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Discussione: Patagonia: alla ricerca dell'orologio dimenticato.

  1. #16
    Utente livello Gold L'avatar di Blueyes
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    Citazione Originariamente Scritto da Gabriele C. Visualizza Messaggio
    ...Spero che ti fermi alla birra, e non alla quarta fase alla Fantozzi...!!!
    Ah ah ah
    ...errare è umano, ma per fare veramente casino serve la password di root!
    -----
    IO alla Crociera del Decennale c'ero. E tu, dove eri????
    -----
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  2. #17
    Utente livello Bronze L'avatar di gimale
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    Citazione Originariamente Scritto da massimilianob Visualizza Messaggio
    puerto madero, palermo, recoleta, calle florida, la avenida... quanti ricordi. BA è una città così ricca di posti indimenticabili.... ti seguo con molto piacere! p.s. mi raccomando il mate!
    Impossibile non parlare del mate: camminando per le vie di BA non si vede altro che persone con thermos pieni di questo infuso.

    Ma c'è lo racconterò più avanti.

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  3. #18
    Utente livello Gold L'avatar di Didi
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    pendo dalla tua bocca. Questi sono i viaggi che mi piacciono,

  4. #19
    Utente livello Bronze L'avatar di gimale
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    Tovo San Giacomo (SV)
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    Eccomi a continuare il racconto. La mattina ci siamo svegliati di buon ora e siamo partiti per la visita del centro città.

    Prima tappa il Cafè Tortoni, bellissimo bar con arredi ancora originali





    Lì abbiamo preso un caffè argentino e abbiamo mangiato gli alfajores: dolci tipici argentini costituiti da due cialde ripiene di dulce de leche e ricoperte di cioccolato. Buonissimi!!



    Ho fotografato una pubblicità perché gli alfajores veri sparivano prima che riuscissi a fotografarli.....

    Siamo poi andati a Plaza de Mayo dove ancora oggi si riuniscono le donne: madri, sorelle, mogli e figlie dei desaparesidos. Il loro simbolo è un foulard bianco che simboleggia le fasce dei figli.



    In Plaza de Mayo è possibile vedere il primo palazzo del governo di Buenos Aires, ultimo palazzo in stile coloniale rimasto in città





    Intorno al palazzo del governo, chiamato palacio del Cabildo, si trovano bellissimi palazzi di fine ottocento alla sua sinistra sorge la cattedrale dove Bergoglio si recava ad officiare la messa sempre in autobus pur avendo a disposizione un auto con autista.

    La cattedrale ha, almeno esternamente, uno stile particolare per un luogo di culto cattolico



    All'interno non abbiamo potuto fare fotografie ma abbiamo assistito al cambio della guardia.







    I militari arrivano in parata partendo dal loro quartiere generale attraversando tutta la piazza, due di loro daranno il cambio alle due guardie già presenti all'interno della cattedrale.

    Le guardie presidiano la tomba di San Martin patriota ed eroe della patria: aveva organizzato la resistenza durante la rivoluzione argentina ed era riuscito a fermare gli inglesi che avevano già conquistato Montevideo ma non riuscirono a fare cadere Buenos Aires.

    Dall'altra parte della piazza, di fronte al Cabildo, si trova la Casa Rosada dal cui balcone si affacciava Evita.



    La casa ancora oggi è colorata di rosa, colore che aveva già quando è stata costruita la prima parte.
    La leggenda racconta che il primo presidente argentino per sancire la stessa importanza della maggioranza (i bianchi) e della minoranza (i rossi) in parlamento avesse fatto dipingere la casa di rosa, colore che si ottiene mescolando il rosso ed il bianco.

    La realtà storica è invece che la casa era stata costruita in un luogo piuttosto malsano ed umido e una mescola di calce e sangue bovino era stata usata sui muri per ridurne l'assorbimento dell'umidità.

    Evita Duarte Peron ancora oggi è molto amata da una parte della popolazione e molto odiata da altri.
    Anche la nostra guida ci ha confessato che la sua famiglia è divisa a metà.

    Lasciata Plaza de Mayo abbiamo avuto del tempo libero per scoprire i dintorni e siamo andati alla scoperta di San Telmo, un bel quartiere pieno di vita e con un mercato bellissimo.
    Lungo le vie c'erano molte bancarelle di artigiani ed ho fatto incetta di regali da portare a casa e nella piazza il mercato dell'antiquariato. Io non me ne intendo ma di sicuro un appassionato avrebbe trovato cose molto interessanti.


