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"...Ma tu, lo senti il respiro del vento..." - Costa Smeralda - gennaio 2026

12 Gennaio.... Barcellona

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Secondo il giornale di bordo digitale....il cartaceo è un ricordo lontano, l' arrivo a Barcellona è previsto per le 9.00, ma.....inutile l' abitudine alla sveglia non mi molla neppure in vacanza, moooolto prima dell' arrivo siamo già davanti alla costa spagnola. È buio pesto ma le luci in lontananza si vedono molto bene...nessun movimento, pare di star fermi eppure la nave si muove. Inutile alzarsi, indugerò ancora un po' in attesa dell' alba....che puntuale, quasi in punta di piedi, arriva...

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Barcellona la conosco meglio di Milano, oramai la giro in lungo e in largo senza indugio e senza l'aiuto di una cartina...non ha più segreti per me!
Si è detto tanto, si è visto tanto ma, non tutto. La città ha veramente tantissimo da offrire...ma oggi è LUNEDÌ!!! Mannaggia al lunedì! Tutto chiuso! La maggior parte dei siti di mio interesse, compresi i musei, sono chiusi!..

.insomma Sig.Costa ....anzi Carnival, vogliamo si o no deciderci a cambiare il giorno della settimana??? Suvvia cambiamo giorno!!

In verità qualche idea mi frulla per la testa ma non ho ancora predisposto nulla, questa volta non ho pianificato per tempo ma.....nessuno può fregare un Capricorno, anche se non ha non piano, una soluzione la trova!....in genere sono testarda e non mi faccio prendere in castagna per nessuna ragione e anche di lunedì saprò cavarmela.


Intanto, sempre controllando l'app di Costa, decidiamo di cambiare ristorante per colazione....che bello poter cambiare!!

Ti permette di vivere tutti gli ambienti della nave, cambiando ogni giorno e spalmando le persone in più luoghi così da non creare sovraffollamento. Spero mantengano così anche per il futuro poiché una nave con una capienza in numeri come questa può essere invivibile in determinate situazioni.


La Colombina.

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Anche qui la stessa soluzione, molto pratica, del servizio a buffet.

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Il ristorante è molto scenografico, ampio, aperto con grandi postazioni centrali con tavoli di grandi dimensioni. Ai lati e verso poppa con soluzioni più tradizionali. Può non piacere come soluzione di colori ..la risultante visiva è fredda ma ad un'osservazione più attenta emergono molti particolari piacevoli.



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Una leggenda attribuisce la fondazione di Barcellona al mitologico Ercole, nel contesto della storia degli Argonauti.
Giasone organizzò una spedizione con il fine di ritrovare il "Vello d'oro.
Questo era il pegno che gli avrebbe consentito di riconquistare il trono di Iolco. Per partire per questa impresa a bordo della mitica nave Argo, Giasone chiamò a se cinquanta eroi e tra loro vi era appunto anche Ercole.

A causa di una tempesta la flotta composta di nove navi si disperde nel Mediterraneo
Una nave non si ricongiunse alle altre e Giasone incaricò perciò Ercole di ritrovarla.
Ercole trovandosi vicino alla costa catalana avrebbe fondato una città che chiamò Barcanona (ovvero la nona barca dispersa). barca dispersa).... Barcanona...Barchinona...e poi Barcelona.


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Un'altra leggenda vuole che il Cartaginese Amilcare Barca, padre di Annibale, abbia fondato nel 230 a.C. Barkeno o Barci nova da cui deriverebbe il nome Barcino.
In realtà Amilcare era stanziato a Baetula, l'odierna Badalona. I primi abitanti della pianura dove sorge oggi Barcellona furono i Laietans (Laietani), ma dopo la seconda guerra punica Barcino divenne un colonia Romana.

Barcino, o meglio la Colonia Faventia Julia Augusta Patricia Barcino, il castrum romano fondato tra il 27 a.C. e il 14 a.C. sotto l'impero di Augusto, è quindi il nucleo dal quale Barcellona ha avuto origine.

