Gli ultimi due giorni, il 14 e 15 gennaio li abbiamo trascorsi in navigazione.
Traduzione: mare, orizzonte, buffet e tempo per pensare.
E quando sei su una nave, senza niente davanti se non acqua (e il prossimo pranzo), inevitabilmente inizi a fare bilanci. Così abbiamo riflettuto su questa crociera asiatica, confrontandoci con i nostri amici crocieristi: chi entusiasta, chi critico, chi già nostalgico… anche se manca ancora l’ultima tappa, Hong Kong.
Un’idea dell’Asia, però, ce la siamo fatta.
La nave da noi ribattezzata la vecchia signora con dignità
La nave — l’ho già detto — non era nuova.
Ma nemmeno noi lo siamo, quindi equilibrio perfetto.
Era in buono stato, certo con qualche acciacco. Alcuni bagni dei ponti inferiori avrebbero bisogno di una revisione spirituale oltre che tecnica: non è proprio elegante avere cabine senza servizi funzionanti o con allagamenti quotidiani degni di una piscina privata non richiesta. La compagnia ha risarcito con voucher, e i passeggeri hanno incassato con filosofia (e forse con un cocktail in più).
Detto questo, continuo a preferire queste navi “a misura d’uomo” rispetto alle nuove città galleggianti da 7.000 anime. A bordo eravamo circa 3.000 passeggeri e, sorprendentemente, non abbiamo mai avuto la sensazione di vivere in un centro commerciale il sabato pomeriggio. Qualche fila allo sbarco mattutino, sì. Ma niente scene da apocalisse da buffet.
Il mare mosso e l’umanità ancora di più
Il meteo avrebbe potuto essere più generoso.
Qualche giornata di sole in più non avrebbe guastato, e un mare meno mosso avrebbe evitato a diversi passeggeri di camminare come reduci da una vendemmia importante.
Però, nel complesso, poteva andare peggio. E in crociera impari presto che “poteva andare peggio” è un mantra molto efficace.
L’età media? 75 anni. L’energia? 18.
L’età media dei crocieristi ormai si aggira serenamente tra i 70 e gli 80 anni. Ma attenzione: non fatevi ingannare.
Se partiva la musica, erano i primi a lanciarsi in pista.
Se c’era un quiz, occupavano i saloni con la grinta di chi sta giocando la finale mondiale.
Se era ora di pranzo… mangiavano come se il buffet fosse un evento irripetibile.
Altro che “gli anziani mangiano poco”.
Semmai il contrario.
Era molto più facile vedere un giovane mezzo addormentato su una poltrona che un settantenne stramazzato su un divano. Le statistiche dicono che l’età media delle crociere si è alzata. Io aggiungo: per fortuna. Perché sanno divertirsi meglio di noi.
Il personale e l’arte universale del lamentarsi.

Il personale di bordo è stato sempre efficiente, educato e sorridente. Pronto a soddisfare ogni richiesta. Quasi ogni. Diciamo che sull’alimentazione celiaca si poteva fare di meglio, ma nessuno è perfetto.
Eppure, non era difficile imbattersi in qualcuno che si lamentava: dell’organizzazione, delle escursioni, dei ristoranti, dell’equipaggio, probabilmente anche della curvatura terrestre.
Ma si sa: mettere tutti d’accordo è un’impresa che non riesce nemmeno al mare piatto.