fandelmare
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"È un fatto - e questa volta a riferirlo sono due ufficiali in plancia - che la terza e ultima delle telefonate con Ferrarini, prima di evacuare la nave, si chiude con le parole del comandante. Affranto. "La mia carriera finisce qui. Mi licenziano"
Io voglio sperare che non sia vero, non voglio credere che stesse pensando alla carriera mentre la vita di tantissima gente era in pericolo, mah.
Se è tutto vero e qui non si parla di chiacchiere, la posizione di Schettino sia dal punto di vista professionale che umano è molto compromessa. Chi nel sito mi conosce, conosce anche la mia prudenza, la cautela nell'esprimere opinioni, il mio astenermi da giudizi avventati, qualcuno tra i moderatori o gli amministratori forse avrà notato quanto in questa circostanza a differenza di altre volte sia stato assente nella discussione, proprio per questo però, senza assolutamente voler incongruamente anticipare quelle che saranno le risultanze delle indagini dei competenti organi, mi permetto d'osservare che tutte le tessere di questo complicato tragico puzzle man mano che si procede delineano una immagine alquanto critica sulla figura di Schettino sia come uomo che come comandante. Ovviamente è presto per trarre conclusioni, le sfaccettature della vicenda sono tante e complesse e saranno evidenziate con una certa completezza e trasparenza solo man mano che le testimonianze (soprattutto di quelle degli addetti ai lavori) ed i riscontri dei presidi tecnologici (scatola nera, tabulati telefonici ecc.ecc.) forniranno adeguato supporto alle indagini, resta però il fatto incontrovertibile che giuridicamente l'affondamento della Concordia non può essere ascritto a "causa di forza maggiore" ma a "evento causato da comportamento umano" e quindi, come tale, correlato a precise responsabilità che nella fattispecie sempre più vanno delineandosi a carico del comando. Nello specifico mi ha particolarmente colpito non tanto il fatto che fin dai primi momenti si levassero voci critiche (anche autorevoli e non solo emotive o a caldo) a
carico di Schettino ma anche il fatto che gli ulteriori elementi che vanno ad aggiungersi sembrano andare tutti in una stessa direzione che delinea comportamenti poco ortodossi e comunque lesivi di quella sicurezza che per un comandante è la priorità assoluta. Ho letto con attenzione i tanti messaggi e tutto quanto postato sull'argomento, certamente tutti noi frequentatori di questo sito mai avremmo voluto argomentare su una tragedia del genere ma dal tragico evento si colgono spunti anche su temi di cui si è talvolta dibattuto in termini più tranquilli ed astratti, visto che fin ora nessun evento di tale impatto anche mediatico aveva colpito il mondo delle crociere: mi riferisco al fenomeno del gigantismo, al fatto che tanti moderni crocieristi e non solo essi abbiano considerato queste moderne navi solo una sorta di villaggi turistici galleggianti del tutto esenti da certi rischi, al mutato rapporto rispetto al passato tra numero di passeggeri ed addetti, all'effetto moltiplicatore di alcune problematiche dovuto proprio all'immenso numero di ospiti. Per il resto tempo ed indagini approfondite faranno uleriore chiarezza ma fin d'ora resta chiaro che anche l'uomo del 2012 debba prendere atto che anche un colosso da crociera ipertecnologico è pur sempre una nave e che bisogna salire a bordo con tale consapevolezza e soprattutto nel rispetto di certe regole che se valgono per il passeggero o per tanto personale di servizio scrupolosissimo fino allo zelo a maggior ragione devono valere per chi ha la responsabilità della gestione e del comando. Un saluto a tutti. Fan