Barcino rimase sotto il controllo di Roma sino al 412, anno in cui passò sotto il dominio visigoto di Ataulfo e Galla Placida, sorella dell'imperatore romano Onorio.

Barcino era una piccola ma fiorente città romana, posta nel punto di arrivo dell'asse nord (via Augusta, che portava da Roma a Cadiz) che arrivava al mare.
Fu popolata dai veterani romani, i soldati che avevano combattuto per Roma nella guerra cantabrica, ai quali venne attribuita questa terra una volta andati "in pensione".
L'avevano fondata quindi con il modello standard delle guarnigioni romane, il castrum.

La città aveva la forma di un ottagono irregolare, più lungo che largo, che si adattava alla collina su cui la città era posta , ed era circondata da mura.

Ancora oggi è possibile intercettare i segni di parte delle mura che racchiudevano la città, sentinelle di un passato lontano ma che può rivelarsi stupendo ai nostri occhi se l' andiamo a cercare. Un invito per chi ama la storia ma è un po' per tutti in realtà, sicuramente ne sarete affascinati. Il Barrio gotico...il quartiere che si allarga attorno alla Cattedrale, offre delle sorprese inedite.
La zona corrispondente alla città romana ha come confini la Via Laietana e La Rambla (andando da sud a nord), la Cattedrale e il Passeig Colom (andando da est a ovest).

Furono costruite due cerchia di mura.
La prima cinta muraria conteneva un'area di 12 ettari.

Ripercorrendo esternamente il tracciato del muro romano se ne possono vedere i resti.
La seconda cinta muraria costruita per difendersi dalle incursioni barbariche franco-germaniche nel III secolo d.C. aveva possenti muri, spessi anche 8m, alti 16m e con 78 torri di forma quadrata, tranne quelle delle 4 porte d'entrata che erano di forma rotonda.

I resti delle torri delle mura romane si possono ancora vedere. Ma i romani erano grandi ingegneri e sapevano che per progredire, vivete in una città doveva esserci acqua. Ecco che dove si trova l'attuale Plaça Nova si incontravano i due acquedotti che portavano l'acqua in città, che scarseggiava di risorse idriche.
Le acque che scorrevano soprattutto nel sottosuolo, tranne che nel tratto alle porta della città, provenivano da Collserola e dalla sorgente del fiume Besos in Montcada....gli acquedotti non li troveremo più ma le grandi torri a cui facevano termine si.

Nell'attuale Plaça Sant Jaume, si ergeva il foro romano.
Qui s'incrociavano le due strade più importanti della città: il decumano massimo e il cardo massimo.

Non ci sono invece tracce di un anfiteatro, di un circo e di un teatro romano.
I Romani infatti avevano posto Tarraco (l'attuale Tarragona) come capitale imperiale della Taraconensis, una delle tre regioni amministrative nella penisola iberica.

Affascinante vero??


Barcellona è tutta una città da scoprire. Oltre al suo passato romano si sovrappone a stratificazione il passato medievale e via via nel tempo fino all' era più estrosa che ancora oggi attrae....forse più di quella romana, la maggior parte delle persone che giungono qui : l'era modernista.


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Partirò anch'io in maggio, stessa nave, stesso giro e mi pare anche cabina simile.
Con immenso piacere salgo con te per un viaggio in anteprima, per assaporare ogni sensazione, ogni porto.
Grazie infinite Oriana
Ci sarò anch'io dal 23 maggio, seguo con piacere per apprendere le novità di bordo. :)
 
È vero che la resa visiva dei colori del Colombina sembra fredda ma, almeno dalle foto, quei colori danno luminosità all'ambiente.

PS La nave Argo è in cielo da due millenni, ora divisa nelle tre costellazioni Carena, Poppa e Vele nell'emisfero australe.
 
È vero che la resa visiva dei colori del Colombina sembra fredda ma, almeno dalle foto, quei colori danno luminosità all'ambiente.

