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- Sulle tracce di antichi sentieri tra Eremi, Pievi e Abbazie

capricorno

Super Moderatore
Da sempre i cammini di pellegrinaggio nell'antichità, sono stati considerati come luoghi di incontri, di transito di scambio di condivisione profonda dell'essere persona a fianco di altri compagni di viaggio.
La nostra Penisola e non solo, è solcata da molti cammini spirituali e antiche vie che oggi, come allora, ci conducono verso luoghi santi della cristianità. Antiche strade che giungevano d' Oltralpe , strade ben note nel Medioevo e forse anche prima, utilizzate per raggiungere Roma e le coste più lontane della Puglia per imbarcarsi poi verso la Terra Santa.
Chi di voi non conosce la Via Francigena, il Cammino di Assisi, il Cammino di Sant'Antonio quello di San Francesco, la Piccola Cassia e via via...si potrebbe continuare all'infinito.
Luoghi ancor oggi sentiti dai moderni pellegrini poichè il paesaggio, la naturale bellezza e la pace dei luoghi, ispirano ancora pace interiore. Luoghi dove molto spesso si celano dei piccoli gioielli architettonici, piccole Pievi, monasteri, Abbazie in cui ritrovare il fascino antico di luoghi di pace e di bellezza.


Lo scopo di questo post è portare alla luce i piccoli gioielli nascosti che si incontrano lungo il cammino su queste antiche vie del nostro territorio per poterci regalare nuovi spunti di visita.....spero che non resti deserta questa iniziativa e che altri arricchiscano con le loro esperienze, conoscenze questo post.
Visto che l'ho proposto...rompo il ghiaccio...;)cominciando dalla Liguria e precisamente da NOLI

Ho avuto modo di visitare un luogo molto particolare che non sempre è accessibile alle visite. Vuoi per la mancanza di personale dedicato, in questo caso sono volontari che dedicano parte del loro tempo a tener aperta la struttura è a divulgarne la conoscenza; vuoi anche per la delicatezza delle strutture stese che per non essere compromesse vengono temporaneamente sospese alla visita.

Non molto lontano da Savona, quindi potrete considerarla come visita alternativa in uno scalo futuro, in un luogo molto importante e significativo nel passato, sorge una piccola Pieve medievale, che i recenti restauri ci hanno riconsegnato al suo antico splendore.
Protetto da una insenatura naturale, per secoli il piccolo borgo di Noli ha saputo mantenere in vita la Repubblica Marinara autonoma, protetta dalla potente Genova.
Tracce del glorioso passato della cittadina sono ancora visibili tra le viuzze strette, dominate dai resti dell'antica cinta muraria, con al culmine del monte che la sovrasta, le strutture di ciò che resta del Castello del monte Ursino ( visitabile)...è qui in questo borgo, che quasi nascosta sorge un piccolo gioiello di architettura romanica.


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La Chiesa di San Paragorio.
Posta quasi a lato sul ponente del centro abitato moderno ma che in passato affacciava direttamente sul mare. Sorta su un' antica area cimiteriale, indagata durante gli ultimi decenni da scavi, che hanno restituito importanti testimonianze del suo passato, romano e medievale.




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E' meravigliosa ancor prima di varcarne la soglia, si preannuncia come un'armonica struttura in pietra con l'ingresso laterale, mentre la sua facciata ( verso il monte) è cieca e le sue absidi sono rivolte verso il mare.



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Internamente si presenta come un edificio a tre navate e tre absidi che si elevano sui resti di antiche strutture che agli studi, riconosciute come un primitivo edificio battesimale di fine V secolo, con una piccola chiesa votiva costruita in seguito e presumibilmente attorno al VIII secolo. Nell'area tutta attorno l'antica necropoli.
Le strutture odierne sono datate all'XI secolo, pur essendo intercorsi rifacimenti di manutenzione necessari allo stato di abbandono in cui versava fin dalla fine del Cinquecento.



