gimale
Well-known member
Qualche settimana fa , pensando ai nostri viaggi per mare, mi sono detta: “chissà quanti fari abbiamo visto”
Così ho iniziato a cercarli tra le fotografie che ho fatto in questi anni e ne ho trovati alcuni di cui quasi non ricordavo più ed ho pensato che anche voi magari avete delle fotografie che possono essere condivise qui sul forum.
Riporto anche qualche caratteristica tecnica ma non sono sicura che tutte siano corrette: alcune tratte direttamente dai siti della Marina dei diversi paesi probabilmente si ma di altre non so....
I fari mi hanno sempre affascinata sorse perché sono nata nella città con il faro più alto del Mediterraneo: la “Lanterna”

Quando con mio papà, tutte le domeniche mattine, andavamo in Darsena a controllare che le sue barche fossero tutte a posto, passavamo a fianco a questo faro imponente che caratterizza i panorami di Genova. La Lanterna per Genova e i genovesi è più di un simbolo e ricordo che già in un lavoretto fatto all’asilo l’avevamo plasmata nel Das.
E poi una zia mi cantava una filastrocca che qui vi riporto:
A Lanterna de Zena l’è fæta a trei canti,
Maria co-i guanti lasciæla passà.
A tr’öue de nêutte e tutti l’han vista
a fava a fiorista vestîa da mainâ.
Cattæghe ‘na roba, cattæghe ûn frexetto
cattæghe ûn ometto, pe fâla ballâ.
Si tratta di una filastrocca del ‘700 giunta fino ai giorni nostri e che riporta il fatto che a qualunque posto si guardi, la Lanterna appare con tre angoli. Se non ci credete provate a cercare le immagini della Lanterna su google e vedrete che si vedono sempre tre spigoli della struttura.
Attualmente la Lanterna appare come costruita su uno scoglio ormai completamente inglobato nel porto ma in origine si trovava sul promontorio che separava l’allora comune di Sampierdarena e quello di Genova. Il promontorio è stato letteralmente spianato negli anni ’20 del XX secolo eliminando la separazione tra i due comuni.

La storia della Lanterna è antica; di seguito quanto riportato sul sito ufficiale https://www.lanternadigenova.com/
Simbolo della città di Genova, sita sul promontorio di Capo di Faro la Lanterna, con i suoi 77 metri di altezza, è il faro più alto del Mediterraneo, secondo in Europa. L’attuale costruzione risale al 1543, ma fin dal XII secolo esisteva una torre di struttura simile, nata come torre di guardia per annunciare l’arrivo di imbarcazioni sospette e divenuta nel tempo anche faro, sulla cui sommità si bruciavano fascine per segnalare ai naviganti l’accesso al porto. Nel 1326 vi si installò la prima lanterna ad olio di oliva, la cui luce era concentrata in un fascio grazie a cristalli trasparenti prodotti da maestri vetrai liguri e veneziani. La rappresentazione probabilmente più antica di questa prima Lanterna risale al 1371 e compare sulla copertina di un registro dell’autorità marittima del tempo conservata all’Archivio di Stato di Genova e restaurata nel 2017 grazie al contributo del Lions Club di Sampierdarena per il progetto Insieme per la Lanterna e Adotta un Documento.
Nel Quattrocento la torre fu adibita a prigione e custodì, tra gli altri, il re di Cipro. Agli inizi del Cinquecento fu edificata la fortezza della Briglia, voluta da Luigi XII per le truppe che presidiavano la città: i genovesi, insorti contro i francesi, la bombardarono, danneggiando anche la Lanterna, ridotta a “mezza torre”. Nel 1543 essa venne ricostruita e le antiche merlature furono sostituite. Da allora la Lanterna superò senza gravi conseguenze il bombardamento navale del Re Sole alla fine del Seicento, i combattimenti del 1746 dopo la rivolta di Portoria, i bombardamenti della seconda guerra mondiale, nonché innumerevoli momenti di intemperie naturali (fino a quando, nel 1778, non fu dotata di impianto parafulmine). In tempi più recenti la potenza del faro aumentò notevolmente, sia per l’introduzione di più moderni sistemi ottici (data 1840 il sistema rotante con lenti di Fresnel), sia per l’introduzione di nuovi combustibili: il gas di acetilene (1898), poi il petrolio pressurizzato (1905), fino all’elettrificazione del 1936.
