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Discussione: Castelli e piccoli borghi, il fascino dell'Italia nascosta.

  1. #76
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    Citazione Originariamente Scritto da Rodolfo Visualizza Messaggio
    Ma quanti di questi "gioielli" abbiamo nel nostro Paese??!! A vederli tutti non basterebbe una "vita".
    Citazione Originariamente Scritto da crociera Visualizza Messaggio
    Verissimo, ma ci vorrebbe anche una guida di questo calibro, vero Oriana?
    Vi ringrazio, cerco di farlo nel migliore dei modi...
    Oriana

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  2. #77
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    Vi avevo lasciato qui....




    ....su questa soglia, entriamo....


    Da questo portone entriamo in una corte . Lo spazio è scandito dalla lunga fila di colonne e archi che delimitano il porticato. Le decorazioni sono tipiche della tradizione artistica lombarda ed il cotto trionfa , nelle modanature, nei medaglioni, nelle cornici e nei capitelli che sorreggono le colonne del porticato.

    Vi mostro un' immagine tratta dal loro sito.

    Il perché è presto detto, all' interno della dimora non sarà possibile fotografare alcuni ambienti, in quanto il castello è abitato.






    Questa è la corte...al di là del portone.
    Molto bella vero?

    Da questa corte si accede al piano terra al salone d' onore....per primo vediamo il salone degli stemmi( foto tratta dal loro sito).







    Ciò che salta subito all'occhio di questo salone, è il soffitto ligneo a cassettoni che reca ancora i decori policromi originali e uno stupendo pavimento , originale con al centro incastonato lo stemma di famiglia.

    Il camino, monumentale, reca scolpita la storia araldica del casato e lungo tutte le pareti si susseguono gli stemmi delle varie casate che si sono susseguite nella vita del castello.

    Rimaniamo molto qui...mi allontano un poco , guardo il camino e penso : .... chissà come doveva essere nel Medioevo...?

    Immagino.....
    Il camino acceso...il fuoco scoppiettante , i servitori che lo governano e sul far della sera....il bagliore dei lumi alle pareti e forse dei musicisti, ad allietare le lunghe serate d' inverno.
    Il salone d' onore!...si svolgevano feste.
    Come non immaginare dame, cavalieri in questa sala, il bisbigliare sommesso, il via vai dei servitori che portavano vivande... chissà se era così?!

    Il tempo ferma gli istanti vissuti che svaniscono , resta lo spazio... vuoto dalle persone che lo hanno vissuto; ma lo spazio , le pareti, le suppellettili parlano...e ci raccontano del tempo che fu.
    Amori nascosti, passioni travolgenti ....attimi di felicità, addii e promesse della vita....

    Affascinante un mondo affascinante!!

    Da questo ambiente passiamo al successivo....molto particolare...





    La sala da pranzo.
    La nostra guida ci invita a seguirla in questo particolarissimo ambiente. Si tratta della sala da pranzo, utilizzata ancora dalla famiglia Zanardi/ Landi, gli attuali proprietari.

    La decorazione delle pareti è in finta tappezzeria azzurra...un bel tono di azzurro. Spicca su una parete una notevole collezione di piatti molto antichi, con delle belle decorazioni.
    Al centro un bel tavolo ovale in noce massiccio dell'800. La particolarità di questa sala è nella mancanza di spigoli vivi alle pareti e dalla copertura a cupola del soffitto.
    Il perché è dovuto alla torretta cilindrica, costruita proprio sopra questo locale.

    Gli angoli smussati di questa sala, hanno formato una perfetta acustica nel locale stesso, per cui un servitore che stava all' angolo , poteva bisbigliando rivolto contro la parete, farsi sentire dall'altro servitore posto diametralmente all' angolo opposto della sala.

    Da questo ambiente si passa alla vera chicca di questo castello....

    La cucina.




    Riccamente allestita con oggetti in rame antichi. Anche qui, troneggia un bel camino , grande con persino il forno per il pane e tutti gli utensili possibili ed inimmaginabili...e a volte un po' strani per noi. Utensili che appartengono ad un lontano passato....ed ad un cuoco molto particolare....

    Si narra che....

    A Rivalta nel 700, il cuoco Giuseppe fu pugnalato e poi strangolato da mano ignota è calato in seguito nel pozzo, dove fu trovato.
    È lui che, ancora oggi percorre i corridoi del castello e spesso accade di sentirlo battere ritmicamente.
    Il conte Orazio Zanardi Landi, dice che :" pare un pestare di bistecche".
    Succedono anche fatti strani.....le luci, si accendono e spengono mentre gli elettrodomestici si mettono in moto senza corrente.

    Che castello sarebbe senza fantasmi...

    Il castello è molto vasto. Dalla cucina partono corridoi che si addentrano sempre più, tra le stanze più misteriose. Una scala ci porta giù nei sotterranei, dove visioniamo un grande ambiente, una volta destinato a scuderia ora a cantina dei vini. Ancora più giù e visitiamo le anguste prigioni, 5 locali molto angusti senza nessuna via di luce. I prigionieri venivano calati dall' alto attraverso una botola nel soffitto.....

    Procediamo quindi di nuovo all' aperto ritornando nel cortile quadrangolare, dove attraverso una scala saliamo ai piani superiori. Qui attraverso la loggia a porticato entriamo nelle stanze da letto.

    La stanza verde e la stanza rossa, dal colore delle tappezzerie. La stanza verde ha una particolarità è la stanca riservata alla principessa Margareth d' Inghilterra, che spesso si recava a far visita ai conti Zanardi Landi.




    Sono le sole due stanze visitabili ai piani superiori....dopo di ché, si sale per una scala che ci porterà alla torre tonda.








    La torre di avvistamento del castello si eleva nell' angolo nord ovest e sovrasta tutto il complesso, guarda verso il fiume e la sua pianura. Dalla sua piattaforma superiore, si innalza una torretta di dimensioni minori, il " torresino".

    Il panorama da quassù...da questo momento in poi le foto sono mie. Solo qui è stato possibile fotografare in quanto fuori dalla zona abitata.













    Attraverso una scala a chiocciola si incontra una piccola sala con al centro " il pozzo del taglio", profondo una sessantina di metri e irto di lame affilate, supplizio per chi vi era gettato. Il pozzo era inoltre utilizzato per issare con carrucole, munizioni per i cannoni è tutto ciò che potesse servire alla difesa in caso di assedio.
















    Interessanti sono le mostre allestite in questo castello, dalla Sala delle armi o della Battaglia di Lepanto , la galleria dei paramenti sacri, al museo del Costume Militare.

    Prima di scendere di nuovo ai piani bassi...ancora panorama...




    Sullo sfondo nebbioso il Trebbia...




    Il piazzale d' ingresso ...




    ....e parte del parco giardino che lo circonda..


    A piano terra in un' altra ala vediamo sale con belle decorazioni neo classiche e la sala del biliardo...




    ( Foto tratta dal loro sito)
    In questa sala si praticava " il gioco della guerra", ancor prima che diventasse il biliardo, dove i giocatori con delle lunghe aste di legno, mettendo in atto tutte le strategie difensive e di attacco, muovevano le loro pedine.