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Le murature all'estero presentano la tipica decorazioni ad archetto pensili ( le si notano molto bene nelle absidi)....lo spazio interno è frutto dei restauri ottocenteschi: scandito da massicci pilastri di diverse forme e la zona orientale dell'altare è rialzata al di sopra di una cripta.
Una curiosità.... all'inizio non era così, per accedere all'altare si salivano solo tre gradini, in seguito a lavori di sondaggio nel pavimento per portare alla luce il pavimento antico originario, si scoprirono delle scale, completamente interrate che portavano all'antica cripta, completamente nascosta. Da lì il rifacimento attuale con l'altare posto molto più in alto.

Le pareti intonacate conservano poche e logore tracce dell'antica decorazione pittorica, che è ancora possibile vedere negli affreschi quattrocenteschi nelle alte nicchie che scandiscono le pareti dell'abside centrale.


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Oggi chi percorre questi spazi resta affascinato dal tetto a capriate lignee, copia della copertura originale decorata ,di cui si conserva una porzione appesa alla parete di fondo della chiesa.... così come percorrere le scale anguste e ripide che conducono alla cripta...



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....atmosfera magica di luce soffusa in cui risplendono i pavimenti sdrucciolevoli in pietra e le pareti sono avvolte dall'aura misteriosa che aleggia attorno...
Una doppia sala su colonnine di età romana al di sotto dell'abside centrale formano questa graziosa cripta che prende luce dalle feritoie poste attorno all'apside che convogliano luce all'interno ....si notano in una foto dell'esterno, l'originale sistema a " raggiera" in pietra posto alla base dell'abside.

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Poco nota la storia del Santo a cui l'edificio è dedicato.
Chi era San Paragorio?

Probabilmente era un santo martirizzato in Corsica il cui culto giunse via mare e dal mare giunse secondo la tradizione, anche l'imponente crocifisso in legno colorato, custodito all'interno di una teca lignea.

Probabilmente una copia duecentesca del celebre e venerato Volto Santo di Lucca. Un'oggetto di grande devozione soprattutto da parte della comunità di pescatori di Noli.
 

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gimale

Member
Complimenti Oriana, sempre molto belli e interessanti gli spunti che ci dai.
Posso contribuire raccontandovi la storia delle spoglie di Sant'Eugenio che sono state conservate nella chiesa di San Paragorio per circa 4 secoli.
Partiamo dall'isola di Bergeggi che per molto tempo è stata chiamata isola di Sant'Eugenio e ancora prima Insula Liguriae. Questo nome indica l'importanza che quest'isolotto a poche decine di metri dalla costa aveva per i Romani e sulla sua sommità è ancora visibile una torre a pianta circolare di epoca romana che aveva funzione di controllo e di segnalazione per le navi dirette nel porto di Vada Sabatia, l'odierna Vado ligure. In corrispondenza dell'unico approdo dell'isola è ancora visibile una vasca di epoca romana scavata nello scoglio per il mantenimento del pesce.
Ma torniamo a Sant'Eugenio. La leggenda narra che il Santo, vescovo di Cartagine, per fuggire ai Vandali giunse sulle coste liguri direttamente con l'isola, come se fosse una barca, e lì rimase fino alla morte. Già nel V secolo fu costruita una piccola chiesa e ci sono tracce storiche di una comunità di monaci eremiti. Successivamente fu costruita una vera a propria abazia di cui sono ancora visibili i resti dove nel periodo di massimo sviluppo arrivarono ad esserci oltre 300 monaci cenobiti. La comunità prospero' dal nono secolo fino al 1252 quando Papa Innocenzo IV stabilì con una bolla papale di trasferire le spoglie di Sant'Eugenio nella chiesa di San Paragorio allora cattedrale di Noli. I monaci rimasero ancora sull'isola fino alla fine del XIV secolo ma la comunità di ridusse progressivamente finché l'abazia fu definitivamente abbandonata.
Sant'Eugenio rimase nella chiesa di San Paragorio fino a quando un'altra chiesa, San Pietro dei Pescatori, divenne cattedrale di Noli nel corso del XVII secolo ed accolse le sue spoglie.

