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13/01/2012 -Naufragio Costa Concordia all'Isola del Giglio

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Esth.luc

Grazie ti quoto, anche a me mi da un fastidio quando si parla di questo meraviglioso popolo che é l´Italiano.
Molte volte penso che coloro che alzano la voce solo vogliano nascondere la loro mediocritá, ma ci sono tanti che producono ed essere Italiani vuolo dire garanzia nel prodotto finale. Non si puó generalizzare, in quel naufragio, il nostro coraggio ed la nostra disponibilitá sicuramente sará venuta a gala.
Bisogna anche dire che é stata la maggior evacuazione della storia della Marineria mondiale con un esito eccezionale !!!!!
Piú di 4200 persone, ha funzionato tutto.
Certamente chi era lassú ha vissuto scene di panico che non dimenticheranno per tutta la vita, ma sono vivi.
Io adesso prego per i rimanenti dispersi, ogni segno di vita é un trionfo enorme.
Spero anche che la nave non si muova e che venga ritirato tutto il combustibile perche senó verrá anche il danno all´isola che vive di villeggiatura.

Un saluto.
 
Secondo qaunto Bosio riferisce al corriere in questo articolo:
http://www.corriere.it/cronache/12_...to_389d2182-419e-11e1-9408-1d8705f8e70e.shtml
stava approfittando del passaggio con Concordia dopo avere cobcluso il suo imbarco su altra nave. Leggete l'articolo, vi riconcilia con Costa, spero di avere l'occasione di salire su una nave comandata da quest'uomo e spero che la cmpagnia gli dia il giusto riconoscimento.
Sempre dal corriere un articolo che risponde all'utente preoccuopato per i furti:
http://www.corriere.it/cronache/12_...ia_882eb4b6-4024-11e1-a5d2-75a8a88b1277.shtml

il corriere adriatico si lancia in una stima:
http://www.corriereadriatico.it/articolo_app.php?id=44308

Comunque secondo me il tesoro più prezioso sono quei dispersi che in un modo o nell'altro vanno ricuperati!
 
guarda che il mondo non ride: http://www.lefigaro.fr/internationa...1-un-enregistrement-accable-le-commandant.php, io ti invio quello perché sono francese e mi leggo tutte le notizie dall'estero, che molte volte sono molto più attendibili di quelle che trovi sui quotidiani italiani, ma ti posso assicurare che il mondo, quello serio, non ride di fronte a questa tragedia, non ride degli italiani. Chi di voi ieri sera ha sentito l'ironia di Crozza sul dramma della Concordia? Penso che era proprio fuori luogo, e non era uno straniero, ma uno stesso italiano. Io sono straniera e vivo in questo meraviglioso paese da tanti anni, e mi sono stancata di sentire gli stessi italiani lamentarsi dei proprii connazionali. Io, da straniera in Italia, penso che dovreste amare di più il vostro paese e rispettarlo. Scusate lo sfogo...........

Infatti i maggiori titoli (e contenuti) anti-italiani sono stati di giornali italiani.

Ciao e grazie
 
Gli Ufficiali di plancia per via gerarchica sono tutti legittimati a prendere il comando della nave in caso di impossibilità di quello immediatamente superiore?
Se così è allora una domanda sorge spontanea: "possibile che nessuno di essi abbia avuto la prontezza di riflessi e le p...e per prendere in mano la situazione. La frase PRENDO IO IL COMANDO fa parte solo dei film dove viene destituito il comandante in carica per inefficienza o in caso di ammutinamento?"
Perchè se così fosse allora non sono solo Schettino e il greco a dover rispondere di omicidio, abbandono della nave e tutto il resto.
Alessandra
 