    Di molte altre sale è composto questo castello, ma come ci spiega la guida , non è possibile la visita in quanto privato ed abitato.
    Ma ciò che abbiamo visto ci appaga enormemente.
    Le cose belle finiscono in fretta...in un battibaleno e vorresti rallentare e fermare il tempo per poter centellinare all' infinito questi istanti di vita, che ti riempiono gli occhi...la mente...l' anima....










    Il castello , il borgo affondano le loro radici in un passato lontanissimo , in un territorio, che è una storia di cultura e civiltà che nel corso dei millenni, si sono intrecciate e succedute, sino a giungere intatte a noi...









    Ultima modifica di capricorno; 23-November-2017 alle 15:22
    Oriana

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  3. #78
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    Lasciamo Rivalta che da lontano ci saluta con il suo inconfondibile profilo....




    Non molto distante da dove siamo, abbiamo visto che c'è un altro splendido luogo da visitare. Una breve ricerca su internet e telefoniamo per vedere se c'è la possibilità di poterlo vedere. Sappiamo che è solo su appuntamento, tentiamo...ci va bene!

    Eccolo.... è il Castello di Agazzano.








    È davvero imponente! Ce ne accorgiamo vedendolo da lontano.
    Dista circa una mezz'ora di strada da Rivalta ed era proprio un peccato non poter approfittare. La persona al telefono ci dà appuntamento davanti al castello, per le 14.

    Nell' attesa diamo uno sguardo per conto nostro.... è affascinante!















    Il complesso del Castello di Agazzano è composto da due strutture, molto imponenti e da un' ampio giardino e parco a terrazza che si affaccia sulla valle.
    È composto dalla parte più antica medievale la Rocca, chiamata così per distinguerla dall' altra parte del Castello di origine più tarda che ha l' aspetto della dimora signorile rinascimentale...la Villa.








    Il Castello di Agazzano è divenuto alla fine del 700, dimora estiva della famiglia , arredato con gusto dalla padrona di casa con mobili di pregio e d' epoca, in uno splendido contesto di decori ed affreschi, che noi tra non molto vedremo...

    Intanto restiamo affascinati dal contesto del luogo....il borgo poco distante è surclassato dall' imponente bellezza del castello a cui noi non possiamo sottrarci...




















    Il Castello o per meglio dire , la Rocca, si presenta come una costruzione compatta, solida e massiccia con muri in pietra. La sua costruzione risale al 1200, ma l' aspetto attuale risale al 1475, con la riedificazione sulla struttura preesistente per mano della famiglia Scotti, che ne rientro' in possesso tra alterne vicende durate un paio di secoli.

    Ha pianta quadrangolare con due torri cilindriche poste in facciata, in cima un bel percorso di ronda. L' accesso è permesso su due lati contrapposti del castello, in facciata attraverso un ponte ( anticamente levatoio) ora fisso in muratura. Mentre dal lato opposto e diametralmente simmetrico, l' altro passaggio metteva in comunicazione la Rocca con la Villa settecentesca.

    Attendiamo con altre sei persone l' arrivo della nostra guida, che si rivelerà una splendida sorpresa....ma eccolo, arriva scusandosi del ritardo.
    È un' uomo di mezza età si presenta e comincia a darci qualche informazione di massima sui luoghi.

    Entriamo.....con un pizzico di emozione e con reverenza dinnanzi alla presenza importante di questo luogo....surclassato dall' imponenza della muratura che vista così, da molto vicino...ci lascia senza fiato....passiamo sotto le imponenti arcate, che viste da lontano di certo non hanno lo stesso impatto, sono possenti! Quasi ti schiacciano, ti senti piccola piccola al loro cospetto!!..... magnifica esperienza!











    Uno sguardo giù, prima di entrare , verso il giardino e al prato verde che ora è presente nel fossato dove un tempo c'era l' acqua..




    Pochi passi che rimbombano sul selciato, amplificati dal silenzio che regna in questo luogo....





    Ci troviamo in una splendida corte....












    Alla fine del 1400, entrò nella famiglia Scotti , Aloisia Gonzaga , donna di grande volontà e potere. Si diede a lei , la realizzazione di questa splendida corte e del loggiato, ancora oggi percorribile nella Rocca.
    La famiglia Scotti in origine , perse e riconquistò il Castello, con alterne vicende nei secoli turbolenti del Rinascimento, ma che riuscì a tramandarne il possesso fino alla Pricipessa Luisa Gonzaga , nata Anguissola Scotti, fino al suo decesso nel 2008.

    Con la nostra guida, saliamo verso i piani alti.....per avere una visione d'insieme di questo piccolo gioiello.

























    Ci vengono spiegati con minuzia tutti gli interventi per la conservazione di questo patrimonio....le belle arti, i vincoli che pongono...ad esempio per gli stessi materiali del recupero conservativo. La guida ci riferisce che, debbono essere gli stessi e non una qualsiasi pietra, a volte è stato necessario sacrificare, scavando nella muratura, per trovare materiale idoneo...molto difficile e costoso. Vengono in parte fatte visite per scolaresche, laboratori , sale per banchetti il cui ricavato va a beneficio dei lavori, eppure non basta mai. Siamo molto sorpresi dal suo calore nello spiegare tutte queste cose....ad una sua frase restiamo interdetti....

    " Bisogna preservare il patrimonio di famiglia per la memoria futura"

    ... ma .....famiglia? Lei conosce i proprietari?....

    Alla nostra domanda, risponde....Si! Sono io...l' ultimo discendente di Luisa Gonzaga!

    Capirete la nostra sorpresa! Il Principe Corrado Gonzaga ci ha accompagnato nella sua dimora!


    La nostra visita prosegue in cordialità, ci accompagna prima attraverso il piano nobile, dove però possiamo vedere poco. Infatti sono interdetti alla visita alcuni ambienti, chiusi e pieni di tralicci metallici.... bisognerà quindi ritornarci in futuro.
    Del piano nobile un ' ambiente molto particolare....
    Spostando un telaio di una porta si è scrostato l' intonaco grezzo e sotto è comparso qualcosa di rosso....









    Alla fine, dopo lunghi restauri è stato tolto lo strato che nascondeva questa preziosa decorazione...

    Ai piani bassi, dove ritorniamo, gli ambienti sono più semplici. Anticamente utilizzati come cucine, e ambienti militari....
















    Sostiamo a lungo e ci vengono spiegati usi e costumi del periodo...ma anche come sono stati ridotti questi ambienti, con il passare del tempo e le grandi opere di restauro che sono state fatte per riportarli in vita. Pensate che tutte le porte interne sono ancora originali, così i serramenti alle finestre..



    Il bel panorama visto dall' alto delle torri sul camminamento di ronda e il bellissimo giardino, che amava così tanto la Principessa Luisa Gonzaga....









    Dal lato opposto, usciti dalla rocca ci ritroviamo nel verde del parco giardino e davanti a noi, il lato della Villa.
    Non entriamo dall' ingresso principale....questo....






    Ma da quello che dà sul giardino.





