" Altre persone vengono sorprese per strada e saranno quelle che tentavano di fuggire. Questa valanga ardente non agisce nello stesso modo, molto più veloce e potente nei vicoli, dove trancia tutto ciò che incontra sul suo cammino.
Per i pompeiani che si trovano sulle strade, non vi è scampo, travolti e uccisi.
Un gruppo di 13 persone si trovano ora nell' orto dei fuggiaschi, probabilmente si conoscevano tutti o forse no..ma si erano riuniti per cercare di raggiungere porta Nocera che è una porta la più a sud di Pompei e da lì forse avrebbero cercato di raggiungere il porto che per loro poteva significare la salvezza.
Ho cercato di immaginarmeli....
Camminavano per la strada inconsapevoli che sarebbe arrivata questa valanga piroclastica, uno tsunami di polvere e cenere....l:avevano vista, sentita da lontano e poi...ecco che li travolge. Quello che ora si vede su queste persone è proprio il loro ultimo istante di vita...
Avvolte da questo mostro che si abbatte su di loro, molti hanno una posizione di difesa, cercano di respirare, si mettono una mano davanti al volto....questo raccontano i corpi ritrovati dagli archeologi: l'ultimo momento di vita che è certamente un tentativo di sopravvivere!
Raccontano un tentativo di sopravvivere rimanendo cristallizzati nella loro ultima posizione. Quando vedrete queste vittime bisogna sempre considerare che non sono statue, sono persone in cui la vita li sta abbandonando. Persone come noi con tanti progetti, speranze, credevano nel futuro, nella vita che ogni mattina si rinnovava al loro risveglio....con tante cose da fare e progetti che, in un certo senso, sono ancora racchiusi qui, in queste persone a ricordare il dramma di questa tragedia.
Ma come è possibile che dei corpi si siano potuti conservare per quasi 2000 anni?
Le interpretazioni e le spiegazioni a volte sono fantasiose...ad esempio...chi asserisce che siano stati pietrificati dalla lava...ma a Pompei non è mai arrivata la lava.
Quello che si vede è una combinazione unica nella storia.
Con il passare dei giorni, mesi, anni, secoli i corpi si sono decomposti e quello che è rimasto è stata un' intuizione che l'archeologo Giuseppe Fiorelli, uno dei più grandi archeologi non solo italiani ma di tutti i tempi, che dirige gli scavi di Pompei nel 1863, ha avuto l'intuizione di colmare i vuoti con una colata di gesso.
In pratica, ogni qualvolta durante lo scavo ci si trovava innanzi ad un vuoto, colmandolo con il gesso e attendendo che sia completamente solidificato....ci si è ritrovati innanzi ad immense sorprese.
Così, solidificandosi il risultato è la copia esatta di chi era...a volte, come lo si può notare dal vivo, è talmente reale da poter vedere distintamente la ciocca o una treccia di capelli; le pieghe della veste, la trama di un tessuto...e non soltanto, così sono state ricostruite le forme di cani, animali, travi, tessuti che erano caduti, porte , facendoci così partecipi della tragedia degli ultimi istanti. Certo non conosceremo mai i loro nomi ma riusciamo a capire i solo ultimi istanti di vita.
Di fronte a questi calchi, così come se vogliamo, banalmente chiamati, ci si trova innanzi a un' umanità perduta, un' umanità che riempie le pagine di libri di archeologia ma soprattutto, guardandoli, riempire anche i nostri cuori.
L'eruzione del 79 d.C. fu una delle più devastanti di tutta la storia. È stata veramente una catastrofe di tipo planetario.
Immaginate dopo qualche tempo, probabilmente il tempo necessario per riorganizzarsi poiché tutte le città vicine erano state colpite anch'esse dall' eruzione, cominciano ad arrivare delle persone. I primi soccorritori che ovviamente troveranno solo distruzione e morte.
La notizia si diffonde ovunque, arriva a Roma che è a 250 km.di distanza, poi in tutte le parti dell' Impero. Sul luogo arriva anche l'imperatore Tito e anche tanti rappresentanti dell' aristocrazia romana. Questa era una delle zone più ricche dell' Impero e più frequentata dagli aristocratici che avevano tutti una casa qui a Pompei, persino Cicerone qualche tempo prima.
Si decise di non ricostruire più questa città, in effetti più nessuno era vivo, la città devastata, la costa era arretrata e non c'era più motivo economico per la sua esistenza.
Così più nessuno si è ricordato di Pompei e con il passare del tempo, delle generazioni, dei secoli...
Nel medioevo qui c'era una specie di dosso chiamato Civita ( città) e che in realtà nascondeva questa specie di tesoro.
Non la sola Ercolano sigillata da 23 metri di colate di fango, un pezzo di storia per secoli in oblio quasi definitivo. Fu nel corso del '700 che queste antiche città tornarono alla luce e così anche la più grande tragedia dell' antichità emergeva da quella che sarebbe stata una delle più straordinarie scoperte archeologiche di tutti i tempi. Ed è grazie a 2 secoli di lavoro che archeologi, storici, restauratori, tecnici che Pompei, Ercolano, Oplontis ma anche Stabia e Boscoreale sono diventati tra i più importanti siti archeologici esistenti.
Continua...