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Colori d'autunno. Storia (breve) di un (long) weekend nel Channel - MSC Virtuosa - 16 ottobre 2025

Bonez

Well-known member
L’elettricità entusiasta ha sempre delle idee fantastiche.


Stavolta mi ha suggerito: dato che l’ETA già è stato fatto per la partenza British & Scottish di Favolosa (ne avevo scritto qui: https://forum.crocieristi.it/thread...itannici-e-scozzesi-1-settembre-2025.1842645/ ), conviene usarlo!

No?

Sterline spese: ben sedici. Che – decisamente - vanno ammortizzate!

Assolutamente.

E quindi perché non spezzare la routine di metà ottobre con tre giorni di ferie, un volo a/r su Londra e tre giorni su Virtuosa?

Non cogliete la convenienza economica di tutto questo?

Seguitemi per altri consigli finanziari.


Si parte.
 
Vent’anni da ora sarai più deluso dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto.


Allora leva l’ancora, esci dal porto sicuro.


Prendi i venti alisei.


Esplora.


Sogna.


Scopri.



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…e infatti, anche se solo per pochi giorni, il sogno è lì: lo puoi toccare con mano, lo puoi vivere appieno. Basta volerlo. E, senza dubbio, io e l’elettricità entusiasta lo vogliamo davvero.

Si è discusso a lungo sulla reale convenienza delle mini-vacanze. Certo, più si sta via e meglio è: è così inoltre che meglio si diluiscono i costi fissi degli spostamenti (altro consiglio finanziario indispensabile che mi sento di elargire). Su questo non ci piove. Ma poi c’è la realtà, soprattutto quella lavorativa. E così, per quanto i periodi canonici non siano i miei preferiti per i viaggi lunghi, restano quelli a disposizione e, nel bene e nel male, cerco di sfruttarli al meglio. Allo stesso tempo però, non mi lascio sfuggire le occasioni delle mezze stagioni: pochi giorni, quando capitano, diventano ancora più preziosi.

Queste brevi fughe sono un’aggiunta fondamentale, quel qualcosa in più che spezza la monotonia e rimette i piedi per… aria.

Un modo per tenere alta l’adrenalina anche nei momenti più grigi.

Per evadere dalla routine.

Per staccare la spina.

Per continuare a meravigliarsi.

Perché è proprio questa la magia dei piccoli viaggi: la mente si libera, il tempo quasi rallenta e ogni attimo “guadagnato” acquista ancora più valore, ogni dettaglio “rubato” dalla routine diventa ancora più intenso.

Quindi, meglio le vacanze lunghe? Sì, certo. Ma sono un fan assoluto dei weekend, nell’attesa del celeberrimo agosto. Ogni occasione - weekend, ponti, festività - va colta al volo e vissuta fino in fondo.

E quindi eccomi qui a scriverne, con un po’ di ritardo e decisamente fuori stagione (è arrivata la primavera!) un po’ per rivivere quei momenti, un po’ perché sogno altri weekend in attesa dell’estate, un po’ perché ogni stagione merita di essere celebrata e magari perché queste mie (prolisse) pagine possano essere di spunto a chi sta già pensando alla prossima fuga.

Ogni viaggio è un incastro: voli, auto, chilometri, orari, partenze e arrivi. E, ancora di più, quando il tempo a disposizione è poco, tutto deve combaciare alla perfezione.

Nessun margine d’errore.

Funzionerà tutto anche stavolta? Ripasso la timetable.

Sono questi i pensieri che mi tengono sveglio mentre mi rigiro nel letto. L’elettricità entusiasta ormai è entrata in circolo e, no, riaddormentarsi è impossibile.

Ma forse mancherà poco alla comoda sveglia delle 4:50 che mi attende.


Time check. Niente da fare. Sono ancora le 2:43.



È quasi domani, dai.
 
Day 1 - London


Alla fine, la sveglia non è mai suonata. Dieci minuti prima ho deciso che andava bene così. Esco di casa ed ecco che il taxi prenotato la sera prima arriva proprio in quel momento. L’incastro è perfetto.

Forse non sono davvero realmente sveglio ma riesco a sbiascicare: “Andiamo a Linate”.

Milano mi scorre davanti, vuota, addormentata - è ancora notte fonda. In quelle vie deserte tra poche ore si riverserà il traffico e il business del mercoledì mattina, sorrido tra me al pensiero che oggi non sarò parte di quel mondo busy.

Senza traffico è una città così piccola: si attraversa in un attimo. Ma se Milano è addormentata, Linate è già in fermento: le prime (e numerose) forme di vita che vedo nella mia giornata le trovo qui. Anche qui è un mercoledì come un altro del resto, ma, almeno stavolta, non per me. Sono già fuori dalla mia routine.