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capricorno

Super Moderatore
Complimenti Oriana, per il luogo e la descrizione.

Grazie Tiziano!
Chissà se anche nella tua zona ci sono gioielli simili.


Complimenti Oriana, sempre molto belli e interessanti gli spunti che ci dai.
Posso contribuire raccontandovi la storia delle spoglie di Sant'Eugenio che sono state conservate nella chiesa di San Paragorio per circa 4 secoli.
Partiamo dall'isola di Bergeggi che per molto tempo è stata chiamata isola di Sant'Eugenio e ancora prima Insula Liguriae. Questo nome indica l'importanza che quest'isolotto a poche decine di metri dalla costa aveva per i Romani e sulla sua sommità è ancora visibile una torre a pianta circolare di epoca romana che aveva funzione di controllo e di segnalazione per le navi dirette nel porto di Vada Sabatia, l'odierna Vado ligure. In corrispondenza dell'unico approdo dell'isola è ancora visibile una vasca di epoca romana scavata nello scoglio per il mantenimento del pesce.
Ma torniamo a Sant'Eugenio. La leggenda narra che il Santo, vescovo di Cartagine, per fuggire ai Vandali giunse sulle coste liguri direttamente con l'isola, come se fosse una barca, e lì rimase fino alla morte. Già nel V secolo fu costruita una piccola chiesa e ci sono tracce storiche di una comunità di monaci eremiti. Successivamente fu costruita una vera a propria abazia di cui sono ancora visibili i resti dove nel periodo di massimo sviluppo arrivarono ad esserci oltre 300 monaci cenobiti. La comunità prospero' dal nono secolo fino al 1252 quando Papa Innocenzo IV stabilì con una bolla papale di trasferire le spoglie di Sant'Eugenio nella chiesa di San Paragorio allora cattedrale di Noli. I monaci rimasero ancora sull'isola fino alla fine del XIV secolo ma la comunità di ridusse progressivamente finché l'abazia fu definitivamente abbandonata.
Sant'Eugenio rimase nella chiesa di San Paragorio fino a quando un'altra chiesa, San Pietro dei Pescatori, divenne cattedrale di Noli nel corso del XVII secolo ed accolse le sue spoglie.

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Questo non lo sapevo....chi meglio di te conosce queste zone..;)

Molto particolare la storia dell'isola di Bergeggi, eccola nelle foto.

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E' un luogo molto particolare per la limpidezza del mare e la ricchezza dei fondali , paradiso dei sub.
Poichè è Oasi protetta è interdetta la navigazione a motore nel tratto di costa fronte isola. Un tempo era privata ora è protetta dal Fai e spero che con le dovute cautele si possa un giorno visitare.
 

gimale

Member
Io ho avuto il privilegio di visitarla qualche anno fa in una delle giornate di primavera del FAI. A gruppi di 15 persone per volta siamo stati accompagnati nella visita da uno storico e una naturalista. Saliti su una piccola imbarcazione dal terzo molo di Spotorno e dopo un trasbordo su un gommone, unico mezzo che può arrivare all'approdo, siamo sbarcati sull'isola. Oltre il torrione romano, i pochissimi resti della prima chiesa e dell'abazia, sull'isola sono presenti una minuscola chiesetta costruita in anni più recenti dedicata a Sant'Eugenio e una villa ormai in completo stato d'abbandono appartenuta all'ammiraglio Millelire, membro della famiglia proprietaria dell'isola, che qui si rifugiava per godere della tranquillità.
L'isola è interessante anche dal punto di vista naturalistico e soprattutto botanico. Qui si trovano piante particolari che però piano piano stanno scomparendo a causa della progressiva acidificazione del terreno dovuta al guano dei gabbiani che hanno colonizzato l'isola in numero considerevole.

