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Discussione: MSC Armonia - 28 Gennaio/04 Febbraio 2019-Un tuffo nelle acque coralline dei Caraibi

  1. #196
    Utente livello Gold L'avatar di hornet75
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    Il lungo viaggio di trasferimento a Tulum ci ha permesso di apprendere tante informazioni riguardo il Messico e la cultura Maya grazie alla nostra guida turistica. La popolazione del Messico è di circa 122 milioni di abitanti, con una densità media di 57 unità per km². Molto elevata la percentuale di popolazione urbana, circa il 76% mentre la composizione etnica del Messico è alquanto varia, con una maggioranza di meticci (60%), discendenti principalmente dalle unioni tra amerindi e colonizzatori europei, e minoranze di amerindi (circa 30%) e di bianchi (circa 10%). La popolazione indigena del Messico è composta da oltre 50 gruppi etnici presenti nella maggior parte degli stati federali, è stimata attorno ai 9 milioni di persone. Tra le principali popolazioni indigene messicane ci sono i Tarahumara, i Tzotzil e i Chole. La nostra stessa guida è una mezzo sangue poiché il padre appartiene ad una delle tribù della città Magica di Chihuahua.

    Il Messico infatti oltre a farti conoscere scenari naturalistici spettacolari, imponenti siti archeologici e il fascino della cultura Maya e Azteca è anche la terra di culture etniche fedeli alle tradizioni, culla delle civiltà precolombiane, quelle autoctone mesoamericane, degli altipiani messicani e delle terre meridionali, che forgiò le popolazioni indigene. Il Messico è uno dei paesi con la più grande diversità culturale, etnica e linguistica esistente al mondo con vari esempi di culture uniche che hanno mantenuto caratteristiche sociali, culturali, economiche e politiche diverse da quelle della società dominante nella quale vivono. Accanto al luccichio dei grandi centri e resort turistici che offrono un'immagine di ricchezza e progresso c'è un'altra fetta di paese fatto di villaggi di tribù indigene messicane che cerca disperatamente di salvaguardare i propri diritti e la propria ricchezza culturale sulle terre che gli appartengono. Una difesa in nome della convivenza sociale del loro modo di vivere e delle molteplici forme in cui si esprimono attraverso lingue, costumi, tradizioni, gastronomia, arte, artigianato, religione e tutto il patrimonio materiale e intangibile che definisce il pluralismo e la diversità della popolazione indigena.

    Queste popolazioni custodiscono molto gelosamente il proprio stile di vita, gli usi e costumi tradizionali e riti religiosi secolari, tanto che spesso non accolgono volentieri i visitatori esterni. La nostra stessa guida non può liberamente fare visita al tribù a cui appartiene il padre senza il permesso dei capi tribù. In un certo senso sono come le tribù indiane dei film western, completamente chiusi al mondo esterno che li circonda e di cui ignorano persino l'esistenza. La nostra guida ci ha mostrato anche alcune immagini e foto scattate durante i loro riti celebrativi con i costumi della tradizione dai colori sgargianti e il capo adorno di piume.

    Verso le 12.40 arriviamo al Parque Nacional Tulum, il parco si trova nello stato di Quintana Roo, circa 130 chilometri a sud di Cancun, all'interno della regione turistica costiera chiamata Riviera Maya. Questa area naturale protetta occupa una superficie di circa 664 ettari e ospita ecosistemi della foresta pluviale di medie dimensioni, zone umide, vegetazione delle dune costiere, spiagge e cenotes dove si sviluppa un'ampia varietà di specie di flora e fauna rappresentative della regione. Costituisce l'unica area naturale protetta della Riviera Maya e si trova intorno alla zona archeologica conosciuta come l'area "murata" di Tulum. Si tratta di una sorta di santuario per molte specie minacciate di estinzione, come le tartarughe marine e le testuggini che nidificano sulle spiagge del parco e sono protette dal governo federale. La zona di Tulum ingloba un patrimonio di Cenotes, le famose cavità carsiche, ricolme di acque dolci, luoghi dal grande fascino nella penisola dello Yucatan, intorno a Tulum troviamo almeno una quindicina di cenotes.

    Appena arrivati nel grande parcheggio scendiamo dall'autobus e la prima tappa è il Mexican Outlet dove approfittiamo per andare al bagno e per fare un primo giro panoramico dei negozi. Durante questa prima visita acquistiamo del cioccolato messicano aromatizzato, ci sono decine di aromi diversi tra cui scegliere.












