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Roma...il mio viaggio , nella Grande Bellezza.

Poco al di sopra di questa fontana , la piazza più bella, intrigante di tutta Roma caratterizzata dalla grande scalinata barocca che congiunge la parte alta dove si erge la Chiesa di Santa Trinità dei Monti.


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Sono luoghi iconici sempre super affollati di Roma ma non ci si può esimere dal non passarci. Più ci si spinge in alto e più il panorama si amplia dinnanzi a noi.
La Scalinata di Trinità dei Monti, realizzata tra il 1723 e il 1726 su progetto dell'architetto romano Francesco De Sanctis (1693-1740), costituisce il raccordo scenografico tra le pendici del Pincio dominate dalla chiesa della SS. Trinità e la sottostante piazza di Spagna.
 
La Chiesa di Trinità dei Monti è forse molto più nota per la sua collocazione che per le opere che contiene. È un piccolo gioiello che è cambiato coi secoli fino a diventare una delle cartoline più celebri della Città Eterna.

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Il complesso della Trinità dei Monti si articola in due edifici contigui: il convento e la chiesa.

La chiesa è costituita da un'unica navata sulla quale si affacciano sei cappelle laterali. La facciata, adornata dai due campanili simmetrici con cupolino ottagonale, ha un unico ordine di lesene, chiuso da un attico con lunettone in posizione centrale. La volta della crociera (Una delle prime parti dell'edificio a essere costruita) è in stile tardo gotico francese, con volte a costoloni intrecciati, unico esempio di tale stile a Roma. Sui due campanili sono posti un orologio e una meridiana che indicherebbero rispettivamente gli orari di Roma e Parigi.


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E poco più giù....Piazza di Spagna.


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Poi c'è la Roma dei Palazzi del potere politico, economico...

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È la Roma importante, istituzionale...certo è che Roma non ha una sola faccia e per quanto la si cerchi di conoscere, comprendere ha sempre in serbo qualcosa di inaspettato per noi. È allo stesso tempo città e borgata...in alcune strade si percepisce l'anima popolana e forse più genuina....





Continua...
 
I quartieri più genuini e caratteristici di Roma, che mantengono un'anima popolare e storica, offrono un mix di tradizioni, botteghe artigiane, trattorie romane e scorci storici, ideali per vivere un'autentica atmosfera romana. È forse ciò che mi attrae di più, al di là di tutto il contesto archeologico, museale che è veramente immenso, passeggiare, vivere anche per pochi giorni il contesto di questi luoghi è veramente un plus che dà valore al viaggio stesso.

La città è molto vasta per cui occorre un punto strategico per poterla vivere di giorno e di notte senza dover prendere mezzi, camminando semplicemente a piedi. Ecco che una sistemazione in un hotel, b&b, o semplicemente un alloggio è la soluzione migliore.

La vera vita romana , semplice, genuina è ancora viva tra le strade di questi quartieri.

Il vivacissimo mercato di Campo de' fiori, ne è un esempio...


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Vicoli stretti, case dall' aspetto trascurato, acciottolato che avrebbe bisogno di un restauro e gatti, tanti gatti...questo è il primo approccio che fa strano in una città così grande, importante, unica...ma è l'aspetto che probabilmente attrae di più di questo quartiere che sembra uscito dallo schermo di un film. La mattina è tutto un vociare, un alzarsi di serrande, un via vai di carrettini carichi di merci....si, i carretti... perché in questi vicoli stretti entrano solo questi. È il via vai consulto, vorticoso, vociante, frettoloso del via vai di commercianti, massaie e semplici turisti...che si aggirano al Mercato.

-" Signo' le volete le puntarelle??"- ....so' fresche!!

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Le puntarelle!!
È un mercato dove vi è di tutto, un po' turistico ma alcuni banchi sono proprio genuini, i classici banchi di mercato rionale.

Lo sapete da cosa deriva il nome di questa piazza?

La piazza ha origini antiche, infatti fu realizzata per ordine di Papa Calisto III nel 1456, in un’area che un tempo era un campo fiorito. La pavimentazione della piazza risale al 1440, momento in cui iniziarono a sorgere locande e alberghi per accogliere i pellegrini. Tuttavia, il famoso mercato sarà trasferito qui solo nel 1869, perché a quel tempo si svolgeva a piazza Navona. Tuttora, ogni mattina dal lunedì al sabato, la piazza si anima con bancarelle di fiori, frutta, carne e pesce fresco.