PS La nave Argo è in cielo da due millenni, ora divisa nelle tre costellazioni Carena, Poppa e Vele nell'emisfero australe.
Grazie!
Bello sapere di queste stelle....un po' come dire che le stelle ci stanno a guardare da lassù...poi, chi meglio di te...
Mito, leggende vanno per così dire in sintonia con le stelle.... chissà come mai sono state date loro questi nomi... chissà....

Si, il Colombina può, e dico può, dare questa sensazione fredda anche per la tipologia molto chiara delle essenze in legno sbiancato utilizzate. Ma anche negli arredi di navi si seguono le tendenze del momento e la nascita di Smeralda rientra in pieno nella tendenza descritta poco sopra.

Interessante anche conoscere cosa sta alla base di tutto ( anche nei disegni ottagonali, esagonali e via dicendo) di determinati disegni delle moquette. Un ritorno al passato, un' epoca ben precisa che avrà il suo proseguimento in Costa Toscana..;)

Ci sarò anch'io dal 23 maggio, seguo con piacere per apprendere le novità di bordo. :)
Benissimo, sia per te che ad Elide...poi vi vorrei leggere al vostro rientro o in una diretta. Ci conto!!

Mi fate venire voglia di prenotare 😄
Vabbè, ma che ci stiamo a fare qui io e te?? Prenotiamo!!! 😃
 
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Uscire dal porto di Barcellona è semplice, oltre ai taxi e le navette della compagnia, ci si può avvalere dei bus locali che in poco meno di 15 minuti portano al piazzale antistante la Rambla. Da qui ogni itinerario prende forma, vi è solo l'imbarazzo della scelta.

A ragion di verità occorre segnalare che la passeggiata sulla Rambla è alquanto difficile e aggiungerei poco bella. Difficile poiché tutto il percorso della Rambla è interessato da lavori di riqualificazione della stessa, perciò è una gincana tra spostamenti, passaggi da un lato all' altro...poco piacevole secondo me. Poco bella perché devi necessariamente guardare dove metti i piedi e poco vedi di ciò che vi si affaccia.

Consigliabile magari percorrere il primo tratto già sistemato e poi dirigersi a lato entrando nelle vie parallele, così facendo si scopre che Barcellona non è " solo" Rambla.


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Nato durante la Renaixença (rinascita culturale catalana), il Modernismo fu l'espressione artistica della borghesia catalana colta, desiderosa di un'identità moderna e distintiva, spesso legata al nazionalismo.


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Sviluppatosi tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo (ca. 1885-1920) specialmente a Barcellona, è una variante dell'Art Nouveau che ha ridefinito l'identità della Catalogna. Caratterizzato da forme organiche, linee curve, mosaici colorati e ferro battuto, il movimento fonde natura e architettura, con Antoni Gaudí, Lluís Domènech i Montaner e Josep Puig i Cadafalch come principali esponenti del movimento.
A Barcellona, è diventato uno degli elementi che caratterizzano l'immagine della città.

Oltre a Barcellona, il movimento si è esteso ad altre parti della Catalogna e della Spagna, con esempi anche a Reus e Girona.
Il Modernismo non fu solo architettura, ma coinvolse arti visive, letteratura e design, rappresentando un periodo di grande splendore culturale.

