Buonasera
Eccoci arrivati alle soglie dell’Europa…arriveremo domani a Las Palmas, Gran Canaria…torniamo dove 4 mesi fa avevamo lasciato i lidi a noi piu’ conosciuti per affrontare quello che si sarebbe rivelato qualcosa di semplicemente meraviglioso!
Abbiamo lasciato Mindelo, capoluogo di Sao Vicente, una delle isole che formano l’arcipelago di Capo Verde.
A noi l’isola e’ piaciuta, la capitale con i suoi contrasti e l’entroterra, montagnoso, arido, a tratti veramente inospitale. Bellissimi i panorami che si godono dalle alture che caratterizzano tutta l’isola, in particolare da Monte Verde a 750 metri slm.
Per secoli, l’isola di São Vicente rimase quasi disabitata. Quando i portoghesi scoprirono Capo Verde nel XV secolo, la considerarono poco interessante: mancava acqua dolce, e il terreno non era favorevole all’agricoltura. Così, mentre altre isole venivano colonizzate, São Vicente restava silenziosa, battuta solo dal vento e dalle onde. Tutto cambia nel XIX secolo. La Baía do Porto Grande — una delle baie naturali più sicure dell’Atlantico — attira l’attenzione delle potenze marittime, soprattutto degli inglesi.
Mindelo diventa rapidamente un punto strategico per le navi a vapore che attraversano l’oceano: qui si fermano per rifornirsi di carbone. È l’inizio della vera città.
Nel giro di pochi decenni, Mindelo si trasforma in un crocevia internazionale: arrivano commercianti, marinai, tecnici, avventurieri. Si costruiscono infrastrutture, magazzini, consolati. La città cresce con un’anima cosmopolita rara per l’Africa dell’epoca.
Tra fine Ottocento e inizio Novecento, Mindelo vive il suo periodo d’oro.
È una città vivace, aperta, piena di influenze europee, africane e brasiliane. Le idee circolano insieme alle merci, e nasce una cultura urbana raffinata, fatta di letteratura, musica e dibattiti.
È proprio in questo contesto che si sviluppa quella sensibilità culturale che renderà Capo Verde unico, e che più tardi darà origine alla morna, simbolo dell’identità capoverdiana.
Con il progresso tecnologico — in particolare l’introduzione di nuove rotte e combustibili — il ruolo strategico del porto diminuisce nel XX secolo. Mindelo perde parte della sua centralità economica, ma non la sua anima.
Nel Novecento, anche Mindelo partecipa al fermento politico che attraversa Capo Verde. Il paese ottiene l’indipendenza dal Portogallo nel 1975, nel contesto più ampio della fine dell’impero coloniale portoghese. Oggi Mindelo non è più un hub marittimo globale come un tempo, ma resta il cuore culturale di Capo Verde.
La sua storia vive nelle facciate coloniali, nel porto, e soprattutto nella musica e in un certo senso, il suo passato non è mai davvero passato: è diventato ritmo, lingua, identità.
La loro lingua, un dialetto creolo, e’ un mix fra inglese, portoghese, italiano ed ha influenze anche africane.
La lingua ufficiale e’ il potoghese.
La nostra escursione ci ha portato a visitare i dintorni di Mindelo, le spiagge piu’ belle e si e’ conclusa con una visita alla citta’. Purtroppo il giorno festivo ci ha fatto trovare tutto chiuso e quindi la citta’ mancava della brulicante vita quotidiana.
Il porto ci accoglie con dei coloratissimi graffiti

Di fronte al porto sorge l’isola dos Passaros, una piccola riserva naturale su una roccia che faceva parte del cratere di circa 4 km di diametro che ha dato origine alla baia.