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tiziano

Active member
Oriana in provincia di Verona è possibile visitare un Santuario dedicato alla Madonna della Corona, si trova vicino all'uscita della A22 uscita "Affi" è veramente un gioiello, dopo la visita del Santuario puoi raggiungere il lago di Garda che si trova a circa 10km. Buona giornata.
 

capricorno

Super Moderatore
Oriana in provincia di Verona è possibile visitare un Santuario dedicato alla Madonna della Corona, si trova vicino all'uscita della A22 uscita "Affi" è veramente un gioiello, dopo la visita del Santuario puoi raggiungere il lago di Garda che si trova a circa 10km. Buona giornata.

Grazie Tiziano
Farò sicuramente un giro dalle tue parti.
Buona giornata anche a te.
 

gimale

Member
Nel mio piccolo cerco di contribuire.
Nel comune di Finale Ligure, a pochi passi dalla stazione ferroviaria di trova una piccola chiesa, dedicata a Sant'Antonio, che nasconde, nei suoi sotterranei un'antica pieve, conosciuta come La Pieve del Finale. Normalmente non è visitabile, alcuni anni fa era stata aperta durante le giornate di primavera del FAI. Le fotografie che posterò sono prese dai siti internet della Soprintendenza e da altri siti di divulgazione turistica.
Attraverso una porta laterale della chiesa di Sant'Antonio si accede alla parte sotterranea della chiesa dove, durante lavori di ristrutturazione negli anni '40 del secolo scorso è stata riscoperta questa antica Pieve che ha rappresentato l'unica fonte battesimale del territorio finalese per circa 10 secoli

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La prima parte dell'edificio paleocristiano risalente al IV-V secolo dopo Cristo aveva una pianta rettangolare di 10 metri per 13 con un'abside e il pavimento di coccio pesto. Intorno al piccolo altare sono stati trovati i resti di un piccolo recinto interpretato come una "schola cantorum". Questa prima chiesa era dotata di un semplice fonte battesimale di forma ottagonale, integrato in epoca medievale nel basamento di un pilastro.
A questa prima chiesa sono riconducibili i frammenti di marmo ritrovati durante gli scavi e che riportano l'epigrafe funeraria in versi poetici dedicati a Paula, una bambina di due anni sepolta nel 517.

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Tra l'VIII e il X secolo la chiesa fu ampliata con la costruzione di un edificio a tre navate con pilastri e un nuovo fonte battesimale di forma circolare. Altre modifiche furono apportate nell'XI secolo con la creazione di altre due absidi ad affiancare l'abside centrale. Sulle pareti si possono ancora vedere le tracce degli affreschi che decoravano gli ambienti.

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La chiesa era ancora utilizzata nei primi anni del 1500, come testimonia la grande lastra di marmo con una figura giacente in abiti sacri che costituiva la copertura del sepolcro dell'arciprete della Pieve Matteo Grossi morto nel 1529.

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La Pieve perse il titolo ecclesiastico di parrocchia nel 1567 e fu poi concessa nel 1585 ai Padri cappuccini che qui crearono il loro convento e diedero avvio alla costruzione della nuova chiesa.
Se dovessero organizzare una nuova apertura di questa antica pieve vale veramente la pena visitarla.

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Gabriele C.

Active member
Luoghi sacri di grande interesse...

San Paragorio è aperta al culto? Si svolgono celebrazioni?
 

capricorno

Super Moderatore
Luoghi sacri di grande interesse...

San Paragorio è aperta al culto? Si svolgono celebrazioni?

Ciao Gabriele.
Si, la chiesa è consacrata. Attualmente viene utilizzata per matrimoni e celebrazioni, non per i riti giornalieri o domenicali. A Noli ci sono parecchie Chiese e oratori ma per la scarsità di celebranti, restano chiuse alle funzioni ma aperte regolarmente per chi desidera far visita.

Leggo ora il bellissimo intervento di Monica, grazie !! Per aver accolto il mio invito e grazie perché...tante volte ci sono passata davanti, ma non sapevo custodisse simili meraviglie!!