    Dal Mexican Outlet fino all'ingresso del sito archeologico ci aspetta una passeggiata di circa 1 km a piedi ma può essere percorso anche a bordo di un trenino turistico con viaggi di andata e ritorno. Noi ovviamente andiamo a piedi attraversando prima la parte commerciale dove facciamo incontri con personaggi particolari e variopinti per poi inoltrarci nella foresta tropicale attraverso un ampia strada asfaltata che porta fino al sito archeologico. Fa parecchio caldo e durante la passeggiata cerchiamo di tenerci all'ombra degli alberi e delle piante. Facciamo anche alcune brevi soste quando incrociamo alcuni animali che caratterizzano la fauna selvatica di quest'area protetta, abbiamo incrociato degli scoiattoli e ovviamente le iguane. Di queste ultime se ne incontrano ovunque nella foresta, ma anche all'interno dei siti archeologici e qualche volta anche all'ingresso degli hotel. Pare che una volta abituate alla presenza dell'uomo siano poco aggressive a condizione che non cerchiate di toccarle e possono vivere anche 25 anni. Il sito di Tulum ne è davvero pieno.























    Arrivati al muro perimetrale che circonda il sito archeologico svoltiamo a sinistra per dirigerci verso la biglietteria e l'ingresso principale, la nostra guida ci fa attendere qualche minuto per permettere il nostro ingresso procurandosi i biglietti che ovviamente sono inclusi nel costo del tour. Come detto proseguiamo il nostro giro aggirando il sito dalla parte sinistra e nel fitto della foresta facciamo la conoscenza di un'altro simpatico animaletto, il coato dal naso bianco un mammifero carnivoro della famiglia dei procionidi che popola le foreste tropicali e subtropicali asciutte e umide del continente Americano.








    E' dunque arrivato il momento di descrivere il sito archeologico di Tulum, il terzo sito più visitato del Messico dopo Teotihuacan e Chichen Itza con oltre 2 milioni di visite all'anno. Il suo nome originale era Zamá che significa "alba" in lingua Maya. Tulúm in Maya significa "muro" e probabilmente è stato attribuito in un secondo momento dagli esploratori che vi sono giunti nel XX secolo perché è una delle pochissime città Maya murate. Tulum era anche una delle poche città Maya che erano ancora abitate quando arrivarono gli spagnoli ma la popolazione indigena fu rapidamente spazzata via a causa delle malattie portate dai conquistadores. Tulum era una scuola di astronomia frequentata anche da nobili aztechi, zapotechi e da altre culture al momento del suo massimo splendore. Sebbene siano state trovate iscrizioni risalenti al VI secolo, la maggior parte delle costruzioni furono costruite intorno all'anno 1200, quando Tulum raggiunse il suo apice. Durante questo periodo, le attività commerciali degli abitanti del sito si estendevano a grandi distanze come testimoniato dal ritrovamento di piccoli oggetti in pietra e oggetti in ceramica provenienti da tutta la penisola dello Yucatan e oltre. Gli edifici attualmente visibili a Tulum, appartengono quasi interamente all'ultimo periodo di occupazione preispanica della penisola Maya, il tardo periodo post classico negli anni dal 1200 al 1550. Tuttavia alcune strutture appartengono chiaramente a periodi più antichi con alcuni elementi stilistici che indicano che l'insediamento potrebbe aver avuto origine nel primo periodo classico, tra gli anni 400 e 600. Questa meravigliosa città Maya è piccola ma impressionante, situata sopra una piccola scogliera a 15 metri sul livello del mare è limitata dalle acque blu-turchesi del Mar dei Caraibi da un lato mentre un muro perimetrale di cinque metri di spessore e cinque porte strette chiudono i tre fianchi dell'accesso terrestre.








    La prima struttura che incontriamo all'interno è chiamata “Casa del Cenote“, si trova all'angolo nord-est del sito archeologico di Tulum ed è stata costruita in due fasi separate su un tetto in pietra calcarea di un cenote, oggi asciutto, che era per la città una fonte di acqua dolce. Ha un portico con tre ingressi e due panche all'interno. Guardando verso ovest, sopra la scogliera che domina sul mare troviamo il Tempio del Dio del vento. La caratteristica principale di Tulum è la combinazione delle imponenti rovine con le meravigliose tonalità del mare e la splendida spiaggia caraibica che purtroppo il giorno della nostra visita è invasa dalle alghe a causa del cattivo tempo dei giorni precedenti.




















