l’esistenza dei tornelli!
                            La salita dura un attimo, ci lascia senza fiato, neanche il tempo di accorgercene e ci stiamo godendo un panorama della città e della nostra nave, che ho già postato nel capitolo precedente,


                            tentativi di foto alla fontana al centro dei giardini e poi si prosegue verso la piazza principale, dove si riprende il tema dell’acqua, con una fontana che sembra una leggerissima lamina d’aqua con qualche zampillo in evoluzione,


                            che consente a me di divertirmi con la macchina fotografica ed all’Aquilotto di inseguire i piccioni e provare in ogni modo a bagnarsi, cosa che ovviamente non gli verrà consentita visto che nonostante la temperatura mite siamo pur sempre a dicembre.


                            Per rimanere in tema l’acqua ci regala un delicato alberello con i volatili sullo sfondo.
                            Io sono alla disperata ricerca di un paraluce ed un filtro per la macchina fotografica, che ovviamente non riesco a trovare, girovagando però incappiamo nel trenino turistico e decidiamo di offrire a William questo svago, gustandoci in pieno relax il giro della città e provando anche a catturare qualche scatto volante,


                            come questa panoramica della città.
                            La mattinata è volata e noi vogliamo tornare a mangiare in nave, con calma, al ristornate, perché crociera è anche viziarsi un po’ ed ogni tanto cedo anch’io.
                            Dal giro in città a me resta l’impressione di una città antica sviluppata per il mare ed intorno ad esso, mio figlio invece più prosaicamente tiene stretto il suo sacchettino di caramelle che ha voluto pagare da solo con il soldino che gli ha dato mamma… prime prove di indipendenza. Certamente un dolce ricordo.
                            Po i in nave quando loro dormono io esploro, ed in questo caso anche il panorama dalla nave è interessante


                            Sia verso il porto turistico


                            Che guardando in direzione del mare.


                            Poi qualcuno si avvicina, come sempre sotto il nostro balconee con nostra grande sorpresa proprio mentre la lasciamo la città ci mostra la sua veste più bella.


                            Il mare è punteggiato di tantissime piccole imbarcazioni solitarie e la città assume un color seppia davvero suggestivo


                            Con un cielo quasi irreale


                            Strano come si possa godere un attimo di pace in solitudine pur essendo così in tanti sulla nave e nei suoi pressi.
                            Come chiudere questo capitolo? Ovviamente nel modo che preferisco


                            con un bellissimo tramonto, l’ennesimo, ma ognuno a suo modo speciale.

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                            • #15
                              Per chi non mi avesse seguita nell'altro tread chiedo scusa per il ritado nel postare questa pagina pronta ormai da due giorni, un caso di varicella all'asilo di mio figlio mi ha messa in fibrillazione ed ha comportato la necessità di impegnative ricerche su internet... per ora tutto ok, niente macchioline in vista e speriamo continui così almeno per tutta la crociera, ora che sono un po' più tranquilla riprendo... almeno sono pronta ad ogni evenienza. Grazie mille Silviette e Laura per il sostegno, ero davvero nel panico più completo.
                              Per non far spaventare qualcuno premetto che la malattia dell'aquilotto di cui parlerò fra poche riche è relativa a Natale... e speriamo in un Aquilotto SANISSIMO per almeno un mese, voi incrociate le dita per me...

                              Capitolo 10 ....e noi che siamo gente di pianura..... del mare amiamo le profondità....

                              Ormai la nostra avventura volge al termine, penultima tappa, Palermo. L’alba ha deciso di andare democraticamente a favorire anche l’altra fila di cabine con balconi, quindi a me resta semplicemente da godermi in solitudine l’ingresso in porto,


                              con consueto accosto della pilotina,


                              nell’attesa di svegliare il resto delle truppe perché stamane la tabella di marcia è davvero intensa… Abbiamo deciso di seguire il percorso suggerito da Costa.
                              Grazie alla mappa trovata in cabina mi viene semplificato il lavoro; avevo portato un paio di pagine relative al percorso da seguire ma non ho avuto tempo di studiarle a sufficienza, visto che le due opzioni mi sembrano analoghe meglio andare sul sicuro… unica deviazione…. Seguendo i consigli del forum… tappa gastronomica assaggio + souvenir… d'altronde colleghi e nonni si son ben guadagnati un carrè di pasticcini.
                              Il risveglio purtroppo non è dei più lieti, l’Aquilotto ha una brutta cera (ma che strano penserete voi, dreamy ce lo descrive sempre sano!!!!!!), subito ricordo il freddissimo ritorno da Atene…. E facendo due più due capisco che la mia malinconia ha ragione d’essere, con il piccolo non in forma la crociera non è più la stessa. Comunque non abbandoniamo il programma, per ora è solo un forte raffreddore e vista la temperatura mite riteniamo lui stia meglio all’aperto che rinchiuso in cabina, al limite se la situazione dovesse mettersi male con un taxi in poco tempo rentriamo.
                              Con il bimbo buono buono nel passeggino cominciamo il percorso.

                              Teatro Politeama,


                              breve sosta fotografica e poi via verso nuove mete, attraverso strade ricche di negozi, purtoppo ancora chiusi, in breve davanti a noi si svela il teatro Massimo.


