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Discussione: Musei Vaticani: Le stanze di Raffaello e l'appartamento dei Borgia

  1. #136
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    Il mio contributo a questo td, dopo la mia seconda visita ai musei Vaticani.

    Chi l' avrebbe mai detto , in così poco tempo dalla mia prima volta , eccomi a ripercorrere i miei passi in questo magnifico posto, ricco di tante opere d'arte che tutto il mondo ci invidia.

    Dobbiamo esserne fieri, come lo dobbiamo per tutte le opere, i musei, le città d' arte che esistono sulla nostra bella Italia, forse a volte anche noi , ce ne dimentichiamo.

    Bene....si comincia.








    Ovviamente l' ingresso prenotato online sul loro sito ufficiale. Sempre sui loro siti conviene cercare, altri propongono le stesse opportunità ma sono intermediari, quindi ponete attenzione quando prenotate.

    La mia sarà una visita più approfondita, nella parte in cui non sono stata la prima volta, un po' più veloce in altre parti, ma comunque un tempo ragguardevole sempre e comunque per le Stanze di Raffaello e la Sistina di Michelangelo che non finiranno mai di stupirmi!!


    Dapprima eccovi una piantina di ciò che è possibile vedere, con il percorso completo che vi consiglio...







    - Il museo Gregoriano Egizio

    ....velocemente in quanto già trattato...













    Sì tratta di una collezione di antichità egizie, molti reperti arrivano da scavi effettuati nel territorio romano e provenienti da Villa Adriana a Tivoli.
    Testimoniano l' interesse per l' arte antica egizia, diffusosi in Roma. Nel tempo , molti altri pezzi si sono aggiunti negli anni da parte di donazioni di raccolte private.





    In questa immagine la ricostruzione del Canopo di Villa Adriana presso Tivoli.





    Statua raffigurante Annubi, interpretazione romana della divinità. Annubi accompagnava i defunti nell' aldilà, e questa statua proviene da Villa Pamphili ad Anzio.

    Proseguendo il percorso, si arriva nella sala dedicata alle opere provenienti dall' Assiria, l' attuale Iraq. Un' opera particolare tra le tante esposte, ha attirato la mia attenzione....





    Preziosa e molto singolare, sia per la scrittura cuneiforme, veramente eccelsa in uno spazio molto ristretto. L' opera in sé è minuscola e particolare....missiva in busta.



    Proseguendo....

    - Museo Chiaramonti.


    Questo braccio dei Musei Vaticani fu voluto da Papa Pio VII Chiaramonti, che attribuì l'incarico ad Antonio Canova in qualità di Ispettore generale Delle Antichità e Delle Arti dello Stato della Chiesa.
    L' incarico atto a recuperare in ogni modo le opere trafugate nel nostro territorio ad opera di Napoleone.

    Agli inizi dell' 800 il Papa fondò il museo che prese il suo nome.




    La lunga galleria fu allestita da Canova ed ancor oggi, tranne qualche piccolo spostamento, le collocazioni delle statue rispettano in gran parte il prospetto originario.
    Papa Chiaramonti fu il primo a promulgare una legge sul patrimonio artistico, che attribuiva all' opera d'arte arte di bene pubblico.

    Sono qui raccolte quasi mille sculture, nella gran parte copie romane di perduti originali greci.





    Nella foto...Ganimede e l' aquila.

    Una delle più ragguardevoli...
    Questo gruppo si ispira a quei passi delle " Metamorfosi" di Publio Ovidio Nasone, che raccontano gli amori di Zeus, ovvero del rapimento del bellissimo giovinetto di cui s'invaghi il padre degli dei.
    Questi si trasformò in aquila e lo trasportò sull' Olimpo divenendo il coppiere degli dei. In questa scultura lo rappresenta con una coppa in mano.

    Questo gruppo fu rinvenuto a metà del 1700 lungo la via Tuscolana; si tratta di un marmo del II sec.d.C. copia di un originale greco del IV sec.realizzato in bronzo.
    Bello lo sguardo d' intesa tra il giovine e l' aquila, che altri non è che Zeus.


    Sul fondo di questo lungo braccio, la Galleria Lapidaria, per entrarvi bisogna fare apposita richiesta. Raccoglie circa 3400 epigrafi scritte su marmo.



    - Il Braccio nuovo.

    Chiude il cortile della Pigna sul lato meridionale, separandolo dal Cortile della Biblioteca.


