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Discussione: Incidenti navali

  1. #1
    Super Moderatore L'avatar di Rodolfo
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    Incidenti navali

    Riprendendo il discorso delle navi traghetto, meglio conosciute come Ro-Ro (Roll on - Roll off), gli incidenti di cui abbiamo parlato sono accomunati da motivazioni simili e ormai accertate e, per uno, l'Al Salam Boccaccio 98, su elementi di presunzione. Il più significativo dal punto di vista tecnico, che funge anche da guida per gli altri, è forse quello che riguarda il Ro-Ro Estonia. Questo traghetto di 159 metri fu colto da una burrasca mentre era in navigazione da Tallinn a Stoccolma, niente di particolare rispetto alle tempeste atlantiche, ma pur sempre un mare fortemente agitato. Quello che a metà viaggio si verificò, è stato ricostruito nei minimi particolari. I traghetti per loro natura necessitano di aperture nello scafo per l'accesso degli automezzi ad un ponte, che corre appena al di sopra della linea di galleggiamento, aperture che vengono ermeticamente chiuse prima di prendere il mare: praticamente tutti dispongono di un portellone a poppa, molti a prua, altri, anche sui fianchi. Quello che subisce l'impatto maggiore durante la navigazione è quello di prua e proprio questo fu la causa del disastro dell'Estonia. In genere tale apertura a prua è dotata di una rampa d'accesso che viene ritirata e bloccata in partenza e di una visiera, tipo quella di un casco, che viene calata a "ricostruire " la forma di prua della nave. Questa "visiera" in navigazione subisce delle continue forze da parte delle masse d'acqua che impattano a prua, dirette dal basso verso l'alto, nella stessa direzione in cui si apre la visiera. Ad un certo punto tale protezione è stata scardinata, anche per carenze costruttive e difetti strutturali, e asportata assieme alla rampa: ormai la nave era diventata un mostro che correva a "bocca aperta" ingurgitando tonnellate d'acqua, libere di spostarsi a proprio piacimento al suo interno, la cosidetta "superficie libera", l'incubo dei naviganti. E a questo punto, come si diceva, c'è più nulla da fare: il destino è uno solo, il suo ribaltamento più o meno rapido, ma in ogni caso non più di una manciata di minuti.
    Per l'Herald è valsa la stessa motivazione, solo che in questo caso sono entrate in gioco coincidenza assolutamente sfavorevoli e negligenze umane: dal ponte di comando era stato dato l'ordine di chiudere i portelloni prodieri, ma l'addetto non aveva udito il segnale (qualcuno disse che stesse dormendo): allo stesso tempo la spia di segnalazione sul ponte che avvisava dell'anomalia, non l'aveva segnalata, per cui ....stessa conseguenza dell'Estonia. Ribaltamento appena fuori del porto.
    Di Dona Paz si sa che ebbe una collisione con una piccola petroliera che si incendiò, e la falla prodottasi sullo scafo del traghetto, portò al suo affondamento. Da notare che, come spesso avviene in certe aree geografiche della terra, i controlli del rispetto delle norme, sono assolutamente aleatori, e la nave con una capacità massima di 1500 persone, sembra ne portasse il doppio o il triplo, non fu mai accertato con precisione e alla fine, si stimò una perdita di vite umane di circa 4000 persone.
    Per Al Salam l'episodio è recente, e credo non siano mai state appurate o rivelate le cause, sta di fatto che la nave si è inabissata in pochi minuti. Da notare che la nave, della classe Poeti, costruita a Castellamare di Stabia nel 68 ed in servizio originariamente per Tirrenia, ha subito, a suo tempo, una trasformazione, con l'aggiunta, se non ricordo male, di due ponti e necessariamente, per aumentarne la stabilità, l'aggiunta di due controcarene per modificare il raggio metacentrico. Ma sempre di un traghetto, oltretutto di vecchia generazione, si trattava. Cedimento strutturale, via d'acqua, spostamento del carico? Anche in questo caso ribaltamento assicurato in pochi minuti, senza possibilità di un qualsivoglia intervento, anche quello di mettere le lance a mare.
    Chi va per mare naviga, chi sta a terra giudica.

    Rodolfo
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  2. #2
    tano
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    Re: Incidenti navali

    Ciao Rodolfo

    Grazie pere la tua spiegazione tecnica che é molto interessante.