    Il sito è molto ben tenuto ed ordinato con dei sentieri lastricati che permettono a chiunque di muoversi agevolmente tra i vari edifici, la vegetazione all'interno delle mura è molto variegata ma per la maggioranza è costituita da alte palme.

















    continua................
    Ultima modifica di hornet75; 12-February-2020 alle 18:53
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  2. #197
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    da questo promontorio , ho fatto le mie più belle foto del mare mexicano …… che ricordi...
    La lingua non è sufficiente a dire e la mano a scrivere tutte le meraviglie del mare.

  3. #198
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    Procedendo all'interno del sito, guardando verso la nostra destra, in lontananza si scorge la "House of the Northwest" o edificio 34. La casa a nord-ovest potrebbe essere stata una residenza privata per una persona importante perché era costruita all'interno di un muro perimetrale e aveva una piattaforma di pietra, caratteristica questa riservata alle abitazioni dei ricchi e delle persone importanti. All'interno sono state rinvenute delle tombe con dentro ossa e altri resti umani.




    Proseguendo sulla strada principale giriamo attorno ad un edificio molto grande che si chiama "House of the Halach Uinic" o edificio 25. L'Halach Uinic significa Gran Signore o Re e rappresentava il capo del governo delle grandi città Maya. Pertanto questo edificio si deve considerare la residenza del re di Tulum. Questo edificio ha una fila di colonne che servono a sostenere un tetto di paglia, all'interno c'è una figura del dio discendente che suggerisce che potrebbe essere stato anche un santuario dedicato a quella divinità.














    Da qui la guida ci fa spostare su una piccola altura da cui si può ammirare con un unica occhiata gran parte del sito archeologico. È anche il posto ideale per farsi un selfie di gruppo. Niente di più facile per una piccola comitiva di 7 persone in tutto.














    Da questo punto abbiamo una visione d'insieme dei principali edifici di Tulum, alla nostra sinistra c'è la "House of Columns" o edificio 21. La casa delle colonne è il più grande edificio del sito archeologico costruito su una piattaforma ad "L" ed è anche noto come il "Grand Palace". L'ingresso principale si trova a sud ed è formato da quattro colonne, l'interno ha invece sei colonne che sorreggevano il tetto della stanza principale. Subito alle sue spalle nella parte alta della foto si scorge un specie di torre di forma cubica, leggermente storta con un bassorilievo incastonato sull'architrave sopra l'ingresso. Si tratta del Tempio di Dio discendente, costituito da una stanza singola con una porta che volge a ovest e una stretta scala costruita sulla cima di un altro tempio che fungeva da base. il suo nome deriva proprio dal rilievo sopra la porta. La scultura mostra una figura maschile capovolta, pare che all'equinozio di primavera un raggio di luce solare scorre sotto di esso. Alcuni archeologi ritengono che questa scultura rappresenti Ah Muzen Cab, il dio Maya delle api e del miele. Icone simili si trovano in tutta Tulum e in altri siti archeologici Maya. La sua controparte è la dea Colel Cab.










    Al centro del sito archeologico si può ammirare in tutta la sua bellezza l'edificio più iconico e famoso di tutta Tulum, "El Castillo" ovvero il Castello. È uno degli edifici più antichi di questo sito Maya. Alcuni resti risalgono al VI secolo mentre la maggior parte degli edifici risalgono al periodo Maya post-classico, tra il 1200 e il 1450. Il Castello di Tulum fu costruito in due fasi, la costruzione più antica è la base che è servita per la costruzione del tempio superiore. Per arrivare al tempio bisogna salire su una scala che porta a una zona che pare fosse usata per i sacrifici umani. Il tempio ha tre ingressi, due camere a volta e un architrave sorretto da due colonne. Queste colonne hanno la forma di un serpente con la testa in basso che funge da base. Nella parte centrale superiore del Tempio del Castello c'è la scultura del dio discendente con altre due figure non identificate. Agli angoli dell'edificio si trovano alcune maschere di stucco ritenute teste di ara. Il castello si trova proprio accanto al mare su una piattaforma che ospita ai lati anche i piccoli templi della "Serie iniziale" alla destra e del "Dio discendente" alla sinistra.





