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Costa Deliziosa 21/11/2025-11/04/2026 Giro del Mondo.

Visto che ci attendono ancora 2 giorni di navigazione prima di arrivare alle Mauritius, se avete domande sulla crociera in generale, avremo il tempo per rispondere.
Dopo le Mauritius ben 19 giorni, su 25 di crociera, saranno in navigazione ma si iniziera’ a rifare i molti bagagli…con 1/2 valige in piu’ della partenza!
A me interessa sapere dell’organizzazione quotidiana, tipo il bucato ad esempio. Lavate qualcosa a mano? Vi siete attrezzati con detersivo e uno stendino? Oppure fate fare tutto dalla lavanderia?
Io ad esempio a casa faccio una marea di lavatrici… non oso immaginare comunque i costi dopo una crociera di 5 mesi…

E poi vorrei sapere se vi siete mai sentiti tristi lontano da casa… perché è vero che state vivendo un viaggio indimenticabile ma non so se io personalmente riuscirei a stare comunque lontana dai miei cari e dalle mie abitudini, seppur immagino vi sentirete al telefono.
Non vi manca casa vostra? La vostra vita di sempre?
 
A me interessa sapere dell’organizzazione quotidiana, tipo il bucato ad esempio. Lavate qualcosa a mano? Vi siete attrezzati con detersivo e uno stendino? Oppure fate fare tutto dalla lavanderia?
Io ad esempio a casa faccio una marea di lavatrici… non oso immaginare comunque i costi dopo una crociera di 5 mesi…

E poi vorrei sapere se vi siete mai sentiti tristi lontano da casa… perché è vero che state vivendo un viaggio indimenticabile ma non so se io personalmente riuscirei a stare comunque lontana dai miei cari e dalle mie abitudini, seppur immagino vi sentirete al telefono.
Non vi manca casa vostra? La vostra vita di sempre?
Parto dal fondo…ci spiace tornare! Non abbiamo mai sentito la lontananza da casa…ci e’ mancato un po’ l’inverno e la neve, ma il Giappone ha attenuato un po’ la nostalgia! A casa
Siamo attrezzati per il bucato, detersivo per lavaggio a mano e mini stendino, ma laviamo solo slip e calze…il resto tutto in lavanderia.
Io ho ancora la mamma, 96 anni con una Sig.ra come badante, e quindi ci sentiamo tutti i giorni…finora tutto e’ andato bene, non abbiamo figli o nipoti, quindi le persone a noi care sono amici ed i loro figli: ci mancano ma non al punto da farci rinunciare ad una lunghissima vacanza!😊
 
Credo che la bellezza dei luoghi visitati e l'arricchimento culturale possa sopire ogni genere di nostalgia verso casa. Per me è un viaggio da sogno e tale rimarrà visto che, per mia moglie, quindici giorni lontano da casa sono già troppi. A prescindere dal fattore costo che è comunque impegnativo se si vogliono fare le cose per bene.
 
Parto dal fondo…ci spiace tornare! Non abbiamo mai sentito la lontananza da casa…ci e’ mancato un po’ l’inverno e la neve, ma il Giappone ha attenuato un po’ la nostalgia! A casa
Siamo attrezzati per il bucato, detersivo per lavaggio a mano e mini stendino, ma laviamo solo slip e calze…il resto tutto in lavanderia.
Io ho ancora la mamma, 96 anni con una Sig.ra come badante, e quindi ci sentiamo tutti i giorni…finora tutto e’ andato bene, non abbiamo figli o nipoti, quindi le persone a noi care sono amici ed i loro figli: ci mancano ma non al punto da farci rinunciare ad una lunghissima vacanza!😊
Sono contenta per voi!
Ogni tanto vi penso e non so se sarei pronta ad affrontare un viaggio così lungo.
Non dico che non sia allettante, tutt’altro!
Ci penso e ci ripenso e comunque ne ho di anni per pensarci prima di poter mollare tutto, quindi farò in tempo a convincermi 😆
 
Senza voler scendere troppo nel filosofico o anticipare quelle che saranno le immancabili considerazioni e riflessioni sul fantastico viaggio concluso.. chiedo ad entrambi, di getto, quello che sino ad ora è IL MOMENTO (ovviamente tra i molteplici vissuti) del viaggio.. un episodio, una tappa, una situazione, un'emozione.. il primo che di istinto vi venga in mente e dal cuore..