Unica tra le piazze monumentali del centro storico a non ospitare una chiesa. Il quartiere è un complesso residenziale appartenente al Municipio 8, tra piazza Navona e piazza Farnese. È uno scorcio tipico della Roma più popolare, reso celebre nella modernità grazie al cinema neorealista e ai racconti tramandati nei secoli di storia, dalla sua costruzione fino ai giorni nostri.

La sera la Piazza si trasforma completamente....il mercato non c'è più e la piazza si anima con i vari locali e ristoranti in cui a tutte le ore, si possono gustare piatti della tradizione romana.


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Il quartiere di Campo de' Fiori vanta luoghi insoliti, affascinanti che vale la pena di scoprire. Sono luoghi che vi porteranno indietro nel tempo alla scoperta di quella Roma nascosta, ben celata tra le nuove...si fa per dire, case che nascondono splendide sorprese.

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Può capitare così passeggiando senza meta tra i suoi vicoli di imbattersi in colonne antiche...templi inglobati, trasformati dalle varie stratificazioni della città, che si svelano ai nostri occhi ancora intrise di splendida bellezza...


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...e non solo. Lo sapevate che in questa zona esisteva un antico teatro?

il Teatro di Pompeo inaugurato nel 55 a.C., si trova nel centro storico di Roma, Rione VI (Parione).



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Da Google Maps potete vedere bene la conformazione della Cavea e come successivamente le abitazioni hanno preso forma ruotando la loro disposizioni secondo la conformazione del teatro stesso. Sicuramente si saranno avvalsi di parte delle fondamenta su cui hanno poi edificato nei secoli successivi.




Si tratta di uno di quei luoghi che il tempo ha nascosto nella Roma sotterranea, fu fatto costruire dal grande condottiero Gneo Pompeo Magno (106-48 a.C.), il quale grazie alle sue importanti vittorie divenne console e grande oppositore di Giulio Cesare.


Approssimativamente quelli che erano i suoi confini sono attualmente delimitati da:


• NORD: Campo de Fiori dove era posizionata la grande Cavea, la cui
1.parte interna delimitata da Via di Grotta Pinta (Rione VI (Parione), dove i palazzi hanno ancora l’evidente disposizione curvilinea
2.parte esterna delimitata da Via dei Giubbonari a ovest e Via del Biscione a est.


• EST: Corso Vittorio Emanuele II.


• OVEST: Via dei Giubbonari, dove sono ancora presenti alcuni resti visibili spiccano alcune colonne con capitelli.


• SUD: Largo Argentina dove nelle adiacenze vi era la Curia Pompeia (I secolo a.C.), adibita alle riunioni del senato, dove avvenne l’assassinio di Giulio Cesare nel 44 a.C.


Il Teatro aveva delle gradinate che raggiungevano un diametro di oltre 150 metri e potevano ospitare circa 20.000 spettatori, la cui forma semicircolare si può intuire dal tratto curvilineo dei palazzi che si affacciano su Via di Grottapinta e che furono costruiti sui suoi resti.

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Questo spazio, nel centro di Roma, profuma incredibilmente di Medioevo e che appare lontano dal frastuono della città, anche se è una delle aree più animate di Roma.
Campo de’ Fiori è anche una delle migliori destinazioni per passeggiate pre-natalizie.....le decorazioni sono meravigliose e le luci alla sera calde e gioiose. Decisamente meno caotica di Via del Corso, ma non vi mancheranno le occasioni per esplorare gli innumerevoli negozi che vi daranno ampie ispirazioni per il vostro shopping per i regali di Natale.

Campo de’ Fiori , come avete potuto vedere, ha molte facce quella del mattino, quando la piazza principale è occupata da uno dei mercati all’aperto più antichi di Roma, quella del pomeriggio dello shopping e degli aperitivi, e quella notturna della movida romana. Insomma, ce n’è per tutti i gusti, incluso per le possibilità di passeggiate tra i vicoli e vicoletti che la circondano, e che la connettono con tantissime altre aree interessanti da scoprire ed esplorare.

Vicinissima è largo Torre Argentina...


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La piazza principale di Campo de’ Fiori da accesso a Via del Pellegrino, che prende l’attuale nome in quanto tale via rappresentava una delle principali direttrici per S.Pietro venendo dal centro di Roma, ed era percorsa continuamente da pellegrini. In tale zona non mancavano mercanti che commerciavano qualsiasi prodotto, quindi si è più propensi ad avvalorare una seconda ipotesi, molto più credibile, che ricollega il nome di questa strada ad una famosa osteria chiamata per l’appunto “Osteria del Pellegrino“.