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    Ultima modifica di gimale; 15-November-2018 alle 19:35

  5. #20
    Utente livello Gold L'avatar di billoby
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    Che splendido inizio per una storia affascinante ed intrigante,
    se permetti mi accomodo anch'io a seguire, non ho una Peroni familiare, ma pazienza...
    Costa Serena - Costa Mediterranea - Costa Atlantica - Costa Atlantica - Costa Favolosa - Costa Pacifica - Costa Fascinosa - Costa Diadema - Allure of the Seas - MSC Preziosa - Costa neoClassica - Msc Meraviglia - Costa Deliziosa - Costa neoRiviera - MSC Seaview

  6. #21
    Utente livello Bronze L'avatar di gimale
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    Citazione Originariamente Scritto da billoby Visualizza Messaggio
    Che splendido inizio per una storia affascinante ed intrigante,
    se permetti mi accomodo anch'io a seguire, non ho una Peroni familiare, ma pazienza...
    Siete tutti benvenuti, mi fa piacere condividere questi ricordi

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  7. #22
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    Come mi intriga questa storia .....e come mi piacciono questi viaggi.......mi accomodo in poltrona......

  8. #23
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    Splendido racconto, sono affascinato, mi è nata un grande desiderio di visitare Buenos Aires. Ti seguirò ancora con piacere.

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    Alberto

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  9. #24
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    Eccomi a continuare il racconto.

    La mattina dopo siamo andati nel quartiere più popolare e caratteristico di Buenos Aires: La Boca.

    Per noi è stato piuttosto coinvolgente poiché i bisnonni di mio marito erano emigrati a Buenos Aires e pensare che stavamo percorrendo strade su cui forse avevano camminato anche loro più di 100 anni fa è stato emozionante.
    La nonna era nata proprio lì; prima di partire avevamo fatto delle ricerche per sapere dove vivevano ma non ci siamo riusciti: peccato!

    Come dicevo, La Boca è un quartiere popolare ed anche un po' pericoloso durante la sera e la notte ma di giorno è molto piacevole passeggiare tra le vie del Caminito, la parte più turistica del quartiere.

    Dove una volta era il porto della città era nato un rione in cui vivevano i migranti sbarcati dai piroscafi provenienti dall'Italia ed in particolare da Genova, prima di trovare una sistemazione definitiva o prima di trasferirsi in altre città.

    Le case erano costruite con materiali di fortuna: assi di legno, lamiere e raramente di mattoni ed erano molto colorate forse per alleviare almeno con un po' di colore i disagi che si vivevano.

    Ogni famiglia viveva praticamente in una sola stanza che si affacciava su un cortile comune in cui si trovava anche il bagno.

    Ora le case di allora rimaste sono state trasformate in negozi, bar e ristoranti ad uso delle migliaia di turisti che arrivano qui.















    Nel quartiere si trova anche la "bombonera", lo stadio del Boca Junior.

    La squadra è stata fondata nel 1905 da un gruppo di genovesi a cui un inglese aveva regalato un pallone e siccome non riuscivano a mettersi d'accordo sui colori che avrebbe dovuto avere la squadra gli fu suggerito di andare al porto e usare i colori della prima nave che fosse arrivata: la prima nave fu una nave svedese così i colori del Boca Junior furono il giallo ed il blu.

    All'esterno dello stadio ci sono alcuni murales il cui protagonista principale è Maradona





    Ci sono i ballerini di tango..



    E la pubblicità di una carta di credito personalizzata per gli ultras del Boca Junior



    La traduzione di xeneize è genovese ed è scritto proprio in genovese!

    Infatti i giocatori e tifosi del Boca sono chiamati xeneize a memoria dei fondatori della squadra.

    Ritornati verso il centro, sfruttando un po' di tempo libero siamo andati in calle Florida: una lunga via pedonale piena di negozi e banchetti, dove si trova anche uno dei più famosi centri commerciali di Buenos Aires, la Galerias Pacifico.

    Lì abbiamo fatto il pieno di alfajores!!

    Poi ritorno veloce in hotel per prepararci alla serata tanguera.

    Avevamo prenotati i tavoli per la cena e per lo spettacolo di tango in uno dei più famosi locali della città: il Tango Porteno.



    Un teatro molto bello in cui si esibiva la compagnia di uno dei più famosi tangueri: Miguel Zotto.
    Probabilmente l'avete visto anche voi in televisione, recentemente lo hanno intervistato durante una sua tournée in Italia.

    La cena è stata ottima e lo spettacolo, con musica dal vivo, è stato bellissimo: peccato che fosse vietato fare foto e riprese.



    Il palco con i tavoli a cui si cena.

    Tornando in albergo siamo passati davanti all'obelisco che si trova al centro di Av. 9 de Julio, una via che attraversa tutto in centro della città.



    La foto non è bellissima perché fatta dall'autobus, ma ho solo questa dell'obelisco illuminato.

    Altre foto dell'obelisco di giorno..