    Girando attorno al castello ci si rende conto che è posto proprio sulla costa, sopra le pareti calcaree che si innalzano sul livello del mare, con un terreno roccioso naturale alto 12 metri che funge da base, punto ideale per ammirare l'oceano. La sua funzione principale però non era quella di torre di guardia ma di guida per i navigatori, in altre parole fungeva da faro. Bisogna sapere che la costa di Tulum è protetta da una lunghissima barriera corallina che costituiva un ostacolo per le navi che non conoscevano il passaggio segreto di Tulum. Il passaggio era posto in linea perpendicolare al Castello quindi le navi giunte proprio di fronte a esso viravano verso la costa e passavano attraverso uno stretto sentiero da cui si poteva accedere alla spiaggia. Quando era buio i Maya illuminavano due finestre poste nella parte posteriore del Castello di Tulum che guardavano verso il mare, in questo modo le navi avevano un preciso punto di riferimento anche di notte.





    Il sole e le temperature elevate stanno mettendo a dura prova la nostra resistenza per cui la nostra guida decide di farci sostare un pochino all'ombra in modo da fornirci con maggiore calma tutte le informazioni sul sito archeologico e sul significato dei vari edifici. Mentre il mio orecchio presta attenzione alle sue spiegazioni ne approfitto per montare il teleobiettivo sulla mia reflex e poter così immortalare gli attuali abitanti e "veri padroni" di Tulum.


















    continua..............
    Ultima modifica di hornet75; 19-March-2020 alle 14:27
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  4. #199
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    L'altro edificio più conosciuto di Tulum è il "Tempio degli affreschi" ubicato nel centro della città di fronte alla piattaforma funeraria. Questo edificio mostra la maggior parte degli elementi decorativi di Tulum. Fu costruito su due livelli, il livello inferiore è composto da due templi uno all'interno dell'altro. Qui è concentrata la maggior parte delle decorazione con rappresentazioni di divinità femminili e maschili. La facciata del tempio interno è decorata con dipinti murali, mentre quella del tempio esterno vanta figure in stucco a bassorilievo tra cui delle maschere poste agli angoli che probabilmente rappresentavano il dio Itzamná, il dio creatore dei Maya. Poi ci sono le sculture presenti nelle tre nicchie della facciata, quella centrale è una rappresentazione del dio discendente, le altre due poste ai lati sono figure umane in piedi. Si notano inoltre rappresentazioni di serpenti intrecciati lungo il fregio. Il tempio del livello superiore è molto semplice e le sue decorazioni sono costituite unicamente da impronte di mani di colore rosso.
































    Di fronte alla facciata del Tempio degli affreschi si trova un'altro grande edificio di Tulum, la "House of the Chultun" (edificio 20). La facciata dell'edificio ha due colonne e tre campate oltre a uno spazio interno che veniva usato probabilmente come residenza. Il nome dell'edificio è dovuto al Chultun, ovvero uno scavo realizzato per la raccolta dell'acqua piovana. I Chultun venivano scavati nel terreno e rivestiti di pietre e gesso.





    La più grande attrazione di Tulum è la combinazione tra le imponenti rovine Maya con le meravigliose tonalità del Mar dei Caraibi. Questa meravigliosa città è piccola ma impressionante proprio perché situata sopra una piccola scogliera affacciata sul mare e le rovine di Tulum sono impreziosite da una delle spiagge più belle della Riviera Maya. Poiché è possibile accedere liberamente alla spiaggia attraverso delle scalinate in legno ci siamo portati il costume da bagno. Quando la nostra guida ci ha concesso del tempo libero prima di tornare al pullman dovevamo decidere se fare il bagno oppure fare un'altro giretto per il sito archeologico e poi dedicarci alla caccia ai souvenir. Purtroppo le condizioni meteo avverse dei giorni precedenti avevano riempito la bellissima spiaggia e il mare di alghe quindi, visto il poco tempo a disposizione che ci avrebbe permesso di fare solo un tuffo veloce, abbiamo deciso di esplorare ulteriormente il sito archeologico prima di dirigerci al punto di ritrovo concordato. La parte che abbiamo deciso di esplorare, come la maggioranza dei turisti presenti, è stata proprio la bellissima costa caraibica di Tulum. Per prima cosa siamo passati dietro al Castello per poi procedere verso nord. Qui abbiamo fatto delle bellissime foto con sullo sfondo il Tempio del dio del vento (edificio 45).











