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Costa Serena - 01/01/2026 -17/01/2026 Asia

Ciao.
Scusa non ho capito se la tua sarà una diretta o un diario a crociera avvenuta.
In ogni caso questa non è la sezione idonea e andrebbe spostato l'argomento...attendo una tua replica in tal senso.
 
In attesa di conferma...., presumo comunque sia un diario e non una diretta...
Intanto sposto in area idonea... :)


ps
Ho impostato le immagini visibili direttamente
 
Buongiorno a tutti . Iniziamo ora il diario vero e proprio.

Crociera in Asia con Costa Serena

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E questo è stato il nostro itinerario per quindici giorni.

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1–17 gennaio 2026
(ovvero: due settimane tra meraviglie, tosse e pesto improbabile)

Quest’anno abbiamo deciso di tradire i Caraibi. Niente spiagge caraibiche, niente palme già viste: complice la riapertura delle rotte verso l’Oriente, abbiamo puntato dritto sull’Asia con una crociera di due settimane firmata Costa Serena.
Un itinerario ambizioso, affascinante, e – col senno di poi – anche discretamente istruttivo.

Le tappe previste includevano Hong Kong, Vietnam, Thailandia, Singapore, Brunei e Filippine, intervallate da diversi giorni di navigazione. Scelta saggia: non troppo stress, tanto mare e il giusto tempo per metabolizzare… tutto il resto.

A bordo: l’inaspettata “giovinezza” anagrafica

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Una volta saliti a bordo, la prima sorpresa: l’età media dei passeggeri. Diciamo che l’INPS avrebbe potuto sponsorizzare la crociera.
La seconda sorpresa? Molti di questi arzilli signori non si fermavano alle due settimane, ma proseguivano per quattro settimane, includendo anche il Giappone.
Anziani sì, ma instancabili: sempre nei saloni a ballare, cantare, brindare a Spritz e Prosecco. Tutto molto bello… se non fosse stato accompagnato da un sottofondo costante di tosse stile colonna sonora horror.

Sedersi al bar senza essere circondati da colpi di tosse era una missione impossibile. Teatro, ristorante, musica dal vivo: ovunque qualcuno tossiva con convinzione, passione e totale noncuranza del prossimo.
La sensazione era che almeno il 60–70% dei passeggeri fosse affetto da bronchite cronica, con punte di febbre qua e là. Ma niente paura: nessuno si è sentito in dovere di restare in cabina.
Non sorprende che, a crociera finita, i social si siano riempiti di commenti su raffreddori, febbre e problemi respiratori. Mistero inspiegabile.

Risultato? Mascherina FFP2 indossata spesso e volentieri, sia a bordo che in escursione.
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Come se non bastasse, l’aria condizionata sembrava gestita da qualcuno con sbalzi d’umore: in un salone si sudava come ai tropici, in quello accanto si entrava direttamente nell’era glaciale.

Cucina: viaggio nel multiverso della pasta

Altro grande tema: il cibo.
Affidare una cucina pensata per italiani a personale asiatico è un esperimento interessante… almeno sulla carta. In pratica, un disastro gastronomico.

La pasta compariva in tutte le sue versioni alternative: precotta, cruda, incollata, con condimenti che avevano solo un lontano rapporto di parentela con quelli originali.
Il pesto genovese con i fagiolini resterà impresso nella memoria come uno shock culturale. I sughi di pesce, invece, profumavano di spezie misteriose e scelte con mano decisamente generosa.
Capitolo celiaci: pasta senza glutine scotta, insipida e completamente abbandonata a sé stessa, come se fosse lì per punizione.

Unico piatto promosso senza riserve? Riso fritto e noodles. Quando ognuno cucina quello che conosce, si vede.

Il maître di sala, dal canto suo, si è sempre rifiutato di assaggiare i piatti: “mi basta guardarli”. Peccato che guardarli non sia bastato a migliorarli.


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La nave: signora d’altri tempi (con qualche acciacco)

La Costa Serena è una nave che porta bene i suoi anni… ma li porta tutti.
Il restyling recente è più una rinfrescata estetica: colori nuovi, moquette qua e là, qualche poltroncina moderna. Ma sotto, i problemi restano.

