Questo l'intervento che mi avete bannato perché conteneva i nomi e cognomi dei truffatori. Così rivisto e corretto, non mi sembra che possa essere ricondotto nello specifico a qualcuno di particolare, io comunque in privato resto a disposizione di chiunque abbia bisogno di chiarimenti.
Buongiorno a tutti.
Anche oggi è un giorno di navigazione e, non avendo tante cose di cui parlarvi né molte foto da mostrarvi, ne approfitto per raccontarvi un episodio a dir poco spiacevole, capitato non solo al sottoscritto ma, con modalità praticamente identiche, a parecchie persone presenti a bordo in queste settimane di crociera.
Parlo in prima persona, ma ahimè non sono un caso isolato: l’ho scoperto strada facendo, conoscendo altri “compagni di sventura” direttamente sulla nave.
Ma andiamo con ordine.
Come credo facciano un po’ tutti durante la fase di preparazione di una crociera, nei mesi precedenti ero alla ricerca di escursioni alternative a quelle ufficiali, possibilmente private, nei porti in cui avremmo attraccato.
Seguivo da tempo un gruppo Facebook dal nome altisonante e, almeno per me, rassicurante ... con circa 55.000 iscritti, mica bruscolini. Vengo a sapere che anche alcuni membri dello “staff” del gruppo sarebbero stati a bordo proprio nelle settimane del mio viaggio (e anche in altre, a quanto pare).
Viene quindi creata una chat WhatsApp dedicata alla nostra data di partenza, con lo scopo – nobile e innocente – di scambiarci consigli: chi parte da dove, che volo prende, come vestirsi, eccetera eccetera. Insomma, clima da gita scolastica… ma con più soldi in gioco.
A un certo punto qualcuno chiede se ci fossero contatti affidabili per tour locali, come spesso succede anche su altri forum. Ed ecco che uno dei moderatori/amministratori del gruppo pubblica una lista di nominativi “collaudati”, precisando però che loro non sarebbero stati responsabili e che ogni accordo sarebbe stato preso direttamente tra privati. Nota che, col senno di poi, suona come le avvertenze scritte in piccolo.
Tra questi nomi ce n'era uno di una persona che avrebbe potuto seguirci a Koh Samui (dove diceva di abitare), nel Sultanato del Brunei e a Hong Kong. Prezzi più bassi della Compagnia, programmi migliori, dépliant in perfetto stile agenzia viaggi, numero WhatsApp italiano e thailandese. Tutto molto professionale. L’unica piccola, trascurabile nota stonata: voleva il pagamento anticipato perché “ormai eravamo a ridosso della partenza”.
Parliamo, per me, di circa 450 euro. Non pochi, ma nemmeno una cifra folle.
Prima di procedere, lo chiamo più volte: risponde sempre, rassicura, sembra preparato. Il bonifico doveva essere fatto su un conto italiano, intestato a lui (controllato). Insomma, tutti i semafori sembravano verdi.
Dopo il pagamento lo ricontatto ancora, gli servivano copie dei documenti per il visto delle Filippine, da fare online poco prima dell’arrivo. Nell’ultima telefonata – qui arriva il colpo di teatro – mi risponde direttamente dalla nave che avrei dovuto prendere anche io, il giorno prima dell’arrivo a Koh Samui. Mi dice di essersi imbarcato a Hong Kong cinque giorni prima con la fidanzata. Circostanza confermata in tempo reale da un mio amico a bordo, che lo vedeva aggirarsi per i saloni della nave, sempre circondato da persone entusiaste a cui stava vendendo escursioni.
A quel punto mi dico:
“Beh, se è davvero a bordo, cosa potrà mai andare storto?”
Spoiler: tutto.
Pochi giorni dopo scopro che il tale è sbarcato anticipatamente a Koh Samui, ufficialmente per “problemi con la fidanzata”. Poco prima aveva comunque garantito l’escursione solo a una trentina di persone… lasciandone invece a piedi almeno una cinquantina. Da quel momento, il nulla cosmico: profili social chiusi, telefono muto, e lui evaporato come un mojito al sole.
Naturalmente, quando la voce della “fuitina” si è diffusa, tutti abbiamo provato – inutilmente – a rientrare in possesso dei nostri soldi. Facendo due conti molto alla carlona, parlando con decine e decine di truffati, si stima che abbia raccolto qualche decina di migliaia di euro prima di sparire.
Naturalmente sia la Compagnia di crociera che il gruppo di FCB non hanno voluto saperne nulla.
Se alla compagnia posso anche concedere una qualche minima attenuante (dicono di non sapere che stesse vendendo a bordo), per il gruppo molto meno. È vero, avevano specificato che la responsabilità era nostra, ma visto che ce lo avevano presentato loro, e che anche loro avevano iscritti a bordo raggirati come noi, possibile che nessuno abbia mai ritenuto opportuno avvisare, metterci la faccia o semplicemente dire qualcosa?
Anzi: alle prime rimostranze sui social, prima ancora di partire, l’amministratore ha minacciato di chiudere la chat WhatsApp della nostra data se avessimo continuato a parlare del raggiro. Eleganza allo stato puro.
Morale della favola: abbiamo dovuto ricominciare da capo, cercando qualcun altro che potesse farci da guida. Magari stavolta possibilmente onesto.
Di sicuro, per quanto mi riguarda, è stata una lezione indimenticabile.
Da oggi in poi: nessun anticipo… se non vedo cammello.
Aggiornamento.
Una volta tornato a casa, a bocce ferme, ho presentato denuncia alle autorità competenti , dopo essermi informato se per caso il reato di truffa sia stato depenalizzato.
Al Commissariato di zona, mi hanno invece confermato che tale convinzione è del tutto errata in quanto, in passato, sono stati senz’altro depenalizzati alcuni reati ma non il reato previsto dall’art. 640 del codice penale.
Pertanto ad oggi truffare una persona continua ad essere un reato, per questo motivo la persona offesa potrà presentare una querela per chiedere la punizione del colpevole.
Sicuramente quell’impostore non si farà la galera, ma qualche problemino potrebbe averlo.
Sempre che qualcuno di noi, per errore, non lo incroci prima … e chieda spiegazioni sull'accaduto.