Il volo decolla, puntuale come da timetable, da una Milano veramente grigia e uggiosa oggi. Ma superata la coltre di nubi, magia: ecco i colori dell’alba e le vette innevate delle Alpi.

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Passano due ore, ma grazie alla generosa magia della rotazione terrestre e del fuso orario arriviamo a Heathrow un’ora prima.

E poi via con il treno veloce fino a Paddington station, e poi la Piccadilly line fino a Waterloo. Ho scelto l’hotel di appoggio qui in zona, in modo da essere comodi per la stazione di Waterloo da dove l’indomani partirà il treno diretto per Southampton.

Ma del domani si vedrà. Oggi siamo a London.

E l’obiettivo è.. taking it all in, one London moment at a time.

Arrivare a Londra è sempre un po’ magico. Già sulla tube il fascino della città si fa sentire immediatamente.

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“La” Londra che vivremo oggi è quella iconica e molto classica. E l’autunno la colora magnificamente.

I colori d’autunno: voglio iniziare proprio da qui, dalla St Paul’s Cathedral. L’aria fresca lascia spazio ad un raggio di sole ottobrino che squarcia le nuvole e va a posarsi proprio sulla grande cupola, accendendola di una luce calda e dorata.

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Illuminata da questa luce la cattedrale ci racconta secoli di storia: costruita da Christopher Wren dopo il Great Fire of London, ha resistito ai bombardamenti del Blitz tedesco della Seconda Guerra Mondiale ed è stata teatro di eventi storici come funerali e matrimoni reali. Al suo interno riposa lo stesso Wren, con l’iscrizione: “Si monumentum requiris, circumspice”, ovvero “Se cerchi il suo monumento, guarda intorno a te.” E che monumento imponente direi.
 
Proseguiamo la passeggiata in uno dei miei posti preferiti, St James’s Park.

St James’s Park è il parco reale più antico di Londra e fu creato nel XVI secolo da Enrico VIII come riserva di caccia. Dal parco si apre una vista diretta su Buckingham Palace e St James’s Palace, unendo storia e natura in un solo sguardo.

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Passeggiare qui in autunno è un’esperienza intima e di relax: foglie dorate, silenzi profondi e riflessi d’acqua. Tra alberi che sfumano dal verde al rosso all’ambra, il parco diventa un rifugio di calma nel cuore di Londra.

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Gli abitanti del parco “sbirciano” i passanti.

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Ma non è autunno senza una tazza di thè ma soprattutto non è “British” senza una tazza di thè. Arrivo al mio primo appuntamento della giornata: l’Afternoon Tea da Wolseley. Questo è uno di quei luoghi che non si dimenticano facilmente. Lo si percepisce appena varcata la soglia: elegante, raffinato e con un’atmosfera Art Déco che sembra uscita da un film - ma forse sembra più una sala da concerto che un ristorante. Il personale è impeccabile, tutto scivola in una perfetta coreografia londinese.

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Il vero Afternoon Tea non è solo un pasto, ma un’esperienza. Le teiere lucenti, i sandwiches con il cetriolo e il salmone, gli scones che arrivano appena sfornati… tutto è perfetto. Ogni boccone è come mangiare un pezzetto di Londra.

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La tradizione inglese dell’Afternoon Tea nasce intorno al 1840 per colpa (o merito) di un calo di zuccheri: Anna Russell, duchessa di Bedford, non riusciva proprio a sopravvivere al “lungo digiuno” tra pranzo e cena. Peccato che uno spuntino pomeridiano fosse decisamente contro l’etichetta dell’epoca… ma lei decise comunque di infrangere le rigide regole, facendosi portare in gran segreto (che sfrontatezza!) thè, pane e dolcetti. Quando iniziò a condividere questo “peccato” con gli ospiti, l’idea ebbe un successo clamoroso e si diffuse fino alla corte della regina Vittoria, trasformandosi in un elegante rituale sociale. Col tempo anche il popolo creò la propria versione, il più sostanzioso High Tea (che è diverso dall’Afternoon Tea). Morale: da una piccola ribellione contro la fame è nata una delle tradizioni più iconiche inglesi.


A proposito di tradizioni e di thè, non poteva mancare un salto da Fortnum & Mason, ecco l’inconfondibile ingresso con il lacchè a darmi il benvenuto.

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Altre “impressioni” della lunga passeggiata (mi piace camminare, se non si fosse capito) attraverso alcuni luoghi sempre iconici: da St Giles an Oxford St e fino a Carnaby St.