Terrò in considerazione una visita FAI , oltretutto sono una sostenitrice, grazie ancora!

Appena avrò un po' più di disponibilità aggiungo qualcosina....


Un saluto e a presto.
 

capricorno

Super Moderatore
L'impossibilità di viaggiare non ha in particolare leso la volontà di scoprire posti nuovi, anzi è stato forse il motivo di ricerca verso quelle mete di prossimità, dove poter ritrovare il senso della scoperta in questo caso legata ai sentieri antichi.
Oramai per chi è abituato a leggermi lo avrà compreso che amo in particolare tutto ciò che è legato al passato... è per me affascinante poter scoprire i luoghi magari letti sui testi di storia e ripercorrere nella realtà la storia antica.

È per questo motivo che mi sono presentata un giorno all'ufficio turistico della cittadina in cui soggiornavo questa estate , trovando una persona veramente molto preparata che mi ha seguito passo passo in ciò che avrei voluto mettere in atto: antichi sentieri dei pellegrini.

​​​​​​Resto per quanto vi esporrò ancora in Liguria ( la meta di prossimità più vicina in questa estate anomala causa Covid)...nel Savonese , entroterra savonese, e qui apro una parentesi: pensavo di conoscerlo abbastanza bene invece ha ancora tanto da svelare!

I sentieri dei Pellegrini si contano a bizzeffe. È un fitto articolato di vie, alcune molto note nell'antichità, altre invece più" moderne" segnate dai nuovi pellegrini.
Una di queste la più antica permetteva e lo permette tutt'ora di raggiungere l'antica Repubblica Marinara di Noli dalla confinante cittadina di Spotorno, attraverso un sentiero che passa sulle alture da dove il mare fa capolino attraverso il fitto dei boschi di macchia mediterranea.....

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​L'antico percorso che congiunge le due località, presenta punti di vista incantevoli e scorci sul golfo, sull'isola di Bergeggi fin oltre Genova, nelle giornate particolarmente limpide.

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La sua importanza come via di comunicazione è diminuita a seguito dell'apertura della moderna via Aurelia nel 1817, mentre ha conservato un grande fascino come percorso escursionistico.

Qualche dato prima di cominciare: distanza 3 km con un dislivello di 80 metri, percorribile in 45 minuti. Alcuni tratti su strada asfaltata per poi lasciare posto allo sterrato attraverso i boschi e balze di terreno con muretti a secco, tipicità ligure per terminare sul tratto pavimentato antico.

Adatto ai principianti....vi aspetto e poi si parte!

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capricorno

Super Moderatore
Il percorso a tratti lastricato comincia dopo un buon tratto sterrato, dove al di sopra e al di sotto ad esso, fanno capolino tra gli ulivi, piccoli casolari in parte disabitati dall'aspetto trascurato e altri dove si nota la recente mano dell'uomo.
Ciò che contraddistingue questo primo tratto è l'assoluta pace che neppure i suoni del traffico della sottostante Aurelia, riescono a rompere. Solo cielo, cielo e mare ed il folto argenteo degli ulivi unica nota verde in questo mondo azzurrino...una compagnia che sarà l'unica presenza al di fuori di noi, e ci accompagnerà per un bel tratto. Solo pace e vento leggero che raramente si trova in Liguria, abituati a vento assai più vivace.
Qua e là si aprono dei piccoli cancelletti in legno su poveri orti...dico poveri poiché le erbacce regnano assai più voracemente degli ortaggi piantati e forse dimenticati...


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Addentrandoci e allontanandoci dalla nostra meta iniziale ( Spotorno) seguendo il susseguirsi di svolte e tornanti arriviamo all'antica parte selciata con la pavimentazione originale della strada che ad un punto preciso si biforchera'.
Le soluzioni qui sono due: salire per il sentiero, abbastanza ripido, che porterà alle spalle del Castello di Monte Ursino ( Castello che domina Noli) ; o scendere proseguendo dritto per la nostra strada verso il Vescovado ( Noli) raggiungendo poi la cittadina.