Gli Ufficiali di plancia per via gerarchica sono tutti legittimati a prendere il comando della nave in caso di impossibilità di quello immediatamente superiore?
Se così è allora una domanda sorge spontanea: "possibile che nessuno di essi abbia avuto la prontezza di riflessi e le p...e per prendere in mano la situazione. La frase PRENDO IO IL COMANDO fa parte solo dei film dove viene destituito il comandante in carica per inefficienza o in caso di ammutinamento?"
Perchè se così fosse allora non sono solo Schettino e il greco a dover rispondere di omicidio, abbandono della nave e tutto il resto.
Alessandra

Domanda legittima la tua, ma la cosa e' piu' complicata di quello che si vede nei film.Sicuramente gli ufficiali di guardia sul ponte ( penso 2 in quel momento) avrebbero potuto "consigliare " e far presente al c.te che si stava avvicinando troppo. Comunque non ho elementi per poter sapere cosa e' successo e come si sono comportati gli altri ufficiali e chi fino a poche miglia prima dell'urto avesse legalmente in mano la guardia e quanto prima dell'urto il c.te abba preso lui legalmente la guardia e la condotta della navigazione in mano.
Cortesemente allo stato attuale si hanno elementi per incolpare schettino, ma non gli altri ufficiali se non quello che dice schettino al telefono (che potrebbero essere millanterie) .
Quindi andiamoci piano a sparare nel mucchio.
 
Ultima modifica:
ma è possibile che dopo 5 giorni ancora non si sappia chi era e chi non era a bordo?
Quando mi sono imbarcato io e mia moglie abbiamo sempre dovuto lasciare i dati di un contatto (mio fratello) per qualsiasi imprevisto. Su Costa Concordia non si faceva?

PS:nell' ultimo articolo al tg5 si parla di una crew Rumena insieme al C.te Schettino...
 
Finalmente ho finito, c'ho messo due giorni a più riprese per leggermi tutte queste vostre pagine di discussione. Per prima cosa grazie a tutti quegli utenti che hanno dato precise spiegazione e chiarito tante cose che in questo marasma di informazioni o di disinformazioni non erano affatto chiare. Ormai ho smesso di leggere gli altricoli e di guardare certe trasmissioni in tv poi non se ne parla proprio perchè già ne conoscevo la poca professionalità. Tengo d'occhio ormai solo i titoli dell'ansa per avere notizie sugli ultimi dispersi, perchè nella mia mente, ma immagino anche in quella di tutti voi, c'è il pensiero per quella bambina di 5 anni che ancora non si trova.

Ho fatto solo una crociera nella mia vita, per la prima volta l'anno scorso ho sfidato la mia paura di trovarmi in mare aperto e quando ho appreso la notizia della Concordia ho immaginato chiaramente quale paura possono aver provato quelle persone in quei momenti. Quanto successo è il mio incubo peggiore, è la somma di tante paure che tantissime persone hanno e che quando succede un incidente del genere emergono prepotentemente portandole ad agire in modo sconsiderato perchè completamente travolte dal panico. Il buio, l'acqua che sale, la nave che si inclina e le cose che cadono, la clustrofobia, la folla che si accalca, le urla degli altri che a causa dell'empatia rischiano di far perdere il controllo anche a chi cerca per dovere o per coraggio di mantenerlo. Passeggeri e personale messi alla prova da quell'emozione che più ci sconvolge ... la paura.

Personalmente quello che più mi ha scosso e che non mi permette di partecipare attivamente a questa vostra discussione è l'idea di quello che possono aver provato tutti quella notte. Rimane l'inesorabile speranza, da ottimista incallita, che riescano a trovare ancora qualcuno in vita.

Scusate queste mie parole ma volevo solo farvi sapere che vi leggo con attenzione anche se non scrivo.
 