    Immagini del cortile della Pigna, prima di addentrarci nel Braccio nuovo..


















    Per i crocieristi quest' ultima è un' immagine familiare!!!



    La galleria....






    La sua costruzione e decorazione avvennero nel 1806 per opera dell' architetto Raffaele Stern, su commissione di Papa Pio VII Chiaramonti. La struttura, cui si accede , dal museo Chiaramonti del quale rappresenta una continuazione, ospita importanti reperti di arte romana.
    Il lungo corridoio è caratterizzato da una serie di nicchie in successione, sovrastate da rilievi neoclassici.

    Alcune opere esposte....











    Rappresentazione di una musa.... semplicemente sublime e di intenso impatto emotivo, oltre la perfezione scultorea.....ne ho parlato di questa opera, affiancandola ad un' altra presente nei musei Capitolini ( centrale museo di Montemartini , nel mio diario su Roma)..... è di una bellezza travolgente!














    Statua raffigurante Augusto di Prima Porta.

    Opera simbolo della romanità!....ritrae in forma idealizzata il primo Imperatore di Roma.
    Venne ritrovata nel 1863 nella Villa di Livia ( moglie dello stesso Augusto) a Prima Porta sulla via Flaminia.
    Probabilmente venne eseguita dopo la morte dell' Imperatore nel 14 d.c. Secondo i precetti della statuaria romana, la figura è storicizzata attraverso l'esibizione dei connotati del potere: la corazza, in uso all' esercito romano; il gesto, con cui il generale chiamava il proprio esercito in battaglia. Un amorino ai suoi piedi su un delfino, rimanda a Venere, progenitrice della " gens Iulia" cui Augusto apparteneva.

    I simboli del potere li troviamo scolpiti sulla corazza, alludono al ruolo del personaggio romano, ne scrivono in qualche modo la biografia.





    Posta in un grande spazio al centro del braccio.....

    La raffigurazione del Nilo.
    Colossale scultura replica di un originale ellenistico, fu ritrovato nel 1500, nel luogo dove sorgeva il tempio di Iside e Serapide, area ora occupata dalla Chiesa di Santa Maria Sopra Minerva.

    È curioso, come gran parte di tutte queste opere siano state ritrovate, quasi casualmente, durante i lavori succeduti al passare dei secoli. Soprattutto nel Rinascimento, periodo in cui Roma viene riscoperta.....

    La statua, rappresenta l' allegoria del fiume Nilo dispensatore con le sue piene di terre fertili, con la conseguente floridita' e ricchezza. Attorno alla sua figura, sedici fanciulli che rappresentano i 16 cubiti di altezza che il Nilo raggiunge nelle inondazioni.


    - Il Museo Pio Clementino.
    Raccolta di antichità classiche, in esso troviamo esposti oltre che statue, ritratti , maschere, sarcofagi, mosaici ed elementi di vasche e fontane per giardini.
    Le sue origini si devono a due Papi: Clemente XIV e Può VI.
    Al primo la lungimirante idea di allestire il museo.
    Alle prime opere venute alla luce nel corso di scavi archeologici nello stato pontificio, si aggiungono quelle che lo stesso Papa aveva ottenuto durante gli anni, grazie ad una mirata campagna acquisti.

    Clemente diede incarico all' architetto Alessandro Dori e a Michelangelo Simonetti, di dare un nuovo aspetto agli appartamenti di Innocenzo VIII.

    Fu così che il cortile interno delle Statue, ornato di alberi d' arancio fu trasformato in Cortile Ottagono, con l' aggiunta di un porticato che ne ampliava le possibilità espositive.


    Alcune opere in questo blocco di museo...
    Nella galleria delle Statue....



















    Questa molto significativa...peccato essere molto lontana e racchiusa da un cordone, impossibile vederla più da vicino, sarebbe stato interessante poterla visionare da tutti le angolazioni.
    È la rappresentazione di un' atleta che si deterge il braccio con lo "strigile"...dopo una gara. È una copia da un originale in bronzo di Lisippo.
    La scultura rinvenuta in Trastevere nel 1849, durante uno scavo di un edificio in età imperiale.

    L' importanza di questa copia, in quanto nessuna opera di Lisippo è sopravvissuta, ma questa corrisponde alla descrizione dell' originale fatta da Plinio il Vecchio.