Nel 1888 Barcellona è la sede dell’Esposizione universale e per l’occasione cambia volto: soprattutto per ciò che riguarda la rete viaria, convertendosi in una città dinamica, moderna e cosmopolita a livello di altre città europee. Grazie alla lungimiranza dell’ingegnere Ildefonso Cerdá, Barcellona fu dotata verso la fine del XIX secolo delle grandi strade ortogonali e delle ampie “avenidas” che ancora oggi sono in grado di sostenere e smaltire il traffico moderno, inesistente all’epoca del progetto. Su questo impianto urbanistico, eccezionale per l’epoca, furono costruiti molti edifici le cui facciate rimangono ancora oggi il simbolo del desiderio di rottura con il passato, e di una libertà di espressione. Il tutto rappresentato dall’esuberanza delle decorazioni floreali in pietra, dalle volute del ferro battuto delle balaustre, dalle vetrate multicolori che incorniciano finestre e dai balconcini curvilinei chiusi di rivisitata gotica memoria. Pochi conoscono il nome dell’architetto Luis Domènech i Montaner, costruttore tra l’altro del Palazzo della musica “Palau”, propulsore di un’architettura moderna e razionale, o quello di Puig i Cadafalch, autore per esempio della casa Amatller, sul Paseo de Gracia, al lato di altre più conosciute di Gaudì; e probabilmente niente dirà ai turisti il nome di José Vilaseca i Casanovas che lascia tra l’altro una grandiosa testimonianza nell’Arco di Trionfo vicino all’attuale Giardino zoologico. Questo tanto per citare brevemente pochissimi tra la nutrita schiera di architetti e artisti che fecero di Barcellona una città moderna e tanto differente dal resto della Spagna.Tra tutti questi, però, Gaudì è colui che maggiormente viene citato, studiato, le cui opere attraggono centinai di turisti all’anno e il cui nome s’identifica con il Modernismo catalano. E il Paseo de Gracia è il punto di partenza per chi vuole cominciare a conoscere questa corrente artistica. Due esempi per tutti: la Casa Battló e, quasi di fronte, la casa Milá, detta anche la Pedrera, ambedue di Antonio Gaudí, quest’ultima divenuta quasi simbolo della città assieme alla residenza Güell. Per finire poi con l’ultima, grande e incompiuta opera di Gaudì: il Tempio Espiatorio della Sagrada Familia.


Una corsa in metro e quattro passi a piedi e siamo lì, a controllare i lavori....per la serie: anche in vacanza mi tocca lavorare...;)

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Direi che si...stanno lavorando!
 
Anche se vista e rivista è sempre un'emozione....

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Quest'altro elemento è una foresta....la natura entra prepotentemente nella sua visione.... affascinante se avete la possibilità di leggere la sua biografia e il suo modo di interpretare l'architettura come una forma vivente.





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Nella visione di Gaudi il baldacchino è un sole...che governa il mondo e sotto ad esso la figura di Cristo il salvatore....animo profondamente religioso.
 
Restando in ambito modernista...




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Il Recinto Modernista di Sant Pau, costruito tra il 1905 e il 1930, fu ideato da Lluís Domènech i Montaner come una città-giardino per i malati. Dopo aver servito per un secolo come ospedale pubblico, i suoi padiglioni ristrutturati splendono oggi in tutto il loro vigore. Visitare questo complesso architettonico così eccezionale è un'esperienza unica.


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Alla fine del XIX secolo, il vecchio edificio dell'Hospital de la Santa Creu, situato nel quartiere del Raval a Barcellona, era diventato piccolo e obsoleto; era necessario ricollocarlo. La risposta fu un ambizioso progetto ispirato alle correnti igieniste più avanzate dell'epoca. Non si può dimenticare che la traiettoria di questa istituzione è sempre stata legata alla beneficenza e ai progressi sociali e sanitari.

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Questo complesso modernista, il più importante d'Europa, è oggi un punto di riferimento della ricchezza monumentale di Barcellona, nonché del suo spirito innovativo. Dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1997, il suo valore architettonico e artistico acquisisce una nuova dimensione internazionale con i nuovi utilizzi dei padiglioni. Il complesso è ora un campus della conoscenza e sede di organismi internazionali, come l'Istituto Forestale Europeo, la Casa Àsia, la Global University Network for Innovation o l'Istituto dell'Università delle Nazioni Unite sulla Globalizzazione, Cultura e Mobilità.

