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Costa Mediterranea - Oceano Indiano - febbraio 2020

Stato
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Inizio questo diario come al solito con la scia della nave!
Questa crociera è stata la realizzazione di un sogno che avevo da tempo. Era da qualche anno che seguivo questo itinerario, ma per vari motivi non riuscivo a fare.
Partenza il giorno 31 gennaio con volo emirates perso in autonomia,Volo Roma Port Louis con scalo di circa 3 ore a Dubai. Partenza alle 20.30 da Roma e arrivo a Port Louis alle 16.30 ora locale. Voli al solito molto tranquilli.
A Port Louis ci aspettava l’autista che avevo contattato d’Italia, per portarci al porto. Il tragitto è di circa un’ora, l’isola è molto verde, la guida e a destra rispetto a noi. Alle 18.30 eravamo in nave ed iniziava la nostra quindicesima crociera!

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Ma da noi da che parte si guida? ;) ;) ;) :) :) :)

[emoji2957][emoji2957]Guida a sinistra e volante a destra! [emoji1787][emoji1787][emoji1787]
Benvenuti a tutti!
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Prima di continuare volevo parlare della nave, le impressioni sono state positive fin dal primo impatto; la nave è tenuta bene, molto pulita, personale disponibile e attento. Infatti pur con il suo arredamento un po’ barocco presenta una armonia di colori che non stanca. Almeno secondo la mia opinione.
Continuando il racconto la serata è passata a esplorare la nave, disfare le valigie, che sono arrivate prestissimo e a prendere un aperitivo al tramonto sulla terrazza di poppa. Per la cena noi
Avevamo il secondo turno che corrisponde alle 21.15 in un tavolo a due, per tutti e quindici giorni il servizio è sempre stato celere alle 22.30 massimo finivamo di cenare.


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Benvenuta e grazie per la specifica! [emoji4]
Dopo aver lasciato Port Louis abbiamo avuto due giorni di navigazione. Noi non seguiamo l’animazione per cui siamo stati per molto tempo sulla terrazza di poppa a prendere il sole, anche se debbo dire che il tempo ci ha fatto spesso degli scherzi mandando pioggia, a volte anche torrenziale che ci faceva scappare dalle sdraio. Comunque la temperatura è stata sempre sui 25/27 gradi per cui anche seduti sui tavolini del bar di poppa si stava bene. La nave è sempre risultata vivibile. C’era una predominante presenza di francesi, di italiani eravamo solo in 200 circa. Abbiamo sempre trovato lettini liberi, anche in tardo orario.
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E siamo arrivati al giorno 4 febbraio, la mediterranea fa tappa alle Seychelles, la sera prima avevo contattato un operatore del posto per concordare un’escursione con lui a praslin e la Digue,saremo state circa 30 persone. Purtroppo, causa mare molto forte ci è stato sconsigliata l’escursione dallo stesso operatore. Pertanto la mattina siamo scesi per cercare un tour dell’isola di Mahe. Scendiamo e troviamo un pulmino che per 30 euro a persona ci ha fatto fare il giro dell’isola con tappa ad una fabbrica dove si produce il Rum e infine in spiaggia per circa tre ore. Prezzo molto onesto per un giro di circa 7 ore e trenta.
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Giorno 5 febbraio la Mediterranea rimane in porto a Mahe’. Il tempo sembra molto migliorato rispetto al giorno precedente, la sera prima di rientrare in porto abbiamo contattato un operatore locale che ci aveva proposto l’escursione a Praslin e la Digue a 90 euro. Ci accordiamo per incontrarci alle 7.30 siamo 9 adulti e 3 bambini. Su un pulmino ci portano dal molo a un piccolo porticciolo dove tutto insieme saliamo su una imbarcazione veloce, il mare non è dei migliori, iniziamo così la nostra traversata verso la Digue. Come ho detto il mare era mosso e ha creato non pochi problemi ai componenti dell’imbarcazione. Molti si sono sentiti male. Arriviamo verso le 11.00 circa. Alla Digue per andare a Anse Source d’Argent ci sono varie possibilità: noleggiare una bici, prendere un trenino elettrico o andare a piedi. Con i primi due mezzi ci si impiega circa 10 minuti andando a piedi circa mezz’ora. Decidiamo di prendere il trenino che ci aspetterà anche per il ritorno, per entrare si deve pagare l’ingresso che è di 125 rupie ( non mi vorrei sbagliare ) per raggiungere la spiaggia, dopo aver pagato l’ingresso,
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percorriamo un vialetto dove troviamo delle tartarughe giganti. La spiaggia che ci si apre percorso a piedi un breve viale e’ da sogno. Lascio alle foto la descrizione.
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Purtroppo il tempo per rimanere in questo Eden non è molto alle ore 14 dovevamo tornare alla barca per spostarci a Praslin.Il percorso tra le due isole è breve circa 15 minuti. Giunti a Praslin saliamo su alcuni pulmini e andiamo a vedere il Coco de Mer che è il frutto di una palma che cresce solo alle Seychelles,questo frutto riprende il disegno di un sedere femminile. Gli alberi che lo producono sono molto alti ( arrivano a circa 40 metri) e possono vivere anche 800 anni. Dopo la visita alla Valle’ de Mai ci hanno portato ad una spiaggia mi sembra Anse Lazio. Purtroppo il mare è molto mosso e fare il bagno risulta un po’ difficile. Il rientro da Praslin a Mahe non risulterà molto agevole a causa di un mare molto agitato. Comunque l’escursione merita, specialmente l’isola della Digue e con il senno del poi io rimarrei solo in quell’isola.
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Prima di continuare il racconto, vorrei chiedere ,a chi sa farlo, di cancellare gli invii doppi, purtroppo io non ci sono riuscita.
Il sesto giorno è di navigazione, trascorso come al solito in relax nella piscina di poppa. Purtroppo il tempo non ci ha aiutato e spesso dovevamo scappare a causa di acquazzoni improvvisi. Comunque le temperature erano sempre molto alte e pertanto anche stare sotto la tettoia del bar risultava molto piacevole.
Il settimo giorno attracchiamo al primo porto del Madagascar: Nosy be, per le escursioni in questo scalo avevo contattato una guida locale consigliatami da un utente del forum (grazie Bud), volevo andare a Nosy Iranja, una lingua di spiaggia a circa un ora dal porto.

