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Quali fari avete visto?

gimale

Well-known member
Qualche settimana fa , pensando ai nostri viaggi per mare, mi sono detta: “chissà quanti fari abbiamo visto”

Così ho iniziato a cercarli tra le fotografie che ho fatto in questi anni e ne ho trovati alcuni di cui quasi non ricordavo più ed ho pensato che anche voi magari avete delle fotografie che possono essere condivise qui sul forum.
Riporto anche qualche caratteristica tecnica ma non sono sicura che tutte siano corrette: alcune tratte direttamente dai siti della Marina dei diversi paesi probabilmente si ma di altre non so....

I fari mi hanno sempre affascinata sorse perché sono nata nella città con il faro più alto del Mediterraneo: la “Lanterna”

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Quando con mio papà, tutte le domeniche mattine, andavamo in Darsena a controllare che le sue barche fossero tutte a posto, passavamo a fianco a questo faro imponente che caratterizza i panorami di Genova. La Lanterna per Genova e i genovesi è più di un simbolo e ricordo che già in un lavoretto fatto all’asilo l’avevamo plasmata nel Das.
E poi una zia mi cantava una filastrocca che qui vi riporto:

A Lanterna de Zena l’è fæta a trei canti,

Maria co-i guanti lasciæla passà.

A tr’öue de nêutte e tutti l’han vista

a fava a fiorista vestîa da mainâ.

Cattæghe ‘na roba, cattæghe ûn frexetto

cattæghe ûn ometto, pe fâla ballâ.


Si tratta di una filastrocca del ‘700 giunta fino ai giorni nostri e che riporta il fatto che a qualunque posto si guardi, la Lanterna appare con tre angoli. Se non ci credete provate a cercare le immagini della Lanterna su google e vedrete che si vedono sempre tre spigoli della struttura.

Attualmente la Lanterna appare come costruita su uno scoglio ormai completamente inglobato nel porto ma in origine si trovava sul promontorio che separava l’allora comune di Sampierdarena e quello di Genova. Il promontorio è stato letteralmente spianato negli anni ’20 del XX secolo eliminando la separazione tra i due comuni.

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La storia della Lanterna è antica; di seguito quanto riportato sul sito ufficiale https://www.lanternadigenova.com/

Simbolo della città di Genova, sita sul promontorio di Capo di Faro la Lanterna, con i suoi 77 metri di altezza, è il faro più alto del Mediterraneo, secondo in Europa. L’attuale costruzione risale al 1543, ma fin dal XII secolo esisteva una torre di struttura simile, nata come torre di guardia per annunciare l’arrivo di imbarcazioni sospette e divenuta nel tempo anche faro, sulla cui sommità si bruciavano fascine per segnalare ai naviganti l’accesso al porto. Nel 1326 vi si installò la prima lanterna ad olio di oliva, la cui luce era concentrata in un fascio grazie a cristalli trasparenti prodotti da maestri vetrai liguri e veneziani. La rappresentazione probabilmente più antica di questa prima Lanterna risale al 1371 e compare sulla copertina di un registro dell’autorità marittima del tempo conservata all’Archivio di Stato di Genova e restaurata nel 2017 grazie al contributo del Lions Club di Sampierdarena per il progetto Insieme per la Lanterna e Adotta un Documento.

Nel Quattrocento la torre fu adibita a prigione e custodì, tra gli altri, il re di Cipro. Agli inizi del Cinquecento fu edificata la fortezza della Briglia, voluta da Luigi XII per le truppe che presidiavano la città: i genovesi, insorti contro i francesi, la bombardarono, danneggiando anche la Lanterna, ridotta a “mezza torre”. Nel 1543 essa venne ricostruita e le antiche merlature furono sostituite. Da allora la Lanterna superò senza gravi conseguenze il bombardamento navale del Re Sole alla fine del Seicento, i combattimenti del 1746 dopo la rivolta di Portoria, i bombardamenti della seconda guerra mondiale, nonché innumerevoli momenti di intemperie naturali (fino a quando, nel 1778, non fu dotata di impianto parafulmine). In tempi più recenti la potenza del faro aumentò notevolmente, sia per l’introduzione di più moderni sistemi ottici (data 1840 il sistema rotante con lenti di Fresnel), sia per l’introduzione di nuovi combustibili: il gas di acetilene (1898), poi il petrolio pressurizzato (1905), fino all’elettrificazione del 1936.

