Dopo questo escursus naturalistico nel mondo animale australiano, prima della precedente descritta visita alle Blue Mountains, torniamo stanchissimi in nave, saltiamo la cena e ci buttiamo sotto la doccia e poi sotto le coperte…l’indomani ci attendono 9 ore dedicate alla citta’!
La nostra guida prospetta a me e ad Ester una visita che dal promontorio ovest dell’ingresso della baia a quello est, attraverso i luoghi piu’ iconici della citta’ metropolitana di Sydney, che conta oltre 5 milioni di abitanti che vivono in piccola parte nella city moderna costellata da grattacieli, me tre la piu’ parte vive in centinaia di migliaia di case unifamigliari sparse sull’enorme superficie della metropoli.
Praticamente ovunque si respira aria di una certa agiatezza economica, in molte zone la ricchezza e’ evidente, ma non ostentata…ma quiete, tranquillita’, ritmi di vita lontani anni luce dal nostro, pacatezza nei modi e nel muoversi, cordialita’ e sorrisi permeano ogni angolo.
Una nota di orgoglio: gli italiani godono di immensi credito e stima fra gli australiani del Nuovo Galles del Sud, attualmente sono una numerosissima comunita’, fra i piu’ abbienti economicamente parlando: con i greci hanno costituito il supporto per lo sviluppo della citta’ nel dopoguerra, inizialmente osteggiati, arrivati per ricostruirla, hanno dimostrato con il lavoro e con l’ingegno, di avere una marcia in piu’ di tutti, formichine nel risparmiare quando la vita era poco cara, comprando con quanto risparmiato cio’ che si poteva comprare in fatto di immobili, trasformandosi in imprenditori, costruendo e vendendo, per poi creare lucrose attivita’, continuate dalle generazioni successive; tutto questo restando comunque legati con un filo indissolubile, all’Italia.
Di questa considerazione ne abbiamo avuto prova molte volte nel nostro soggiorno quando moltissimi ci chiedevano da dove venissimo…” from Italy “ sembrava essere la parola magica per aprire la porta di sorriso e loquacita’.
Le moltissime Maserati di tutti i tipi ed Alfa Romeo Stelvio e Giulia, senz’altro dimostrano una certa italianita’…mi ha fatto molto piacere, ed anche emozionare, sentire questa cose su di noi…a fronte dei molti paesi non siamo certamente considerati un esempio da seguire!
Il nostro viaggio incomincia attraversando l’Harbour Bridge, l’icona di Sydney con l’Opera House, per raggiungere un punto panoramico che ha come sfondo l’Harbour Bridge e l’Opera House.
Proseguiamo per Balgowlad Height e dal punto piu’ panoramico di Dobroyd Head si gode un magnifico panorama dell’ingresso nella baia di Sydney e della sponda di fronte il villaggio che un tempo era il Quarantine Village, una sorta di Ellis Island a New York: gli immigrati che arrivavano, se ammalati venivano dirottati qui, curati e poi in base agli esiti delle cure, accettati o rispediti a casa.
Oggi ospita i militari di una vicina base militare.

La prossima sosta avviene alla Balmoral Bay, una bellissima spiaggia, con alle spalle verdi giardini, alberi rigogliosi ed un edificio classico dedicato ad ospitare eventi e feste private, oltre che essere sede di un bar e piccolo ristorante. Da notare che nel periodo giugno-settembre in questa baia arrivano le balene con i loro piccoli.