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Costa Mediterranea - Oceano Indiano - febbraio 2020

A Nosy be si scende in tender , il nostro gruppo è di 34 persone per cui la mattina ci riuniamo tutti tutti nel teatro per scendere insieme. Riusciamo ad avere il numero di sbarco 3 e 4. L’attracco al porto è per un tender alla volta,giunti al porto siamo saliti su alcune imbarcazioni veloci che ci porteranno all’isola. L’inizio dell’escursione non è stato dei migliori ottimale ma il tutto viene ripagato dalla bellezza dell’isola oltre che dalla splendida giornata vissuta.
Effettivamente l’isola è formata da due isolette unite insieme da una lingua di spiaggia bianchissima che affiora durante la bassa marea, noi eravamo a Nosy Iranja be. Qui in una struttura aperta ai lati e con un tetto di paglia abbiamo trovato dei tavoli dove avremo poi potuto mangiare. Intorno l’azzurro del mare l’abbagliante bianco della sabbia e sulle colline alle nostre spalle un verde intenso. Passiamo così una bella mattinata tra bagni in un’acqua limpidissima e calda, tanto sole accecante. All’una ci riportiamo verso la nostra tavola dove nel frattempo era stata allestito un pasto a base di pesce alla griglia ( erano dei barracuda ) granchi e aragoste. Verso le 15 siamo partiti alla volta Nosy an Nosy-Antsoha un isola popolata da lemuri. Finita la visita ai lemuri purtroppo siamo dovuti rientrare. Ma con la nostra guida ci siamo dati appuntamento per il giorno dopo al porto di Diego Suarez.

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Continuo con le foto di nosy Iranja.

Siamo ormai al ottavo giorno e la mediterranea fa scalo a Diego Suarez; ieri avevamo preso accordi con la nostra guida per effettuare il giro delle tre baie con i fuoristrada con pranzo finale nella spiaggia di Ramena.
Iniziamo andando a vedere Nosy Lonja che è un un piccolo atollo che domina la baia detto anche Pan de Sucre perché ricorda quello che si trova in Brasile. Questa isola è considerata sacra dai malgasci e pertanto non accessibile si turisti.
Proseguiamo verso la montagna dei francesi dove ci sono alcuni baobab giganti. E poi ci portiamo verso il baobab più grande del Madagascar.
Da lì proseguiamo per la baia dei piccioni dove ci fermiamo a fare un breve bagno.
Dopo il bagno ristoratore ( le vetture non hanno aria condizionata) ci portiamo verso la spiaggia di Ramena dove consumeremo il nostro pranzo in un ristorante sul mare. Purtroppo il tempo non ci assiste e proprio durante il nostro pranzo inizia a piovere, e pertanto salta il bagno. Decidiamo pertanto di portarci a Diego Suarez a fare un po’ di shopping per la città.