La Storia della torre dal 1128 ad oggi
Secondo alcune fonti non ufficiali, nel 1128 venne edificata la prima torre, alta poco meno dell’esistente, con una struttura architettonica simile all’attuale, ma con tre tronchi merlati sovrapposti. Alla sua sommità venivano accesi, allo scopo di segnalare le navi in avvicinamento, fasci di steli secchi di erica (“brugo”) o di ginestra (“brusca”). I documenti del secolo XI, le prime cronache e gli atti ufficiali del nascente comune genovese forniscono dati sicuri sulla torre di segnalazione, ma non la sua data esatta di costruzione. Nel 1318, durante la guerra tra Guelfi e Ghibellini la torre subì rilevanti danni alle fondamenta ad opera della fazione ghibellina; nel 1321 vennero effettuati lavori di consolidamento e venne scavato un fossato allo scopo di renderla meglio difendibile.
La prima lanterna venne installata nel 1326; la lucerna era alimentata ad olio di oliva ed in merito l’annalista Giorgio Stella scriveva: “In quest’anno fu fatta una grande lanterna sulla torre di Capo Faro affinché con le lampade in essa accese, nelle notti oscure, i naviganti conoscessero l’adito alla nostra città”. Al meglio identificare la lanterna con la città, nel 1340 venne dipinto alla sommità della torre inferiore lo stemma del comune di Genova opera del pittore Evangelista di Milano.

La più antica rappresentazione iconografica della prima torre della lanterna è del 1371 ed appare in un disegno a penna sopra una copertina pergamenacea di un manuale dei “Salvatori del Porto”, dove venivano fra l’altro registrate tutte le spese per la illuminazione, per i cristalli della lanterna, per le lampade, per l’olio, e le nomine dei guardiani. Nell’assedio alla Briglia – forte fatto costruire dal re Luigi XII durante la dominazione francese su Genova, ubicato sullo stesso colle dove sorgeva la torre del faro – la torre venne centrata dai colpi di bombarda sparati dagli insorti genovesi e parzialmente demolita. Per trenta anni la bella torre rimase monca e la sua brillante luce non fu più di aiuto ai naviganti. Solo nel 1543 venne ricostruita e fu posta in opera alla sua sommità una nuova lanterna costruita con doghe di legno di rovere e ricoperta con fogli di rame e di piombo fermati con ben seicento chiodi..
Fu in quella occasione che la torre assunse il suo aspetto definitivo che ancora oggi vediamo Nel 1565 si ritornò a lavorare sulla cupola per renderla stagna e nel 1681 si ricostruì la cupola con legno di castagno selvatico calafatando il tutto con pece e stoppa e ricoprendola con fogli di piombo stagnati ai bordi sovrapposti. Nel 1684 durante i bombardamento di Genova ordinato dall’Ammiraglio francese Seignelai per ordine di re Luigi XIV, un colpo centrò la cupola distruggendone l’intera vetrata, che venne provvisoriamente ricostruita; nel 1692, la vetrata venne modifica aggiungendovi un nuovo ordine di vetri. Nel Portolano manoscritto del XVI secolo di autore anonimo si legge “a miglia 14 da Peggi (Genova Pegli) città con buonissimo porto e alla parte di ponente, vi è una lanterna altissima e dà segni alli vascelli che vengono a piè di detta lanterna”. A seguito dei ripetuti danni causati dai fulmini e dagli avvenimenti bellici nel 1771 la torre venne incatenata a mezzo di chiavarde e di tiranti che ancora oggi sono visibili all’interno. Nel 1778 venne dotata di impianto parafulmine che fu realizzato dal fisico P.G.Sanxais e nel 1791 vennero effettuati alla base della prima torre, lavori di consolidamento per renderla più stabile.
