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"...Ma tu, lo senti il respiro del vento..." - Costa Smeralda - gennaio 2026

La giornata è meravigliosa. Il clima oggi ci regala uno scampolo di primavera inoltrata, ben presto via i giacconi riposti accuratamente negli zaini...ci sentiamo per un po' palermitani anche noi. È un po' presto per assaggiare queste prelibatezze anche se un ambulante ci dice che ...

" A Palermo, si mangia una volta al giorno ....dalla mattina alla sera !!!....":D

Continuiamo la perlustrazione della zona che non è solo mercato. Siamo nel quartiere, più antico della città. Le case fatiscenti conservano un fascino del tutto particolare; numerosi i piccoli bar dal sapore antico dove gustare , oltre che un buon caffè, i piccoli dolci della tradizione siciliana. Ambienti minuscoli dove l'arredo è rimasto quello da sempre....forse è da generazioni che si tramandano le attività, tutto ciò è veramente di fattura squisita...e squisiti sono i proprietari.

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La zona è altresì ricca di cappelle, oratorio, chiese...alcune aperte, altre chiuse...parecchie ne troveremo così. D'altronde c'è veramente tanto in questa città e seppur la rete dei volontari sia abbastanza sostenuta, non è tale da poter contemporaneamente tenere aperti i siti storici e religiosi che si rendono fruibili a rotazione.

Il mercato, o meglio, nel mercato del Capo anticamente forse un po' di più, la componente religiosa era importante. All' inizio di ogni giornata lavorativa era consuetudine affidarsi alla Provvidenza Divina, così ecco tra i banchi apparire di sovente le cappelle - oratori aperti proprio per loro, per gli ambulanti con delle chiese intitolate proprio alle loro categorie. Col passare del tempo e con i miscugli delle razze e religioni, queste usanze legate al passato vengono a limitarsi fortemente...forse è anche per questo motivo che molte sono state irrimediabilmente chiuse.

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Si nascondono però dei veri gioielli di manifattura veramente superbi...


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Riccamente decorata in stile barocco con marmi misci e tramischia di pregevolissima fattura.
La simbologia è fortissima in tutte le cappelle laterali e nell'altare principale per comunicare con immagini e riferimenti simbolici le storie dei santi e degli eventi raccontati nelle sacre scritture.



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Molto pregevoli e antichissimi questi "paliotti" ad intarsio in marmo policromo.
I materiali utilizzati sono il marmo bianco di Carrara , il rosso di Castellammare, la pietra gialla di Castronovo e per l'azzurro è stato utilizzato un materiale vetroso di grande brillantezza ricavato da scorie prodotte nella fornace di calce.
Questa forma di arte antica è presente in numerose chiese palermitane....vi invito ad andare a scoprirle.
 
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Ma eccola....sapevo che ci saremmo incontrate...


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La Cappella di Santa Rosalia è molto frequentata è per eccellenza la Santa più invocata in città.
Si trova all'interno della Cattedrale di Palermo, nella navata meridionale, ed è il luogo sacro che custodisce le reliquie della patrona. Caratterizzata da una preziosa urna argentea del 1631 e da bassorilievi del XIX secolo raffiguranti il miracolo della peste, rappresenta un fulcro della devozione palermitana.

La cappella presenta bassorilievi di Valerio Villareale del XIX secolo, raffiguranti la processione del 1625 e la santa che intercede per la città.
Sul fondo è presente un'opera di Giuseppe Velasquez. La cappella è chiusa da una cancellata in ottone con sette lampade d'argento e decorata con l'aquila, simbolo di Palermo.
È importante distinguere questa cappella situata in cattedrale dal Santuario di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino, che è invece il luogo in cui la Santa visse e dove furono ritrovati i resti, noto per la suggestiva grotta naturale.

Il corpo di santa Rosalia è custodito dentro la preziosa Urna argentea realizzata nel 1631.