Difficile sceglierne uno solo...
Momenti indimenticabili per me in questa crociera:
Il passaggio delle chiuse di Gatùn per entrare nel Canale di Panamà, ammirare i moai sulla spiaggia di Anakena all'Isola di Pasqua, passeggiare sotto gli infiniti torii rossi del tempio Fushimi Inari a Kyōto, il risveglio all'hotel Peninsula con la splendida vista sulla baia di Hong Kong, pranzare nella sontuosa Tiffin Room nella fantastica cornice coloniale britannica dell'hotel Raffles a Singapore.
Ma poi molti altri: Lima, Tahiti, Sydney, Tokyo, il Museo del Palazzo a Taipei, lo Sky Bridge sulle Petronas Towers a Kuala Lumpur... e altri ce ne saranno ancora.
davvero difficile segliere.

A me interessa sapere dell’organizzazione quotidiana, tipo il bucato ad esempio. Lavate qualcosa a mano? Vi siete attrezzati con detersivo e uno stendino? Oppure fate fare tutto dalla lavanderia?
Io ad esempio a casa faccio una marea di lavatrici… non oso immaginare comunque i costi dopo una crociera di 5 mesi…

E poi vorrei sapere se vi siete mai sentiti tristi lontano da casa… perché è vero che state vivendo un viaggio indimenticabile ma non so se io personalmente riuscirei a stare comunque lontana dai miei cari e dalle mie abitudini, seppur immagino vi sentirete al telefono.
Non vi manca casa vostra? La vostra vita di sempre?

Per quanto riguarda la gestione del bucato: lavaggio a mano per l'intimo, per il resto lavanderia. I capi molto delicati o a cui teniamo particolarmente però evitiamo la lavanderia; li indossiamo e poi finiscono in valigia.

Per quanto riguarda la nostalgia di casa ecc.
No, nessuna tristezza o mancanza di casa. Quattro mesi sembrano lunghi ma in realtà passano anche troppo velocemente. E poi dopo tanti anni di crociere, dopo tanti giorni della mia vita trascorsi a bordo, anche la nave per me è un po' casa mia.
 
Recupero un po' di arretrato con il racconto. Dove ero rimasto? A Singapore credo...
Allora è il momento di raccontare dello scalo a Port Klang in Malaysia.

Abbiamo dedicato la giornata a una escursione a Kuala Lumpur, che in parte ripercorre quanto visto e già descritto da Maurizio.
Quindi propongo qui solo una piccola carrellata di immagini e proseguirò nei post successivi raccontando i luoghi nuovi.

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Merdeka Square (Dataran Merdeka), con il Royal Selangor Club, l’ex club coloniale affacciato sul lato opposto del campo erboso.

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Il Sultan Abdul Samad Building, il grande edificio coloniale con cupole di rame lungo Jalan Raja.

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La celebre "foce fangosa" che da il nome alla città, con la Sultan Abdul Samad Jamek Mosque, inaugurata nel 1909, costruita esattamente sul promontorio alla confluenza dei due fiumi Klang e Gombak.

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Passiamo ora alle differenze.
Abbiamo visitato il Butterfly Garden, un grande parco tropicale coperto da una rete, dove migliaia di farfalle volano liberamente in mezzo a vegetazione lussureggiante, fiori, stagni e piccoli ruscelli.
Occupa circa 80000 piedi quadrati ed è concepito come una “mini‑foresta pluviale” con sentieri, ponticelli, cascatelle e aree ombreggiate dove si possono osservare da vicino farfalle di molte specie, spesso locali della Malesia.

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Qui si possono ammirare farfalle velate o “paper kite” del genere Idea, bianche e nere, dal volo lento e molto elegante.