Caratteristiche tecniche
Altezza: 77 m
Altezza complessiva dal livello del mare: 117 m (compresa l’altezza dello scoglio su cui è costruita)
Gradini da salire sino alla sommità: 365
Portata: 25 miglia nautiche
Potenza luminosa: 1000 W, 120 V pari a 71.920 candele decimali
Tipo di ottica: rotante
Segnale due lampi bianchi con periodo di 20 sec.
Automatizzato dal 1936
Curiosità
Non si conosce il nome del primo costruttore della Lanterna ma si racconta che appena terminata la costruzione sia stato gettato giù dalla sommità del faro per evitare che ne costruisse un altro altrettanto alto e, secondo un’altra versione, per evitare di pagarlo.
Per un certo periodo fu utilizzata anche come prigione ed ospitò per 5 anni come ostaggi Giacomo di Lusignano, zio del re di Cipro, e sua moglie che diede alla luce il loro figlio durante la prigionia
Nel 1449 Antonio Colombo, zio paterno di Cristoforo, fu nominato custode del faro
Nel 1498 la Lanterna, ha l’onore di ricevere anche la visita di Leonardo da Vinci, giunto per un sopralluogo alle fortificazioni genovesi, al seguito di Ludovico il Moro.
Dal 2013 la Lanterna è stata scelta come sito di nidificazione da una coppia di falchi pellegrini. Ogni anno nascono due pulcini che vengono seguiti dalla sezione genovese della LIPU
Oggi funziona anche come radiofaro per la navigazione aerea
Un secondo faro che ho visto praticamente tutti i giorni andando al lavoro è il faro di Capo Vado (o faro di Vado Ligure anche se in realtà ricade nel comune di Bergeggi)
Questo faro è molto più recente.
Nel web ho trovato questo atto parlamentare in cui si approvava la legge per la costruzione di nuovi fari lungo le coste Italiane:


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Così ho iniziato a cercarli tra le fotografie che ho fatto in questi anni e ne ho trovati alcuni di cui quasi non ricordavo più ed ho pensato che anche voi magari avete delle fotografie che possono essere condivise qui sul forum.
Riporto anche qualche caratteristica tecnica ma non sono sicura che tutte siano corrette: alcune tratte direttamente dai siti della Marina dei diversi paesi probabilmente si ma di altre non so....
I fari mi hanno sempre affascinata sorse perché sono nata nella città con il faro più alto del Mediterraneo: la “Lanterna”

Quando con mio papà, tutte le domeniche mattine, andavamo in Darsena a controllare che le sue barche fossero tutte a posto, passavamo a fianco a questo faro imponente che caratterizza i panorami di Genova. La Lanterna per Genova e i genovesi è più di un simbolo e ricordo che già in un lavoretto fatto all’asilo l’avevamo plasmata nel Das.
E poi una zia mi cantava una filastrocca che qui vi riporto:
A Lanterna de Zena l’è fæta a trei canti,
Maria co-i guanti lasciæla passà.
A tr’öue de nêutte e tutti l’han vista
a fava a fiorista vestîa da mainâ.
Cattæghe ‘na roba, cattæghe ûn frexetto
cattæghe ûn ometto, pe fâla ballâ.
Si tratta di una filastrocca del ‘700 giunta fino ai giorni nostri e che riporta il fatto che a qualunque posto si guardi, la Lanterna appare con tre angoli. Se non ci credete provate a cercare le immagini della Lanterna su google e vedrete che si vedono sempre tre spigoli della struttura.
Attualmente la Lanterna appare come costruita su uno scoglio ormai completamente inglobato nel porto ma in origine si trovava sul promontorio che separava l’allora comune di Sampierdarena e quello di Genova. Il promontorio è stato letteralmente spianato negli anni ’20 del XX secolo eliminando la separazione tra i due comuni.