Eppure, da questo via vai continuo fatto di mercanti, pellegrini, ed oggi turisti, si può arrivare ad uno slargo che dista pochi metri da Campo de’ Fiori, dove il brulicare dei passanti si mescola alle voci dei bancarellari romani, all’ombra della statua, impassibile e severa, di Giordano Bruno. Parliamo dell’Arco degli Acetari, sito in Via del Pellegrino ; un angolo appartato, intimo dove, come si dice
sempre in questi casi, sembra che il tempo si sia fermato.

Da questo frammento della Roma di una volta, nel giro di pochi minuti a piedi, si può raggiungere, oltre alla famosa e già citata Piazza di Campo de’ Fiori, anche Piazza Navona, Largo di Torre Argentina, il Palazzo della Cancelleria e il Palazzo Farnese, fino a Via Giulia, Via del Governo Vecchio, Piazza della Chiesa Nuova, e tante altre interessanti destinazioni romani. Campo de’ Fiori certamente può essere considerata uno dei tanti “centri di Roma“.

Gli scorci che si aprono tra gli incroci di questi vicoli dai nomi alquanto poco usuali...come via dei Giubbonari , Largo dei Librai....

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Una graziosa piazzetta sul cui sfondo nasce come per incanto una piccola Chiesa...


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Dedicata a Santa Barbara, purtroppo passata e ripassata più volte l'ho sempre trovata chiusa. In realtà sono molteplici le chiese a cui non è possibile accedere. Un peccato veramente...

Continuando per le vie strane...troviamo via dei Cappellari, via della corda, via dei Balestrai, vicolo dei Chiodaroli, via della Farina .....tutti nomi legati al passato e alle botteghe artigiane che ne rispecchiavano l'appartenenza. Non è di rado che in queste vie si nascondano sotterranei in cui poter rivisitare le antiche domus romane....nel caso di un mio ritorno qui , dovrò sicuramente indagare. Le stratificazioni in Roma sono molteplici e qui ancora di più.

Attraverso un giro non troppo impegnativo potreste ampliare la conoscenza di questo quartiere, spingendovi verso la sponda del Tevere....molte belle piazze con importanti palazzi storici si sveleranno ai vostri occhi. Alcuni visitabili...occorre prenotare.


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Sono stato a Roma tantissime volte anche da non turista (Avevo parenti a Roma in centro storico)e....mi hai fatto riscoprire questa bellissima città e risvegliare dolci ricordi....grazie
 
Passeggiare, anche senza meta, in questi "rioni" di Roma citati da Oriana è sempre emozionante. Vero è che le varie sovrapposizioni edilizie che si sono succedute nei secoli rendono difficoltoso individuare, e soprattutto valorizzare, reperti antichi ricchi di storia.
Ringraziamo allora Oriana che in questi post ci presenta e ci spiega diversi angoli e particolari...

Permettetemi una brevissima nota personale, da runner dilettante...Ancora più bello e coinvolgente è correre sulle strade del centro storico, chiuse al traffico per permettere lo svolgimento delle gare podistiche...Senza auto e transitando in mezzo alla strada, pur nella concentrazione della gara, è uno spettacolo guardarsi intorno...Fortunatamente se ne disputano diverse, non solo la maratona di metà marzo, e io non me ne perdo una!
 
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La bella Chiesa che si affaccia su piazza Farnese, in realtà in questo spicchio di territorio le chiese non si contano più, veramente parecchie, alcune aperte ,altre chiuse....in una città così clericale come Roma, non si spiega.
La giornata è particolarmente luminosa e poco lontano c'è il Tevere, non possiamo esimerci dal raggiungerlo...


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Senza attraversarlo, al dì là c'è un altro rione del mio cuore Trastevere, restiamo in zona poiché mi aveva incuriosito parecchio l'ultima volta che venni qui, ma il tempo non mi ha consentito di perlustrare come desideravo....


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Come recita la scritta, siamo in via Giulia....alle spalle di palazzo Farnese.

Via Giulia ha un primato con i suoi 1000 metri di lunghezza in linea retta, è stata la prima e più lunga strada di Roma. Infatti si sviluppa per un chilometro parallela al Tevere tra il rione Regola e il rione Ponte, da p.zza san Vincenzo Pallotti in corrispondenza con il Ponte Sisto a P.zza dell' Oro dove c'è la Chiesa di San Giovanni dei fiorentini. Fu voluta da Papa Giulio II, dal quale prende il nome, e fu incaricato per il suo progetto Donato Bramante, lo stesso che progettò la Basilica di San Pietro.
Via Giulia era destinata ad essere una delle strade principali della Roma rinascimentale, un asse viario elegante che avrebbe facilitato il collegamento tra il Vaticano e il centro della città.