Per due settimane abbiamo assistito a continui guasti ai bagni, soprattutto ai piani bassi, con simpatiche fuoriuscite di liquami da wc e docce. Anche al settimo piano, dove alloggiavamo noi, siamo rimasti più volte senza bagno per il blocco dell’impianto di scarico dell’intero piano.
Forse sarebbe stato più utile allungare il dry dock invece di distribuire voucher compensativi l’ultimo giorno. Ma dettagli.

Itinerario, clima ed escursioni (ovvero: poteva andare meglio)

L’itinerario è valido, nulla da dire. Peccato per il periodo dei monsoni, che ci ha regalato pioggia e mare mosso con una certa costanza.
A terra, altro piccolo shock culturale: i locali volevano contanti nella loro valuta, mentre noi turisti insistevamo con carte di credito ed euro. Spoiler: avevano ragione loro.

Le escursioni organizzate da Mytours meritano una menzione speciale… ma non positiva. Ne abbiamo fatte tre, una addirittura modificata all’ultimo momento, e tutte si sono rivelate deludenti. Guide poco motivate, spiegazioni ridotte al minimo sindacale e itinerari poco curati.
Se dovessi ripartire domani, farei tutto in autonomia: spenderei meno e probabilmente sorriderei di più.

In alcuni porti, come Nha Trang, anche la gestione dei tender è stata degna di un gioco dell’oca: uno ogni venti minuti per migliaia di persone. Con calma, eh.

Le destinazioni: loro sì, promosse a pieni voti

Nonostante tutto, i paesi visitati restano assolutamente straordinari.
Il contrasto è fortissimo: dallo sfarzo quasi irreale di Singapore alla povertà estrema delle Filippine. Ed è proprio questa varietà a rendere il viaggio memorabile. Sono luoghi che meritano di essere visti, vissuti e compresi, al di là della crociera.

Il personale di bordo, come sempre, è stato impeccabile: gentile, professionale e disponibile in ogni situazione… tranne, purtroppo, quando si parlava di cucina.

Su altri aspetti preferisco sorvolare in questo articolo, ma resto disponibile in privato per chi avesse bisogno di consigli o chiarimenti.
Nei prossimi post condividerò foto e racconti più dettagliati delle singole tappe.

Grazie per essere arrivati fino in fondo (senza tossire).
 
Buongiorno a tutti . Iniziamo ora il diario vero e proprio.

Crociera in Asia con Costa Serena

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E questo è stato il nostro itinerario per quindici giorni.

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1–17 gennaio 2026
(ovvero: due settimane tra meraviglie, tosse e pesto improbabile)

Quest’anno abbiamo deciso di tradire i Caraibi. Niente spiagge caraibiche, niente palme già viste: complice la riapertura delle rotte verso l’Oriente, abbiamo puntato dritto sull’Asia con una crociera di due settimane firmata Costa Serena.
Un itinerario ambizioso, affascinante, e – col senno di poi – anche discretamente istruttivo.

Le tappe previste includevano Hong Kong, Vietnam, Thailandia, Singapore, Brunei e Filippine, intervallate da diversi giorni di navigazione. Scelta saggia: non troppo stress, tanto mare e il giusto tempo per metabolizzare… tutto il resto.

A bordo: l’inaspettata “giovinezza” anagrafica

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Una volta saliti a bordo, la prima sorpresa: l’età media dei passeggeri. Diciamo che l’INPS avrebbe potuto sponsorizzare la crociera.
La seconda sorpresa? Molti di questi arzilli signori non si fermavano alle due settimane, ma proseguivano per quattro settimane, includendo anche il Giappone.
Anziani sì, ma instancabili: sempre nei saloni a ballare, cantare, brindare a Spritz e Prosecco. Tutto molto bello… se non fosse stato accompagnato da un sottofondo costante di tosse stile colonna sonora horror.

Sedersi al bar senza essere circondati da colpi di tosse era una missione impossibile. Teatro, ristorante, musica dal vivo: ovunque qualcuno tossiva con convinzione, passione e totale noncuranza del prossimo.
La sensazione era che almeno il 60–70% dei passeggeri fosse affetto da bronchite cronica, con punte di febbre qua e là. Ma niente paura: nessuno si è sentito in dovere di restare in cabina.
Non sorprende che, a crociera finita, i social si siano riempiti di commenti su raffreddori, febbre e problemi respiratori. Mistero inspiegabile.