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Varie Nymphalidae tropicali (arancioni, marroni, blu, multicolori), che comprendono molte specie tipiche delle foreste pluviali asiatiche.

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Grandi farfalle Papilio (swallowtail), spesso nero‑verdi o nero‑gialle, molto scenografiche e comuni nel Sud‑Est asiatico.

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Numerosissime farfalle di ogni colore e forma, che conferiscono un movimento continuo nel giardino.
 
La tappa successiva è stato l’Istana Negara, il palazzo reale della Malaysia, la residenza ufficiale del re malese. Il complesso è molto vasto, circondato da prati perfettamente curati e da una lunga recinzione monumentale che già dall’esterno trasmette l’idea di un luogo solenne e protetto. Per i visitatori, il punto di riferimento è il grande ingresso ad arco: da lì si intravede il palazzo principale sullo sfondo, con le sue cupole dorate che spiccano sul bianco delle facciate.

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L’architettura del palazzo unisce motivi islamici – come le cupole e alcuni elementi decorativi – con la tradizione malese, reinterpretata però in chiave contemporanea. Il colpo d’occhio è dominato dalle numerose cupole, grandi e piccole, tutte rivestite d’oro, che danno all’insieme un aspetto regale e inconfondibile. Se ci si ferma davanti al cancello principale, lo scenario è completato dalle guardie in alta uniforme e dai cavalieri della guardia reale, che presidiano i piccoli padiglioni di guardia e offrono una scena quasi teatrale, molto fotografata dai turisti.

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L’interno del complesso, invece, è chiuso al pubblico e funziona come vero cuore della monarchia. L’Istana Negara è suddiviso in due ali principali: da una parte si trovano le grandi sale cerimoniali, dove si svolgono gli eventi di Stato, i banchetti ufficiali, le investiture e le occasioni in cui il re appare in forma solenne; dall’altra parte si susseguono le sale di udienza, gli ambienti destinati agli incontri con dignitari e capi di Stato stranieri, e le zone più riservate dedicate alla vita privata del sovrano e della sua famiglia.

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Un aspetto interessante è che l’attuale Istana Negara è relativamente recente: è stato completato all’inizio degli anni 2010 per rispondere alle esigenze di una monarchia moderna, con spazi più ampi, infrastrutture adeguate e una posizione più adatta al protocollo di Stato. Prima di questo trasferimento, il re risiedeva in un altro edificio a Kuala Lumpur, un palazzo degli anni Venti del Novecento che oggi è stato trasformato in Museo Reale.
 
Ora però vogliamo ammirare la città dall'alto, niente di meglio allora che salire all'osservatorio della Kuala Lumpur Tower o Menara KL, l’alta torre di telecomunicazioni che domina lo skyline cittadino insieme alle Petronas Towers. Sorge sulla collina di Bukit Nanas, all’interno di una piccola riserva forestale, così che la sua base è già sopraelevata rispetto al resto della città e il profilo della torre risulta visibile da quasi ogni quartiere.
La struttura raggiunge i 421 metri di altezza includendo l’antenna, il che la rende una delle torri per telecomunicazioni più alte del mondo. Il fusto è slanciato e cilindrico, con ascensori e una lunga scala interna che porta alla “capsula” in cima, una grande testa circolare che ospita gli spazi aperti al pubblico, le piattaforme di osservazione e le attrezzature di trasmissione.
L’architettura richiama l’estetica islamica malese, soprattutto nella parte basamentale e negli interni, con calligrafie arabe, piastrelle decorate e motivi floreali e astratti; nella hall il soffitto è arricchito da muqarnas di vetro che riflettono la luce come piccole stelle.

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Dall’osservatorio della KL Tower si ha una vista a 360 gradi su tutta Kuala Lumpur, con la città che si stende in ogni direzione ai tuoi piedi. In primo piano spiccano le Petronas Twin Towers, che si vedono molto bene anche se quasi “di taglio”, con i grattacieli del Triangolo d’Oro e le grandi arterie stradali che serpeggiano tra gli edifici.

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Spettacolare poi la vista sui due giganti che letteralmente sovrastano la città:
Exchange 106 (TRX Tower), nel nuovo distretto finanziario Tun Razak Exchange, raggiunge circa 445 metri di altezza.