    Posto a fianco alla rocca staccato solo per una decina di metri, la residenza fu costruita sul finire del XVIII secolo, sulle rovine del precedente castello che esisteva ancora nel 1740.
    Della preesistente costruzione, ha mantenuto parte dei perimetri ed una torre quadrangolare sullo spigolo. Per il resto, la forma del palazzo è a U, seguendo i canoni settecenteschi alla moda francese.





    La torre vicino al cancello d'ingresso alla Villa.

    La Villa è un concentrato di bellezze assolute. Esternamente non dice molto, nessun decoro ma l' assoluta semplicità di una residenza di campagna.







    È nel suo interno che parla....ci parla di Luisa Gonzaga, del suo amore per il bello. Amava circondarsi di ciò che la faceva star bene. Ogni sala è intrisa della sua grande personalità.... amò molto questa casa e ci visse sino alla fine....

    Non ho foto mie ma solo immagini tratte dal web, dal loro sito istituzionale...ma servono per farvi capire di che grande gioiello stiamo parlando e chissà....magari vi viene voglia di vederlo dal vivo...













    Vi lascio con qualche scatto del luogo ed arrivederci alla prossima visita....












































    Ultima modifica di capricorno; 24-November-2017 alle 17:46
    Oriana

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  4. #79
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    - Castell'Arquato





    Chi non lo conosce?
    Il centro storico è caratterizzato da quella inconfondibile atmosfera medievale , che si respira ad ogni angolo del borgo. Sì sviluppa su di un colle , che domina la pianura sulla riva sinistra del torrente Arda.
    La sua posizione strategica balza subito all' occhio.
    Castell'Arquato città d'arte a 30 km da Piacenza e altrettanti da Parma, sorprende per il suo aspetto medievale, denso di storia, natura è fascino...

    Numerose le bellezze, dalla sua piazza monumentale unica nel suo genere, dall' imponenza del Torrione Farnesiano , con accanto il Palazzo del Duca e la sua fontana ....

















    Proseguendo attraverso le sue vie, appare la Rocca Viscontea e lo sguardo spazia incantato sulla piazza Monumentale, dove sono rappresentati i tre poteri del Medioevo: militare ( la Rocca), politico ( il Palazzo del Podestà), e religioso ( la Collegiata).
    Ma ogni angolo del borgo , i suoi vicoli, le corti che si aprono all' improvviso...sono di assoluta magia.





















    La rocca con la sua torre più alta, costituiva un' importante punto di osservazione.Nel XIV sec.nulla e nessuno poteva sfuggire a chi dall'alto scrutava la valle sottostante. Oggi restano la struttura perimetrale esterna e le 4 torri difensive. L' ingresso avveniva attraverso un ponte levatoio, ora sostituito con un ponte fisso, che oltrepassa il profondo fissato. Il Mastio, contiene locali sovrapposti, collegati con scale in legno e muratura.
























    Il Palazzo del Podestà.









    L'anno della sua costruzione risale al 1292, venne più volte modificato,al suo nucleo centrale. Verso la metà del 400 venne aggiunta la Loggia dei Notari. La scala esterna già esisteva nel 200, ma ad essa fu aggiunta la copertura. Tutto in cotto su tre piani con particolari architettonici di archi acuti, che troviamo oltre che nella loggia, anche nei tagli delle finestre.
    Sormontato alla fine da una merlatura a coda di rondine, anch' essa in cotto. Alla sommità una torre con due grandi orologi per lato; il palazzo ebbe duplice funzione, palazzo di giustizia e governativo. Ora sede del palazzo Comunale.




    Particolare della piazza con la Collegiata e la torre dell' orologio del palazzo del Podestà.


    La Collegiata di Castell'Arquato.





    L' origine di questa chiesa dedicata a Santa Maria , risale al 758, un terremoto la distrusse e venne ricostruita nel 1117. Si presenta a tre navate, con copertura a capriate con due entrate , in facciata è una sul lato nord, circa a metà del suo lato lungo.





















    All' interno troviamo sulla destra delle cappelle : la cappella di Santa Caterina e quella di San Giuseppe.




    La cappella di San Giuseppe venne costruita attorno al 1600, di stampo decisamente barocco, ricca di stucchi e dipinti, illustranti la vita del santo.










    I quadri laterali illustrano lo Sposalizio della Vergine e la nascita di Gesù, mentre la Pala d' altare è dedicata alla Sacra Famiglia.


    Usciamo all' estero dove troviamo una bella fontana.




    Il porticato d' accesso sul lato lungo della chiesa...










    L' abside o meglio, il susseguirsi di absidi in cotto finemente cesellate, sono la parte più bella ( per me) di questa chiesa....formano un piacevole effetto di chiaroscuro che non ti stanchi mai di osservare..











    Qualche altro scatto prima di lasciare questo magnifico luogo....























    Grazie a tutti.
    Oriana

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  5. #80
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    Eccomi...ancora una vota ad aprire lo scrigno delle meraviglie , che questi piccoli borghi dal sapore antico nascondono..

    Siamo fuori dai confini della pianura Padana, sino ad ora esplorata. Vi voglio proporre un piccolo assaggio di ciò che si nasconde, in una località, meta di scalo delle nostre amate crociere. Lo scalo: Civitavecchia....la meta, Bracciano.

    Più precisamente: Castello Odescalchi.






    Migliaia di anni fa , in prossimità di Roma dei vulcani si addormentarono per sempre, ed il fuoco lasciò spazio alla terra.
    Le grotte e le cavità sotterranee, ormai svuotate dal magma, crollarono sul loro peso creando una depressione, dal cui fondo sgorgarono sorgenti. Ebbe così origine il lago Sabatino, diventato poi il lago di Bracciano.

    Il territorio in cui ci troviamo conserva enormi ricchezze, tra cui, tracce di un lontano passato che ha visto il susseguirsi tra i secoli di varie popolazioni.
    Già abitate al tempo degli Etruschi, le rive del lago hanno visto alternarsi ed aggiungersi alle precedenti popolazioni, Romani, Goti, Longobardi e Franchi.

    Il piccolo borgo agricolo diventa un' importante centro militare quando una nobile famiglia degli Orsini, lo acquistò dai Vico , proprietari dell' intera Tuscia, e vi edifico' una fortezza.











    La costruzione cominciò nel 1474 e continuò per circa 25 anni, ma alla fine risultò uno dei migliori esempi di dimora gentilizia, combinata all' architettura militare del Rinascimento. Dimora che ospitò Papi ed Imperatori, diventando una vera e propria corte rinascimentale, grazie al mecenatismo degli Orsini, che ospitarono anche artisti famosi.
    In seguito tutto il territorio che faceva parte del feudo, compresa la vicina Anguillara, diventò Ducato e visse un lungo periodo di splendore.

    Nel 1952 dopo un periodo di abbandono, il castello passò alla famiglia degli Odescalchi , che lo hanno aperto alla visita al pubblico.






    È posto al colmo di una platea rocciosa di tufo vulcanico, presenta una pianta irregolare originata dalla situazione topografica e dalla necessita' di adattarsi ad una preesistente costruzione medievale.
    L' ignoto progettista creò nell' arco di 15 anni, un complesso unitario e molto particolare , articolato con ampie sale, un vasto cortile e una monumentale facciata.