                              Maestoso ed imponente domina la piazza, con i suoi leoni di guardia


                              e le stelle di Natale sulla scalinata a creare un delicato motivo e ricordare le festività.


                              Poi direzione S.Rosalia, anche perdendosi nei viocoli, scoprendo per caso un mercato delle pulci ed uno tradizionale,


                              scene di vita vera, quella che più amo scoprire durante i miei viaggi. Che bello il banchetto delle spezie,


                              non riesco a non farmi tentare, ci sono anche le scorze di arancia candita, uno dei dolci preferiti di mio padre.
                              Mi fermerei alcune ore in un luogo così ricco di stimoli ed emozioni ma le cose da vedere sono ancora molte…. Prosegiamo ed ecco che compare la basilica di S. Rosalia, l’abbiamo raggiunta dal retro deviando dal percorso consigliato,


                              l’immagine è comunque suggestiva. Entriamo lateralmente e visitiamo l’interno, purtroppo non i sotterranei in quanto William è tranquillo nel suo passeggino e non ci sembra il caso di sballottarlo troppo. All’uscita decidiamo di fermarci nello spazio antistante per gustarci la facciata principale un po’ di sole.




                              Proprio davanti allo spiazzo c’è un bar, piuttosto piccolo, ma rinomato per i cannoli…. La quantità di gente stipata nello spazzio ridotto fa capire che la tentazione è reale ma noi preferiamo seguire un suggerimento relativo ad una pasticceria zona Palazzo dei normanni, dove possiamo gustare cannoli e cassatine ed anche ricordarci degli amici a casa. Poichè è la prossima tappa si può resistere alla tentazione.
                              Ed infatti dopo aver dissetato il piccolo si parte ancora alla scoperta. Anche al Palazzo arriviamo dal retro, e temiamo di esserci persi invece i gentilissimi passanti (e pensare che c’è chi dice che i Palermitani non sono socievoli, ma ci sono mai stati a Palermo per poter giudicare?) ci indicano il percorso più breve. Sono davvero curiosa di vedere la Cappella Palatina, purtroppo però l’impossibilità di portare il passeggino e la presenza di una funzione che mi ridurrebbe a solo tre quarti d’ora il tempo per biglietto – raggiungimento – ossevazione mi fanno rapidamente desistere. Comunque ho già deciso che a Palermo ci torno, mi è davvero piaciuta sia come città che come clima in inverno.
                              Eliminata una tappa possiamo dedicarci al relax mangereccio… davvero ottimo e sono organizzati benissimo per la pasticceria d’asporto, inutile dire che il souvenir sarà davvero gradito. Quindi si riprende, restano “solo” i 4 Canti e se si riesce un mercato…. Ma non si riesce, all’aquilotto è comparsa la febbre e siamo in ritardo sulla tabella di marcia per il rientro in nave, quindi via spediti.
                              Arrivati ai quattro canti i piedi fanno malissimo… quasi mi faccio tentare dalle carrozzelle a cavallo ferme in attesa… il prezzo fa desistere mio marito, 30 euro per 5 minuti di corsa gli sembrano un’eresia, uccide le mie speranze dicendo “dai ce ce la puoi fare, preferisco piuttosto comprarti qualcosa in nave”. Ineffetti non posso dire che non mi vizii, solo che odia avere la sensazione di “farsi fregare”. La ripresa è dura ma il percorso in realtà non è eccesivo. La fiumana di gente che rientra è davvero impressionante a riprova che non siamo gli unici che si sono trovati al limite sui tempi, per fortuna considero sempre mezz’ora di sicurezza rispetto al tutti a bordo… qualche volta mi ha salvato l’imbarco. Al porto ci siamo noi, Pacifica e msc…. È interessante vederle tutte tre accostate…. Il tempo però stringe quindi non posso fermarmi a studiarle, subito in nave… e subito a pranzo. Poi la giornata prosegue con il ritmo consueto.
                              Pomeriggio ancora in giro per la nave, non mi sono ancora bituata a queste belle giornate di sole


                              daltronde bisogna essere davvero fortunati per poter considerare normale un cielo invernale come questo, e per ribadire il concetto


                              Ancora un tramonto dal mio balcone


                              Davvero bello, ormai ho esaurito gli aggettivi..


                              ma non la voglia di fotografare, Intanto il sole muore


                              Ed il mare inizia ad increaparsi,


                              non troppo per fortuna, i braccialetti sono sufficienti a far stare bene mio marito, io e William fortunatamente non ne abbiamo bisogno. Così posso godermi le forme suggestive che si creano sulla cresta dell’onda,


                              questa mi ricorda un dragone


                              Intanto qualcuno ci segue, un’amica che abbiamo già incontrato in porto,


                              è proprio la Pacifica che procede a gran velocità, tanto da riuscire a superarci, regalandoci una suggestiva immagine notturna…


                              Questa è stata davvero difficile da catturare, sempre troppo mossa o sfuocata, anche perche il mio zoom non luminosissimo… il risultato è comunque sufficiente a farvi comprendere quanto sia bello navigare in compagnia quando il cielo si è ormai oscurato…
                              E con queste luci vi lascio, buona notte a tutti…

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