Un altra meravigliosa dimora Sabauda...
Palazzina di caccia di Stupinigi.

La Palazzina di Caccia di Stupinigi si trova a Nichelino, a 10 chilometri da Torino, ed è una delle residenze sabaude più prestigiose del Piemonte. La costruzione dell’edificio, pensato per la caccia e le feste della famiglia reale, è stata avviata nel 1729 su progetto di Filippo Juvarra, uno degli architetti più rinomati del XVIII secolo.
Con un’estensione di oltre 31.000 metri quadrati e altri 150.000 di parco e aree verdi, la Palazzina rappresentava il punto di partenza e di arrivo delle battute di caccia di casa Savoia nelle campagne circostanti, oltre che la sede prediletta per feste e altre attività di svago.
I lavori di costruzione e ampliamento sono proseguiti durante tutto il XVIII secolo sotto la guida di Benedetto Alfieri e altri architetti.
La cura per i dettagli del progetto di Filippo Juvarra ha reso Stupinigi, con la sua Palazzina di Caccia, uno tra i luoghi più suggestivi nei dintorni di Torino.
Entriamo quasi in punta di piedi in quella che un tempo era la scuderia...le forme sono pulite, essenziali ma armoniche allo stesso tempo. Qui ci accoglie il cervo....la scultura originale in bronzo e rivestita in laminato di rame , tolta dal tetto della struttura...al suo posto una copia.



Il sovrano sabaudo, Gran Maestro dell'Ordine, autocraticamente decideva delle sue attività. E il caso, per vero stravagante, della Palazzina di Caccia di Stupinigi: ceduta al demanio la Venaria Reale, con Regio Viglietto dell'11 aprile 1729, Vittorio Amedeo II aggiunge ai molti incarichi dell'Architetto Regio Filippo Juvarra quello della costruzione di un padiglione nel territorio di Stupinigi, assegnando tutta la gestione dell'opera alla competenza patrimoniale ed economica dell'Ordine.

Il primo impianto, progettato tra il 1729 e il 1735, prevedeva un corpo centrale unito da portici alle scuderie. Era incluso nel progetto, con il ridisegno funzionale del territorio, il coerente programma decorativo interno, incentrato sugli affreschi del Salone centrale e dei vicini Appartamenti del Re e della Regina, collocati nella pianta a croce di Sant'Andrea. Con successivo sviluppo su commessa di Carlo Emanuele III all'Architetto di Corte Benedetto Alfieri, si realizzano, tra il 1739 e il 1767, i due Appartamenti verso il parco per i figli del re,duchi di Chiablese e di Savoia, arricchiti da decorazioni di gusto rocaille e aggiornati negli arredi.
Nel 1790, l'edificio è ampliato dall'architetto Ludovico Bo con le grandi Scuderie (poi orangeries). nel rettilineo verso Torino.
Nel 1919 Stupingi, residenza reale fino alla Regina Margherita di Savoia, passa al Demanio dello Stato, Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione Antichità e Belle Arti. Nasce il Museo di storia, di arte e di ammobiliamento che ambienta, accanto ad arredi già presenti in palazzina, mobili e dipinti provenienti dal Guardamobili del Castello di Moncalieri e dalla Residenza di Colorno, già dei Borbone Parma.
Con il ritorno, nel 1925, alla proprietà dell'Ordine Mauriziano ha inizio la storia moderna della Palazzina e del suo Museo, rinnovato in occasione delle Celebrazioni di Italia 1961. Chiusa al pubblico per importanti cantieri di restauro architettonico, impiantistico e decorativo, riapre le porte per la cadenza dei 150 anni dell'Unità.
Palazzina di caccia di Stupinigi.

La Palazzina di Caccia di Stupinigi si trova a Nichelino, a 10 chilometri da Torino, ed è una delle residenze sabaude più prestigiose del Piemonte. La costruzione dell’edificio, pensato per la caccia e le feste della famiglia reale, è stata avviata nel 1729 su progetto di Filippo Juvarra, uno degli architetti più rinomati del XVIII secolo.
Con un’estensione di oltre 31.000 metri quadrati e altri 150.000 di parco e aree verdi, la Palazzina rappresentava il punto di partenza e di arrivo delle battute di caccia di casa Savoia nelle campagne circostanti, oltre che la sede prediletta per feste e altre attività di svago.
I lavori di costruzione e ampliamento sono proseguiti durante tutto il XVIII secolo sotto la guida di Benedetto Alfieri e altri architetti.
La cura per i dettagli del progetto di Filippo Juvarra ha reso Stupinigi, con la sua Palazzina di Caccia, uno tra i luoghi più suggestivi nei dintorni di Torino.
Entriamo quasi in punta di piedi in quella che un tempo era la scuderia...le forme sono pulite, essenziali ma armoniche allo stesso tempo. Qui ci accoglie il cervo....la scultura originale in bronzo e rivestita in laminato di rame , tolta dal tetto della struttura...al suo posto una copia.



Il sovrano sabaudo, Gran Maestro dell'Ordine, autocraticamente decideva delle sue attività. E il caso, per vero stravagante, della Palazzina di Caccia di Stupinigi: ceduta al demanio la Venaria Reale, con Regio Viglietto dell'11 aprile 1729, Vittorio Amedeo II aggiunge ai molti incarichi dell'Architetto Regio Filippo Juvarra quello della costruzione di un padiglione nel territorio di Stupinigi, assegnando tutta la gestione dell'opera alla competenza patrimoniale ed economica dell'Ordine.

Il primo impianto, progettato tra il 1729 e il 1735, prevedeva un corpo centrale unito da portici alle scuderie. Era incluso nel progetto, con il ridisegno funzionale del territorio, il coerente programma decorativo interno, incentrato sugli affreschi del Salone centrale e dei vicini Appartamenti del Re e della Regina, collocati nella pianta a croce di Sant'Andrea. Con successivo sviluppo su commessa di Carlo Emanuele III all'Architetto di Corte Benedetto Alfieri, si realizzano, tra il 1739 e il 1767, i due Appartamenti verso il parco per i figli del re,duchi di Chiablese e di Savoia, arricchiti da decorazioni di gusto rocaille e aggiornati negli arredi.
Nel 1790, l'edificio è ampliato dall'architetto Ludovico Bo con le grandi Scuderie (poi orangeries). nel rettilineo verso Torino.
Nel 1919 Stupingi, residenza reale fino alla Regina Margherita di Savoia, passa al Demanio dello Stato, Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione Antichità e Belle Arti. Nasce il Museo di storia, di arte e di ammobiliamento che ambienta, accanto ad arredi già presenti in palazzina, mobili e dipinti provenienti dal Guardamobili del Castello di Moncalieri e dalla Residenza di Colorno, già dei Borbone Parma.
Con il ritorno, nel 1925, alla proprietà dell'Ordine Mauriziano ha inizio la storia moderna della Palazzina e del suo Museo, rinnovato in occasione delle Celebrazioni di Italia 1961. Chiusa al pubblico per importanti cantieri di restauro architettonico, impiantistico e decorativo, riapre le porte per la cadenza dei 150 anni dell'Unità.





























































































