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"...Ma tu, lo senti il respiro del vento..." - Costa Smeralda - gennaio 2026

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Ogni giorno sullo schermo una città italiana diversa...simpatico farsi fotografare e con qualche accorgimento, taglio, gioco d'immagine abbiamo più di una volta " ingannato" chi stava a casa...con la fatidica frase: " guarda un po' dove sono "!


Insomma avrete capito, su Smeralda non ci si annoia mai.

La serata proseguirà in compagnia dei nostri amici ma non prima che Alice abbia fatto la foto col Comandate!!!




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Ancora mi manca un ambiente ,qui in zona promenade interna, molto apprezzato un po' da tutti ..


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L'Amarillo! Gelateria, caffetteria, prelibatezze in genere fate un po' voi. A tutte le ore del giorno e della sera era sempre ben frequentato...punto di ritrovo per noi, con Alice e Franco a cui si aggiungono Alberto e Rita....altra coppia di forumini. Insomma ad una data ora il ritrovo era qui!

Perché direte voi?
Innanzitutto è un punto strategico , poi è confortevole e non necessariamente affollato come altri luoghi , bar della nave.

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Buonissimi gelati, personale simpaticissimo! Dopo qualche giorno già anticipavano i nostri ordini....

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Piazzetta Trastevere poi....iconica di giorno ma anche la sera....
😁golosoni
 
Il vento in questo tratto di mare a volte soffia all'inverosimile...
Siamo fortunati in questo senso, l'aria è mite e oserei dire profumata ci avviciniamo a quell' isola che sa' di zagara....di spezie..... è un mix di culture, di colori ...Sicilia.



Palermo....bedda mia!!





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15 Gennaio...Palermo

Il mare è una tavola, di un blu particolare non ancora ben definito....le prime luci dell' alba cercano in qualche modo di svegliare il mondo .....adoro questo panorama è un abbraccio che la città regala a tutti coloro che la raggiungono dal mare.

Smeralda scivola leggera e disegna la sua rotta sul velluto del mare....non mi perdo questi avvicinamenti per nulla al mondo, è ciò che di più bello c'è nella crociera.

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I monti che la coronano si stagliano netti sul cielo limpidissimo appena rischiarato dalla luce che incombe.
La città ancora è assopita ...


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Di lontano scorgo le cupole delle chiese, il lungomare, il porticciolo...con la mente cerco di ricordarne i nomi, non è nuova la città per me.

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Dall' altro lato....il Monte Pellegrino....e una " tale" di nome Rosalia.... chissà se l' incontreremo quaggiù....
 
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...ma nel frattempo i colori cambiano.... l'azzurro si accende, il blu splende....un luccichio di lontano sui vetri e gli scafi lucidissimi delle barche nel porticciolo preannuncia ciò che di lì a poco accadrà....

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E il giorno...esplode!!!

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Palermo, dove storia e cultura si intrecciano in un affascinante mosaico di influenze fenicie, arabe e normanne. Lasciatevi incantare dai segreti di questa città...


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Palermo, capoluogo della Sicilia, è una città che combina maestosità, storia e un fascino unico che vi lascerà senza parole. Situata sulle sponde del Mar Tirreno e circondata da montagne e coltivazioni di agrumi, questa città millenaria offre un paesaggio dove le cupole imponenti si mescolano con tonalità verdi e azzurre che vi trasporteranno in un altro mondo. Tra le sue strade si respira arte, cultura e una ricca eredità storica plasmata da fenici, greci, arabi, normanni e spagnoli, creando un cocktail culturale che non troverete in nessun'altra parte.....visitarla è un piacere che si rinnova di volta in volta, in un amore che non ha fine.

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È una città che ha più di 2800 anni di storia..
Tenetevi forte perché stiamo per viaggiare nel tempo!