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Il consiglio: fateli entrambi e prendetevi abbastanza tempo per assaporare ciò che la Storia ha da raccontarvi.....



Continua...
 

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capricorno

Super Moderatore
Prima di arrivare al Vescovado merita una sosta per ammirare il panorama che spazia verso Capo Noli, l'alta scogliera che occupa quel tratto contraddistinto da alte falesie bianche, regno dell'arrampicata, ricche di grotte e caverne che si tuffa nel mare.


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Si giunge con estrema facilità al Vescovado. Il Palazzo Vescovile sorse sopra un'antica dimora marchionale detta " Caminata", citata in un documento del 1055, nata da rifusioni di abitazioni rurali risalenti al XIII secolo. Non ci sono notizie certe sulla configurazione originaria del palazzo, l'aspetto attuale è frutto di vari rimaneggiamenti e restauri iniziati già nel 1554 per volere del Vescovo Massimiliano Doria. Gli edifici che hanno conosciuto momenti di particolare splendore nel 400 e nel 700, sono stati restituiti di recente alla storia, dopo un delicato e laborioso restauro finalizzato al recupero della memoria e del valore architettonico che lo ha trasformato in una residenza alberghiera d'epoca, considerata tra le più fascinose della Riviera Ligure di Ponente.

Fa parte del complesso Vescovile la Chiesa di Nostra Signora delle Grazie.


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Collegata con il palazzo tramite un archivolto, al di sotto del quale prosegue il percorso che congiunge Noli a Spotorno. La costruzione della Chiesa attuale risale agli inizi del 1600, tuttavia l'aspetto odierno è frutto di interventi operati tra il 1769/ 1775. Raramente viene aperta al pubblico di conseguenza non abbiamo potuto vedere il suo interno. Il percorso termina scendendo una lunga scalinata.....


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...ma qui è d'obbligo prima di scendere dare uno sguardo dall'alto a tutta la cittadina di Noli.


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capricorno

Super Moderatore
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Il complesso del Vescovado visto dal basso.


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Particolare della facciata della Chiesa di Nostra Signora delle Grazie.

Ma ora ritorniamo su al bivio e si sale verso il Castello....




Continua....
 

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capricorno

Super Moderatore
Il Castello di Monte Ursino


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Ritornati al punto di biforcazione sul sentiero, imbocchiamo quella parte che ci porterà sul ciglio del monte...e così ci appare il castello dal lato posteriore a ciò che normalmente si vede dal borgo sottostante di Noli.


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La strada , ora asfaltata, gli gira attorno e arriviamo così all'ingresso che è posto sulla strada che da Noli porta a Voze. In pratica se lo volete raggiungere in auto è possibile attraverso questa strada che sale dalla cittadina e porta verso Voze, dopo pochi tornanti sarete a destinazione, poco vicino all'ingresso trovate un parcheggio libero.

Ma torniamo alla visita...

Il paesaggio si svelerà a poco a poco quando raggiungete il castello. Il percorso è molto suggestivo, ammirare Noli dall'alto è spettacolare....


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La visita della fortezza è molto suggestiva e trasmette molte emozioni, man mano che ci avviciniamo appare in tutta la sua autorevolezza. Struttura notevole già vista dal basso della cittadina di Noli, ma mentre ci avviciniamo al suo ingresso lo sguardo rivolto verso l'alto non riesce ad abbracciarlo tutto.
Il castello sorge in posizione strategica dominante su una collina, da cui ne prende il nome.


Come nacque?

La sua nascita è strettamente legata alla cittadina di Noli, che distrutta da un incendio attorno al 900, fu ricostruita sulla collina di Monte Ursino a picco sul mare. Dopo la costruzione di una prima torre sulla collina, la fortificazione si ampliò e si rafforzò fino a raggiungere l'attuale forma abbracciando anche il neonato borgo nella piana, l'attuale centro storico, mentre fu nel tempo, gradualmente abbandonato quello di collina.

