Ci dirigiamo ora verso l'estremità nord dell'isola, in una zona costiera a pochi passi dal mare e dalle famose casette colorate di Cap Malheureux, qui facciamo una breve sosta al tempio Arumugam Shiva un piccolo ma molto vivace kovil induista un suggestivo luogo di spiritualità indiana lambito dal blu dell’oceano Indiano.

È un tempio dedicato a Shiva, con una forte presenza di divinità associate al pantheon tamil: oltre a Shiva, spiccano le statue di Murugan, Ganesh, Parvati e altre figure familiari della devozione del sud dell’India, disposte lungo un cortile e porticato in un’atmosfera coloratissima e fitta di simboli.

Il tempio è anche legato al paesaggio simbolico di Cap Malheureux: la vicinanza al mare, alle rocce nere basaltiche e alle acque che si aprono davanti alle sue mura contribuisce a dare un senso di protezione divina sul villaggio e sui marinai o agricoltori della zona, molti dei quali appartengono alla comunità indiana che qui ha mantenuto tradizioni religiose e familiari per generazioni.

Ed eccoci a Cap Malheureux, un piccolo villaggio di pescatori sulla costa nord di Mauritius, nel distretto di Rivière du Rempart, incastonato tra Grand Baie e Anse la Raie e famoso soprattutto per la sua atmosfera tranquilla, il paesaggio marino e la storica “chiesa dal tetto rosso” che domina il promontorio. Il nome, che significa “Capo infelice” o “Capo sfortunato”, risale all’epoca francese e ricorda sia i naufragi avvenuti in passato sulle sue rocce coralline sia lo sbarco britannico del 1810, quando le truppe arrivarono dal nord prendendo alla sprovvista i francesi e mettendo fine al loro controllo dell’isola.



È un tempio dedicato a Shiva, con una forte presenza di divinità associate al pantheon tamil: oltre a Shiva, spiccano le statue di Murugan, Ganesh, Parvati e altre figure familiari della devozione del sud dell’India, disposte lungo un cortile e porticato in un’atmosfera coloratissima e fitta di simboli.

Il tempio è anche legato al paesaggio simbolico di Cap Malheureux: la vicinanza al mare, alle rocce nere basaltiche e alle acque che si aprono davanti alle sue mura contribuisce a dare un senso di protezione divina sul villaggio e sui marinai o agricoltori della zona, molti dei quali appartengono alla comunità indiana che qui ha mantenuto tradizioni religiose e familiari per generazioni.

Ed eccoci a Cap Malheureux, un piccolo villaggio di pescatori sulla costa nord di Mauritius, nel distretto di Rivière du Rempart, incastonato tra Grand Baie e Anse la Raie e famoso soprattutto per la sua atmosfera tranquilla, il paesaggio marino e la storica “chiesa dal tetto rosso” che domina il promontorio. Il nome, che significa “Capo infelice” o “Capo sfortunato”, risale all’epoca francese e ricorda sia i naufragi avvenuti in passato sulle sue rocce coralline sia lo sbarco britannico del 1810, quando le truppe arrivarono dal nord prendendo alla sprovvista i francesi e mettendo fine al loro controllo dell’isola.






