    La visita del castello dovrebbe cominciare da lontano...quando , visto dal lago oppure arrivando da nord o sud, appare ad ogni curva, in tutto il suo splendore.... e così è, ne siamo completamente dominati.

    Il castello era uno dei 126 castelli dei vari rami della famiglia Orsini, che dalla Toscana alla Puglia, formavano una diagonale fortificata che congiungeva i due mari, Tirreno ed Adriatico, controllando così ogni passaggio verso Roma e Napoli.

    Arriviamo a destinazione , con qualche problema di parcheggio, riusciamo a trovarlo in una strada in discesa verso il lago... e già qui, il lago stesso , catalizza con il suo azzurro il nostro sguardo....






    Arriviamo a ridosso dell' ingresso, dopo aver percorso la strada privata d' accesso al castello...









    Uno sguardo al di là dal cancello e il castello si manifesta grandioso ai nostri occhi.
    Sulla destra la biglietteria, apprendiamo che siamo gli unici visitatori...il castello è tutto nostro!






    Saliamo verso l' ingresso vero e proprio, con l' ampia visuale del lago innanzi a noi. Passata la biglietteria e passato il primo perimetro murario con la prima corte, l' edificio diventa sempre più monumentale, sorprendendoci ancor di più, quando passata la porta trionfale, appare il lago sulla sinistra e alzando gli occhi sulla nostra destra, è la lunga facciata con le finestre tra le due torri....






    In questo primo spiazzo , si affaccia un giardino pensile e l' edificio che anticamente ospitava le scuderie.


    Entriamo salendo una rampa di scale , in questa prima torre , la torre di San Giacomo il santo protettore degli Orsini. All' ingresso troviamo una scritta in latino che fa parlare il castello in prima persona:


    " Fui costruito da Napoleone Orsini, accolgo i buoni, respingo i cattivi.."


    Vi accoglie altresì, un' icona quattrocentesca di una Madonna con il Bambino, che protegge chi entra al castello..






    Il piccolo ingresso ed una visione d'insieme , appena si entra....







    .....Affascinante vero???



    Prima di salire ai piani nobili e seguendo le indicazioni di visita poste lungo il percorso, ci affacciamo alla nostra destra, dove un portale spalancato ci invita ad entrare....





    Entriamo nella spettacolare Armeria, dove in una serie di suggestivi ambienti, parzialmente scavati nella roccia di basamento, venivano radunati i soldati ed immagazzinate le armi.
















    Nella seconda metà del 400, la guerra si combatteva con artiglieria da fuoco di offesa e difesa.

    Una volta visitati questi ambienti, si ritorna nel piccolo vano d' ingresso, dove una scala a chiocciola ci invita a salire....







    Interminabile il percorso ma alla fine siamo sorpresi dalla monumentale enfilade di sale, formalmente allineate sul primo piano nobile.






    Cardinali, Papi, Re e regine , ambasciatori, nobili di tutta l' Europa si fermarono a Bracciano. In queste sale si presero decisioni e si fecero scelte, in molti casi che ebbero importanti ripercussioni storiche su Roma ed altri stati...



















    Camminare tra le croci guelfe delle finestre con viste mozzafiato sul lago e il loro riflesso sulla parete opposta...non ha prezzo! Così come ammirando i soffitti a cassettone , gli affreschi, gli oggetti , i mobili preziosi e le opere d'arte arte ivi contenute....

















    E poi...il lago, non puoi non affacciarti....







    Gli ambienti si fanno apre più interessanti...


    La sala dei Cesari....















    Così chiamata per la presenza di 12 busti in marmo e peperino degli Imperatori Romani, disposti lungo il suo perimetro.


    La sala Orsini....






    Chiamata così perché in passato vi erano collocati 151 ritratti di famiglia. Al centro campeggia lo stemma Orsini incastonato nella cornice di stucco.









    Le bellezze, le preziosità e le suggestioni non si sprecano in questo percorso a ritroso nel tempo. Si ha l' impressione di essere al di fuori di ogni schema, di far parte di un' altra dimensione spazio tempo, ed è un' esperienza unica nella sua unicità. Ma ancor di più oggi, dove il silenzio regna sovrano, in queste sale solitarie.

    Dovrebbe essere così per tutti i luoghi particolari del nostro immesso patrimonio artistico e culturale.

    Proseguiamo attraverso i saloni, dando ogni tanto uno sguardo verso il lago, presenza assoluta e sovrana di questa quiete....


    Ultima stanza messa ad angolo del fortilizio..







    La Sala d' Isabella.


    È l' ultima sala del primo piano nobile, ricavata all' interno della torre.
    Chiamata Sala Rossa ,perché un tempo era tappezzata di arazzi il cui colore predominante era il rosso.





    Diversi dipinti alle pareti, il soffitto a cassettoni è l' unico che conserva i colori originali del 1491. Il fregio affrescato è del tardo 400, esistono documenti che parlano di una possibile committenza a Pollaiuolo.

    È anche conosciuta questa sala col nome di " Sala d' Isabella", per la leggenda dell' nobildonna Isabella de' Medici, la quale faceva cadere i propri amanti in un pozzo con le lame...leggenda...


    Una stanza ancora viva e ricca di fascino...















    ... suggestiva che invita a rimanere ancora un poco, vicino alla finestra a rimirare ciò che altri occhi in passato vedevano...







    La pace assoluta del lago.....








    Continua.....
    Ultima modifica di capricorno; 12-May-2018 alle 17:26
    Oriana

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  6. #81
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    Sul fondo dell' ambiente una piccola porta socchiusa, ci indica il proseguimento della visita.

    Attraverso uno spazio angusto si sale la scala a chiocciola che ci condurrà al Secondo Piano Nobile.










    Arriviamo dunque al piano, anche se la scala prosegue oltre, in un' ampio locale pieno di luce...






    La sala del letto siciliano...prende il nome dal letto in ferro battuto, di fattura siciliana che troneggia al centro dell' ambiente...




    ...arredo molto ricercato nei particolari, a cominciare dal letto, completato da una credenza in noce e quadri alle pareti....completa un bel camino, posto tra due finestre.

    Da questo ambiente ,come per il piano sottostante, si entrerà in una serie di stanze, le une appresso alle altre...







    La prima sala che incontriamo...la sala Gotica.





    Arredata con mobili in stile neogotico del XIX secolo: letto a baldacchino, armadio, comodino, due angoliere, una panca....ha l' aspetto un po' austero.


    La sala d'Ercole...






    Chiamata così per il fregio che corre lungo ho il soffitto e che raffigura le Fatiche d' Ercole. Fu realizzato forse, dagli stessi pittori che dipinsero le scene del piano inferiore. Le 18 scene sono racchiuse tra candelabre, affiancate da tendaggi con scritte in latino che spiegano i vari episodi.

    Presenti anche delle collezioni di armi, appartenute al principe Ladislao Odescalchi.


    La bellezza e la ricchezza degli ambienti, ci coinvolgono sempre di più, è una sorpresa ogni volta che si varca la soglia di un nuovo ambiente.

    L'immensa stupefacente, Sala delle Armi...






    ...che raccoglie un' importante collezione di armature da torneo, tra cui una di fabbrica milanese del XV sec.e due tedesche del XVI sec. In mostra anche elmi, scudi, cotte d'armi , selle e spadoni.