    Il gruppo del Laocoonte....famoso, tutti lo conoscono.
    Gruppo scultoreo posto nel Cortile Ottagonale, rinvenuto in una vigna dell' Esquilino, presso la Domus Aurea di Nerone.






    Raffigura il sacerdote Laocoonte che nell' assedio di Troia, cerca di salvare la sua città ( come ci racconta Virgilio nell' Eneide).
    Di questa opera di erano perse le tracce fino al suo rinvenimento nel 1506. Era stata scolpita a Roma, come racconta Plinio il Vecchio, da tre scultori : Hagesandros, Polidoro, Athanodoros, tre scultori di Rodi.
    Ai tempi di Plinio, la grande scultura da lui definita " superiore a qualunque altra", stava nel palazzo di Tito,bma è probabile che risalga al 40/30 sec.a.c., quando i tre scultori si trasferirono da Rodi a Roma.

    Fu rinvenuta da Papa Giulio della Rovere che fece trasferire l' opera nel Palazzetto del Belvedere per esporla poi nel cortile Delle sculture antiche.
    Qui di molto ammirata, tra i primi da Michelangelo che la studiò a fondo, traendo ispirazione per le sue opere scultoree.

    Sempre questa sezione dei musei ospita sale molto particolari, ma non aperte ( nel periodo della mia visita) al pubblico. La sala degli animali ad esempio, sempre facente parte del museo Pio-Clementino e la Sala della Biga, chiusa da un cordone....ma qualche scatto veloce, sono riuscita a farlo...


















    È semplicemente fantastica questa sala!!

    Vi è da dire che in questo spazio di passaggio, la concentrazione delle persone è molta... è uno snodo cruciale da cui si dipartono diramazioni varie. Essendoci già stata, ho riconosciuto parte del percorso e mi sono orizzontata meglio.

    Non si può dare uno sguardo anche fuori, in alcuni punti le finestre sono spalancate su quella meraviglia che c'è al di fuori....Roma!!











    Ci avviciniamo pia piano alla Sala della Rotonda ed alla Sala delle Muse dove è collocato il Torso del Belvedere.




    La Sala della Rotonda
















    Il Torso del Belvedere.













    Continua....per scoprire la curiosa storia che si nasconde attorno a queste opere.....
    Ultima modifica di capricorno; 06-December-2017 alle 17:00
    Oriana

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  2. #137
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    - La sala della Rotonda





    È uno degli ambienti più affascinanti del Museo Pio Clementino. È considerata il capolavoro di Michelangelo Simonetti, che la progetto' per il nuovo Museo attorno al 1780. È una grandissima stanza circolare sovrastata da una cupola, ispirata con ogni evidenza alla pianta del celebre edificio romano, il Pantheon.





    Non solo la sala, ma guardando anche il pavimento è decorato con mosaici antichi, raffiguranti la lotta con i centauri, e con la rappresentazione di diversi animali marini, alcuni di pura fantasia....




    ...al centro è esposta una monumentale tazza di ben 13 metri di circonferenza. È un' unico pezzo di granito rosso, porfido per l' esattezza molto prezioso e proveniente si pensa, ma non è certo, dalla Domus Aurea a Roma.





    Lungo le pareti, fanno bella mostra di sé colossali statue in marmo e bronzo, tutte opere romane, alcune create ad imitazione di originali greci.





    Nella Sala delle Muse, che ho citato prima, al centro del percorso, il Torso del Belvedere.





    Trattasi di copia di un originale greco in bronzo, sul masso una firma : " Apollonio figlio di Nestore, Ateniese fece".
    Raffigura l' eroe greco Aiace che medita il suicidio, seduto su una pelle di leone.




    L'opera campeggia al centro della sala ottagonale.....famoso a Roma e già in stato di frammento, infatti manca di alcune parti.
    Venne rinvenuto a Roma nel XV sec.e spostato negli anni 30 nel Giardino del Belvedere, da cui ne deriva il nome....





    ...studiato ed ammirato dagli artisti del Rinascimento tra cui Michelangelo, a cui il Papa chiese di integrare alcune parti della statua, ma che chiaramente Michelangelo non oso' fare nella maniera più assoluta.

    Usciamo lasciandoci alle spalle la sala Rotonda....





    ....per entrare in una sala altrettanto bella e importante.



    - Sala a Croce greca.