Risultato? Mascherina FFP2 indossata spesso e volentieri, sia a bordo che in escursione.
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Come se non bastasse, l’aria condizionata sembrava gestita da qualcuno con sbalzi d’umore: in un salone si sudava come ai tropici, in quello accanto si entrava direttamente nell’era glaciale.

Cucina: viaggio nel multiverso della pasta

Altro grande tema: il cibo.
Affidare una cucina pensata per italiani a personale asiatico è un esperimento interessante… almeno sulla carta. In pratica, un disastro gastronomico.

La pasta compariva in tutte le sue versioni alternative: precotta, cruda, incollata, con condimenti che avevano solo un lontano rapporto di parentela con quelli originali.
Il pesto genovese con i fagiolini resterà impresso nella memoria come uno shock culturale. I sughi di pesce, invece, profumavano di spezie misteriose e scelte con mano decisamente generosa.
Capitolo celiaci: pasta senza glutine scotta, insipida e completamente abbandonata a sé stessa, come se fosse lì per punizione.

Unico piatto promosso senza riserve? Riso fritto e noodles. Quando ognuno cucina quello che conosce, si vede.

Il maître di sala, dal canto suo, si è sempre rifiutato di assaggiare i piatti: “mi basta guardarli”. Peccato che guardarli non sia bastato a migliorarli.


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La nave: signora d’altri tempi (con qualche acciacco)

La Costa Serena è una nave che porta bene i suoi anni… ma li porta tutti.
Il restyling recente è più una rinfrescata estetica: colori nuovi, moquette qua e là, qualche poltroncina moderna. Ma sotto, i problemi restano.

Per due settimane abbiamo assistito a continui guasti ai bagni, soprattutto ai piani bassi, con simpatiche fuoriuscite di liquami da wc e docce. Anche al settimo piano, dove alloggiavamo noi, siamo rimasti più volte senza bagno per il blocco dell’impianto di scarico dell’intero piano.
Forse sarebbe stato più utile allungare il dry dock invece di distribuire voucher compensativi l’ultimo giorno. Ma dettagli.

Itinerario, clima ed escursioni (ovvero: poteva andare meglio)

L’itinerario è valido, nulla da dire. Peccato per il periodo dei monsoni, che ci ha regalato pioggia e mare mosso con una certa costanza.
A terra, altro piccolo shock culturale: i locali volevano contanti nella loro valuta, mentre noi turisti insistevamo con carte di credito ed euro. Spoiler: avevano ragione loro.

Le escursioni organizzate da Mytours meritano una menzione speciale… ma non positiva. Ne abbiamo fatte tre, una addirittura modificata all’ultimo momento, e tutte si sono rivelate deludenti. Guide poco motivate, spiegazioni ridotte al minimo sindacale e itinerari poco curati.
Se dovessi ripartire domani, farei tutto in autonomia: spenderei meno e probabilmente sorriderei di più.

In alcuni porti, come Nha Trang, anche la gestione dei tender è stata degna di un gioco dell’oca: uno ogni venti minuti per migliaia di persone. Con calma, eh.

Le destinazioni: loro sì, promosse a pieni voti

Nonostante tutto, i paesi visitati restano assolutamente straordinari.
Il contrasto è fortissimo: dallo sfarzo quasi irreale di Singapore alla povertà estrema delle Filippine. Ed è proprio questa varietà a rendere il viaggio memorabile. Sono luoghi che meritano di essere visti, vissuti e compresi, al di là della crociera.

Il personale di bordo, come sempre, è stato impeccabile: gentile, professionale e disponibile in ogni situazione… tranne, purtroppo, quando si parlava di cucina.

Su altri aspetti preferisco sorvolare in questo articolo, ma resto disponibile in privato per chi avesse bisogno di consigli o chiarimenti.
Nei prossimi post condividerò foto e racconti più dettagliati delle singole tappe.