La storia della Lanterna è antica; di seguito quanto riportato sul sito ufficiale https://www.lanternadigenova.com/
Simbolo della città di Genova, sita sul promontorio di Capo di Faro la Lanterna, con i suoi 77 metri di altezza, è il faro più alto del Mediterraneo, secondo in Europa. L’attuale costruzione risale al 1543, ma fin dal XII secolo esisteva una torre di struttura simile, nata come torre di guardia per annunciare l’arrivo di imbarcazioni sospette e divenuta nel tempo anche faro, sulla cui sommità si bruciavano fascine per segnalare ai naviganti l’accesso al porto. Nel 1326 vi si installò la prima lanterna ad olio di oliva, la cui luce era concentrata in un fascio grazie a cristalli trasparenti prodotti da maestri vetrai liguri e veneziani. La rappresentazione probabilmente più antica di questa prima Lanterna risale al 1371 e compare sulla copertina di un registro dell’autorità marittima del tempo conservata all’Archivio di Stato di Genova e restaurata nel 2017 grazie al contributo del Lions Club di Sampierdarena per il progetto Insieme per la Lanterna e Adotta un Documento.
Nel Quattrocento la torre fu adibita a prigione e custodì, tra gli altri, il re di Cipro. Agli inizi del Cinquecento fu edificata la fortezza della Briglia, voluta da Luigi XII per le truppe che presidiavano la città: i genovesi, insorti contro i francesi, la bombardarono, danneggiando anche la Lanterna, ridotta a “mezza torre”. Nel 1543 essa venne ricostruita e le antiche merlature furono sostituite. Da allora la Lanterna superò senza gravi conseguenze il bombardamento navale del Re Sole alla fine del Seicento, i combattimenti del 1746 dopo la rivolta di Portoria, i bombardamenti della seconda guerra mondiale, nonché innumerevoli momenti di intemperie naturali (fino a quando, nel 1778, non fu dotata di impianto parafulmine). In tempi più recenti la potenza del faro aumentò notevolmente, sia per l’introduzione di più moderni sistemi ottici (data 1840 il sistema rotante con lenti di Fresnel), sia per l’introduzione di nuovi combustibili: il gas di acetilene (1898), poi il petrolio pressurizzato (1905), fino all’elettrificazione del 1936.
La Storia della torre dal 1128 ad oggi
Secondo alcune fonti non ufficiali, nel 1128 venne edificata la prima torre, alta poco meno dell’esistente, con una struttura architettonica simile all’attuale, ma con tre tronchi merlati sovrapposti. Alla sua sommità venivano accesi, allo scopo di segnalare le navi in avvicinamento, fasci di steli secchi di erica (“brugo”) o di ginestra (“brusca”). I documenti del secolo XI, le prime cronache e gli atti ufficiali del nascente comune genovese forniscono dati sicuri sulla torre di segnalazione, ma non la sua data esatta di costruzione. Nel 1318, durante la guerra tra Guelfi e Ghibellini la torre subì rilevanti danni alle fondamenta ad opera della fazione ghibellina; nel 1321 vennero effettuati lavori di consolidamento e venne scavato un fossato allo scopo di renderla meglio difendibile.
La prima lanterna venne installata nel 1326; la lucerna era alimentata ad olio di oliva ed in merito l’annalista Giorgio Stella scriveva: “In quest’anno fu fatta una grande lanterna sulla torre di Capo Faro affinché con le lampade in essa accese, nelle notti oscure, i naviganti conoscessero l’adito alla nostra città”. Al meglio identificare la lanterna con la città, nel 1340 venne dipinto alla sommità della torre inferiore lo stemma del comune di Genova opera del pittore Evangelista di Milano.