    Poi dritti a nanna, il mattino dopo sveglia alle 5 per prendere l'aereo che ci avrebbe portato nel cuore della Patagonia.

    Continua.....

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  10. #25
    Utente livello Gold L'avatar di giada50
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    Storia interessante... mi accingo anch'io a seguirti in questa avventura...

    Gianni
    “Ama tutti, credi a pochi e non far del male a nessuno.”

  11. #26
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    Che bello questo diario: sembra di leggere un romanzo
    Aspetto fiduciosa gli altri capitoli

  12. #27
    Utente livello Bronze L'avatar di gimale
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    Come ho detto sveglia alle 5 per il trasferimento in aeroporto, questa volta all'Aeroparque piccolo aeroporto con una sola pista, in riva al Rio della Plata, da dove siamo partiti per El Calafate centro turistico della Patagonia e aeroporto più vicino a Puerto Santa Cruz, nostra prima meta patagonica e scopo principale di questo viaggio.

    Lì avremmo visto l'orologio ed avremmo incontrato le autorità del paese che ci aspettavano.



    Arrivati a El Calafate, siamo saliti su un pulmino del comune di Puerto Santa Cruz che era venuto a prenderci. La distanza in linea d'aria è di 300 km ma per raggiungere il paese l'unica strada è quella che porta a sud verso Rio Gallego e la distanza da percorrere diventa di circa 600 km.

    Quindi ci siamo messi comodi, pronti ad affrontare il lungo tragitto.

    Dopo circa 200 km ci siamo fermati nell'unica stazione di servizio lungo tutta la strada per mangiare qualcosa e per fare rifornimento di carburante.

    Ho mangiato la milanese più buona mai assaggiata ( non me ne vogliano i milanesi, ma la carne argentina è un gradino più su della nostra)

    Per fortuna c'era ancora carburante nella stazione di servizio, per cui il nostro autista ha potuto fare il pieno, ma non è infrequente doversi fermare in attesa che arrivi l'autobotte a portare il carburante, e per questo la stazione di servizio è dotata anche di stanze.

    Durante il viaggio, a parte la stazione di servizio, non abbiamo attraversato altri paesi o visto case: solo pascoli e prateria.



















    Ovunque si vedono i guanaco che purtroppo, ogni tanto vengono investiti.

    Nel pomeriggio inoltrato siamo arrivati a Puerto Santa Cruz, paese che sorge all'interno dell'estuario del fiume Santa Cruz.

    Ha circa 4000 abitanti, in gran parte dipendenti pubblici.
    Il governo argentino, fin dalla nascita della nazione, ha sostenuto la colonizzazione di questi territori poco ospitali vendendo terreni a prezzi simbolici e con sovvenzioni.

    Il paese vive anche grazie alla presenza di una grande base militare, rafforzata in seguito alla guerra delle Falkland.

    Il paese è famoso in zona per una importante gara di pesca che si svolge ogni anno ed il pesce pescato, il robalo, chiamato anche luccio di mare è un po' il simbolo del paese.



    Una volta sistemati dell'ostello del comune di cui siamo stati ospiti, abbiamo fatto una passeggiata per godere del tramonto prima di andare a cena con tutta la giunta comunale al completo!



    Cena naturalmente a base di carne alla brace e di robalo.
    Durante la cena i nostri ospiti ci hanno illustrato il programma della giornata successiva: al mattino visita alla pinguinera, poi al piccolo museo del paese, quindi cerimonia in comune e finalmente visita alla chiesa con salita sul campanile per vedere "lui": il mitico orologio.






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  13. #28
    Utente livello Bronze L'avatar di molodani
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    Complimenti per questo bel racconto. Molto.... molto piacevole

  14. #29
    Utente livello Gold L'avatar di giada50
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    Paesaggio bello e suggestivo... una curiosità: quella recinzione che si vede nelle foto delimita qualche proprietà o dovrebbe servire a tener lontano dalla strada gli animali... con scarsi risultati a quanto vedo...

    Gianni
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  15. #30
    Utente livello Bronze L'avatar di gimale
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    Citazione Originariamente Scritto da giada50 Visualizza Messaggio
    Paesaggio bello e suggestivo... una curiosità: quella recinzione che si vede nelle foto delimita qualche proprietà o dovrebbe servire a tener lontano dalla strada gli animali... con scarsi risultati a quanto vedo...

    Gianni
    Le recinzioni che si vedono delimitano i confini delle estancias, le aziende che allevano pecore e che mediamente si estendono su oltre 10.000 ettari.
    Le dimensioni così grandi sono dovute al fatto che i pascoli sono molto poveri a causa della scarsità di piogge, al freddo e ai forti venti che caratterizzano il clima in Patagonia, e per allevare un numero di capi sufficienti a produrre abbastanza reddito sono necessarie grandi estensioni.

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