    Nelle rastrelliere lungo il perimetro della sala sono esposte, spade , alabarde e tant' altro. I lampadari sono molto particolari, così come il fregio dipinto ad affresco... insomma anche questo ambiente ci lascia a bocca aperta.





    Tutto è curato nei minimi particolari, segno della volontà degli attuali proprietari, a far sì che la memoria venga conservata.

    La Sala delle Scienze.











    Questa era probabilmente una biblioteca, lo si capisce dagli affreschi, raffiguranti le Arti, le Muse , i Pianeti. Soggetti che ben si adattavano ad un luogo di studio.
    Nella sala sono collocati, un trono in legno dipinto ed una Pietà nordica in pietra.







    Particolare del fregio...conservato benissimo. L' affresco rende piacevolissima questa stanza.


    La Sala del Bobolaccio.






    Prende il nome dal tradizionale appellativo del baule da viaggio, così chiamato nel XIV sec. Realizzato in legno rivestito di cuoio, sulla cui fronte sono stampati in oro due cappelli cardinalizi.

    Un peccato non potersi avvicinarsi di più, ma dei cordoni sia qui, che nelle altre sale, limitano lo spazio di calpestio.
    Nella sala un grande letto a baldacchino del 700, presenta colonne a balaustra in legno dorato.

    La Sala Etrusca.















    Nelle quattro vetrine in stile rinascimentale,sono esposti reperti archeologici di varie epoche e provenienze.
    Reperti Etruschi, rinvenuti a Cerveteri e a Palo Laziale, reperti di epoca romana e di età medievale. Vi sono anche due urne cinerarie in pietra di epoca romana. Il busto in marmo rappresenta molto probabilmente, l'imperatore romano Antonino Pio.

    Siamo arrivati così all' estremità opposta, attraversato tutto il secondo piano nobile, ci ritroviamo in nella torre, in una stanza ricavata all' interno della torre stessa...è qui restiamo in contemplazione....










    Da diversi affacci si ha una cometa visione, quasi a strapiombo su quell' immensità azzurra che è il lago....

    Irrimediabilmente il mio pensiero corre a chi un tempo, si affacciava e godeva della pace e dell' armoniosa bellezza di questo immenso paesaggio...


    La natura in ogni istante ci stupisce e ci dà gioia!





    La visita si fa sempre più interessante...

    Uscendo da questa stanza ci troviamo in una loggia....






    ....dalla quale ha inizio il camminamento di ronda.





    Il cammino di ronda gira tutto attorno al castello, segue l' andamento delle cortine raccordando le torri cilindriche e merlate.





    Procediamo dunque attraverso il piccolo varco che ci condurrà sulle cime più alte del castello.










    Uno sguardo alle nostre spalle e proseguiamo...









    Ci ritroviamo così in piena luce estasiati dall' azzurro magnetico di questo lago...


    I panorami sono sempre più suggestivi, se so si percorrono pochi metri di questo percorso....

















    Da qui si può godere del panorama del lago di Bracciano e dei paesi che vi si affacciano: Bracciano, Trevignano a sinistra, Anguillara a destra. Si potrebbe anche immaginare Sabazia, una città più antica di Roma che, leggende umanistiche, vogliono essersi inabissata al centro del lago , come una sorta di Atlantide.

    Abbassando lo sguardo si può ammirare il Giardino Segreto, giardino pensile ideato da Giacomo del Duca, allievo di Michelangelo. Un tempo ricco di statue, fontane e giochi d' acqua, dove si svolgevano spettacoli teatrali e dove oggi campeggiano i plurisecolari cedri del Libano.









    Da qui possiamo ammirare la bellezza e la magnificenza di questo edificio...siamo sulle sue torri più alte. Costruite alla fine del 400. Una macchina da guerra queste torri, anche se la visione bucolica e pastorale del lago ne smorza l' austerità, dall'altro canto dovrebbe ricordarci del rumore delle guerre combattute da quassù.





    Immagini mozzafiato da cui ci lasciamo travolgere.... è un' incanto quassù...




    Il nostro percorso però... continua...
    Ultima modifica di capricorno; 12-May-2018 alle 21:24
    Oriana

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  7. #82
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    Scendiamo verso la Rocca...





    La Vecchia Rocca fu costruita probabilmente nel XII secolo dai Prefetti di Vico, signori di Bracciano già dall' anno mille. Era una struttura quadrangolare con quattro torri quadrate agli angoli, con un cortile interno ed un Mastio centrale.
    Certamente nulla da paragonare all' immensa complessità del castello odierno, ma ugualmente degna di fascino...ed anche un dedalo fuorviante di strade e scalini, in cui è facile perdersi..













    ...ogni tanto uno sguardoin su, verso le mura alte e le stanze che abbiamo appena lasciato. Si cammina verso il basso e ci sentiamo piccoli, veramente minuscoli davanti a tanta grandezza...

    È interessante vedere le diverse tipologie di muratura, i diversi materiali utilizzati, il cotto ad esempio, usato in grande quantità...e gli spessori, là dove i muri sono parzialmente crollati....








    La strada infila un tunnel al di là del quale s' intravede qualcosa di bello...








    Ci ritroviamo in uno spazio ben curato, dalla forma irregolare...

    Il cortile d' onore.

    Una corte centrale al complesso che si presenta a forma di un triangolo irregolare ed è il luogo di raccordo tra le diverse zone del castello.
    Si affacciano diversi corpi di fabbrica, ci rendiamo conto qui, della complessità dell'opera stessa.
    L' ala nord, la cui parete compatta e continua, forma l' ala di rappresentanza, quella da noi appena visitata; l' ala Ovest, è porticata ed è composta da due ordini di arcate, destinata ad abitazione civile, il cui ultimo piano era destinato alla servitù ( non visitabile). In questo spazio hanno sede le Antiche cucine, con annessi e connessi i vari ambienti di servizio posti su due piani, con dispensa e guardaroba.

    Tra questi edifici si colloca il pozzo poligonale in lastre di peperino, per gli usi di cucina e come ulteriore riserva idrica.







    Molto bella la scalinata ( non accessibile) che porta ai piani superiori.



    L' altezza vertiginosa degli edifici in affaccio sul cortile..

    Le cucine...la vera chicca di questo spazio...




















    È sorprendente entrare in questi ambienti e trovarsi in un luogo " vivo", le suppellettili, i tavolacci e tutto ciò che fa da contorno, ci rendono uno spaccato di vita di una splendida corte medievale.

    La fantasia qui galoppa...immagino, il gran fermento attorno al focolare, il via vai convulso dei cuochi, dei servitori dei maggiordomi che popolavano il cuore vivo di questo ambiente....

    Questo spazio ,inteso come cortile d' onore, rappresenta e può essere definito, una delle corti rinascimentali più belle di tutto il 400 romano.
    Questa corte da sola ci parla di un' architettura disegnata, misurata, pensata. L' architettura della corte di Bracciano, crea un' armonia visiva attraverso una varietà stilistica e funzionale, che non cade mai nella copiosita' di misure di equilibri ispirati all' antico, ma ha effetto di monumentale bellezza, basata sulla misurazione proporzionale e prospettica, tipica dei progetti più influenti di quest'epoca.