    Un saluto.

  3. #3
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    Re: Incidenti navali

    Grazie Rodolfo, anche se l'argomento non è dei più allegri, ho sempre interesse per questi episodi. Purtroppo però, al di fuori dei casi più celebri, non trovo mai fonti al riguardo.
    Gabriele


    "Allora c'erano molti spazi in bianco sulla Terra, e quando ne vedevo uno che sulla carta mi sembrava invitante [...] ci puntavo il dito e dicevo: da grande andrò qui".
    Conrad J., Cuore di Tenebra, 1902

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  4. #4
    tano
    Guest

    Re: Incidenti navali

    Una foto dell Estonia, in ricordo delle 852 vittime. Si sono salvati 137 persone.
    Come racconta Rodolfo, fine terribile, se non sbaglio la nave in meno di 15 minuti affondó.



    Una foto della AL SALAM BOCCACCIO 98. Io ricordo la nave quando navigava per la Tirrenia negli anni 70. Era bellissima.
    Molto brutta dal 1991 con l´aggiunta dei tre ponti.



    Si vede bene anche una delle controcarene che dice Rodolfo.

    Un saluto.

  5. #5
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    Re: Incidenti navali

    A quando risalgono i due sinistri?
    Gabriele


    "Allora c'erano molti spazi in bianco sulla Terra, e quando ne vedevo uno che sulla carta mi sembrava invitante [...] ci puntavo il dito e dicevo: da grande andrò qui".
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  6. #6
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    Re: Incidenti navali

    Estonia 1994, Al Salam Boccaccio 98 nel 2006.
    Chi va per mare naviga, chi sta a terra giudica.

    Rodolfo
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  7. #7
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    Re: Incidenti navali

    Grazie! Dell'Estonia non avevo mai sentito parlare, l'altro mi sembrava recente ma non ero sicuro. Grazie ancora per le informazioni.
    Gabriele


    "Allora c'erano molti spazi in bianco sulla Terra, e quando ne vedevo uno che sulla carta mi sembrava invitante [...] ci puntavo il dito e dicevo: da grande andrò qui".
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  8. #8
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    Re: Incidenti navali

    L'affondamento dell'Estonia fece molto scalpore all'epoca sia per il numero dei morti, sia per il tratto di mare in cui è avvenuto che non è il triangolo delle Bermude, sia perché era una nave non del terzo mondo, non mi ricordo se era svedese o danese, ma sicuramente non liberiana. Non a caso ci fu una seria e puntigliosa inchiesta, volta anche a rassicurare che incidenti del genere non si sarebbero ripetuti. Inchiesta che non c'è stata, o non è stata resa pubblica per il Boccaccio.
    Antonio

  9. #9
    tano
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    Re: Incidenti navali

    Ciao Amartoni.

    L´Estonia fu construita dai cantieri Jos.L Meyer di Papenburg nel 1980.Il suo nome di battesimo era VIKING SALLY, della Sally Line, compagnia famosa di traghetti in Svezia. Aveva 15566 TRB, lunga 155,4 metri per una larghezza di 24.Portava 828 passeggeri + 358 nei ponti, 110 d´equipaggio. Capacitá per 460 macchine.
    Nel 1990 cambió nome in SILJA STAR.
    Gennaio del 1993 nuovo nome in ESTONIA per la Estline di Tallin. L´incidente avenne per precisione il 28 settembre 1994

    Un saluto

  10. #10
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    Re: Incidenti navali

    Grazie Tano
    Antonio

  11. #11
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    Re: Incidenti navali