La via divenne una sede privilegiata per palazzi nobiliari, chiese e istituzioni pubbliche. In questa via ci sono tracce di una storia particolare ....
Papa Giulio II incaricò Donato Bramante, uno dei più grandi architetti del Rinascimento, di progettare un edificio monumentale su via Giulia. Il palazzo sarebbe stato il punto culminante della via. Il Palazzo dei Tribunali non fu mai completato, forse per la mancanza dei fondi necessari , delle difficoltà politiche e delle priorità che erano cambiate con la morte di Giulio II. Tuttavia, i lavori iniziarono con la posa di alcune basi in marmo che vennero posate lungo un tratto della via Giulia. Quelli che oggi i romani chiamano " i sofà" , sono i resti di questi basamenti monumentali , probabilmente i resti di facciate o delle decorazioni del cortile . La loro struttura e collocazione fanno intuire l'imponenza che il palazzo avrebbe dovuto avere.

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Roma è una città il cui presente e passato convivono e dove anche i resti di progetti mai realizzati diventano parte integrante del suo fascino, della sua storia... così che anche i sofà di via Giulia in questo contesto, non sono semplici rovine.
Via Giulia era un luogo frequentato da nobili, pellegrini e mercanti e queste panche rappresentavano e favorivano l'incontro la socializzazione , trasformando la via in un salotto a cielo aperto. Oggi restano come monito silenzioso a ciò che poteva essere anche se non è.



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Via Giulia è scavalcata dal caratteristico Arco Farnese. Si tratta di un tratto di un lungo passaggio sopraelevato che nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto collegare la Piazza Farnese e il meraviglioso Palazzo Farnese con la villa Farnesina e i possedimenti della famiglia , situati addirittura sulla sponda opposta del Tevere.
Il progetto incredibile fu elaborato da Michelangelo che ricevette l'incarico da Papa Paolo III, il più illustre esponente di casa Farnese.

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Morto Michelangelo furono il Vignola e Giacomo della Porta a rilevarne l'incarico ma a causa del costo astronomico dell' impresa non si andò mai oltre la costruzione del primissimo tratto del passetto...quindi l:Arco dei Farnese venne ultimato nel 1603.

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Affascinante come storia vero?.....



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In un piccolo slargo della via ha sede questa particolarissima fontana. Roma ha il primato delle fontane, ne trovi ovunque....

La fontana del Mascherone...


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Fu progettata dall' architetto Girolamo Rinaldi, che pensò bene di riutilizzare pezzi antichi per assemblare l'opera e....questa era una cosa abbastanza comune. Spesso gli artisti riutilizzavano quello che Roma forniva, fossero colonne, rilievi come in questo caso dove la vasca di granito ricalca in pieno anche la cultura romana, che usava spesso maschere del genere opere che avessero come tema l'acqua.
Vediamo in alto il simbolo araldico dei Farnese: il giglio.

Queste commissioni erano cosa comune , molte famiglie nobili amavano mostrare la loro ricchezza non solo commissionando splendidi palazzi o decorando gli interni con affreschi e sculture, ma anche commissionando opere che potevano avere visibilità nella città, coinvolgendo tutto il popolo, facendolo partecipare con sfarzo ma anche con generosità....la vera peculiarità della fontana, secondo le cronache del secolo, sta nel fatto che dalla bocca del Mascherone non fuori scosse solo acqua , come effettivamente il progetto iniziale prevedeva. Pare che per rimarcare proprio la grandezza straordinaria, l'opulenza della Famiglia Farnese, facessero fuoriuscire anche vino. Tutto ciò si può ben immaginare quale impatto avesse sul popolo che a quei tempi viveva in modo semplice, spesso in situazione di povertà.


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Nel mio girovagare vorrei porre attenzione su alcuni particolari , piccole edicole che si trovano agli angoli delle vie....


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....sono delle vere opere d'arte.

Le edicole sacre, che a Roma vengono chiamate “madonnelle”, sono il simbolo e, al tempo stesso, la testimonianza di una religiosità popolare e, più in generale, di un modo di vivere la città. Le edicole costituiscono un vero e proprio documento storico, un segno di devozione che si è integrato in un tessuto urbano caratterizzato da stratificazioni profonde. Secondo una verifica, effettuata nel 1999 dal Comune di Roma, nei rioni del centro storico sono conservate 522 edicole sacre, un numero piuttosto considerevole anche se di gran lunga inferiore a quello attestato nel 1853 da Alessandro Rufini, che fu il primo a realizzarne una completa ricognizione e ne contò circa 1100.

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