    Il Tempio del Dio del vento a Tulum si trova isolato sul lato nord-ovest, sul bordo della scogliera, ed è uno degli edifici più fotografati di Tulum proprio per la sua posizione accanto al mare. Questo tempio fa parte del gruppo Kukulkán, situato a nord di El Castillo, gruppo formato da una serie di strutture minori. Il suo nome deriva dalla rotondità della sua base senza angoli che è stata tradizionalmente associata al dio del vento Ehécatl, la divinità del vento messicana qui associata alla divinità Maya Kukulkán.








    Dopo queste foto siamo tornati indietro e siamo passati nuovamente dietro al Castello e poi abbiamo proseguito verso la parte sud del sito archeologico. Ho avuto così l'occasione di scattare altre bellissime foto della costa da tante angolazioni diverse.














    Il tempo stringe e quindi decidiamo di lasciare il sito archeologico attraverso una cinque porte ricavate nel muro perimetrale. Il nostro ingresso era avvenuto da nord mentre per uscire usiamo una delle due porte poste sul lato sud del muro, non prima però di incrociare sulla nostra strada un'altra splendida iguana. Facciamo a piedi il percorso a ritroso di circa 1 km già fatto all'andate e torniamo nella zona degli outlet-souvenir. Mi faccio immortalare con un mio "amico" messicano incontrato per caso e poi facciamo i nostri acquisti di souvenir vari, i dollari qui vengono accettati tranquillamente. L'appuntamento al punto di ritrovo con la guida era alle 15.00. Siamo arrivati con qualche minuto di anticipo e quando è arrivata la nostra guida siamo risaliti sul pullman che ci avrebbe riportato a Playa del Carmen.













    Arrivati al terminal a Playa del Carmen abbiamo salutato la nostra guida Esperanza che nel frattempo ci distribuiva i biglietti per il viaggio di ritorno in catamarano fino a Cozumel. Il meteo si era un pochino guastato ma le spiagge erano comunque piene di turisti e bagnanti. Arrivati a Cozumel attraverso il molo ci siamo diretti subito verso la nostra nave. Cozumel può ospitare diverse navi da crociera contemporaneamente anche molto grandi ed infatti in lontananza abbiamo avvistato la sagoma gigantesca della Harmony of the Seas. Quando ci siamo messi in fila per tornare a bordo di Armonia erano le 17:45 e la partenza era prevista alle ore 18:00. Questa escursione ha sfruttato fino all'ultimo minuto disponibile dello scalo previsto da MSC.




















    Tornati a bordo abbiamo lasciato gli zaini in cabina e siamo andati al buffet per uno spuntino leggero prima di cena, poi siamo andati a sederci sulle balconate di poppa per goderci il tramonto mentre Armonia lasciava Cozumel, quindi siamo tornati in cabina per riposare. Per la cena era prevista la serata italiana ma l'abbigliamento consigliato era il solito "smart casual". A cena siamo arrivati leggermente in ritardo, il tovagliato era in tema con la serata così come il menù previsto per la cena. Se il Caribbean Dinner era stato deludente il menù della serata italiana è stato disastroso. Gli arancini di riso alla siciliana erano di dimensioni minuscole e per dei siciliani come noi un vero insulto, ne ho assaggiata una ed era veramente deludente anche come semplice supplì di riso. Ma al peggio non c'è mai fine e quindi abbiamo toccato il fondo con la lasagna alla bolognese, la mia "navigava" letteralmente nel piatto immersa in una brodaglia liquida rossa che rappresentava il sugo. Per non rimanere digiuno ho ordinato una semplice bistecca ai ferri che mi è sembrato a confronto un piatto sopraffino.




















    Dopo la disastrosa cena siamo andati al teatro per assistere al Cruise Staff Variety Show in programma alle 22:15. Mentre ci dirigevamo verso il teatro la mia attenzione è stata attirata da un quadro che raccoglieva al suo interno tutte le foto dello staff MSC in servizio sulla nave. Ho cercato la foto dell'Esecutive Chef e finalmente ho capito perché i menù proposti a bordo di questa nave risultavano praticamente immangiabili per noi italiani.








    Dopo lo spettacolo al teatro siamo andati al Caffè San Marco al ponte 6 per concludere la serata con un buon espresso e siamo rimasti ad ascoltare dei brani musicali al piano bar eseguiti da un bravissimo pianista che ci ha deliziato anche con dei brani a richiesta. Il caffè ci è stato offerto e non l'abbiamo pagato quindi ce ne siamo tornati in cabina a dormire.





    continua......................
    Ultima modifica di hornet75; 19-March-2020 alle 21:30
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