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Castelli e piccoli borghi, il fascino dell'Italia nascosta.

capricorno

Super Moderatore
Dalla stanza si accede ad un grande loggiato realizzato alla fine del XVII secolo da cui si gode uno splendido panorama sulla valle sottostante. Anche questo loggiato un tempo era affrescato, ne restano alcune tracce sulle pareti che ritraggono paesaggi.


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In questa immagine si notano le tracce di affresco ormai perduto dell'esterno del porticato.


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Il borgo visto da quassù...


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capricorno

Super Moderatore
 

capricorno

Super Moderatore
Vedo con piacere dalle tue immagini che hai potuto uscire anche sull'altro loggiato a differenza nostra che lo abbiamo solo visto da lontano.
 

Roberto B.

Active member
Vedo con piacere dalle tue immagini che hai potuto uscire anche sull'altro loggiato a differenza nostra che lo abbiamo solo visto da lontano.
Sì, quando ho visitato il castello e fatto queste foto entrambi i loggiati erano accessibili. Era l'agosto del 2018.
 

capricorno

Super Moderatore
Si lasciò tutto alle spalle, Bianca Pellegrini e risalì la collina di Torrechiara per vivere la sua storia d'amore sotto il cielo stellato della Camera d' Oro. Vestita di panni preziosi sotto il ruvido mantello da pellegrina, conquistò con il suo incedere leggero le terre e il cuore di Pier Maria Rossi. Ed è ancora lì che si materializza ai nostri occhi ritratta nella stanza nuziale. Torrechiara incarna nell'immaginario l'idea stessa del castello nel suo più ampio termine: turrito e cinto da da forti mura, posto su un alto cocuzzolo, scenario di una vicenda da fiaba. Il nome del luogo non ci deve trarre in inganno, non deriva da torre ma bensì da torchio. Il giusto toponimo è Torchiara, citato così in documenti storici dal 1028. Siamo nel cuore della zona di produzione del Malvasia e Sauvignon, anticamente famoso questo luogo per la pigiatura dell'uva ma ancora più in là nel tempo i torchi venivano usati per la spremitura delle olive, di cui i fondi medievali documentano una cospicua produzione locale.
Il castello sorge sulle rovine di un precedente fabbricato e sia il castello che il borgo antico , disposto a fuso, si elevano rispetto al fondo valle di circa 80 metri. Conteso con il territorio stesso da più famiglie nel corso dei secoli fu per merito dell'ultimo proprietario, Pier Maria Rossi che ritiratosi nelle terre natie ne consolidò la struttura amministrativa del feudo fortificandolo anche tramite la costruzione di altri castelli a presidio delle principali vie di comunicazione.

Sorse " Altera e felice", così recita un'iscrizione ancora visibile nella Camera d'Oro, iscrizione che il Rossi dettò al lapicida affinchè venga incisa a futura memoria....cercatela sulle pareti della Camera....
Pier Maria Rossi seppe fondere con rara armonia i caratteri funzionali della fortezza con l'eleganza e la ricchezza di una residenza nobiliare. Sembra da alcuni documenti che i bastioni, le cortine murarie rivelino relazioni proporzionali in rapporto alle consonanze musicali ispirate alla geometria pitagorico-platonica che ispirò l'arte del Rinascimento. Resta per altro intatta la struttura originaria che gravita attorno al quadrilatero cortile porticato, cinto da tre cerchia di mura merlate e da camminamenti di ronda e quattro torri angolari poste a strapiombo con apparati di difesa , feritoie da cui poter difendersi senza essere visibili all'esterno. Una complessa ma singolare per la sua bellezza nascosta tra le sue mura, macchina di difesa. La potremmo definire " la Fortezza dal cuore affrescato" ed è così! Pier Maria Rossi volle perpetuare nell'edificio la celebrazione della propria signoria attraverso la magnificenza delle sue sale sapientemente affrescate che ancora oggi ci lasciano del tutto stupiti. Fu solo dopo il 1570 che vennero fatti sostanziali cambiamenti che hanno permesso di modificare da impianto medievale difensivo trasformando il castello in residenza rinascimentale. Vennero abbassate le mura difensive, allargate porte e finestre e gli spalti vennero trasformati in frutteti e giardini pensili. L'ultimo proprietario il Demanio statale che lo acquisì nel 1912, dopo che vennero dispersi depredati, gli arredi interni.
L'itinerario di visita del piano nobile prosegue oltre che alla Camera d'Oro , attraverso le splendide sale dell'Aurora, del Meriggio, del Vespro dedicate a momenti iconici del giorno, sale in cui oltre ai colori avvolgenti delle pareti si riflettono paesaggi in cui vengono impressi castelli, rocche, manieri, ruderi antichi a testimonianza forse di ciò che era presente sul territorio....una visione estatica che ti porta in un mondo a metà tra la fantasia e la realtà che non può che lasciare in chi lo ammira un'estasi senza fine.......

Qualche immagine......



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capricorno

Super Moderatore
Concludo questa parte relativa a Torrechiara con gli scorci dai camminamenti di ronda, quelli aperti e visitabili nella mia visita al castello...ma prima di esce sul loggiato interno del cortile

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...si scende...


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...si attraversa la corte e si risale per raggiungere un'altra torre , quella che ci permetterà di vivere il castello nelle sue parti difensive...

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Ogni castello che si rispetti ha una leggenda, anche questo ne ha una....

Si dice che... durante le notti di luna piena, si aggirino due strane presenze nel castello di Torrechiara. La prima è quella del fantasma di Pier Maria Rossi che nel buio percorre la strada che conduce verso il maniero, alla ricerca della sua amata.
Si racconta che reciti il motto " nunc et semper" inciso anche nella loro alcova: la Camera d'oro.

Talvolta all'interno del castello, compare anche il fantasma della bella Bianca Pellegrini. Un amore impossibile il loro, ma eterno.

Finisce qui il racconto di Torrechiara...ma non il mio giro per castelli...

Un particolare ringraziamento a Roberto che con le sue immagini ha arricchito il racconto.

Vi lascio con una ' visione ' di Torrechiara.





 

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