Oggi abbiamo trascorso qualche ora in Papua Nuova Guinea, a Rabaul: la domanda che moltissimi si sono posti e’ stata…perche’ abbiamo fatto scalo qui?
Ritengo valga la pena vedere ogni angolo del mondo, ma se il turismo e’ pressoche’ sconosciuto qui, forse un motivo ci sara’!
Poi arriva il vociare festoso dei bimbi che vedono nell’arrivo di una nave un evento meraviglioso, forse magico, ed allora ti si apre il cuore e ti rendi conto che una toccata qui a Rabaul restera’ qualcosa da occhi lucidi e malinconia.
Certamente il luogo piu’ povero fra quelli visitati finora, una poverta’ dignitosa, nessuno insistente ( quanta differenza con nord Africa e Turchia ), restii anche ad accettare qualcosa se non possono ricambiare.
Questa zona e’ stata martoriata 30 anni fa da un’eruzione vulcanica che ha seppellito tutto sotto oltre 5 metri di cenere vulcanica ed ancora oggi se ne vedono le devastanti conseguenze.
Colonizzata da olandesi, tedeschi e francesi, divenne poi una delle basi giapponesi nella 2a guerra mondiale, bombardata e rasa poi al suolo dalle forze alleate. Restano i resti di una base sottomarina giapponese, il bunker delll’Ammiraglio Yamamoto ed un piccolo museo con reperti della guerra mondiale.
Vi e’ un osservatorio vulcanologico su una collina dal quale si gode un meraviglioso panorama su tutta Rabaul, anzi, sulla caldera di Rabaul, perche’ il sito della citta’ e’ il cratere di un antico vulcano collassato.
All’arrivo si entra in pratica in esso, passando a fianco di due rocce che emergono dalle acque, testimoni dell’antico cratere.
Una curiosita’: la baia di Rabaul e’ costellata di grandi pescherecci, alcuni con l’elicottero a bordo, affiancati da navi per la lavorazioni del pesce a loro volta affiancate da navi freezer per il surgelamento…tutte coreane! La pesca e’ dominata dalle flotte coreane, che lavorano tutto in loco, poi trasportano in Corea e da qui inviano in tutto il mondo.
L’arrivo all’alba…poi una lunga attesa fermi in rada perche’ il pilota era rimasto addormentato…tanta fatica per arrivare un’ora prima…tutto buttato al vento!