Domanda legittima la tua, ma la cosa e' piu' complicata di quello che si vede nei film.Sicuramente gli ufficiali di guardia sul ponte ( penso 2 in quel momento) avrebbero potuto "consigliare " e far presente al c.te che si stava avvicinando troppo. Comunque non ho elementi per poter sapere cosa e' successo e come si sono comportati gli altri ufficiali e chi fino a poche miglia prima dell'urto avesse legalmente in mano la guardia e quanto prima dell'urto il c.te abba preso lui legalmente la guardia e la condotta della navigazione in mano.
Cortesemente allo stato attuale si hanno elementi per incolpare schettino, ma non gli altri ufficiali se non quello che dice schettino al telefono (che potrebbero essere millanterie) .
Quindi andiamoci piano a sparare nel mucchio.

Non voglio sparare nel mucchio, ma se rientra nei compiti di un ufficiale di plancia subentrare in caso di necessità, allora perchè non è avvenuto.
Tu giustamente fai riferimento al momento dell'impatto, io aggiungo anche quello dell'abbandono della nave.
Possibile che tutti gli ufficiali di plancia abbiano ritenuto di dover lasciare la nave, nessuno di loro ha fatto appello al buon senso?
Ale
 
Finalmente ho finito, c'ho messo due giorni a più riprese per leggermi tutte queste vostre pagine di discussione. Per prima cosa grazie a tutti quegli utenti che hanno dato precise spiegazione e chiarito tante cose che in questo marasma di informazioni o di disinformazioni non erano affatto chiare. Ormai ho smesso di leggere gli altricoli e di guardare certe trasmissioni in tv poi non se ne parla proprio perchè già ne conoscevo la poca professionalità. Tengo d'occhio ormai solo i titoli dell'ansa per avere notizie sugli ultimi dispersi, perchè nella mia mente, ma immagino anche in quella di tutti voi, c'è il pensiero per quella bambina di 5 anni che ancora non si trova.

Ho fatto solo una crociera nella mia vita, per la prima volta l'anno scorso ho sfidato la mia paura di trovarmi in mare aperto e quando ho appreso la notizia della Concordia ho immaginato chiaramente quale paura possono aver provato quelle persone in quei momenti. Quanto successo è il mio incubo peggiore, è la somma di tante paure che tantissime persone hanno e che quando succede un incidente del genere emergono prepotentemente portandole ad agire in modo sconsiderato perchè completamente travolte dal panico. Il buio, l'acqua che sale, la nave che si inclina e le cose che cadono, la clustrofobia, la folla che si accalca, le urla degli altri che a causa dell'empatia rischiano di far perdere il controllo anche a chi cerca per dovere o per coraggio di mantenerlo. Passeggeri e personale messi alla prova da quell'emozione che più ci sconvolge ... la paura.

Personalmente quello che più mi ha scosso e che non mi permette di partecipare attivamente a questa vostra discussione è l'idea di quello che possono aver provato tutti quella notte. Rimane l'inesorabile speranza, da ottimista incallita, che riescano a trovare ancora qualcuno in vita.

Scusate queste mie parole ma volevo solo farvi sapere che vi leggo con attenzione anche se non scrivo.

Sammy grazie per gli apprezzamenti. Penso che il tuo giuizio sia corretto ed equilibrato.

Non voglio sparare nel mucchio, ma se rientra nei compiti di un ufficiale di plancia subentrare in caso di necessità, allora perchè non è avvenuto.
Tu giustamente fai riferimento al momento dell'impatto, io aggiungo anche quello dell'abbandono della nave.
Possibile che tutti gli ufficiali di plancia abbiano ritenuto di dover lasciare la nave, nessuno di loro ha fatto appello al buon senso?
Ale

Ho invitato anche io più volte ad attendere ancora un pò prima di sparare sugli ufficiali. Premesso che alcuni potevano, per loro ruolo, sbarcare prima (guida di lance), chi sostiene, con prove, che non c'era nessuno? Al momento l'ho sentito dire solo dal vicesindaco del Giglio e qualche testimone fra i passeggeri. Francamente dubito di uno sbarco collettivo parallelo degli ufficiali.
 