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La Cattedrale di Palermo non è solo un edificio religioso qualsiasi ,è un libro di storia scritto nella pietra! Immaginate un solo edificio che combina elementi architettonici normanni, arabi, bizantini e barocchi. Sembra impossibile? A Palermo l'hanno reso realtà! Questa impressionante costruzione iniziò nel XII secolo sulle fondamenta di un'antica moschea, che a sua volta era stata costruita su una chiesa bizantina.

La cosa più affascinante è che potete identificare chiaramente ogni influenza culturale: le cupole rosse di stile arabo, le robuste torri normanne, i mosaici bizantini e gli ornamenti barocchi aggiunti secoli dopo. È come se ogni civiltà passata per Palermo avesse voluto lasciare la propria firma su questo spettacolare monumento! E come se non bastasse, la cattedrale ospita le tombe reali di imperatori e re, incluso Federico II, uno dei monarchi più potenti e intellettuali del Medioevo.... un solo edificio racconta la storia di quattro diverse civiltà È una lezione di storia che non ha bisogno di parole.

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E’ considerata il “libro di storia di Palermo”, poiché tutte le dominazioni che si sono succedute nel corso dei secoli hanno lasciato traccia del loro passaggio; la costruzione risale al 1184.

Suggestivo è il prospetto meridionale (quello posto su via Vittorio Emanuele) con il bellissimo portico realizzato nel 1453, il quale rappresenta un capolavoro del gotico fiorito catalaneggiante e la balaustra in marmo che circonda il piano della Cattedrale del 1574, realizzata da Vincenzo Gagini e successivamente ornata da statue di santi e sante siciliane.


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L’ ampio interno fu radicalmente trasformato tra gli anni 1781 e 1801, donando alla spazialità barocca una corretta proporzionalità neoclassica in cui la cupola è l’elemento essenziale d’equilibrio.

Di ragguardevole interesse sono le tombe reali in porfido rosso, in particolare quella di Federico II; la cappella con l’urna argentea di Santa Rosalia, patrona di Palermo, che viene portata in processione ogni 15 luglio.

L’acquasantiera realizzata da Domenico Gagini del ‘500 con conca a conchiglia e rilievi rappresentanti il Battesimo di Gesù e l’Annunciazione.


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L’Altare Maggiore in pietre semipreziose e legni pregiati del 1794 e il tesoro, ricco di paramenti sacri, calici, breviari, ostensori etc., per la maggior parte dei secoli XVI, XVII e XVIII, sicuramente di notevole interesse è la tiara appartenuta a Costanza d’Aragona, rinvenuta nel suo sepolcro.

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Avete mai notato nel pavimento della cattedrale di Palermo quella barra metallica incastonata nel pavimento, obliquamente, davanti al presbiterio? Si tratta di una meridiana a camera oscura che è stata collocata durante i restauri intorno al 1800.




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Cosa è una meridiana a camera oscura?
La meridiana a camera oscura è un orologio solare realizzato all’interno di un edificio ed è costituito da un’unica linea oraria: le 12 del “tempo locale vero”. Ecco come funziona: Da un piccolo foro ricavato nella parete o nel soffitto entra un raggio di luce solare e colpisce una linea solcata nel terreno, nell’attimo esatto in cui il Sole è nel meridiano, cioè nel punto più alto. Ogni mezzogiorno, attraverso il foro , il raggio solare si posa lungo l’asse della meridiana, spostandosi durante i periodi dell’anno e determinando in questo modo l’avvicendarsi dei mesi e delle stagioni con i corrispondenti simboli zodiacali.

Come è fatta una meridiana a camera oscura: occorrono dunque un quadrante, rappresentato dallo stesso pavimento con la linea delle ore 12 del Tempo Vero Locale (in direzione Nord-Sud) e il foro disposto in modo da “proiettare” l’immagine solare sulla linea meridiana solo al momento della culminazione. Per una misurazione corretta, la dimensione del foro e la sua altezza dal pavimento devono essere proporzionate (circa 1:1000).