La Storia della torre dal 1128 ad oggi

Secondo alcune fonti non ufficiali, nel 1128 venne edificata la prima torre, alta poco meno dell’esistente, con una struttura architettonica simile all’attuale, ma con tre tronchi merlati sovrapposti. Alla sua sommità venivano accesi, allo scopo di segnalare le navi in avvicinamento, fasci di steli secchi di erica (“brugo”) o di ginestra (“brusca”). I documenti del secolo XI, le prime cronache e gli atti ufficiali del nascente comune genovese forniscono dati sicuri sulla torre di segnalazione, ma non la sua data esatta di costruzione. Nel 1318, durante la guerra tra Guelfi e Ghibellini la torre subì rilevanti danni alle fondamenta ad opera della fazione ghibellina; nel 1321 vennero effettuati lavori di consolidamento e venne scavato un fossato allo scopo di renderla meglio difendibile.

La prima lanterna venne installata nel 1326; la lucerna era alimentata ad olio di oliva ed in merito l’annalista Giorgio Stella scriveva: “In quest’anno fu fatta una grande lanterna sulla torre di Capo Faro affinché con le lampade in essa accese, nelle notti oscure, i naviganti conoscessero l’adito alla nostra città”. Al meglio identificare la lanterna con la città, nel 1340 venne dipinto alla sommità della torre inferiore lo stemma del comune di Genova opera del pittore Evangelista di Milano
.

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La più antica rappresentazione iconografica della prima torre della lanterna è del 1371 ed appare in un disegno a penna sopra una copertina pergamenacea di un manuale dei “Salvatori del Porto”, dove venivano fra l’altro registrate tutte le spese per la illuminazione, per i cristalli della lanterna, per le lampade, per l’olio, e le nomine dei guardiani. Nell’assedio alla Briglia – forte fatto costruire dal re Luigi XII durante la dominazione francese su Genova, ubicato sullo stesso colle dove sorgeva la torre del faro – la torre venne centrata dai colpi di bombarda sparati dagli insorti genovesi e parzialmente demolita. Per trenta anni la bella torre rimase monca e la sua brillante luce non fu più di aiuto ai naviganti. Solo nel 1543 venne ricostruita e fu posta in opera alla sua sommità una nuova lanterna costruita con doghe di legno di rovere e ricoperta con fogli di rame e di piombo fermati con ben seicento chiodi..
Fu in quella occasione che la torre assunse il suo aspetto definitivo che ancora oggi vediamo Nel 1565 si ritornò a lavorare sulla cupola per renderla stagna e nel 1681 si ricostruì la cupola con legno di castagno selvatico calafatando il tutto con pece e stoppa e ricoprendola con fogli di piombo stagnati ai bordi sovrapposti. Nel 1684 durante i bombardamento di Genova ordinato dall’Ammiraglio francese Seignelai per ordine di re Luigi XIV, un colpo centrò la cupola distruggendone l’intera vetrata, che venne provvisoriamente ricostruita; nel 1692, la vetrata venne modifica aggiungendovi un nuovo ordine di vetri. Nel Portolano manoscritto del XVI secolo di autore anonimo si legge “a miglia 14 da Peggi (Genova Pegli) città con buonissimo porto e alla parte di ponente, vi è una lanterna altissima e dà segni alli vascelli che vengono a piè di detta lanterna”. A seguito dei ripetuti danni causati dai fulmini e dagli avvenimenti bellici nel 1771 la torre venne incatenata a mezzo di chiavarde e di tiranti che ancora oggi sono visibili all’interno. Nel 1778 venne dotata di impianto parafulmine che fu realizzato dal fisico P.G.Sanxais e nel 1791 vennero effettuati alla base della prima torre, lavori di consolidamento per renderla più stabile.


Caratteristiche tecniche

Altezza: 77 m

Altezza complessiva dal livello del mare: 117 m (compresa l’altezza dello scoglio su cui è costruita)

Gradini da salire sino alla sommità: 365

Portata: 25 miglia nautiche

Potenza luminosa: 1000 W, 120 V pari a 71.920 candele decimali

Tipo di ottica: rotante

Segnale due lampi bianchi con periodo di 20 sec.

Automatizzato dal 1936

Curiosità

Non si conosce il nome del primo costruttore della Lanterna ma si racconta che appena terminata la costruzione sia stato gettato giù dalla sommità del faro per evitare che ne costruisse un altro altrettanto alto e, secondo un’altra versione, per evitare di pagarlo.