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La visita di questo magnifico scenario permette di immergersi nella storia, nell'arte e nell'attualità. Lo spazio espositivo del Padiglione di Sant Salvador consente di viaggiare attraverso la storia della medicina a Barcellona e la traiettoria di una delle istituzioni sanitarie più antiche d'Europa. Il Padiglione di Sant Salvador è l'inizio di un percorso consigliato attraverso gli spazi esterni del Recinto Modernista, dei giardini che riproducono il modello di città-giardino ideato all'inizio del XX secolo. Durante la passeggiata, si potrà godere della bellezza esteriore degli edifici. Cupole, tetti, facciate, sculture e vetrate sono gli elementi più in vista. Inoltre, è possibile accedere al Padiglione di Sant Rafael, dove si può ammirare l'interno così come fu concepito all'inizio del Novecento. Si possono anche percorrere i tunnel che collegano i diversi edifici nel sottosuolo e visitare gli spazi patrimoniali più rappresentativi del Padiglione dell'Amministrazione.
 
Se mentre cammini per Barcellona ti capita di calpestare una mattonella rossa, rotonda e con un simbolo quasi floreale, non preoccuparti, sei lungo la Strada del Modernismo, ossia lungo il percorso giusto per scoprire le meraviglie architettoniche più straordinarie della città. È possibile infatti visitare la città in una maniera del tutto particolare, come fosse una grande caccia al tesoro.

Sono 120 le mattonelle sparse per tutta la città e indicano i punti di principale interesse nell’itinerario. Non pretendere di scoprirle tutte, ma sicuramente senza vederne almeno una non potrai certo dire di aver visitato la Barcellona modernista e di averne colto l’essenza.....ma se non volete guardare per terra, basta rivolgere gli occhi al cielo per scoprire le facciate più belle, colorate ed intriganti della città.

Sicuramente il sito che vi ho appena mostrato è il plus ultra in fatto di colori, forme, emozioni ma lungo il percorso, da fare esclusivamente a piedi del ritorno verso il centro città, troverete interessanti visioni.
È proprio come una caccia al tesoro...e io adoro questo tipo di scoperte.

Si ritorna qui di verso la Sagrada...che saluto, per ora, tornerò in futuro ( poiché tutte le navi più o meno arrivano qua) per " controllare" come proseguono i lavori.

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La Barcellona modernista ....



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Sebbene sia nel quartiere dell'Eixample, e più precisamente nella zona conosciuta come " Quadrat d'Or " (quadrato d'oro), che si trova la maggiore concentrazione di edifici modernisti, questo stile architettonico è presente anche in molti altri luoghi di Barcellona.



Eixample in catalano significa “Estensione” o “Ampliamento” perché fu costruito a partire dal 1860 per espandere Barcellona dopo la demolizione delle mura medievali. Oggi è un vasto quartiere commerciale e residenziale. Con il suo incrocio di viali perpendicolari,

spesso fotografati dall’alto, rappresenta una nuova visione della città. Al centro, il "Quadrat d'Or” – il Quadrato d’Oro – è come un piccolo museo a cielo aperto, che concentra il maggior numero di edifici modernisti di Barcellona, firmati da Antoni Gaudí, Domènech i Montaner o Puig i Cadafalch tra gli altri architetti del modernismo catalano. Facciate in pietra, vetro, ferro battuto e ceramica: una delizia architettonica.


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Dietro le secolari facciate moderniste del quartiere dell'Eixample, troviamo i nomi delle famiglie borghesi di Barcellona e dei suoi architetti più importanti. Un ottimo esempio sono le tre case nel cosiddetto " Blocco della Discordia ", sul Passeig de Gràcia , tra le vie Consell de Cent e Aragó. Qui, tre dei grandi architetti del Modernismo - Lluís Domènech i Montaner , Josep Puig i Cadafalch e Antoni Gaudí - costruirono case rispettivamente per le famiglie Lleó Morera , Amatller e Batlló .

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La strada del Modernismo di Barcellona è un itinerario che vi porterà alla scoperta della Barcellona di Gaudí, Domènech i Montaner e Puig i Cadafalch, gli architetti che, insieme ad altri, hanno reso la città capitale mondiale del Modernismo e ne hanno scolpito la fisionomia e la personalità.

Questo percorso permette di conoscere splendide residenze, case sorprendenti, ma include anche edifici più umili per la vita di tutti i giorni come farmacie, negozi, oppure oggetti come lampioni e panche...sta a voi scoprirli.

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