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Palermo non è una città antica qualsiasi stiamo parlando di una metropoli fondata nientemeno che nell'VIII secolo a.C. dai fenici. Quando questi navigatori mediterranei misero piede in quella che oggi conosciamo come Palermo, le diedero il poetico nome di "Ziz", che significa "fiore". E la cosa più bella è che potete ancora vedere resti di quell'epoca se sapete dove guardare, come alcuni tratti delle mura del centro storico che sono sopravvissuti per quasi tre millenni.
Ma aspettate, la storia non finisce qui! Quando i greci arrivarono e colonizzarono la Sicilia, decisero di ribattezzare l'insediamento "Panormo", che significa "porto fluviale".Ed è affascinante come ogni civiltà abbia lasciato la propria impronta persino nel nome della città stessa!!

Passeggiare per Palermo è come camminare attraverso un libro di storia vivente dove ogni pietra ha una storia da raccontare. E pensare che voi potete far parte di questa storia millenaria semplicemente mettendo piede nelle sue strade è pazzesco!!

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Il quinto comune italiano per popolazione (dopo Roma, Milano, Napoli e Torino), con oltre un milione di abitanti se consideriamo l’area metropolitana e i 26 comuni, rappresenta una delle luoghi culturali più ricercati d’Italia ed è un’ottima meta non solo nel periodo estivo, viste le stupende coste della provincia, ma lungo tutto l’arco dell’anno grazie al tempo sempre gradevole. Sono sempre felice quando è inserita negli itinerari di crociera e anche se il tempo di sosta è relativamente breve, le opportunità di visita non mancano.
Per uscire dal porto, visto i lavori di modernizzazione che proseguono celermente, occorre fare un allungo e gincane tra strade limitrofe. In breve comunque il centro lo si raggiunge facilmente.



Geograficamente parlando, lo abbiamo visto dalle immagini,la città occupa una posizione di straordinaria bellezza, al centro di un’ampia e incantevole baia, chiusa a nord dalla caratteristica e imponente mole del Monte Pellegrino e ad est da Capo Zafferano. Alle spalle si estende la piana chiamata Conca d’Oro, per la fertilità dei suoi terreni coltivati a uliveti ed agrumeti.
Dal punto di vista urbanistico, la città storica è caratterizzata da Via Maqueda, che determina la suddivisone della città in 4 quartieri storici chiamati mandamenti che a loro volta sono denominati: Kalsa, Albergheria, Seralcadio e la Loggia.
Grazie alla sua ricca storia millenaria, Palermo è oggi uno dei più grandi patrimoni artistici ed architettonici della Sicilia e del mondo. I luoghi da visitare sono molti e variegati. Gli itinerari possibili sono vari: quello archeologico, quello arabo-normanno, quello barocco, quello del liberty palermitano....la scelta è vastissima.
Il centro storico ha molte peculiarità: tra piazze e vie dominate da chiese cristiane, lo stile normanno si sposa alla perfezione con l’arte araba e l’architettura liberty; qui gli stili architettonici delle diverse epoche storiche si sono in alcuni casi sovrapposti e in altri affiancati, conservando ancora spesso intatte le tracce lasciate dai popoli che via via l’hanno dominata.

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Avrete sicuramente notato queste graziose edicole...

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Il chiosco rappresenta un bel esempio di architettura di stile Liberty, realizzato nell’ottocento dall’architetto Ernesto Basile.

È contraddistinto dalla presenza di una particolare cupola, tipica delle torri carioca, a cui si ispirò l’architetto durante un suo viaggio in Brasile, ma a rendere ancor più particolare l’architettura è la presenza dei “merletti” in ferro battuto che fanno da contrasto con il rosso che fa da sfondo e su cui si staglia, in caratteri dorati, il nome Ribaudo.

Inizialmente adibito alla vendita di bibite, il chiosco, progettato in stretto dialogo con il teatro Massimo, divenne, successivamente, anche biglietteria ed edicola.

Oggi, il chiosco è una tabaccheria.
Tra le due edicole si incastona trionfante sulla piazza, il Teatro Massimo.


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Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele, meglio noto come Teatro Massimo, di Palermo è il più grande edificio teatrale lirico d'Italia, e uno dei più grandi d'Europa, terzo per ordine di grandezza architettonica dopo l'Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Ambienti di rappresentanza, sale, gallerie e scale monumentali circondano il teatro vero e proprio, formando un complesso architettonico di grandiose proporzioni.