Per un certo periodo fu utilizzata anche come prigione ed ospitò per 5 anni come ostaggi Giacomo di Lusignano, zio del re di Cipro, e sua moglie che diede alla luce il loro figlio durante la prigionia

Nel 1449 Antonio Colombo, zio paterno di Cristoforo, fu nominato custode del faro

Nel 1498 la Lanterna, ha l’onore di ricevere anche la visita di Leonardo da Vinci, giunto per un sopralluogo alle fortificazioni genovesi, al seguito di Ludovico il Moro.

Dal 2013 la Lanterna è stata scelta come sito di nidificazione da una coppia di falchi pellegrini. Ogni anno nascono due pulcini che vengono seguiti dalla sezione genovese della LIPU

Oggi funziona anche come radiofaro per la navigazione aerea


Un secondo faro che ho visto praticamente tutti i giorni andando al lavoro è il faro di Capo Vado (o faro di Vado Ligure anche se in realtà ricade nel comune di Bergeggi)



Questo faro è molto più recente.

Nel web ho trovato questo atto parlamentare in cui si approvava la legge per la costruzione di nuovi fari lungo le coste Italiane:

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Continua...
 
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il faro di Vado Ligure

Nella presentazione alla Camera dei Deputati del progetto di legge avvenuta qualche mese prima così si esprimeva il Ministro dei Lavori Pubblici:

“I numerosi bastimenti che da Genova si recano nei porti del mezzogiorno della Francia od in quelli della Spagna, quando sono giunti nelle acque di Capo di Vado, mancano, specialmente nelle notti nebbiose, di un punto di riconoscimento, perché, mentre è assai difficile ai medesimi vedere di là il faro di Genova, non possono ancora scorgere quello di Capo delle Mele. La navigazione in quei paraggi diventa quindi assai incerta e non scevra di pericoli, come ne fanno prova alcuni naufragi accaduti nei passati anni. Ond’è che fu incessantemente domandato il collocamento sull’anzidetto Capo di un faro, il quale indicherà ai naviganti la rada di Vado, ove in tempi fortunosi potranno trovare sicuro ricovero, e servirà anche di guida ai medesimi specialmente poi quando debbano recarsi a Savona. Per questo faro occorrerà la spesa di Lire 70,000.”

Il faro fu costruito ed entrò in funzione nel 1883.

E’ automatizzato ed gestito direttamente dalla Marina Militare. La struttura in muratura adiacente al faro ospita alloggi di servizio per i dipendenti della Capitaneria di Porto di Savona

Caratteristiche tecniche

Altezza: 34 m

Altezza sul livello del mare: 43 m

Portata: 14 miglia nautiche

Tipo di ottica: fissa

Segnale quattro lampi bianchi con periodo di 15 sec.


Un altro faro che vedo abbastanza spesso è quello di Capo Mele.

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Dal sito https://www.ilmondodeifari.it

“Il faro venne edificato tra il 1853 ed il 1856 ad opera del Genio Civile di Genova sotto il regno di Vittorio Emanuele II, su progetto di Domenico Chiodo, redatto ad ordine ministeriale in data 5 luglio 1851 per la costruzione di un faro da stabilirsi a Capo Mele, progetto conservato presso l’Archivio di Stato di Genova (Cartografia Storica). Impresario per la costruzione del faro fu nominato Stefano Lagnasco che ottenne l’incarico il 30 luglio 1853 come risulta dagli Atti del Parlamento Subalpino, Sessione 1857-58, pag. 536.

Il faro venne acceso il 1° ottobre 1856 come riportato dall’Album dei fari Tav. I del 1873, conservato presso la Biblioteca Reale di Torino e come risulta anche da un avviso ai naviganti dell’epoca riportato in figura (tratto da Bollettino dell’ Istmo di Suez Diretto dal prof. ing. Ugo Calindri – Anno I° Volume I° Torino – Stamperia dell’Unione Tipografico –Editrice 1856).
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Il colore inizialmente scelto per caratterizzare l’edificio fu il giallo, poi mutato in bianco e rosso dopo il 1948.

Resta a luce fissa bianca fino al 1909 quando cambia caratteristica in intermittente bianca (Elenco dei fari, fanali, segnalamenti marittimi, semafori e stazioni telegrafiche del 1910).