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Pan Di zucchero

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Il nono giorno è di navigazione, e come al solito stiamo a poppa a prendere il sole. Oggi ho preso un trattamento alla spa e così ho modo di vedere come è strutturata. Divertente l’idromassaggio panoramico con la palestra intorno.
Il decimo giorno sbarchiamo nell’ultimo porto del Madagascar: Tamatave e come sempre mi sono affidata ad una guida locale per un’escursione all’interno: il canale di Panganales. Dal porto ci accompagnano con un pulmino a un imbarcadero sul fiume dove saliamo su una imbarcazione in ferro dotata di tetto e motore un po’ malandata e partiamo per attraversare questo canale fino a giungere ad un villaggio posto sul fiume stesso.Il canale di Panganales è un corso d’acqua artificiale che collega due città del Madagascar navigando si può vedere la vita degli abitanti del fiume. Questa via d’acqua è molto usata nel Madagascar dai malgasci. Percorrendo il canale raggiungiamo il paesino di Ambokarivo tipico villaggio della costa orientale, vediamo i loro usi, una scuola, un matrimonio tradizionale riprodotto da un gruppo folcloristico. Riprendiamo la barca per portarci verso le rive dell’oceano dove mangeremo. In ultimo la nostra guida ci accompagna in un mercato locale a Tamatave dove potremmo prendere alcuni souvenir.
Rientriamo in nave e salutiamo il Madagascar. Domani saremo di nuovo in navigazione per arrivare il giorno successivo alla Réunion

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Purtroppo le foto del canale le ho fatte con la reflex e non sono capace ad inserirle


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L’Undicesimo giorno siamo nuovamente in navigazione, il dodicesimo la mediterranea attracca a La Réunion, territorio francese nell’oceano indiano. Nonostante molte ricerche fatte da casa per questa isola non ho trovato guide locali a cui affidarmi. Per cui ho deciso, di noleggiare una vettura per i due giorni di permanenza su quest’isola. Il noleggio si trova a circa 5 km dal porto, effettivamente sussiste un rent a car più vicino, praticamente a pochi metri dall’uscita del porto, ma è notevolmente più caro. Il primo giorno decidiamo di girare l’isola, infatti andiamo a vedere la cascata denominata velo da sposa nel circo di Salazie. Il posto è molto bello, pieno di verde.Abbiamo visitato un piccolo paese con case creole. Il clima ovviamente è umido e pertanto abbiamo trovato la pioggia.
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Continuo il diario, anche se non ho più dentro lo spirito per raccontare, ma ciò che si inizia deve essere portato a compimento. Allora siamo arrivati al tredicesimo giorno ed anche al secondo per La Réunion. Come ho scritto avevo noleggiato una vettura per due giorni, fuori dal porto c’è un bel parcheggio dove lasciare l’auto durante la notte. Per oggi abbiamo deciso di passare la giornata alla spiaggia dell’Hermitage. Una delle poche spiagge sicure dell’isola. Infatti le acque della Réunion sono piene di squali. La spiaggia è contornata da una bella pineta e ha una lingua di spiaggia bianca con un mare turchese. La giornata è passata tra bagni in mare e bagni di sole.
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Grazie Capricorno per il tuo incoraggiamento, il periodo non è certo dei migliori e un segno di speranza fa sempre bene!
Continuo con il quattordicesimo giorno, siamo di nuovo alle Mauritius a Port Louis, oggi è prevista l’escursione all’isola dei cervi che avevo già concordato da casa con la stessa persona che ci è venuta a prendere all’aeroporto il primo giorno. Dovevamo scendere verso le 8.30 ma il Coronavirus inizia a creare i primi problemi infatti le autorità Mauriziane hanno deciso che darà l’ok allo sbarco dopo che tutta la nave si sia sottoposta alla misurazione della temperatura corporea. Infatti dalla sera prima vengono effettuati continui annunci con gli altoparlanti per tutta la nave, oltre ad arrivare un comunicato in cabina. Inizio della misurazione per 6.30 fine ore 7.30 per i passeggeri. Il personale ha iniziato un’ora prima. Così alle 6.30 ci dirigiamo diligentemente verso il teatro. La fila è lunga, noi alle 6.40 troviamo la coda davanti alla reception, e per chi conosce la nave sa che per arrivare da lì al teatro si deve passare per il casinò e per un bar. Per fortuna si camina spediti, e in circa tre quarti d’ora ne usciamo. Purtroppo però la mancanza di rispetto di molte persone ha fatto si che lo sbarco fosse autorizzato verso le 9.15. Scesi il nostro bravo autista ci accompagna verso il posto dove attraccano le barche che portano all’isola. Il tragitto non è breve, circa tre quarti d’ora. Da lì alcune barche, più o meno veloci portano sull’isola.