Gli facciamo la barba- Cosi' rispondevano a volte alcuni comandanti quando veniva segnalata la rischiosita' di una manovra troppo raente la costa. od un punto pericoloso. Purtroppo l'abitudine fa perdere la oruenza. Manovrare oggi questi colossi, pu rcon tutti gli ausili possibili, ha reso forse alcuni Comandanti troppo sicuri di se. Ma un poì lo erano anche ai miei tempi. Facciamo vedere Portofino ai passeggeri... e poi abbiamo urtato una secca, perdendo per fortuna solo l'aletta anti rollio..
ma raccontando ai passeggeri ( ordine ricevuto dal barba) di un improvviso travaso di zavorra. Poi, io credo, che dopo l'urto ed il conseguente disastro, il Comandante della Concordia, sia crollato psicologicamente, capiva che con la nave finiva anche lui. e
non ha piu' saputo gestire l'emergenza. Non capisco perche' il comandante in seconda non abbia preso in mano lui la situazione.
Molte cose non si capiscono, ma comunque il danno sia alla costa che alla marineria Italiana e' enorme.
E cio' aggiunge dolore al dolore per i morti.
 
Non voglio sparare nel mucchio, ma se rientra nei compiti di un ufficiale di plancia subentrare in caso di necessità, allora perchè non è avvenuto.
Tu giustamente fai riferimento al momento dell'impatto, io aggiungo anche quello dell'abbandono della nave.
Possibile che tutti gli ufficiali di plancia abbiano ritenuto di dover lasciare la nave, nessuno di loro ha fatto appello al buon senso?
Ale

Chi ha detto che tutti gli ufficiali della nave erano sulla lancia?
Nella sua testimonianza Bosio cita chiaramente gli ufficiali presenti a bordo.
 
Avete mai sentito parlare di sovrapposizione di posizioni a bordo. Molto probabilmente il K2 Bosio era in sovrapposizione al K2 titolare. Succede di sovente per le varie posizioni.
 
Da repubblica.it

De Falco dalle urla alle lacrime
"Macché eroe, dovevo salvarli tutti"


Parla il capitano la cui telefonata ha fatto il giro del mondo: quella notte ho pianto. "Ora dimenticatevi di me. Ho bisogno di silenzio per capire se c'è ancora una sola possibilità di trovare qualcuno vivo. Perché il mio mestiere è questo, soccorrere"

di CARLO BONINI e MARCO

LIVORNO - Capita di essere o diventare quello che forse si è ma che non si vuole essere. Neppure per il breve spazio di un giorno. Un eroe. "Gesù, che ho fatto di straordinario? Io ho fatto solo il mio dovere. Quello che avrebbe fatto qualunque altro uomo, donna, marinaio al mio posto quella notte". Il capitano di fregata Gregorio De Falco, classe 1964, ha la cantilena dolce di chi è nato a Napoli ed è cresciuto a Ischia. "Sant'Angelo di Ischia. Ci tengo". Ed è l'unica civetteria di un uomo che non dorme da quattro giorni, con le gote traslucide della pomata che serve a mare per evitare che la pelle si spacchi per il freddo e il sole.