La più antica rappresentazione iconografica della prima torre della lanterna è del 1371 ed appare in un disegno a penna sopra una copertina pergamenacea di un manuale dei “Salvatori del Porto”, dove venivano fra l’altro registrate tutte le spese per la illuminazione, per i cristalli della lanterna, per le lampade, per l’olio, e le nomine dei guardiani. Nell’assedio alla Briglia – forte fatto costruire dal re Luigi XII durante la dominazione francese su Genova, ubicato sullo stesso colle dove sorgeva la torre del faro – la torre venne centrata dai colpi di bombarda sparati dagli insorti genovesi e parzialmente demolita. Per trenta anni la bella torre rimase monca e la sua brillante luce non fu più di aiuto ai naviganti. Solo nel 1543 venne ricostruita e fu posta in opera alla sua sommità una nuova lanterna costruita con doghe di legno di rovere e ricoperta con fogli di rame e di piombo fermati con ben seicento chiodi..
Fu in quella occasione che la torre assunse il suo aspetto definitivo che ancora oggi vediamo Nel 1565 si ritornò a lavorare sulla cupola per renderla stagna e nel 1681 si ricostruì la cupola con legno di castagno selvatico calafatando il tutto con pece e stoppa e ricoprendola con fogli di piombo stagnati ai bordi sovrapposti. Nel 1684 durante i bombardamento di Genova ordinato dall’Ammiraglio francese Seignelai per ordine di re Luigi XIV, un colpo centrò la cupola distruggendone l’intera vetrata, che venne provvisoriamente ricostruita; nel 1692, la vetrata venne modifica aggiungendovi un nuovo ordine di vetri. Nel Portolano manoscritto del XVI secolo di autore anonimo si legge “a miglia 14 da Peggi (Genova Pegli) città con buonissimo porto e alla parte di ponente, vi è una lanterna altissima e dà segni alli vascelli che vengono a piè di detta lanterna”. A seguito dei ripetuti danni causati dai fulmini e dagli avvenimenti bellici nel 1771 la torre venne incatenata a mezzo di chiavarde e di tiranti che ancora oggi sono visibili all’interno. Nel 1778 venne dotata di impianto parafulmine che fu realizzato dal fisico P.G.Sanxais e nel 1791 vennero effettuati alla base della prima torre, lavori di consolidamento per renderla più stabile.
Caratteristiche tecniche
Altezza: 77 m
Altezza complessiva dal livello del mare: 117 m (compresa l’altezza dello scoglio su cui è costruita)
Gradini da salire sino alla sommità: 365
Portata: 25 miglia nautiche
Potenza luminosa: 1000 W, 120 V pari a 71.920 candele decimali
Tipo di ottica: rotante
Segnale due lampi bianchi con periodo di 20 sec.
Automatizzato dal 1936
Curiosità
Non si conosce il nome del primo costruttore della Lanterna ma si racconta che appena terminata la costruzione sia stato gettato giù dalla sommità del faro per evitare che ne costruisse un altro altrettanto alto e, secondo un’altra versione, per evitare di pagarlo.
Per un certo periodo fu utilizzata anche come prigione ed ospitò per 5 anni come ostaggi Giacomo di Lusignano, zio del re di Cipro, e sua moglie che diede alla luce il loro figlio durante la prigionia
Nel 1449 Antonio Colombo, zio paterno di Cristoforo, fu nominato custode del faro
Nel 1498 la Lanterna, ha l’onore di ricevere anche la visita di Leonardo da Vinci, giunto per un sopralluogo alle fortificazioni genovesi, al seguito di Ludovico il Moro.
Dal 2013 la Lanterna è stata scelta come sito di nidificazione da una coppia di falchi pellegrini. Ogni anno nascono due pulcini che vengono seguiti dalla sezione genovese della LIPU
Oggi funziona anche come radiofaro per la navigazione aerea
Un secondo faro che ho visto praticamente tutti i giorni andando al lavoro è il faro di Capo Vado (o faro di Vado Ligure anche se in realtà ricade nel comune di Bergeggi)
Questo faro è molto più recente.
Nel web ho trovato questo atto parlamentare in cui si approvava la legge per la costruzione di nuovi fari lungo le coste Italiane:


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