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L' imponenti mura che cingono il borgo, viste da due angolature diverse nel centro della cittadina.

I fautori di questa struttura militare del medioevo furono i Del Carretto, feudatari di Noli. Il castello era una postazione perfetta di controllo della via del mare, verso la costa e la collina alle sue spalle dove passava l'antica ( e passa tutt'ora) strada romana che raggiunge la località di Voze, posta sopra la collina che sovrasta Noli. Un punto strategico di grande importanza in quei tempi.

Ma ora, si entra a visitare ciò che è restato di questa immensa fortificazione....al prossimo post naturalmente, poiché ho raggiunto le 5 foto postate e di foto ne ho parecchie da mostrarvi!
Purtroppo il nuovo sistema è questo e ci si deve adeguare!!
 

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Entriamo......

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Il percorso a tratti pianeggiante e con pochi scalini, man mano ci avviciniamo al suo cuore diventa più impervio con scale che portano in cima ad una terrazza, costruita durante l'ultimo intervento al castello ad opera di un notevole restauro di consolidamento. Gli scorci non mancano di certo di stupire quando si trovano piccole feritoie nella muratura da dove si comprende bene come è stato studiato ad ok per la difesa. Ogni possibile accesso è ben sorvegliato!


La terrazza....le foto parlano più di ogni altra spiegazione....



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Le mura del castello presentavano, prima dell'ultimo restauro, diversi gradi di conservazione relative a parti in precedenza restaurate e a parti diroccate in precario stato di conservazione, nonché alla presenza di una vegetazione spontanea ed infestante che limitava la praticabilità all'interno del sito stesso.


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...foto relativa alla lunga muratura che dalla sommità del castello scende verso il mare.



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La sua alta torre, quella che è ben visibile dalla costa, era in discreto stato di conservazione mentre il suo interno era solo parzialmente agibile. La torre è circondata da mura massicce e da alloggi per le truppe. Da questo nucleo scendono due perimetri murari, in gran parte ancora conservati, che abbracciano sui due lati la collina e poi, in un altro tempo, proseguirono allacciandosi alla nuova muratura perimetrale che delimitava e proteggeva l'abitato a valle.

Numerose torri circolari si susseguivano ad intervalli regolari lungo le mura sui fianchi del monte. Le porte di accesso al castello erano difese da un singolare sistema di torri ancora oggi visibili e ben conservate.


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Questa è posta a valle e attraverso un ponte in muratura sulla strada ( antica strada romana) permette l'accesso controllato entro le mura del castello.



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...ben visibile in quest'altro scatto preso dalla terrazza del Vescovado.

Le mura esterne i camminamenti si presentavano poco adatti a ricevere i visitatori, il tutto era in uno stato di abbandono. Anche l'accesso tramite il sentiero interno era difficoltoso; con il progetto di valorizzazione delle Risorse naturali e culturali della Liguria, è stato possibile mettere in primis in sicurezza tutto lo stabile agendo con interventi sulle murature di consolidamento, fornendo parapetti, scalinate e impianto elettrico, sia all'esterno che all'interno dell'area, con effetti di illuminazione notturna scenografici.

Il castello oggi si presenta così:


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...continua con altre immagini...
 

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Camminamenti di ronda ricostruiti ove mancanti nel perimetro del castello...



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Feritoie sul lato a monte per controllare la collina...




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Splendido scorcio su golfo di Noli, da altro punto di osservazione del castello...


Osservazioni generali: assolutamente da vedere. Le visite sono aperte di sicuro il sabato e la domenica, il costo irrisorio €2, possibilità di avere una guida , sono volontari ma molto molto bravi.

La mappa del percorso che abbiamo fatto, sentiero segnato in colore rosso....


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Termina qui questo duplice itinerario: Vescovado- Castello di Noli.


....a presto, sempre con un itinerario naturalistico in Liguria....
 

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