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E soprattutto Merdeka 118 il nuovo gigante dello skyline cittadino: misura circa 679 metri di altezza per 118 piani ed è il secondo edificio più alto del mondo dopo il Burj Khalifa, oltre che il più alto della Malaysia.

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E le Petronas Towers?
Niente paura... saliamo anche lì...

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Le Petronas Twin Towers sono il simbolo moderno di Kuala Lumpur e della Malaysia: due grattacieli gemelli alti circa 452 metri, con 88 piani ciascuno, che fino al 2004 sono stati gli edifici più alti del mondo e oggi restano le torri gemelle più alte in assoluto. Progettate dall’architetto argentino‑statunitense César Pelli come sede della compagnia petrolifera nazionale Petronas, sono state completate a fine anni Novanta nel nuovo quartiere direzionale Kuala Lumpur City Centre (KLCC).

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In pianta, ogni torre ha una forma geometrica molto particolare: un motivo a stella a otto punte ottenuto dall’intersezione di due quadrati, ispirato a simboli islamici di unità, armonia e stabilità, poi ammorbidito da aggiunte semicircolari che creano l’alternanza di spigoli e superfici curve visibile all’esterno. Le facciate sono rivestite in vetro e acciaio inox, con una trama orizzontale di fasce lucide che fa apparire le torri come due “diamanti sfaccettati” che riflettono la luce del sole di giorno e l’illuminazione artificiale di notte.

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Strutturalmente, a differenza di molti altri grattacieli record, le Petronas sono costruite principalmente in cemento armato ad altissima resistenza, con 16 grandi colonne perimetrali che sostengono ciascuna torre.

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Alla base, un podio di sei piani ospita un grande centro commerciale, una sala da concerto filarmonica, spazi culturali e servizi, da cui i due corpi principali si innalzano assottigliandosi progressivamente verso le guglie.

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L’elemento più famoso è lo Skybridge, il ponte a due piani che collega le torri ai livelli 41 e 42, sospeso a circa 170 metri d’altezza. Il ponte non è rigidamente fissato alle strutture ma poggia su un sistema di supporti che gli permette di “scorrere” leggermente, così da compensare l’oscillazione dei grattacieli con il vento e contribuire alla loro stabilità, oltre a consentire il passaggio di persone tra una torre e l’altra.

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Dallo Skybridge delle Petronas si ha la sensazione di essere sospesi nel cuore dello skyline di Kuala Lumpur, più che di osservarlo dall’alto. La posizione è a metà altezza delle due torri, in mezzo alle grandi facciate di vetro e acciaio, e lo sguardo si apre orizzontalmente verso il KLCC Park con il laghetto, le fontane e i vialetti, incorniciati dal centro commerciale Suria KLCC e dagli altri edifici del quartiere finanziario.

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La vista non è così “aerea” come dall’osservatorio del 86º piano, ma risulta più ravvicinata e immersiva: la città si estende in tutte le direzioni, con strade ordinate e grattacieli che si susseguono fino a dissolversi verso le colline all’orizzonte nelle giornate più limpide. Il ponte consente di guardare da entrambi i lati, così che chi si trova lì può osservare la trama di vetrate e volumi metallici e percepire il legame fisico tra le due torri.

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La nostra ultima tappa di oggi è il Central Market, un grande mercato coperto che oggi funziona come centro culturale, di artigianato e shopping a prezzo fisso. L’edificio attuale, in stile Art Déco, risale al 1937 ed è stato ricavato da un vecchio mercato ittico del 1888, che ospitava in origine la vendita di pesce e generi alimentari freschi.

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All’interno, il mercato si articola in due piani coperti, climatizzati e ben organizzati, con file di piccoli negozi e bancarelle lungo i corridoi principali. Al piano terra si trovano soprattutto artigianato tradizionale, abbigliamento in batik (tessuti stampati con motivi caratteristici), oggetti in peltro, gioielli fatti a mano, sculture e maschere di legno provenienti dal Borneo, cesti di bambù e altri souvenir pensati per i turisti. Nella cosiddetta “Maly Street” si concentra gran parte degli artigiani e delle boutique che propongono prodotti locali, con una forte attenzione all’autenticità e al design tradizionale.