    In poche parole è splendida!!


    La nostra visita termina qui....ripercorriamo i nostri passi...

    Il senso delle cose lo si comprende, dopo averle vissute....






    Il castello non ha più segreti per noi, lo abbiamo vissuto per una mattinata intera, siamo stati per così dire...i padroni di casa! Una splendida opportunità, essere in visita da soli, nel silenzio delle sue stanze...con solo l' eco dei nostri passi....
    Oriana

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  8. #83
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    Buondì a chi legge...

    Oggi vi voglio portare in un luogo veramente fuori dai circuiti turistici consueti e noti. Per me è stata una bella sorpresa.

    Pensate...ad una vallata con dolci colline che in estate sono bruciate dal sole, ma che in autunno recano colori ma visti. Atmosfere particolari, luoghi particolari...












    Dove siamo?





    Fara in Sabina....e quello che avete visto é la splendida vista che si ha da lassù. Fara, è un piccolo borgo sulle colline che sovrastano la vallata della Sabina. Siamo a pochi chilometri da Roma ma già qui la provincia è reatina.





    Mi piace pensare che laggiù tra quelle foschie generate da questo clima strano, che fa sembrare ancora estate, anche se è ottobre inoltrato..dicevo, mi piace pensare che laggiù, in fondo in fondo c'è Roma, e poco più il là, lo vedete nelle foto, il monte Soratte....forse, sicuramente il più pronunciato della zona, il suo profilo ormai è inconfondibile per me, che ho imparato a conoscerlo.








    Il paesaggio è fantastico da quassù, peccato che le foto non rendano...








    Siamo...si può dire montagna??...o collina, si forse collina è meglio. Bhe, è strano per me abituata alle mie Prealpi trovare pini di mare in collina! Eppure è così.
    È un paesaggio che sorprende per queste mescolanze di alberi, misti ad altre specie...


    Entriamo attraverso la porta... attraverso le mura....























    È un borgo caratterizzato così, come lo vedete. Stradine strette, dove a malapena entra il sole, case in pietra, piazzette ordinate, pulite e deserte...si, nessun segno di vita....














    ....bello questo vicolo!!!





    Nessuno in giro, eppure nell'aria un profumo di legna, qualche camino che fuma.... è il forno. Unico negozio aperto in questa piazza, credo anche l'unica vera piazza esistente qui.





    Chiesa o come dicono le indicazioni, Cattedrale dedicata a Sant'Antonio martire. Nasce come Collegiata, perché sede di un collegio di canonici che vivevano qui.
    Sarebbe stato interessante vederla, ma è chiusa. Interessante perché al suo interno una cripta sotterranea, la precedente chiesa sotterranea con annesso un cimitero. Chiesa antichissima esistente nel luogo sin dalla prima metà del ' 200.






    Curiosa la posizione del campanile, spostato rispetto alla chiesa....













    Il museo, sempre ubicato nella stessa piazza, chiuso!

    Apprendiamo dalle signore che gestiscono il " forno" , dove abbiamo comprato un pane cotto a legna e dei biscottini tipici del luogo, che in autunno/ inverno tutto qui è deserto, rivive durante l'estate con tante belle opportunità e manifestazioni folcloristiche e religiose.





    Qualche bel particolare che mi ha colpito...
















    Lasciamo Fara in Sabina...luogo d' incanto.....
    Ultima modifica di capricorno; 31-October-2018 alle 16:22
    Oriana

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  9. #84
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    Un'altra piccola perla della nostra Italia, così ricca di tanti luoghi a volte poco conosciuti, ma che offrono angoli di bellezza, di storia e di cultura a chi è capace di coglierli, di apprezzarli e di osservarli con attenzione.

    Fara in Sabina è uno di questi, e come in numerosi piccoli borghi della Sabina il suo centro storico è abitato ormai da poche persone. Ormai le esigenze della popolazione sono gli spazi, i posti auto, la raggiungibilità e la viabilità facile e comoda.

    E' un peccato, ma un dato di fatto.
    Mi piace immaginare in un passato neanche troppo lontano questi caratteristici e tranquilli vicoli percorsi da contadini e artigiani, animati da bambini che giocano, da abitanti che chiacchierano su balconi o finestre di fronte...

    Fortunatamente d'estate qualcosa si rianima, ma il fascino di questi paesi resta sempre, ed è bello avere la possibilità di provarlo e riscoprirlo.

    Grazie Oriana per averci proposto questa piccola insolita attrattiva!
    "Lo spettacolo del mare provoca sempre un'impressione profonda: esso è l'immagine di quell'infinito
    che attira incessantemente il pensiero e nel quale il pensiero incessantemente si perde"
    (Madame de Stael)

  10. #85
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    Citazione Originariamente Scritto da Gabriele C. Visualizza Messaggio
    Un'altra piccola perla della nostra Italia, così ricca di tanti luoghi a volte poco conosciuti, ma che offrono angoli di bellezza, di storia e di cultura a chi è capace di coglierli, di apprezzarli e di osservarli con attenzione.

    Fara in Sabina è uno di questi, e come in numerosi piccoli borghi della Sabina il suo centro storico è abitato ormai da poche persone. Ormai le esigenze della popolazione sono gli spazi, i posti auto, la raggiungibilità e la viabilità facile e comoda.

    E' un peccato, ma un dato di fatto.
    Mi piace immaginare in un passato neanche troppo lontano questi caratteristici e tranquilli vicoli percorsi da contadini e artigiani, animati da bambini che giocano, da abitanti che chiacchierano su balconi o finestre di fronte...

    Fortunatamente d'estate qualcosa si rianima, ma il fascino di questi paesi resta sempre, ed è bello avere la possibilità di provarlo e riscoprirlo.

    Grazie Oriana per averci proposto questa piccola insolita attrattiva!
    Grazie a chi mi ha parlato di questa zona ...

    Ci sono tanti luoghi molto belli nella Sabina, abbazie, borghi, castelli....la dolcezza del paesaggio è unica. È un mix che in alcuni luoghi mi ricorda la Toscana.

    In un'altro td, quello su Roma, avevo parlato di un luogo molto particolare ed importante dal punto di vista storico: L' Abazia di Farfa....ricordi Gabriele?
    Non lo ripropongo qui, anche se ci starebbe bene ed è il luogo ideale per parlarne...magari poi metto il link...

    Piuttosto, con Gabriele ne abbiamo visitato un altro....metto qualche scatto, poi se Gabriele ne vuoi parlare tu?...






    Ultima modifica di capricorno; 01-November-2018 alle 16:44
    Oriana

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  11. #86
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    Un cenno in più su queste zone, è doveroso...

    Fara è la porta della Sabina. Uno scrigno che custodisce un patrimonio culturale unico, di cui restare a bocca aperta, questa è Fara in Sabina, la città dove sono nascoste le origini di Roma.
    Tito Tazio e Numa Pompilio, tra i primi re ; l'Europa medievale e la nascita del Sacro Romano impero; le Signorie della corte papale nel Rinascimento e il Rinascimento nazionale.
    Millenni di storia raccontati dal paesaggio, dai monumenti, dalle opere d'arte , miti e leggende che hanno fatto la storia.