    Dove troviamo il Sarcofago di Costanza






    Spicca questo imponente sarcofago in porfido rosso che fu realizzato per Costanza, figlia dell' imperatore Costantino e che proviene dal mausoleo di Costanza a Roma, sulla via Nomentana.
    I lati principali del sarcofago sono decorati con rilievi di amorini che vendemmia o, entro tralci di vite, mentre sui lati corti pigiano l' uva.

    Sempre nella stessa sala sul lato opposto, il sarcofago di Sant'Elena.






    Elena era la nonna di Costanza e madre dell' imperatore Costantino. Proviene con ogni probabilità da una bottega di Alessandria d'Egitto, dove lavoravano artigiani la lavorazione del porfido. L'opera era nel mausoleo di Elena a Roma; nel 1154 venne trasferita in San Giovanni in Laterano per essere utilizzata come tomba di Anastasio IV.

    Proseguiamo da qui la visita....due possibilità, salendo le scale troviamo il Museo Gregoriano Etrusco.



















    Dalle necropoli di Vulci e di Cerveteri in particolare, giunsero nelle collezioni vaticane numerosi reperti. Fu sotto il pontificato di Gregorio XVI, da cui prese il nome. Numerosi i reperti che vanno dall' età del ferro, ai materiali orientalizzati ( suppellettili della tomba Regolini Galassi di Cerveteri), alle ceramiche di provenienza greca, ai bronzi e all' oreficeria.

    È molto vasto e necessità di sicuro di più tempo per apprezzarlo meglio ( la prossima volta ...)....vi mostro qualche particolare significativo.





    Fibula in oro, provenienti da Cerveteri dalla Tomba Regolini Galassi.

    La figura era una sorta di spilla destinata a fermare sia le vesti femminili che maschili. Questa è una versione importante è di grande dimensioni. Decorata sia con motivi geometrici che vegetali ed animali.....da notare la tecnica di realizzazione !!




    Pettorale in lamina d' oro e rame, sempre proveniente dalla stessa tomba ed appartenente al corredo funebre della donna sepolta nella tomba. È particolare essendo un pezzo unico e a sbalzo a fascie concentriche, ciascuna delle quali costituita dalla ripetizione di elementi decorativi.










    Con questo cratere in bronzo posto all' ingresso, scendiamo di nuovo le scale per proseguire lungo la....






    - Galleria dei Candelabri





    In origine era una loggia aperta sull' attuale cortile della Pigna. Alla fine del 700, per volere del Papa Pio VI i suoi spazi furono ristrutturati, vennero chiusi a loggia e ne suddivisero l' interno con arcate che scandiscono la Galleria in sei sezioni.
    Il nome è dovuto ai grandi candelabri di marmo, posti in coppia ai lati di ciascuna arcata, delle sei sezioni della galleria. È lunga circa 80 metri, raccoglie vario materiale archeologico di epoca romana.

    Qualche scatto per voi....













    Molto belli anche i soffitti....













    Da qui il percorso si snoda velocemente ed in linea, si passa da un corridoio ad un altro....la Galleria degli Arazzi, di cui non ho foto...troppo affollata e buia...e la Galleria delle Carte Geografiche....molto particolare.





    Continua.....
    Ultima modifica di capricorno; 07-December-2017 alle 01:08
    Oriana

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  3. #138
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    Che ricchezza di opere, racchiuse nei Musei Vaticani!

    La sala della Rotonda è spettacolare, per la cupola e per la vasca di porfido rosso.

    Il sarcofago di Costanza e l'altro di Elena, sua nonna, provengono dal mausoleo di Costanza dove oggi possono essere visitate le nicchie che li ospitavano.
    Ricordi, Oriana...?
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  4. #139
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    Certo Gabriele...eccome se ricordo !!

    Ancora non sono riuscita a parlarne nel diario dedicato a Roma, ma presto lo farò!

    Intanto visto che lo hai accennato, ecco qualche scatto di quel luogo magico, e lo dico veramente, per me è stato così...


    Il Mausoleo di Costanza.








    Oriana

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  5. #140
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    Devo correggermi: la nicchia dove si trovava l'originale del sarcofago di Costanza, adesso è occupata dalla sua copia...

    Attendo a breve le foto della Galleria delle Carte geografiche...Uno spettacolo!!!
    Ultima modifica di Gabriele C.; 07-December-2017 alle 13:01
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  6. #141
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    Eccoti accontentato Gabriele...

    E non solo le carte geografiche...