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La via commerciale di fianco al Mercato Centrale di Kuala Lumpur si chiama Kasturi Walk: è una strada pedonale coperta che continua idealmente il clima di shopping e vita di strada del Central Market, ma con un’atmosfera un po’ più informale. È affollata di piccole bancarelle e negozi di souvenir, artigianato locale, accessori, abbigliamento e oggetti di uso quotidiano, spesso a prezzi più bassi e con più spazio alla contrattazione rispetto al mercato coperto interno. Accanto ai negozi, Kasturi Walk offre anche diversi chioschi e locali dove mangiare: si trovano cibi di strada tipici, bevande locali, spuntini rapidi e, spesso, la possibilità di mangiare seduti in piccoli tavoli esterni.

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Alzando gli occhi verso il cielo l'inconfondibile profilo di Merdeka 118 appare quasi ovunque. E a lungo ci accompagnerà nella strada di ritorno verso Port Klang.

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Dopo una breve navigazione, la mattina successiva siamo a Penang, secondo scalo in Malaysia.
Qui la nostra escursione a terra coincide quasi perfettamente con quella di Maurizio, quindi procederò celermente proponendo soltanto alcune foto.

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Wat Chayamangkalaram, con la statua del Grande Buddha dormiente.

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Infine il Tropical Spice Garden, un'oasi botanica immersa nella giungla a Teluk Bahang, poco distante da Georgetown, un'attrazione ecoturistica premiata come il primo giardino delle spezie del Sud-est asiatico.

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Nel Tropical Spice Garden si vive soprattutto un’esperienza “sensoriale” nella giungla, più che un classico orto botanico ordinato.
Repellente per insetti tropicali indispensabile...

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Sentieri nella foresta pluviale e terrazze di spezie, con oltre 500 specie tra erbe, alberi e piante aromatiche (cannella, noce moscata, cardamomo, kaffir lime, zenzero, pepe).

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Alberi giganteschi, felci, liane e fiori insoliti: la foresta ci circonda, osserviamo alberi autoctoni, percorriamo sentieri tematici come Spice Terraces, Poison Garden, Rainforest Trail.

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Il tempo a disposizione non è molto, la nave riparte alle 15. Dobbiamo rientrare.
Due giorni di navigazione ci separano da Colombo, Sri Lanka.
 
A Colombo, in Sri Lanka, abbiamo in programma qualcosa di completamente diverso. Due anni fa, durante il nostro scalo qui avevamo dedicato la giornata all'esplorazione della città, visitando diversi siti, in particolare monasteri buddisti. Questa volta invece andremo alla scoperta del sud dell'isola, visitando la storica città coloniale di Galle, il litorale e una importante coltivazione del famoso tè di Ceylon.

La distanza da Colombo è notevole, ma il viaggio risulta molto meno impegnativo del previsto: una nuova autostrada e il traffico scorrevole a causa del giorno festivo ci consentono di percorrere i 130 km circa che separano le due città in un'ora e mezza... pensavamo peggio...

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La nostra prima meta è la piantagione di tè Handunugoda (Herman Tea Estate), un'azienda unica nello Sri Lanka meridionale, vicino ad Ahangama e Galle, specializzata nella produzione artigianale di tè bianco vergine e altre varietà di pregio.

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Si trova nella fascia costiera, l'unica piantagione di tè al mondo così vicina al mare, in un ambiente eco-friendly che funge da giardino botanico con biodiversità, inclusi tè, cannella, vaniglia, pepe e caucciù. Le piante prosperano nonostante il calore climatico grazie a metodi sostenibili ispirati da antiche tecniche di coltivazione tradizionale.

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Qui abbiamo modo di fare una visita guidata tra le piante di tè che producono il pregiato tè bianco.

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Dalla forma del suo fiore si comprende come la pianta del tè appartenga allo stesso genere botanico delle camelie.

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