Per il teatro fu scelta un’area posta tra il nucleo antico della città e la nuova espansione settentrionale, quasi a voler sancire la continuità storica tra le due zone. Il teatro si fece posto tra gli antichi quartieri attraverso radicali demolizioni che interessarono, oltre a tratti della cinta muraria, il quartiere degli aragonesi, ad occidente, ed i complessi monastici di S. Giuliano e delle Stimmate.



Il progetto vincitore del concorso, bandito nel 1864, fu quello di Giovan Battista Filippo Basile. Il teatro Massimo Vittorio Emanuele copre un’area di mq 7.730 ed è stimato il terzo teatro in Europa per estensione, dopo l’Operà National di Parigi e il Wiener Staatsoper di Vienna, capacità e requisiti tecnici. L’ingresso è caratterizzato da un colonnato esastilo su una monumentale gradinata; sulle sponde delle scale sono due opere in bronzo che rappresentano la Tragedia, di Benedetto Civiletti, e la Lirica, di Mario Rutelli.


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Compositamente il teatro presenta un corpo a due piani, disposto attorno alla sala, dietro cui si sviluppa il palcoscenico; due vestiboli circolari sporgono lateralmente. La sala, coperta da cupola, ed il palco, con tetto a falde, si innalzano esibendo la loro autonomia formale rispetto al contesto dell’edificio. La monumentalità dell’organismo architettonico fu assicurata dalla scelta dello stile classico “corinzio-italico”.




La cupola a calotta su alto tamburo spicca coi suoi colori caldi nello skiline cittadino.
L'interno della cupola è riccamente affrescato ed ha la particolarità unica di aprirsi, nelle nervature che compongono la margherita dello schema, per permettere una buona arieggiatura nelle serate particolarmente calde.


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È un'apertura molto particolare..unica nel suo genere...


Il teatro fu compiuto in più di vent’anni, dal 1875 al 1897; morto il progettista nel 1891, l’opera venne ultimata dal figlio Ernesto Basile a cui si deve la definizione esterna e la direzione delle opere di finitura interna. Queste comprendono l’arredo del vasto vestibolo d’ingresso, dove è posto il busto di Vincenzo Bellini, il fastoso allestimento del palco reale, della sala e dei cinque ordini di palchi. La volta della sala fu affrescata da Ettore De Maria Bergler e Rocco Lentini.

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....intanto ci addentriamo tra vicoli , scoprendo portoni antichi e nobili palazzi....


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....tra bancarelle di artisti da strada...che dipingono veri capolavori...anche questo è il bello di Palermo.

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Lo vidi qualche anno fa, mi riproposi di documentarmi ma poi abbiamo proseguito il viaggio proprio verso il Brasile.
Non sapevo fosse opera del Basile.
Grazie dell'informazione☺️👍
 
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Lo vidi qualche anno fa, mi riproposi di documentarmi ma poi abbiamo proseguito il viaggio proprio verso il Brasile.
Non sapevo fosse opera del Basile.
Grazie dell'informazione☺️👍
Mi pare che in Palermo ci siano anche delle case, ville ad opera di Basile...mi devo informare. Palermo d'altronde ha veramente tanto da offrire.
 
Il grande saper fare artigianale lo troveremo spesso lungo le strade della città...


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Pensavo di aver visto tutto a San Gregorio Armeno ma evidentemente anche qui esistono maestri veramente eccezionali!


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Passeggiando lungo le strade di alcuni rioni di Palermo, si ha l’impressione di stare in uno dei suk di una qualsiasi città musulmana. Non per niente, alcuni mercati sono stati realizzati durante la dominazione araba, ed ancora oggi, si possono notare l’aspetto, le consuetudini del vendere e del comprare, i colori, gli odori, l’usanza di sommergere strade e piazze con banchi, cesti, tendoni variopinti, tipico, appunto, dei tradizionali mercati nordafricani....ed è qui che oggi andremo!