La meridiana della Cattedrale fu voluta per volontà dell’arcivescovo Filippo Lopez y Royo e realizzata durante la ristrutturazione dell’edificio nell’ultimo ventennio del 1700. Il motivo è scritto su una lapide murata in un pilastro: che al “pubblico comodo servisse, ed insieme fosse ornamento al Duomo”. Il fine era fornire ai cittadini uno strumento preciso e semplice per misurare il tempo “all’europea“. Nel Regno delle Due Sicilie e in quasi tutti gli stati italiani veniva invece utilizzato il sistema cosiddetto “all’Italiana“, in cui il giorno era diviso in 24 ore uguali, ma contate a partire da mezz’ora dopo il tramonto del Sole, con una piccola differenza giornaliera che nel corso dell’anno accumulava differenze sensibili.

L’incarico venne affidato nel 1794-95 al padre teatino Giuseppe Piazzi, professore di Astronomia dell’Università di Palermo e direttore dell’Osservatorio Astronomico nel Palazzo Reale.

La meridiana doveva essere collocata in una zona facilmente accessibile ai visitatori, senza comunque arrecare disturbo allo svolgimento delle funzioni sacre e poi, secondo gli intenti dell’ideatore doveva avere un’estensione abbastanza notevole. La zona ideale sarebbe stata quella vicino l’ingresso, ma l’orientamento della Cattedrale e la disposizione delle colonne che dividono le navate, non consentivano la realizzazione dell’opera secondo i criteri desiderati. Così, alla fine, la meridiana fu collocata nella posizione più infelice possibile, cioè nella zona immediatamente antistante l’altare maggiore. E dovendo collocare il foro nella cupoletta di una navata laterale, che non era non abbastanza elevata, le dimensioni della meridiana risultarono piuttosto limitate. Comunque fu fatta!
L‘inaugurazione ufficiale avvenne durante solennità del Corpus Domini, il 4 giugno 1801, in occasione delle riapertura al culto della Cattedrale.


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La meridiana corre in direzione Nord-Sud dalla Cappella di San Francesco di Paola a quella del Crocifisso, attraversando obliquamente la navata centrale davanti all’altare maggiore. È costituita da una barra prismatica di ottone lunga 21 metri, 81 centimetri e 2 millimetri, incastonata nel pavimento e rifinita con un orlatura di marmo bianco. Dei piccoli buchi segnati nella barra indicano l’entrata del sole nei vari segni dello Zodiaco, segni che sono rappresentati sul pavimento con tarsie di marmi policromi.
La direzione astronomica esatta fu tracciata servendosi dei calcoli che si facevano nel vicino Osservatorio del palazzo Reale con lo “strumento dei passaggi,” che assicurava la determinazione abbastanza precisa del Mezzogiorno solare.


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Affascinante vero? Divertitevi a scoprire il vostro segno zodiacale....


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Il mio!!

La zona attorno alla cattedrale è molto affollata, turistica ma altrettanto interessante da scoprire.


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Il Palazzo diocesano a lato potrebbe essere una buona esperienza per voi se ancora non ci siete stati...

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Eccola!! Il carro di Santa Rosalia è posto accanto alla cattedrale...ebbi modo di vederlo qualche anno fa ma in un' altra zona di Palermo.

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Proseguiamo il nostro giro di perlustrazione...qui il barocco trionfa ad ogni angolo ....
 
Un'ottima descrizione della meridiana della cattedrale di Palermo. Aggiungo solo che sono presenti meridiane simili in altre grandi cattedrali come il Duomo di Milano, Santa Maria del Fiore a Firenze e San Petronio Bologna. Nei periodi di intensa attività solare come questo fate attenzione all'immagine del sole proiettata sul pavimento: sul disco del Sole potreste vedere alcune macchie solari che appariranno come piccole macchie scure di forma irregolare. Come ha spiegato Oriana questo tipo di meridiana funziona come una camera oscura, quindi proietta a distanza l'immagine del Sole che può mostrare dettagli come le macchie.
 