All’alba del 23 febbraio 1887 un forte terremoto di magnetudo 6.5 scosse una vasta area della Liguria di ponente, con epicentro tra Diano Marina ed Imperia, provocando danni estesi anche a zone lontane dall’epicentro. Fu il sisma più disastroso mai avvenuto in Liguria. Come risulta dall’ampia relazione che ne fece il geologo italiano Arturo Issel (“Il terremoto del 1887 in Liguria– Appunti Arturo Issel” Tipografia Nazionale, Roma 1887, pag. 102), anche il faro di Capo Mele risultò danneggiato dal sisma. Scrive infatti Issel: “per la violenza dell’urto la lampada si spense, si spezzò il tubo di vetro che la difende e la lampada stessa, col meccanismo che determina l’ascensione dell’olio si spostò sulla sua base di circa 10 cm verso sud est. Della lanterna che circonda la lampada si ruppero tre cristalli […]. La torre presenta una fessura longitudinale che l’attraversa dall’alto al basso.”

Il faro subì ulteriori danni durante la Seconda Guerra Mondiale, fu in seguito restaurato e nel 1949 passò da alimentazione ad acetilene ad alimentazione elettrica.”


Oggi è classificato come faro aeromarittimo; anche questo è gestito dalla Marina Militare e nella struttura adiacente trovano alloggio i custodi.

Caratteristiche tecniche

Altezza: 25 m

Altezza sul livello del mare: 94 m

Gradini da salire sino alla sommità: 74

Portata: 24 miglia nautiche

Potenza luminosa: 1000 W

Tipo di ottica: rotante

Segnale tre lampi bianchi con periodo di 15 sec.


Rimanendo in Italia, uno dei fari più belli che ho visto è il Faro della Vittoria di Trieste.

Ho avuto l’opportunità di salire sulla sua sommità qualche anno fa per assistere alla partenza della Barcolana ed è stato davvero emozionante!

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Dal sito ufficiale https://www.farodellavittoria.it/

“Il Monumento nasce immediatamente dopo la Grande Guerra grazie al forte impegno dell’architetto Arduino Berlam.

La vecchia lanterna non era più adeguata alle esigenze del porto e si volle un faro che segnasse il momento storico.

Infatti, accanto alle funzioni di sicurezza per la navigazione, il Faro della Vittoria presenta il duplice scopo di celebrare il passaggio della città di Trieste al regno d’Italia e di commemorare i caduti in mare nel corso del primo conflitto mondiale.

I lavori di costruzione durano quattro anni, dal 1923 al 1927, e all'inaugurazione del 24 maggio 1927 prende parte anche il re Vittorio Emanuele III.

Il Faro sorge sulle strutture e nell'ambito del complesso del Forte Kressich, una delle più importanti postazioni dell’impero austroungarico della città risalente alla metà dell’Ottocento.

La statua della Vittoria Alata innalza con la mano sinistra una fiaccola, mentre con la destra stringe una colonna d’alloro.

Opera dello scultore triestino Giovanni Mayer, realizzata in rame sbalzato dall’artigiano Giacomo Sebroth, è sorretta da un tubo d’acciaio che s’innesta nella torre. Pensata per resistere al forte vento di bora, le sue ali presentano alcune aperture per diminuirne la resistenza.”



Caratteristiche tecniche

Altezza: 67,85 m

Altezza sul livello del mare: 128,85 m

Dotato di ascensore

Portata: 22 miglia nautiche

Potenza luminosa: 1.250.000 candele

Tipo di ottica: rotante

Segnale due lampi bianchi con periodo di 10 sec.

Curiosità

La corona che orna il capo della Vittoria Alata nasconde l’impianto di protezione dalle scariche atmosferiche.


Ci spostiamo a sud, in Puglia.

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Il faro di Vieste sorge sull’isolotto di Sant’Eufemia ed si erge sopra la costruzione che ospitava gli alloggi dei faristi e che è disabitata da quando il faro è stato automatizzato nel 1997. E’ stato costruito nel 1867 ed è classificato come faro aeromarittimo

Caratteristiche tecniche

Altezza: 27 m

Altezza sul livello del mare: 40 m

Portata: 25 miglia nautiche

Potenza luminosa: 1000 W

Tipo di ottica: rotante

Segnale tre lampi bianchi con periodo di 15 sec.

Curiosità

Al di sotto della costruzione nel 1987 è stata trovata una grotta dedicata al culto della Venere Sosandra sin dal III secolo a.C. . All’interno della grotta sono state trovate circa 200 inscrizioni in greco e in latino dedicate alla dea del mare e protettrice dei marinai.

