Avrete sicuramente notato queste graziose edicole...
Il chiosco rappresenta un bel esempio di architettura di stile Liberty, realizzato nell’ottocento dall’architetto Ernesto Basile.
È contraddistinto dalla presenza di una particolare cupola, tipica delle torri carioca, a cui si ispirò l’architetto durante un suo viaggio in Brasile, ma a rendere ancor più particolare l’architettura è la presenza dei “merletti” in ferro battuto che fanno da contrasto con il rosso che fa da sfondo e su cui si staglia, in caratteri dorati, il nome Ribaudo.
Inizialmente adibito alla vendita di bibite, il chiosco, progettato in stretto dialogo con il teatro Massimo, divenne, successivamente, anche biglietteria ed edicola.
Oggi, il chiosco è una tabaccheria.
Tra le due edicole si incastona trionfante sulla piazza, il Teatro Massimo.
Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele, meglio noto come Teatro Massimo, di Palermo è il più grande edificio teatrale lirico d'Italia, e uno dei più grandi d'Europa, terzo per ordine di grandezza architettonica dopo l'Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Ambienti di rappresentanza, sale, gallerie e scale monumentali circondano il teatro vero e proprio, formando un complesso architettonico di grandiose proporzioni.
Per il teatro fu scelta un’area posta tra il nucleo antico della città e la nuova espansione settentrionale, quasi a voler sancire la continuità storica tra le due zone. Il teatro si fece posto tra gli antichi quartieri attraverso radicali demolizioni che interessarono, oltre a tratti della cinta muraria, il quartiere degli aragonesi, ad occidente, ed i complessi monastici di S. Giuliano e delle Stimmate.
Il progetto vincitore del concorso, bandito nel 1864, fu quello di Giovan Battista Filippo Basile. Il teatro Massimo Vittorio Emanuele copre un’area di mq 7.730 ed è stimato il terzo teatro in Europa per estensione, dopo l’Operà National di Parigi e il Wiener Staatsoper di Vienna, capacità e requisiti tecnici. L’ingresso è caratterizzato da un colonnato esastilo su una monumentale gradinata; sulle sponde delle scale sono due opere in bronzo che rappresentano la Tragedia, di Benedetto Civiletti, e la Lirica, di Mario Rutelli.
Compositamente il teatro presenta un corpo a due piani, disposto attorno alla sala, dietro cui si sviluppa il palcoscenico; due vestiboli circolari sporgono lateralmente. La sala, coperta da cupola, ed il palco, con tetto a falde, si innalzano esibendo la loro autonomia formale rispetto al contesto dell’edificio. La monumentalità dell’organismo architettonico fu assicurata dalla scelta dello stile classico “corinzio-italico”.
La cupola a calotta su alto tamburo spicca coi suoi colori caldi nello skiline cittadino.
L'interno della cupola è riccamente affrescato ed ha la particolarità unica di aprirsi, nelle nervature che compongono la margherita dello schema, per permettere una buona arieggiatura nelle serate particolarmente calde.
È un'apertura molto particolare..unica nel suo genere...
Il teatro fu compiuto in più di vent’anni, dal 1875 al 1897; morto il progettista nel 1891, l’opera venne ultimata dal figlio Ernesto Basile a cui si deve la definizione esterna e la direzione delle opere di finitura interna. Queste comprendono l’arredo del vasto vestibolo d’ingresso, dove è posto il busto di Vincenzo Bellini, il fastoso allestimento del palco reale, della sala e dei cinque ordini di palchi. La volta della sala fu affrescata da Ettore De Maria Bergler e Rocco Lentini.
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