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Costa Mediterranea - Oceano Indiano - febbraio 2020

Per giungere all’isola dei cervi, come ho detto, si devono prendere o delle barche veloci o delle barche un più grandi ma più lente, il passaggio si paga al molo di imbarco; si può scegliere tra varie opzioni, solo passaggio, passaggio e cascate, passaggio cascate e pranzo. Abbiamo deciso per la terza opzione è non ce ne siamo pentiti. Abbiamo passato una bellissima giornata con un mare cristallino, sabbia bianca abbagliante! E poi le cascate molto suggestive. Al ritorno il nostro autista ci aveva detto che saremo andati a vedere il forte posto a Port Louis, purtroppo la giornata è terminata con una pioggia torrenziale che ci ha fatto desistere dall’andare al forte e siamo così rientrati in nave. Oggi è anche il giorno delle valigie, infatti il giorno dopo avevamo lo sbarco, e il rientro nelle nostre case.

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Quindicesimo giorno, la nave è in porto a Port Louis già da ieri; oggi abbiamo concordato con il nostro autista un giro per l’isola è poi transfer all’aeroporto. Infatti il nostro aereo porte alle 16.40, per cui abbiamo tutta la mattinata per vedere l’isola. Alle nove puntuale l’autista ci aspetta fuori dalla nave. E iniziamo il tour, prima al forte dove il giorno prima non siamo potuti andare. Il forte si chiama Citadel Fort Adelaide è stato costruito per difendere la città dagli Inglesi. Attualmente è monumento nazionale. Da sopra i suoi cambiamenti si vede la città a 360 gradi. Infatti il panorama è bellissimo.

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Il secondo sito che abbiamo visitato si chiama Ganga Talao luogo sacro induista. Il posto era pieno di fedeli che rendevano omaggio alle statue di Shiva e della moglie Parvati

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Dal sito induista siamo andati a vedere Chamarel dove abbiamo visitato il parco delle terre dei sette colori e le tartarughe giganti e le cascate. Il parco è molto vasto ed ha varie attrazioni. Noi l’abbiamo girato a piedi e ci abbiamo messo circa un’ora.

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Dopo questo tour siamo andati all’aeroporto. Infatti avevamo l’aereo che ci avrebbe portato a Dubai, dove poi saremo stati per circa 15 ore prima di riprendere l’aereo per Roma.


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Partiamo da Port Louis alle 16.40 e atterriamo a Dubai alle 23.50 ora locale. Poiche’ l’aereo che ci porterà a Roma riparte alle 15.00, da casa avevo prenotato un albergo a Dubai per passarci la notte. Scelta più che giusta. Passati i controlli doganali prendiamo un taxi che ci porta al nostro albergo nel quartiere di Deira. Albergo pulito e molto comodo vicino alla fermata della metro Al Rigga. La mattina successiva, decidiamo di lasciare i due bagagli a mano che avevamo in albergo e di girare la città in metro. Così siamo andati un po’ a spasso per questa metropoli fini a circa le 12.00. Siamo rientrati in albergo a ritirare i nostri trolley per andare sempre in metropolitana all’aeroporto. Dove ci siamo imbarcati per rientrare definitivamente a casa.

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Concludo questo lungo diario parlando del virus:quando siamo partiti il Coronavirus interessava prevalentemente la Cina, in aeroporto a Roma all’andata non abbiamo avuto alcun controllo sanitario a Dubai neppure, alcune persone utilizzavano le mascherine. A Port Louis prima di scendere dall’aereo ci hanno misurato la temperatura. Al ritorno la temperatura ci è stata misurata prima di accedere ai controlli di sicurezza. A Dubai nulla a Roma invece prima di passare la dogana. Per quanto riguarda gli scali in Madagascar ci hanno preso la temperatura prima di sbarcare e al rientro a Port Louis invece sono saliti loro a controllare tutta la nave per ma di darci l’ok per sbarcare. Credo che siamo stati l’ultima nave a scendere alle Seychelles o almeno gli ultimi italiani. In nave non si è mai vissuta la paura del contagio. Detto questo, spero che il diario sia stato interessante, ho visto molte visualizzazioni ma nessun commento. Mi auguro di non aver annoiato nessuno. Lascio con l’augurio che questo periodo finisca presto, specialmente per chi ora è in prima linea ( come me ). Alle prossime crociere appena sarà possibile!


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Volevo ringraziare per i complimenti che mi avete fatto! Purtroppo se si fosse saputo quanto questo virus avrebbe sconvolto la nostra vita, penso che ogni attimo vissuto sarebbe stato molto più sentito. Comunque sono molto felice di aver potuto fare questa crociera, che come ho detto è stata il coronamento di un sogno a lungo inseguito. E inoltre sono molto dispiaciuto che Costa non proponga più questo itinerario, che oltre ad essere bellissimo portava turismo in un isola come il Madagascar. Incrocio le dita per le prossime crociere, io ne ho una in programma a settembre per New York che sicuramente dovrò rimandare. Buona pasqua, in ritardo, a tutti


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