In epoca medievale la grotta è stata dedicata ai riti cristiani come testimoniano altre scritte e simboli cristiani. Purtroppo quando sono stata a Vieste l’isolotto e il sito archeologico non erano accessibili. Dal 2023 sono visitabili.
 
Ed ora andiamo in Grecia e precisamente a Rodi

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La torre di Agios Nikolaos fu costruita dai Cavalieri di San Giovanni tra il 1464 e il 1467 e nel 1460 è stata trasformata in una piccola fortezza all’ingresso del porto di Rodi. La fortificazione svolse un ruolo importante nella battaglia per respingere l’assalto ottomano nel 1522.

Il faro è stato costruito nel 1863 dai francesi al di sopra della torre difensiva di sant’Elmo.

Caratteristiche tecniche

Altezza: 6 m

Altezza sul livello del mare: 24 m

Portata: 14 miglia nautiche

Segnale due lampi bianchi con periodo di 12 sec.


Superiamo le Colonne d’Ercole e arriviamo in Portogallo. Qui, all’estuario del fiume Tago, ho fotografato il faro di São Julião.

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Questo faro è stato installato sulla torre della omonima fortezza nel 1761 con una fonte di luce alimentata ad olio di oliva. Fu modernizzato a più riprese nel 1775, 1848 e 1865 quando fu dotato di una lampada a luce fissa alimentata a gas distillato dalla legna.

Nel 1885 la lampada iniziò ad essere alimentata a gas ottenuto dal petrolio fino al 1933 quando nelle elettrificato. Nel 1980 è stato automatizzato.

Caratteristiche tecniche

Altezza: 24 m

Altezza sul livello del mare: 39 m

Portata: 14 miglia nautiche

Potenza luminosa: 1000 W

Segnale: luce rossa occultata una volta ogni 5 secondi

Curiosità

Tra marzo 1916 e dicembre 1918 rimase spento a causa della prima Guerra Mondiale.

Nel 1933 la luce del faro, che era fissa e bianca, divenne rossa e intermittente a seguito di una disposizione che vietava le luci fisse dei fari in prossimità di città o altri centri importanti.


Rimanendo in Portogallo, ci spostiamo a Camara de Lobos, un grazioso paesino nelle vicinanze di Funchal

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Qui si trova un piccolo faro costruito nel 1937 sulla sommità di un piccolo promontorio

Caratteristiche tecniche

Altezza: 5 m

Altezza sul livello del mare: 23 m

Portata: 10 miglia nautiche

Segnale: luce rossa una volta ogni 6 secondi


Continuando il viaggio verso nord ci spostiamo alle Isole Cies di fronte alla costa atlantica della Spagna.

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Uno dei fari che si ergono sulle Isole Cies è il Faro de Monteagudo o Faro do Peito. Segnala, insieme al faro di Cabo Home sulla costa, l’ingresso all’estuario di Vigo.

E’ stato costruito nel 1904 ed è ora alimentato da pannelli solari.

Caratteristiche

Altezza sul livello del mare: 24 m

Segnale: luce verde occultata una volta ogni 5 secondi

Purtroppo non sono riuscita a trovare altre informazioni.
 
Andando sempre verso nord arriviamo a Stornoway nelle isole Ebridi.

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Il faro di Arnish Point indica l’entrata del porto di Stornoway. E’ stato costruito nel 1852 su progetto di Alan Stevenson.

Nel 1963 fu automatizzato e le case che ospitavano i guardiani (nella fotografia si vedono appena spuntare i camini) furono vendute.

Caratteristiche tecniche

Altezza: 14 m

Altezza sul livello del mare: 17 m

Portata: 9 miglia nautiche luce bianca; 7 miglia nautiche luce rossa

Segnale: intermittente luce rossa e bianca ogni 10 secondi

Curiosità

Ha la caratteristica di essere un faro prefabbricato in ghisa rivestito di legno. E’ stato il primo faro di questo tipo e successivamente ne furono installati altri sotto l’autorità del Northern Lighthouse Board. Le lastre sono state prodotte e poi assemblate direttamente sul promontorio su cui sorge oggi il faro.