Tra architetture quasi da telefilm…

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.. e profili da fiaba, che si stagliano nell’atmosfera ovattata di Ottobre.

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Architetture tradizionali e colori “reinterpretati”.

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Tante le icone “British” che incontriamo: l’Union Jack..

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.. i “double-decker”, quelli rossi (tanti!) ma inaspettato anche questo personalizzato “Tartan”

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Si è fatto tardi ed è il momento di un’altra tappa che promette qualcosa di speciale: cena da Rules.

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Il ristorante più antico di Londra (fondato ben nel 1798, tra i clienti storici annovera Charles Dickens) celebre per la sua cucina tradizionale britannica e l’atmosfera vittoriana che ti fa sentire come se stessi entrando in una delle vecchie storie della città. Entrando, il tempo sembra proprio fermarsi: i quadri, i velluti, i cimeli, le scale scricchiolanti, tutto sa di… “antico” o quasi proprio di “vecchio” (tranne i piatti, quelli sono preparati con ingredienti freschi e provenienti dalla presente epoca storica).

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Nel corso dei secoli Rules è stato un punto di ritrovo formale per aristocratici, politici e reali britannici. Si dice inoltre che al piano superiore (oggi ci sono i bagni lì) c’erano stanze private per incontri discreti tra aristocratici e amanti – un lato decisamente meno formale della storia del ristorante.

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Non solo storie di aristocratici e politici, ma anche di cavalli importanti.

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Ormai dopo le teiere lucenti di oggi pomeriggio, è diventata un’abitudine: anche la birra mi viene servita in un boccale d’argento.

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Dopo cena facciamo due passi per smaltire il Meat Pie (in realtà avrei voluto il Beef Wellington ma era finito!) da Covent Garden a Trafalgar Square. Trafalgar Square è silenziosa a quest’ora e le luci riflettono sui monumenti la serenità della sera.

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Una curiosità: i quattro maestosi leoni di bronzo che vegliano ai piedi della Colonna di Nelson nacquero dal metallo dei cannoni prelevati durante le guerre napoleoniche. Così, oltre alla loro imponenza scultorea, i leoni raccontano una storia di forza e rinascita: la potenza militare britannica, resa poi eterna nella bellezza dell’arte, che sorveglia la piazza e i suoi passanti attraverso lo sguardo fiero dei grossi felini.

Da Trafalgar Square il colpo d’occhio, lungo Whitehall, arriva fino al Big Ben. Ed ecco un “double-decker”, questa volta è rosso. Sono dentro una cartolina di Londra.

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Si rientra in hotel per un sonno ristoratore. È stata una lunga giornata, dalla sveglia notturna alle foglie colorate, agli aromi di thè e agli antichi splendori della City, completamente vissuta al mio passo, senza fretta: mi rendo conto che la mente si è già alleggerita, al punto da dimenticare perfino che fosse mercoledì, mentre cala il sipario su questo stop londinese.
 
La bellezza sta nelle piccole cose.....



Quale verità scritta è così vera, autentica. Salgo volentieri a bordo....( ma dove ti sei nascosto fino ad ora? 😉, dovresti scrivere più spesso)....le piccole fughe dalla realtà per rifugiarsi anche solo per poco in un meraviglioso mondo, sono un sollievo, come lo hai descritto tu...si vivono intense emozioni veramente.
Alla fine poi è una vacanza vera e propria e non è detto che sia meno appagante di una più lunga. Il fatto poi di aggiungere un soggiorno per allungare e/o per rendere meno faticoso il viaggio è un plus non da poco.
Londra è fantastica in ogni periodo dell' anno, riesce a suggestionarti veramente tanto con i suoi colori. Più o meno da quello che hai postato è il percorso che feci qualche anno fa, era dicembre e con una Londra vestita a festa, ma anche l'autunno....specie nei giardini, sa regalare veramente tanto. Mi hai dato un buon spunto di riflessione per una prossima...fuga.


Ovviamente, ti seguo e grazie per questa bella lettura.
 
Grazie mille! :)
Hai colto perfettamente quello che volevo trasmettere: quelle piccole fughe che, anche se brevi, sono un sollievo “pieno”. Ed è davvero bello scriverne, perché si rivive il viaggio e l’ispirazione a mettere nero su bianco mi viene leggendo i diari qui che sono davvero molto coinvolgenti (compresi i tuoi!). Quindi grazie e felice di poter dare spunti per le prossime fughe ;)
 
Ultima modifica:
Mi unisco al “manifesto” senza esitazioni 🙌
Approvo il piano, approvo lo spirito… e seguirò il diario con attenzione per altri consigli finanziari di questo livello 😉
 
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