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Costa Luminosa - Groenlandia - agosto 2010

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  • #61
    Un aggiornamento sull'erosione dei ghiacciai e per chi ha a cuore il "permafrost" fotografato qualche pagina fa
    (fonte: agenzia ansa)


    Le coste dell'Artico si stanno
    ritirando alla media di mezzo metro l'anno a causa di un
    progressivo aumento dell'erosione nel quale nuovi studi
    internazionali vedono un effetto dei cambiamenti climatici, ma
    anche delle sempre più numerose attività umane. È quanto
    emerge dal rapporto «Stato delle coste artiche 2010», redatto
    da un consorzio che riunisce più di 30 scienziati di dieci
    Paesi e pubblicato online.
    La ricerca è stata coordinata dal Comitato Internazionale
    per la scienza artica (Iasc) insieme a Progetto congiunto
    Interazione terra-oceano nelle zone costiere (Loicz),
    Associazione Internazionale Permafrost (Ipa) e Programma per il
    monitoraggio e la valutazione del'Artico (Amap).
    Il rapporto è il risultato delle ricerche condotte lungo
    oltre 100.000 chilometri di coste, pari a un quarto del totale
    delle coste artiche, e rileva che i cambiamenti più importanti
    sono avvenuti nel Mare di Laptev, lungo le coste della Siberia
    orientale e lungo quelle del Mare di Beaufort. In queste zone,
    rilevano i due studi, l'erosione ha superato in alcuni casi 8
    metri l'anno.
    La preoccupazione è che nel tempo l'erosione delle coste e
    del terreno ghiacciato (permafrost) che le costituisce per ben
    due terzi, possa avere effetti rilevanti sia su tutto l'Artico
    sia globalmente. I ricercatori hanno cominciato a raccogliere i
    dati nel 2000, quando si avevano informazioni dettagliate su
    appena lo 0,5% delle coste artiche. A dieci anni di distanza i
    ricercatori ritengono di avere acquisito un quadro complessivo
    esauriente dello stato di salute delle coste artiche, ma
    guardano con una certa apprensione alle sempre più intense
    attività umane che potrebbero mettere a rischio questo ambiente
    unico. «L'Artico si sta trovando sempre più al centro di
    cambiamenti globali di tipo diverso e sta diventando il crocevia
    di numerosi interessi nazionali ed economici», ha osservato il
    responsabile del progetto per la Loicz, Hartwig Kremer.
    Rimaste indisturbate per millenni, le coste dell'Artico
    stanno diventando sempre di più importanti a livello economico
    e sociale. A spingere verso questo cambiamento è la necessità
    sempre più pressante di risorse energetiche, i trasporti e non
    ultimo il turismo. Tutto questo sta aumentando progressivamente
    la presenza umana lungo le regioni costiere dell'Artico e i
    cambiamenti prodotti i questo ambiente si stanno facendo sentire
    sia sulla fauna selvatica, come i caribu, sia sui numerosi laghi
    caratteristici del paesaggio costiero.
    prof

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