Nel mezzo dell’Atlantico, nelle Isole Azzorre, incontriamo il Faro di Contendas nella parte sud-est dell’isola di Terceira

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Nel Piano generale dell’Illuminazione Marittima del 1883 era prevista la costruzione di un faro a Ponta de San Jorge ma 20 anni dopo il faro non era ancora stato costruito in quel luogo e una commissione decise che il faro sarebbe stato molto più utile a se costruito a Ponta de Contedas.

Passarono altri 23 anni prima che, nel 1926, venisse acquistato il terreno su cui costruirlo; i lavori iniziarono nel 1928 e il faro fu terminato nel 1934. Inizialmente la lampada era alimentata da vapori di petrolio e la portata era di circa 20 miglia nautiche.

Fu elettrificato nel 1958 e dotato di una lampada da 3000 W ridotta poi a 1000 W nel 1983

Caratteristiche tecniche

Altezza: 13 m

Altezza sul livello del mare: 54 m

Portata: 23 miglia nautiche luce rossa

Segnale: intermittente a quattro lampi luce rossa e bianca ogni 15 secondi


Approdiamo a Grand Bahamas dove ho fotografato questa struttura che richiama un faro ma non serve a guidare i marinai, ma piuttosto i turisti verso uno dei resort più belli di Freeport

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Un’altra struttura che non ha mai funzionato come faro ma è stato un ristorante, si trova a Roatan in Honduras. Se non ricordo male è stato fatto costruire da un tedesco ed è conosciuto come El Faro. Quando l’ho fotografato era sul mercato immobiliare per essere affittato ad uso commerciale o come ufficio.

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Andando sempre più a sud arriviamo a Ushuaia nel canale di Beagle, in Patagonia. Qui si trova il faro delle isole des Eclaireurs (isole degli esploratori). Questo faro è anche erroneamente chiamato “faro della fine del mondo” anche se in realtà il faro a cui compete questo nome è quello di San Juan de Salvamento che si trova più ad est e che deve questo nome a Jules Verne.

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E’ stato costruito tra il 1918 e 1919 ed è diventato operativo nel dicembre del 1920. Si trova su uno scoglio a circa 6 miglia da Ushuaia al centro del Canale di Beagle. Oggi è automatizzato e alimentato da pannelli solari. E’ sicuramente uno dei fari argentini più fotografati e da Ushuaia partono regolarmente, condizioni del mare permettendo, tours in barca per andarlo a vedere.

Caratteristiche tecniche

Altezza: 14 m

Altezza sul livello del mare: 22,5 m

Portata: 7,5 miglia nautiche

Segnale un lampo bianco con periodo di 10 sec.

Curiosità

Nel 1930, in queste acque, si verificò il naufragio della nave passeggeri Monte Cervantes. Era una nave tedesca che navigava inizialmente tra la Germania e l’Argentina e il Brasile e che venne ben presto utilizzata per viaggi turistici come nave da crociera riducendone la capienza da 2492 a 1750 passeggeri.

Era dotata di cabine di diversa classe, due saloni da pranzo, un salone fumatori, un teatro, una biblioteca, il barbiere, un salone di bellezza e un ufficio postale.

Fu varata nel 1927 e a gennaio 1928 intraprese il suo primo viaggio ma solo 6 mesi dopo durante un viaggio tra Capo Nord e le isole Svalbard urtò un iceberg ed iniziò ad imbarcare acqua; un rompighiaccio russo fornì assistenza e il Monte Cervantes riuscì a raggiungere Spitsbergen dove fu riparata.

Appena un anno e mezzo dopo, il 22 gennaio 1930, durante la navigazione, appena lasciato il porto di Ushuaia, urtò uno scoglio in prossimità del faro Les Eclaireurs ed iniziò ad imbarcare acqua e ad inclinarsi su un lato. Subito fu dato ordine di calare le scialuppe: tutti i 1117 passeggeri e 255 uomini dell’equipaggio riuscirono a salvarsi anche grazie all’intervento di barche a motore partite da Ushuaia che trasbordarono i passeggeri dalle scialuppe ormai in balia di alte onde. Alcuni passeggeri furono alloggiati nel carcere di Ushuaia.

Una volta sbarcati i passeggeri il comandante con altri 70 membri dell’equipaggio rimasti a bordo, decise di riavviare i motori e di portare la nave ad arenarsi sugli isolotti di Les Eclaireurs. Questa rimase con la poppa su uno scoglio e il resto dello scafo sempre più inclinato a galleggiare.