    - La Galleria delle Carte Geografiche.






    È una galleria molto lunga, ben 120 metri, ed è unica nel suo genere. Molto importante sia nel campo artistico che scientifico. Prende il nome dalle 40 carte topografiche affrescate sulle pareti, un immenso atlante dell' Italia cinquecentesca.




    Anche la volta a botte è affrescata con scene religiose legate alle regioni.
    La galleria fu voluta da Papa Gregorio XIII.
    Le pareti lunghe rappresentano 32 grandi carte topografiche Delle regioni italiane, corredate dalla pianta in prospettiva delle città principali.








    Alla fine della galleria, due piante dell' Italia antica e moderna ( moderna per il tempo di riferimento in cui fu dipinta). In più abbiamo raffigurate 4 città portuali italiane: Civitavecchia, Ancona, Genova e Venezia; e 4 carte di isole minori : Tremiti, Elba, Corfù e Malta.
    Le piante si basano su cartoni di un cartografo del 1500, Ignazio Danti....famoso per la realizzazione a Firenze in Palazzo Vecchio della Sala Delle Carte Geografiche.
    Egli la immagino' e la progetto' immaginando l'Italia divisa in due dall' Appennino: su una parete le regioni bagnate dai mari Ligure e Tirreno e sull' altra quelle bagnate dall'Adriatico.

    Qualche scatto...


















    Una restauratrice all'opera...



    Terminate la sequenza delle lunghe gallerie, ci avviciniamo al cuore Delle stanze più note al mondo intero.

    Passiamo dall' appartamento di San Pio V e dalla Sala Sobieski, per entrare nella Sala dell' Immacolata che ora vi mostrerò.


    - La Sala dell'Immacolata.






    Occupa un ambiente della Torre Borgia, fatta costruire ex novo alla fine del 400 da Papa Alessandro VI Borgia.
    Gli affreschi sulle pareti hanno per soggetto il dogma dell' Immacolata Concezione, da cui il nome alla sala. A proclamato fu lo stesso Pio IX, 4 anni prima, l' 8 dicembre 1854.

    Nella sala è sorprendente la bellezza e l' imponenza di questi affreschi, che ricoprono per ogni centimetro le pareti della sala, in maniera mirabile.

    Affreschi di Francesco Poretti.....

    Qualche scatto per voi....



















    Chiaro che.... continua...
    Oriana

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  7. #142
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    - Le stanze di Raffaello.

    Sono, con la Sistina, la sintesi più sublime dell' Arte....





    Raffaello Sanzio da Urbino, fu invitato appositamente a Roma da Papa Giulio II, e prese a lavorare a quello che divenne la Stanza della Segnatura, ossia il Tribunale. La prova risultò talmente soddisfacente, che furono licenziati tutti i pittori che lavoravano agli appartamenti del Papa è tutta la decorazione venne affidata a Raffaello e alla sua bottega.
    Lasciandoci così uno dei più grandi capolavori di tutto il Rinascimento ma...non solo italiano, bensì divenne fonte d'ispirazione per gli artisti di tutte le epoche.

    - La Stanza della Segnatura con la Scuola di Atene.












    Viene raffigurata la sintesi del pensiero filosofico occidentale. Le due figure al centro della scena Platone ed Aristotele. Vengono raffigurati diversi personaggi: Bramante nei panni di Euclide; Leonardo da Vinci nei panni di Platone ed Eraclito nei panni di Michelangelo, aggiunto quest'ultimo in seguito.


    Sempre nella stanza della Segnatura, su un' altra parete troviamo: La Disputa del Sacramento.




    Viene rappresentata la glorificazione della Chiesa e il Cattolicesimo. Anche qui accanto agli Apostoli e ai padri della Chiesa, troviamo raffigurati personaggi storici: Tommaso d'Aquino, Dante e Papa Sisto IV Dalla Rovere.

    Non mi dilungo....la descrizione la trovate poche pagine indietro.


    - La Stanza di Eliodoro.






    Stanza questa destinata da Papa Giulio II, al ricevimento degli ospiti. Raffaello dipinse 4 episodi biblici sulle volte, che vanno messi in relazione con quelli delle pareti.
    La scena di Mosè che prega dinanzi al Roveto Ardente, sovrasta la parete con l' episodio che dà il nome alla stanza: Cacciata di Eliodoro dal Tempio.