    Non sono un ingegnere navale ma ho qualcosa da dire sul traghetto Boccaccio . Ricordo che quando vedemmo per la prima volta quel traghetto sopraelevato a largo di Ischia, dove forse effettuava delle prove, perfino mio figlio che allora era un ragazzino osservando quello sproposito di nave esclamò: "Su quella non mi imbarcherei mai !" Caso volle che poi ce la ritrovammo all'imbarco di Civitavecchia per Olbia proprio forse nel primo viaggio della nave dopo la trasformazione. Ricordo bene quella partenza avvenuta in ritardo, si chiacchierava sul ponte esterno con alcuni addetti ai lavori che commentavano ironicamente le innovazioni apportate alla nave, si diceva adirittura che in caso di emergenza le scialuppe sarebbero state "autosvuotanti" , mi spiego meglio; una volta calate lungo le murate, impattando contro le controcarene aggiunte alla carena come due grossolani cilindri sui fianchi della nave, si sarebbero rovesciate con il loro contenuto. Insomma, non prendiamoci ingiro qualunque persona di buon senso scommeterebbe poco sulla sicurezza di certi traghetti. Negli anni 70 alcuni traghetti Tirrenia avevano piani garage con autotreni sotto la linea di galleggiamento. Fortunatamente oggi almeno a quest'aspetto si è posto rimedio, tuttavia, si pensi ai traghetti CAREMAR, SIREMAR, TOREMAR o a tanti altri di cui tutti noi ci serviamo, hanno l'uscita passeggeri in comune con quella degli automezzi a poppa con scale che portano nel garage, vi immagginate in caso malaugurato di incendio cosa succederebbe visto che proprio garage e sala macchine sono i locali a maggior rischio ? L'unica via di evaquazione risulterebbe inagibile. Si pensa ad ottenere il massimo spazio per i veicoli costruendo uno scatolone mentre sarebbe opportuno lasciare uscite indipendenti dal garage per i passeggeri.Il Modello CAREMAR come tanti altri è uno scatolone con garage sotto e saloni sopra senza passeggiate esterne, apro una parentesi: le passeggiate esterne, di cui erano dotate le vecchie navi, costituivano una via aperta di raccordo tra prua e poppa, oggi, invece i saloni spesso sono completamente chiusi ai fianchi ed aprono prevalentemente solo verso poppa, in altre parole per andare da prua a poppa o viceversa occorre sempre attraversare i saloni e non è possibile avere una via di fuga esterna sui lati. Meglio non pensarci, un traghetto a pieno carico può diventare una santabarbara . Concludo con un'annotazione sul Boccaccio; quella sera sul ponte esterno qualcuno di quegli addetti peraltro aggiunse che con quello che era costata la modifica della nave, se ne poteva costruire un'altra ! Relata refero.

  12. #12
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    Re: Incidenti navali

    Ricollegandomi all'incidente occorso a Costa Classica arenatasi a Kithera, e alla indicazione di Manlio su di un incidente simile avvenuto a una nave della nostra Marina Militare, volevo ricordare le motivazioni, più o meno verosimili che emersero a giustificazione di quell'evento.
    La nave coinvolta fu la L 9892 San Giorgio e si disse che mentre la nave era alla fonda, le ancore ararono il fondo e il pronto in macchina non fu così sollecito da impedire che la nave derivasse sullo sperone roccioso. Il ponte di comando di una nave militare, in genere è sovraffollato di personale, a differenza di una nave da crociera, ed è abbastanza improbabile che il personale di guardia non si fosse accorto della deriva della nave.
    Un altra motivazione che comparve sulla stampa, è l'urto dello scafo sull'albero di un relitto precedentemente affondato, e non segnato sulle carte nautiche; ma un albero di una nave è in grado di produrre uno squarcio di trenta metri sulla chiglia di una nave militare? Io personalmente ho dei grossi dubbi, anzi grossissimi.
    Un altro, e sembra sia stato il più probabile e che portò la vicenda ad una interrogazione parlamentare, è che la nave procedesse a forte andatura a marcia indietro (10 nodi!!!!), piombando sullo scoglio, e questa ipotesi, considerata la dimensione della falla e quindi dei danni subiti, è la più verosimile anche se inconcepibile.
    Certo che questa o quella conclusione, fu in ogni caso dettata da un errore umano. E prova ne sia che già nelle prime ore del giorno successivo il Com.te fu rimosso dal comando (e con lui, chissà quanti altri, nei giorni successivi, si son bruciati la carriera).
    Chi va per mare naviga, chi sta a terra giudica.