La mattina dopo una barca arrivata da Ushuaia cercò di rimorchiare lo scafo del Cervantes ma senza successo. Furono trasbordati molti bagagli e verso sera il Comandante mandò a terra gli ultimi membri dell’equipaggio ancora a bordo ma lui rifiutò di lasciare la nave. Salirono a bordo altri due ufficiali per recuperare altri oggetti e in quel mentre ci fu un forte scossone e la nave iniziò a capovolgersi e ad affondare. I due ufficiali riuscirono a lanciarsi in mare e furono prontamente recuperati dalle imbarcazioni vicine mentre il Comandante cercando di saltare fuoribordo cadde in una parte aperta di un ponte esterno e annegò. Fu l’unica vittima di questo naufragio e il suo corpo non fu mai ritrovato.

Il monte Cervantes rimase semi affondato fino al 1951 quando una ditta italiana si assicurò i diritti sul relitto. Iniziò lo smantellamento direttamente sul luogo del naufragio e nel 1954 si decise di continuare le operazioni di smantellamento nel porto di Ushuaia: usando dispositivi galleggianti il relitto fu raddrizzato ma durante il traino si inclinò nuovamente e affondò definitivamente nel canale di Beagle.


Dopo questa lunga digressione risalendo la costa sull’Oceano pacifico arriviamo a Lima dove nel Parque de l’Amor, nel quartiere di Miraflores si trova il faro della Marina.

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Questo faro era stato costruito nel 1900 a Punta Coles, che si trova a circa 900 km a sud di Lima, da una ditta svedese ed entrò in servizio nel 1921. E’ costituito da 319 parti in ghisa assemblate con 1750 bulloni. Quando il faro è stato smantellato nel 1973 per essere sostituito è stato riassemblato a Miraflores e commemora un secolo di navigazione della Marina Peruviana. E’ ancora attivo.

Caratteristiche tecniche

Altezza: 22 m

Altezza sul livello del mare: 108 m

Portata: 18 miglia nautiche

Segnale tre lampi bianchi con periodo di 15 sec.

Curiosità

Viene anche chiamato “Torre Eiffel” in quanto si è diffusa la leggenda che sia stato progettato da Gustave Eiffel ma non esiste alcun documento a supporto di ciò.


Riprendiamo il nostro viaggio verso ovest e arriviamo nel canale di Corea, dove si trova l’isola di Jeju. Proprio sulla collina che sovrasta il terminal crociere si trova il faro di Sanji.

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Il faro di Sanji si trova sulla sommità del monte Sarabong sopra il porto di Jeju. Il primo faro, quello più basso, è stato costruito nel 1916 durante il periodo coloniale Giapponese. Ha funzionato fino al 1999 quando è entrato in funzione il nuovo faro costruito con lo stesso stile ma molto più alto.

Questo nuovo faro è stato automatizzato nel 2019 e gli alloggi dei guardiani abitati per un secolo sono stati chiusi ed oggi vengono utilizzati per eventi culturali.

Caratteristiche tecniche

Altezza: 18 m

Altezza complessiva dal livello del mare: 72 m

Portata: 26 miglia nautiche

Tipo di ottica: rotante

Segnale: un lampo bianco con periodo di 15 sec.


Per ora io ho finito, in attesa di fotografare altri fari in giro per il mondo.

Ora tocca a voi......
 
Il Faro di Capo Spartel, una torre quadrata in muratura alta 24 metri, con una lanterna posta a 95 metri sul livello del mare, è situato sull'omonimo promontorio, a circa 12 km a ovest di Tangeri, in Marocco, dove il Mar Mediterraneo incontra l'Oceano Atlantico. La costruzione del faro fu voluta dal Sultano Sidi Moammed IV Ben Abdellahmane dopo il naufragio della fregata Dona Isabel (nave scuola della marina militare brasiliana), che vide la morte di 250 allievi ufficiali nel 1860. Il progetto del faro si deve all'architetto e ingegnere francese François Léonce Reynaud (1861). La navigazione lungo la costa settentrionale africana era pericolosa, perciò il progetto del faro venne anche dettato dall'esigenza del commercio marittimo e dalla situazione geopolitica del XIX secolo. Per questo motivo nel 1865 dieci Paesi (Francia, Belgio, Austria, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Italia, Svezia, Portogallo, Spagna e Stati Uniti) si accordarono per il mantenimento e il funzionamento del faro, e il Marocco assicurò a questi Stati che il faro sarebbe rimasto neutrale in caso di guerra. Nel 2021, l'area del faro è stata rinnovata e ora ospita un museo marittimo, un ristorante, un giardino botanico e uno spazio per eventi.