Grazie per essere arrivati fino in fondo (senza tossire).
Bello inizio e interessante , sono curiosa leggere e vedere le foto ( abb pensato anche noi in giugno solo che costa serena fara altro giro , stiamo pensando ). Aspettiamo pross.racconti.
 
1 ° giorno – Fiumicino / Hong Kong

Ed eccolo lì: il primo gennaio. Capodanno.
Mentre il resto del mondo brinda, dorme o smaltisce, noi facciamo una scelta coraggiosa (o discutibile): aeroporto, aereo e crociera. Destinazione Asia, con partenza e arrivo ad Hong Kong. Perché iniziare l’anno in modo tranquillo sarebbe stato troppo facile.

La sera prima, ovviamente, niente festeggiamenti fino a tardi: la convocazione in aeroporto incombe e il decollo è fissato per le 13. Dopo il consueto rito del check-in e della consegna bagagli con Emirates – una delle migliori compagnie con cui abbiamo volato – arriva la prima, grande notizia dell’anno: franchigia bagaglio da 30 kg. Molto al di sotto del peso reale delle nostre valigie. Ottimo: significa libertà di shopping. O almeno così ci piace pensare.

Nonostante il giorno festivo, in aeroporto troviamo praticamente l’intera popolazione mondiale pronta a partire. Per fortuna, in meno di un’ora, abbiamo fatto tutto e ci dirigiamo verso il gate. All’orario previsto inizia l’imbarco sul maestoso A380, aereo a due piani, comodo in ogni suo allestimento. Talmente grande che sembra già una nave… giusto per ambientarsi.

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Dopo pochi minuti parte puntuale la sinfonia della tosse, ormai colonna sonora ufficiale dei voli intercontinentali. Mascherina immediata, che si rivelerà una vera prova di resistenza per tutto il viaggio.
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Si passa dalla notte al giorno, e il nostro orologio biologico ..... inizia a sballare .....

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Continua Hong Kong

Escluso lo scalo di quattro ore a Dubai, il volo dura circa 13 ore, ma l’arrivo a Hong Kong ripaga ampiamente della fatica: i grattacieli che, al calare della sera, iniziano a illuminarsi riescono miracolosamente a farci dimenticare la stanchezza.

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Un breve trasferimento dall’aeroporto – con il personale Costa ad accoglierci – e arriviamo al terminal crocieristico: futuristico, enorme e sorprendentemente efficiente. Le pratiche di immigrazione, che immaginavo decisamente più complesse, scorrono via lisce come l’olio.

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Hong Kong è un territorio autonomo nel sud-est della Cina, ex colonia britannica e oggi uno dei porti e poli finanziari più importanti al mondo, con uno skyline che non ha bisogno di presentazioni. La visiteremo l’ultimo giorno di crociera, prima di rientrare a casa: un giro in città è già ufficialmente in programma.

Sono ormai quasi le 19:00, e dopo una doccia ristoratrice, prima della cena facciamo un salto al bar del 5° piano per un aperitivo: primo contatto reale con la nave. Segue una passeggiata esplorativa tra gli ambienti recentemente riammodernati, utile soprattutto per iniziare a orientarci: è la nostra prima crociera su Serena e l’obiettivo è non perdersi… almeno il primo giorno.

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Durante questo primo giro notiamo subito che parecchi passeggeri sono alle prese con una tosse piuttosto decisa e, con grande spirito di condivisione, la diffondono senza nemmeno la cortesia di una mano davanti alla bocca. A bordo troviamo moltissimi passeggeri kazaki, cinesi e malesi che, a differenza di altre esperienze passate, si rivelano meno invadenti e decisamente più educati del previsto. Le sorprese non mancano mai.

Dopo la prima cena a bordo, al ristorante Vesta, il richiamo della cabina è irresistibile: sono circa 30 ore che non dormiamo. Domani ci aspetta una giornata intera di navigazione, perfetta per goderci la nave con la giusta calma.


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Continua Hong Kong.

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Ma la partenza dalla baia di Hong Kong ci regala uno spettacolo incredibile di luci e colori, a cui non è facile resistere e nonostante la temperatura esterna non sia delle più invitanti, la maggior parte dei passeggeri si riversa sui ponti superiori per assistere, da una posizione privilegiata, alla partenza della Costa Serena.

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