    Vi si narra che Eliodoro, ministro del re di Siria, inviato da quel sovrano in Giudea per confiscate il Tesoro del Tempio di Gerusalemme.
    Omnia, il sommo sacerdote, lo aveva messo in guardia contro tale profanazione. Raffaello mostra il momento culminante della vicenda, quando compare un cavallo bianco bardato con splendida armatura, montato da un terribile cavaliere. Eliodoro caduto a terra, preso da spavento, lascia cadere il tesoro che Raffaello dipinge con sfoglia d' oro, che muta lucciconi a ogni posizione di chi lo guarda.

    La scelta di questo episodio non è casuale ma suggerita dagli avvenimenti. Proprio in quegli anni il pontefice riuscì a liberare dai francesi la Lombardia, Bologna e la Romagna. A Roma fu accolto come non mai ed è per questo che si spiega la presenza del Papa nell' affresco. Sulla sinistra lo possiamo ammirare, Papa Giulio II Dalla Rovere, seduto sulla sedia gestatoria.

    In corrispondenza del Sacrificio di Isacco, sempre sulla volta, troviamo in parete : La Messa di Bolsena.






    Qui troviamo una difficoltà in parete: la finestra.
    Difficoltà brillantemente superata, l' artista ha immaginato un presbiterio con le scale laterali che conducono all' altare, posto sopra la finestra....









    .....ai lati ha dipinto i dignitari del Papa che assiste alla funzione ( sulla destra), a sinistra chierici e fedeli.


    Sulla parete di fronte a quest' ultima, che dà sul cortile del Belvedere, seconda difficoltà....un' altra finestra.


    Raffaello qui dipinge una scena molto suggestiva....la mia preferita di queste stanze : la Liberazione di San Pietro.











    Uno dei primi notturni della pittura italiana. L' episodio vede protagonista San Pietro , che Raffaello ha suddiviso in tre episodi. Al centro dipinge l' angelo che entra nel carcere Marmertino. La scena è di grande suggestione e si configura come uno dei primi controluce di tutta la pittura. A sinistra, vediamo i soldati che disorientati sotto la luna, cercano di capire cosa è successo. A destra l' angelo luminoso, conduce fuori dalla prigione San Pietro.

    È una scena stupefacente, ho fatto fatica a lasciare questa sala !


    Altri scatti per voi..







    Particolare della volta...




    Incontro di Attila e Leone Magno






    Il Parnaso.






    La sala dell' Incendio di Borgo











    Questa scena allude alla funzione benefica del pontefice che estingue gli incendi della guerra. La scena si ispira ad un episodio in cui il Papa Leone IV, avrebbe sedato le fiamme che minacciavano San Pietro con la sola preghiera. Il Papa e la Basilica sono rappresentati sullo sfondo.


    Che dire di più su queste sale, sono l' apoteosi della bellezza.....

    Se passate da Roma, non mancate di visitare la tomba di questo grande pittore, Raffaello Sanzio riposa al Pantheon...








    La sua tomba...

    La foto non è un granché...ma è stato per me emozionante visitarla...


    Nelle pagine indietro troverete le spiegazioni sia di Leo che di Fabrizio, su queste ultima opere trattate.
    Le foto in alcune parti mancanti, ma verranno ben presto rimesse al suo posto; è per questo motivo che ho aggiunto qualche scatto mio, sono fatti con il cellulare...ora vi mostro, così...in libertà qualche scatto migliore con la reflex.

































    Ultima modifica di capricorno; 12-December-2017 alle 17:17
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  8. #143
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    Rimango ogni volta stupito per la ricchezza di elementi che offrono queste pitture : le espressioni, i temi, i corpi con le loro caratteristiche, le pieghe delle vesti, la scelta dei colori...

    Abbiamo vicino alle nostre case un patrimonio artistico inestimabile. Grazie Oriana per avercelo riproposto.
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  9. #144
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    Per concludere la visita ai Musei Vaticani, vi propongo alcune immagini dei giardini Vaticani.









    Delle vedute sul cupolone che solo dall' interno dei Musei si possono avere...








    Un'opera molto piccola nell' ultima galleria prima dell' uscita...














    Le piste vaticane....e...




    ....questa meraviglia!















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    Buona sera a tutti.
    Una splendida serata su Rai1, con il bravissimo Alberto Angela, e la meraviglia della Sistina , come non è stata mai vista sin ora!!
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