Il faro entrò in servizio il 15 ottobre 1864 con lampade ad olio.

Dal 1905 la lanterna fu alimentata a petrolio e il faro venne dotato di un segnale acustico.

Nel 1924 si passò da 6.000 a 20.000 candele e nel 1931si raggiunsero le 300.000 candele.

Nel 1926 il faro fu restaurato e nel 1950 s'introdusse l'utilizzazione dell'energia elettrica.

Tra il 1952 e il 1954 furono istallati una radio di trasmissione e un segnale sonoro utile in caso di nebbia.

Il faro oggi emette 4 incandescenze bianche ogni 20 secondi ed ha una portata luminosa di 30 miglia nautiche.

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Bell'argomento!! Cercherò tra le mie foto qualcosa. Il faro di Vado/ Bergeggi ci passo di sovente e negli ultimi anni è stato ristrutturato, prima era veramente inguardabile.
 
Argomento davvero interessante. Anche io dovrei rivedere le mie foto: ricordo di averne fotografato di particolari.
Per mio conto il più famoso e conosciuto non solo nel Mediterraneo è senza dubbio La Lanterna, il più valido dal punto di vista architettonico credo sia quello della Vittoria.
 
Il faro di Warnemünde è una attrazione sulla costa tedesca sul Mar Baltico, situata nella cittadina di Warnemünde. È uno dei fari più antichi della Germania.
La torre fu realizzata in mattoni rivestiti di ceramica, un materiale resistente agli agenti atmosferici. Inizialmente, la luce era generata da una lampada a petrolio, poi sostituita da una fonte elettrica più efficiente nel corso del XX secolo. Per molti anni il faro è stato uno dei principali punti di riferimento per le navi che entravano nel porto di Rostock. La sua luce aveva una portata di circa 20 miglia nautiche (37 km), rendendolo visibile anche da grandi distanze. Con l’avanzamento delle moderne tecnologie di navigazione, il faro ha perso la sua funzione principale e oggi è utilizzato più come attrazione turistica che come aiuto alla navigazione. È aperto ai visitatori, che possono salire fino alla piattaforma panoramica e godere di una vista spettacolare sul Mar Baltico e sulla costa tedesca.

Anno di costruzione: 1897-1898

Altezza: 36,9 metri

Materiale: Mattoni rivestiti di ceramica

Fonte luminosa: Luce elettrica

Portata luminosa: Circa 20 miglia nautiche (circa 37 km)

Numero di gradini: Circa 135 fino alla piattaforma panoramica

Funzione attuale: Faro turistico, non più usato per la navigazione commerciale principale

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Da lassù si può godere di una vista panoramica sul Mar Baltico e la città.

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Il faro di Warnemünde è una attrazione sulla costa tedesca sul Mar Baltico, situata nella cittadina di Warnemünde. È uno dei fari più antichi della Germania.
La torre fu realizzata in mattoni rivestiti di ceramica, un materiale resistente agli agenti atmosferici. Inizialmente, la luce era generata da una lampada a petrolio, poi sostituita da una fonte elettrica più efficiente nel corso del XX secolo. Per molti anni il faro è stato uno dei principali punti di riferimento per le navi che entravano nel porto di Rostock. La sua luce aveva una portata di circa 20 miglia nautiche (37 km), rendendolo visibile anche da grandi distanze. Con l’avanzamento delle moderne tecnologie di navigazione, il faro ha perso la sua funzione principale e oggi è utilizzato più come attrazione turistica che come aiuto alla navigazione. È aperto ai visitatori, che possono salire fino alla piattaforma panoramica e godere di una vista spettacolare sul Mar Baltico e sulla costa tedesca.

Anno di costruzione: 1897-1898

Altezza: 36,9 metri

Materiale: Mattoni rivestiti di ceramica

Fonte luminosa: Luce elettrica

Portata luminosa: Circa 20 miglia nautiche (circa 37 km)

Numero di gradini: Circa 135 fino alla piattaforma panoramica

Funzione attuale: Faro turistico, non più usato per la navigazione commerciale principale


Da lassù si può godere di una vista panoramica sul Mar Baltico e la città.
Conto di visitarlo a Settembre quando sarò da quelle parti.
 
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