    A Fara, si vive intensamente la stagione artistica del 500/600, sia per le opere d'arte sia per l'architettura e l'urbanistica.
    Quello che noi non abbiamo potuto vedere sono gli interni, del Duomo, i palazzi storici, il museo del silenzio, il museo civico archeologico.
    Fara in Sabina vanta origini antiche, rilevabili dai reperti giunti sino a noi.La cittadina di presenta a chi la visita con il suo caratteristico aspetto rinascimentale che ogni tanto si apre, per lasciarvi apprezzare resti medievali.
    Posizionato su un'altura a dominio delle valli del Tevere e del Corese...e vi assicuro che il Tevere qui, non è quello che vedete a Roma. Le sue acque sono limpide e l'addove confluisce con altri corsi d'acqua, il paesaggio diventa naturale e selvaggio allo stesso tempo. Ed è sorprendente perché siamo a pochi chilometri da una grande città....





    La ricchezza di Fara in Sabina è il suo territorio per intero, tanto da renderla una ' città diffusa' fatta da tanti borghi dal passato autonomo, ma che oggi formulano un percorso turistico che ognuno di noi può modulare, tra arte, natura ed enogastronomia.

    In questo contesto si sviluppa parte del mio percorso, una tappa speciale l'Abbazia e il borgo di Farfa.








    Aggiungo solamente che Farfa è uno dei monumenti più significativi del medioevo europeo, ebbe il patrocinio di Carlo Magno e governò, nel periodo di massimo splendore, una parte importante dell'Italia centrale.
    Costruita sui resti di un tempio dedicato alla dea Vacuna, la prima fondazione dell'abbazia risale alla fine del VI secolo.




    Particolare del ciborio.


    Eretta basilica imperiale, svincolata dal controllo pontificio, venne visitata da Carlo Magno prima essere incoronato nella notte del Natale dell'800.
    I possedimenti farfensi di questo periodo e negli anni a venire, sono molto ingenti e vastissimi, fino ad arrivare ad Ascoli Piceno. Decadde il suo potere attorno al 1120, che segnò il passaggio dell'abbazia da autorità imperiale a quella pontificia.

    È una visita che vi consiglio, vi sorprenderà...


    In questo contesto un altro luogo molto particolare, suggerito e visitato con Gabriele...


    Il Santuario di Vescovio.






    È indubbiamente il centro più antico della storia civile e religiosa della Sabina.
    Vescovio corrisponde all'antica città romana di Forum Novum, che con l'avvento del cristianesimo, divenne anche centro di fede e propaganda religiosa. In esso sorse la sede dei Vescovi Sabini che durerà fino al 1495, per proseguire la sua storia come il più importante centro Mariano della Sabina stessa.









    Un'oasi di pace. Dista 65 km da Roma e lo si raggiunge per la via Salaria, attraversando l'abitato di Passo Corese...non potete sbagliarvi, le numerose indicazioni turistiche in giallo lo segnalano molto bene.

    La cittadina romana ( di cui si vedono alcuni resti) , di Forum Novum, era un centro di fiorente mercato venendo a trovarsi all'incrocio di strade di particolare importanza. Di essa ne parla lo scrittore Plinio, in alcuni suoi testi..
    Una città prosperosa, in cui il benessere era dato anche dalla presenza di acqua, portata attraverso le condutture che portavano acqua, a fontane, piscine, terme e bagni pubblici. A conferma sono ancora visibili i resti dell'acquedotto, che risalgono all'antico abitato.

    Oggi cosa vediamo....




















    La natura rigogliosa attorno a quest'eremo di pace, e dentro il piccolo cortiletto che ci accoglie....silenzio, soprattutto silenzio, rotto dal cicaleccio ed il canto di qualche usignolo....





    ... un'ordine monastico che vige, sia fuori che dentro la piccola chiesa...















    Si accede al cortile antistante il complesso attraverso una porta, databile al sec.XII. una scritta sull'architrave avverte che stiamo entrando nell'Ecclesia Cathedralis Sabinorum ( chiesa Cattedrale dei Sabini). Scritta risalente al 1500 circa.

    Subito si nota il campanile, costruzione più tarda rispetto alla chiesa, alla cui facciata è sovrapposto...rivelata dalla stessa porta d'ingresso che per fargli posto, è stata decentrata e modificata. La base è in struttura muraria rinforzata da grossi blocchi di pietra squadrata agli angoli.


    Entriamo...






    Semplice ed all'apparenza nuda, ma osservando attentamente sulle pareti, un po' sbiadite dal tempo, decorazioni pittoriche che illustrano i cicli del Vecchio e Nuovo Testamento, con in fondo la rappresentazione del Giudizio Universale.




    Le pitture sono solo una parte di ciò che anticamente ornavano la chiesa, che doveva essere completamente affrescata. Tracce di ciò che era, si possono trovare nelle parti più basse dell'aula, nell'arco dell'abside e nelle due cappelle laterali.







    Quanto rimane è tutto ciò che da sotto uno strato di imbiancatura, forse del 1800, è tornato alla luce durante gli ultimi restauri. L'abbandono secolare e l'umidità hanno fatto il resto.

    L'altare è sopraelevato e sorge sul piano di copertura di una cripta, posta su due delle pareti laterali e separate le une dalle altre.
    Abbiamo tentato di entrare, in effetti siamo entrati.... molto basso il soffitto e l'ambiente non illuminato non ci ha fatto procedere al di là di pochi passi.
    Queste due aule della cripta potrebbero essere l'antica sala della casa romana dell'apostolo Pietro.


    Il quadro principale sull'altare: la Vergine con il Bambino, è dipinta su tavola in legno in stucco colorato...e l'iscrizione che si legge nel libro che Gesù tiene aperto tra le mani, ci suggerisce di inviarla col titolo di " Madonna della lode ".










    Ed usciamo da questo piccolo gioiello...



    Ultima modifica di capricorno; 02-November-2018 alle 22:59
    Oriana

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  12. #87
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    Tesori d' arte e tesori della natura, potremmo definirla così la zona che dal basso Piemonte si estende sino a fiancheggiare l'Appennino Ligure e che corrisponde alle Langhe.




    Offre uno dei paesaggi più affascinanti d' Italia! Un mix seducente di storia, arte e natura.
    Paesaggi mozzafiato e borghi medievali, sono i magici ingredienti che fanno di questo luogo, un luogo perfetto per chi ama il relax di ciò che la natura offre.
    Un'itinerario che racchiude in sé palazzi, fortezze strepitose e anche, perché no, irresistibili sapori tradizionali; è il paese dei vigneti e del tartufo....dove siamo?...ad Alba.




    La città è uno dei tanti gioielli del Piemonte!
    Il fascino medievale del suo centro storico, costellato di torri e case torri, mescolato a vestigia barocche ed a suggestioni ottocentesche. Saremo catapultati indietro nel tempo, in un mix di sensazioni difficili da dimenticare.....




















    Lasciatevi trascinare dall'istinto e percorrete le viuzze strette che si aprono all'improvviso in graziose piazze e piazzette dall'aria un po' misteriosa....


