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I mercati di Palermo rappresentano il luogo ideale per un autentico tuffo nel passato e nelle tradizioni più antiche del popolo palermitano. I mercati storici di Palermo sono dei veri e propri monumenti viventi! Non si può visitare questa splendida città senza ammirare questi spettacolari e pittoreschi mercati. Essi sono infatti quasi una sintesi dell’indole colorita ed allegra e della cultura poliedrica e cosmopolita del palermitano. Mentre ci si addentra nelle viscere di questi mercati si viene costantemente accompagnati dai richiami fatti ad alta voce, e spesso in modo piuttosto colorito, dai vari ambulanti per invitare a comprare la propria merce. Questo pittoresco invito viene chiamato “abbanniata” in dialetto palermitano. Ed in effetti parte dello spettacolo è anche quello di ascoltare questa “musica folkloristica” tipica dei mercati storici dove si può acquistare di tutto un po’, ma soprattutto frutta, verdura, pesce e carne. Diciamo comunque che ogni palermitano che si rispetti, sa quale mercato scegliere in base a cosa deve comprare. I più importanti mercati storici di Palermo sono: Ballarò, la Vucciria, il Capo, il Borgo Vecchio.


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Il Capo: situato nell’antico quartiere, denominato Seralcadio, formatosi in epoca musulmana per ospitare gli schiavoni, ovvero pirati e commercianti di schiavi. Si estende lungo le via Carini e Beati Paoli, la via di S. Agostino e la via Cappuccinelle. Furono gli Agostiniani a popolare questa zona, poiché essi avevano la loro sede nel convento attiguo alla trecentesca chiesa di S. Agostino. Uno degli ingressi principali è quello di Porta Carini, così chiamato per l’esistenza della settecentesca porta, riedificata riferendosi all’originale del quattrocento, nei cui pressi è il Palazzo di Giustizia.

Ed è da qui che comincia la nostra esplorazione della zona...

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..subito un tipico banco/ carretto ambulante con un cibo da strada ma che è buonissimo...provare per credere.

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Il monumentale ingresso da porta Carini, o meglio, quel che resta.
È una delle porte più antiche della città, non si conosce la data di prima edificazione, la prima data certa è il 1310 quando è documentata nelle disposizioni testamentarie di Benvenuta Mastrangelo circa la donazione di un terreno ubicato nelle immediate adiacenze, negozio giuridico a favore dei religiosi della Magione.

Presso questa porta Carlo d'Angiò, duca di Calabria, nel 1325 guidò gli scontri che coinvolsero altri tre accessi cittadini.

Nel 1552 a protezione del varco fu costruito l'omonimo baluardo, ad opera del viceré di Sicilia Carlo d'Aragona Tagliavia, principe di Castelvetrano e duca di Terranova. La strada in uscita dalle mura fortificate conduce alla chiesa di San Francesco di Paola e fu voluta da Aleramo del Carretto, Conte di Gagliano, pretore nel 1596.

Nel 1782 l'antica porta fu demolita per essere spostata più avanti verso nord e nuovamente riedificata senza arco di volta: ornata di pietre d'intaglio, colonne, balaustrata e vasi ornamentali sommitali.

Il quartiere del Capo , che si snoda da questo ingresso e che penetra nel tessuto antico della città, ha origine araba (antico Seralcadi), è uno dei quattro mandamenti principali del centro storico, celebre per l'omonimo mercato rionale che si snoda tra via Porta Carini e dintorni. È un'area caratterizzata da un'atmosfera popolare "verace", con stradine ricche di street food, monumenti barocchi, chiese e botteghe, offrendo un'esperienza sensoriale tra colori, suoni e tradizioni....unica nel suo genere.

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Continua...
 
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Il mercato è sempre stato luogo particolare per la vendita della carne, anticamente nelle vicinanze esisteva il macello civico detto “bocceria nuova” per la macellazione di becchi e altri animali, diverse sono le “carnezzerie” (termine dialettale conseguente alla dominazione spagnola) e non macellerie come vengono comunemente chiamate. Per definizione il mercato del popolo di Palermo, ha saputo mantenere con il suo intricato labirinto viario l’aspetto proprio di un suk orientale, dove trasuda opulenza e magnificenza.

Tra la folla si confondono i venditori ambulanti che propongono ai passanti le specialità tipiche della cucina di strada palermitana: “sfincione e “sfincionello”, pane con la milza, pane con le panelle e le crocchè di patate etc.

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