    Rodolfo
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  13. #13
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    Re: Incidenti navali

    A proposito della vicenda del Boccaccio, della quale abbiamo già discusso:

    29-07-2008
    NELL'AFFONDAMENTO MORIRONO 1.032 PERSONE

    Tragedia del "Boccaccio", assolto l'armatore egiziano
    Trasportava pellegrini, la "al Salam Boccaccio 98", quando il 3 febbraio di due anni fa si inabissò nel Mar Rosso dopo un maldestro tentativo dell'equipaggio di spegnere un incendio divampato in sala macchine. A bordo del vecchio traghetto (costruito in Italia nel 1970 e già appartenuto alla flotta della Tirrenia), c'erano uomini, donne, moltissimi bambini e anziani. Famiglie che rientravano dalla Mecca. Millequattrocento persone in tutto: 1.032 di loro non tornarono mai più a casa, inghiottiti dalle acque, morti asfissiati, calpestati dalla folla in preda al panico.

    Ieri, due anni e mezzo dopo il naufragio, il tribunale di Safaga ha trovato un colpevole per una delle peggiori tragedie della navigazione. Non l'armatore del traghetto, il potente senatore Mamduh Ismail, non i suoi più stretti collaboratori e nemmeno il figlio Amr, uomo di punta della compagnia "al Salam Maritime". Il vero e unico colpevole della morte degli oltre mille pellegrini, secondo il tribunale, fu il comandante della vecchia nave, Sayed Omar, accusato da un gruppo di sopravvissuti di avere abbandonato i passeggeri al loro destino. Ma Sayed Omar (che secondo i parenti, al contrario, fu tra i primi a prestare soccorso alle persone in difficoltà) non sconterà alcuna pena, essendo anch'egli deceduto nel naufragio. Dovrà scontare sei mesi di reclusione e pagare un'ammenda di 1.100 euro, invece, Salaheddine Gomaa, il comandante di un altro traghetto, il Santa Caterina: quando si accorse che il "Boccaccio" era in difficoltà avvisò via radio le autorità marittime, ma preferì non fermarsi "per timore di mettere a rischio la vita del proprio equipaggio e dei propri passeggeri". "Le condizioni del mare erano pessime, se mi fossi avvicinato a quella nave avrei rischiato di fare affondare la mia", si difese di fronte ai giudici.

    La notizia della sentenza di assoluzione per l'armatore (membro del senato egiziano e dirigente del Partito Nazionale Democratico, Npd) e i suoi uomini di fiducia ha scatenato una forte protesta davanti al tribunale di Safaga, dove centinaia di familiari delle vittime si sono ritrovati per esternare la loro rabbia. "E' una sentenza politica, hanno assolto Mamduh Ismail solo perché è uno degli uomini più influenti del Paese", ha dichiarato uno dei portavoce della protesta. Contro la sentenza ha preannunciato ricorso in appello il procuratore generale: "La corte si è basata su elementi arbitrari. Il processo va rifatto". "Non intendiamo restare con le braccia conserte, non rimarremo zitti", ha spiegato uno dei familiari, Tarek Sharafeddin, alla tv Al Jazeera: "Ricorreremo ovunque, fino alla Cassazione. Le attrezzature di soccorso a bordo erano avariate e fuori servizio. Sappiamo chi è l'armatore e sappiamo benissimo da chi ha ottenuto i certificati di navigazione". Mamduh Ismail, che dopo l'incidente si era rifugiato in Gran Bretagna, ha già versato 57 milioni di dollari al fondo di compensazione delle vittime del naufragio. "Ma non è assolutamente vero che sul traghetto c'erano centinaia di persone in più rispetto alla sua capienza", si è sempre difeso in questi anni.


    Francesco Ferrari

    (da l'Avvisatore marittimo)
    Chi va per mare naviga, chi sta a terra giudica.

    Rodolfo
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  14. #14
    Utente livello Platinum L'avatar di pmanlio
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    Re: Incidenti navali

    Tradotto, pagano sempre i poveracci..

    Si potrebbe obiettare che uno può rifiutare il comando di una nave fuori normativa, e che comunque prendere un comando implica anche responsabilità che vanno oltre il salvaguardare passeggeri equipaggio nave..

    Ma alla fine rimane sempre una vergogna..
    Calamai ne è un esempio, ma anche il caso della Moby Prince, le varie petroliere ecc.


    Un saluto amaro..

    Manlio

  15. #15
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    Re: Incidenti navali

    Una sensazione di impotenza....
    "Nella nave piccola c'è la crociera buona"
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    -
    Le mie Navi (da Crociera e non) - Le mie Escursioni e Visite libere in Crociera
    Cristian aka Dr. Pianale ### Co-Fondatore di Crocieristi.it ###


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