    L'auto lasciatela fuori, in uno dei tanti parcheggi ed incamminatevi verso le sue torri, che da lontano vi guideranno nel cuore della città....eccola...





    ...di chiaro impianto medievale racchiusa tutta su se stessa a forma circolare il cuore antico è tutto lì attorno al suo fulcro...il Duomo.





    Vi aspetto, per visitarla insieme...
    Ultima modifica di capricorno; 14-March-2019 alle 20:45
    Oriana

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  13. #88
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    Entriamo nel centro storico attraverso via Cavour, l'antico decumano maximo dell'abitato romano e da questa prospettiva la città, rende merito al suo antico appellativo di Città delle Cento torri.






    Le torri medievali ancora oggi portano i nomi delle diverse famiglie, in alcuni casi proprietarie ed alcuna di esse sono perfettamente integre, altre mozzate o inglobate in nuove costruzioni.








    Pericoloso addentrarsi in questa via piena di negozietti con le prelibatezze locali!








    Alba è conosciuta per il suo tartufo, il vino, le nocciole e la .... Nutella! Una piazza è stata intitolata all'illustre cittadino Michele Ferrero e ad Alba ricordiamo Beppe Fenoglio, scrittore schivo e moderno che ebbe i natali proprio in questa città.





    Le belle costruzioni che si affacciano lungo il percorso che ci porterà nel cuore del centro , il fulcro della città...














    Piazza Risorgimento, dove ha sbocco la via Cavour, o meglio conosciuta come Piazza del Duomo, fulcro storico della vita amministrativa e pubblica.





    Sul lato sinistro si affaccia il Palazzo comunale, una costruzione che ha subito nel corso del tempo diverse trasformazioni. Molto bello il porticato a volte a crociera, contornate da elementi in cotto.











    Sulla piazza incombe la mole del Duomo, la Cattedrale di San Lorenzo, di impianto romanico risalente al XIII secolo.









    Particolare del portico d' ingresso al Duomo.






    Uno sguardo sulla piazza prospiciente...









    Piazza Risorgimento.






    Un palazzo storico che si affaccia sulla piazza e il bellissimo portale d' ingresso al Duomo....






    La facciata è stata rimaneggiata nella seconda metà dell'ottocento. Reca l'immagine di San Lorenzo tra gli angeli.

    L'interno....






    .... è esaltato da effetti chiaroscurali della luce solare e dall'alta navata che culmina nell'altare maggiore del 700 in marmo di gusto barocco.























    Ospita sul retro il grandioso coro ligneo del primo 500, composto da 35 scranni intarsiati, raffiguranti paesaggi e città...





























    Continua....
    Oriana

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  14. #89
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    Le navate laterali ospitano altari minori, spicca per importanza la Cappella del SS. Sacramento , di impronta barocca...











    ....e l'area sacra della Cappella di San Teobaldo, che ne conserva le reliquie...














    Il Duomo conserva anche un'antichissima cripta dove secondo la leggenda tutte le chiese di Alba, pare che fossero tutte collegate da cunicoli sotterranei che partivano proprio da questa cripta.
    Oggi è possibile visitare con i percorsi di Alba sotterranea questi luoghi, un'incredibile avventura che vi porterà attraverso i percorsi sotto i principali monumenti della città che saprà raccontarvi la sua storia antica.

    Qualche altro scatto all'interno del Duomo, prima di dirigerci verso la piccola piazzetta sul retro.....

























    L' apside del Duomo sovrasta l'adiacente Piazza Rossetti, da dove possiamo ammirare in tutta la sua altezza, il campanile di oltre 40 metri. Decorato con monofore e bifore, che contiene al suo interno la torre campanaria.
    Una torre nella torre e tra lo spazio delle due murature vi passa la scala che permette di raggiungere la cima, dove la veduta spazia sulla città.

















    Continua....
    Ultima modifica di capricorno; 15-March-2019 alle 17:21
    Oriana

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  15. #90
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    Eravamo rimasti a rimirare l'abside del Duomo e la sua torre campanaria....siamo in Piazza Rossetti...
    Un tempo addossati alle pareti del Duomo esistevano dei porticati , oggi scomparsi, dove si tenevano riunioni e traffici commerciali. Piazza Rossetti ospita ancora bei palazzi rinascimentali e graziosi ritrovi , bar, ristoranti dove apprezzare i prodotti locali...








    ...ritorniamo su piazza Risorgimento, uno sguardo da un'altra prospettiva alle torri innanzi a noi.








    In questa piazza è consigliabile fare sosta, magari per un caffè, nei locali del più celebre caffè storico di Alba : Caffè Calissano. Locale antico, oggi rinnovato negli specchi e stucchi ottocenteschi, questo era il principale " salotto" di Alba , dove Fenoglio osava definire " caffè dei signori". Le sue sale erano frequentate per tutto il giorno e la notte , da accaniti giocatori di carte...tanto che si dice che al mattino veniva fornito un servizio di barbiere per i suoi accaniti frequentatori.

    Da questa piazza proseguiamo per ciò che si presenta ai nostri occhi, una via molto lunga e trafficata di persone. È corso Vittorio Emanuele...ma qui tutti la chiamano via Maestra.

    È il cuore storico di Alba , via del passeggio, degli incontri...la movida della città. Via che si trasforma in mercato il sabato, con le sue bancarelle colorate. Tantissimi negozi e bar...negozi dall'aspetto un po' " demodé" ma ricchi di fascino...





    Il suo corso è irregolare e l'ampiezza varia in vari tratti rispecchiando l'antico tracciato medievale. Di quel periodo restano numerosi tracciati che emergono tra cui questo interessante palazzo...








    ....che conserva particolari decorazioni in cotto...





    Una via stretta lo circonda da un lato... naturalmente non perdiamo l'occasione...ci avventuriamo....







    ...scopriremo così il lato nascosto di questa città, dove il passaggio delle persone e è quasi nullo....





    ...scoprendo piccole botteghe artigianali e graziosi angoli...





    ...sino a giungere in prossimità di questa chiesa , la chiesa dedicata a San Domenico, purtroppo chiusa , la possiamo solo ammirare dall'estero...bellissimo il portale gotico...











    ...poco più in là , il teatro...





    Come dicevo all'inizio, la forma stessa circolare della città invita a perdersi tra i vicoli e anche per chi ha poco orientamento non è complicato e non vi è nessun pericolo di perdersi.... infatti dopo poco ci ritroviamo sulla via Maestra...
    All' incirca a metà via sorge un gioiello del barocco, la Chiesa della Maddalena di Bernardo Vittone della metà del 700.





    Caratteristica è la sua facciata modulata in mattoni a ' risega', non fu mai completata. La sua scarsa bellezza esterna forse un po' rude non deve ingannare...anche se personalmente la trovo molto particolare....






    ...dietro quel bel portale in noce con dodici pannelli scolpiti e lavorati, si cela un'autentico gioiello....



    Continua.....
    Ultima modifica di capricorno; 19-March-2019 alle 15:36
    Oriana

    ### Moderatrice del forum ###

    " Ogni raggio dell'alba prenda per mano i tuoi sogni notturni, i più belli, e li conduca nella realtà."


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