I Quattro Canti



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Una piazza storica dove troviamo quattro edifici molto simili tra loro con una lunga tradizione.

Il percorso di esplorazione della città per molti turisti comincia da qui. Da questo quadrivio formato da via Maqueda e Corso Vittorio Emanuele. I Quattro Canti, punto di incrocio e contatto tra i quattro quartieri storici della città. Una sorta di bussola per le passeggiate che portano ad altrettante splendide chiese , la Cattedrale ad esempio e splendidi palazzi, a partire da quello dei Normanni.

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I Quattro Canti è la scenografica Piazza Vigliena, chiamata anche l'Ottagono o Teatro del Sole, ma comunemente conosciuta e chiamata da tutti Quattro Canti.
Un quadrivio di vie fulcro di un progetto di trasformazione urbanistica della Palermo spagnola.

Le quattro facciate dei cantoni, ornate di balconi, cornici, finestre e nicchie su tre ordini, è un denso apparato simbolico riproducente la quadripartizione della città. Il progetto risale al 1600.
Nel primo ordine si trovano quattro fontane con le statue delle stagioni; nelle nicchie del secondo ordine, le statue dei re spagnoli Carlo V, Filippo II,III,IV; in quelle del terzo ordine, le statue delle Sante Cristina,Ninfa, Oliva e Agata. Protettrici dei quattro retrostanti quartieri: Albergheria, Capo, Castellammare, Kalsa.
Nel coronamento finale, gli stemmi imperiali e reali. Inquadrano sulla piazza l'inizio di via Maqueda due grandi palazzi: Palazzo Merendino e al lato opposto, Palazzo Rudini.

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Se c'è un luogo a Palermo dove sentirete di essere al centro dell'universo, quello è Quattro Canti. Questo incredibile incrocio ottagonale, dove si incontrano le due arterie principali del centro storico - Via Maqueda e Via Vittorio Emanuele - non è un semplice incrocio di strade. È un capolavoro barocco a cielo aperto!

La cosa più affascinante è che ognuno dei quattro angoli rappresenta una stagione dell'anno, un re spagnolo e una santa patrona della città. Immaginate un incrocio così elaborato che sembra un museo all'aperto! Ed ecco la curiosità: il centro storico attuale non coincide con quello che era il centro della città moderna. Dopo il devastante bombardamento del 1943 durante la Seconda Guerra Mondiale, Palermo fu ricostruita in modo tale che le attività principali si spostarono in una zona lontana dal centro storico originale.

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intervengo solo per aggiungere che: i quattro canti esistono anche a Napoli. Per niente le due città facevano parte entrambe del regno delle due Sicilia. l’unica differenza è che nel capoluogo Campano vengono chiamati “e quatt palazz”
 
Poco più in là lo scrosciare dell'acqua ci porta a visitare un'altra meraviglia....

Fontana Pretoria.......la vergogna!!

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Spazio monumentale, spianato e sistemato nel 500 è quasi per intero occupato dalla grandiosa fontana Pretoria, detta anche della vergogna.
Realizzata dallo scultore Francesco Camillari per una villa fiorentina, acquistata in seguito dal Senato palermitano, smontata e ricomposta spettacolarmente qui. Il repertorio è formato da statue di divinità pagane, allegorie e teste di animali. Si dice che i religiosi della vicina chiesa di S.Giuseppe dei Teatini, si indignassero e additassero come " la fontana della vergogna", ancora oggi chiamata così.

Non la vedrete per intero poiché è in parte transennata per restauri ma un'idea della sua bellezza è possibile averla ...


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Qui c'è tanto da vedere: i palazzi adiacenti, le chiese, i conventi e la piazza subito alle spalle con altri due gioielli da non lasciarsi sfuggire.

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Anche se vista e rivista questa zona è sempre un incanto e imprescindibile in ogni visita.


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