"Comandante, comandante c'è un mayday" lo richiama una sorridente sottocapo della Guardia costiera. Lui si gira di scatto: "Ma che dici?". E lei ridendo: "Sono le sue figlie, vorrebbero sapere se è ancora vivo, e soprattutto dov'è". Maria Rosaria e Carla hanno 12 e 5 anni e con la madre, Raffaella sono il suo mondo. Alloggiano con lui in una delle foresterie della guardia costiera di Livorno dove lui, Gregorio, è arrivato nel 2005, come capo della sezione operativa. Arrivava da tre anni di comando della Capitaneria di porto di Santa Margherita Ligure e, prima di allora, da Genova e Mazzara Del Vallo. Le sue prime destinazioni, dopo il concorso in Guardia costiera nel 1994, l'accademia a Livorno e una laurea in giurisprudenza da fuori sede alla statale di Milano. Una prima volta per una famiglia (Gregorio, il fratello Domenico e la sorella Ines) che di marinai non ne aveva mai avuti.
Facebook e ogni genere di social network si scambiano da ore gli audio delle sue conversazioni con il comandante Francesco Schettino come fossero la metafora epica della lotta tra eroismo e codardia. In un curioso incrocio di destini in cui l'eroe e il codardo parlano lo stesso dolce dialetto, il napoletano. Epperò come spesso accade, la furia lucida e indignata di quella notte di questo capitano di fregata - "Glielo ordino torni a bordo di quella nave, cazzo" - non rende ragione di un'indole. Il capitano di fregata Gregorio De Falco, da venerdì notte piange. Ha pianto all'alba di sabato 14 quando ha avuto chiaro che nel ventre della balena ferita erano rimasti donne, uomini forse bambini. Ha pianto di rabbia - come conferma uno dei suoi superiori - mordendosi il labbro inferiore pensando alla irragionevole "disumanità" di un altro comandante che dà le spalle a chi gridando viene inghiottito dall'acqua gelida. "È vero sì, piango, mi capita di piangere, non credo sia una debolezza. L'umanità non è una debolezza".

"Vi posso chiedere un favore? Dimenticatevi di me. Smettete di parlare di me. L'eroe non sono io". Eppure, l'intuizione che sulla Concordia stava succedendo qualcosa... "L'intuizione? L'eroe è il mio sottocapo Alessandro Tosi, è lui che ha capito tutto quella notte. È lui che alle 22,07 guardando un puntino verde su un monitor senza sapere nulla che non fosse una telefonata dai carabinieri di Prato mi ha detto, "comandante, quella nave da crociera va troppo piano, 6 nodi... che ci fa a 6 nodi e a rotta invertita la Concordia? Comandante, chiamiamoli. Lì c'è un guaio". Capite chi è l'eroe?". Sì ma... "Sì ma niente. Un altro eroe? Sapete chi ha salvato quasi tutte le persone quella notte dopo che il comandante aveva abbandonato la nave? Un ragazzo meraviglioso del nostro elisoccorso. Marco Savastano. È questo il nome che dovete scrivere. E dovreste fare una pagina di soli nomi di marinai della Guardia costiera, della Marina militare, della Finanza, dei carabinieri, dei vigili del fuoco, della Protezione civile, che quella notte hanno dimenticato se stessi per gli altri. Savastano, dicevo. Lo hanno calato su quella nave al buio, con una muta invernale e un palmare, non una radio, non un filo con noi. Si è buttato a capofitto lì dentro senza pensare alla sua vita ma a quella di chi cercava di salvare. Si muoveva in un ambiente che non conosceva, tra suppellettili sfasciate, acqua, passeggeri che gridavano al buio. Chi è l'eroe? Io che strillavo con Schettino o lui, che ascoltava le urla di supplica di quelli che volevano essere salvati e non capivano perché perdeva tempo ad imbracare alle barelle spinali i feriti più gravi da tirare su con l'elisoccorso?".

Ascoltando De Falco capisci perché, quando chiedi di lui in caserma, di come sia la vita in questo parallelepipedo color ocra, casa della Guardia costiera, che guarda il mare di Livorno ti rispondono che il comandante de Falco "è l'ufficiale più generoso, l'uomo più disponibile della nostra piccola famiglia". E capisci anche perché, in queste ore, ripeta come un mantra una sola richiesta: "Io ora ho bisogno di silenzio". Per dormire? "Per lavorare. Per capire cosa è accaduto e se c'è ancora solo una possibilità di trovare qualcuno vivo, perché il mio mestiere è questo, soccorrere. Per questo quella notte urlavo". De Falco saluta. Nella mano destra ha un sacchettino che tiene stretto. Cos'è? "Un regalo di due amici. Me l'hanno portato stamattina dicendo che mi volevano ringraziare per quello che ho fatto. È un libro, la biografia di Steve Jobs. Non so quando potrò cominciare a leggerlo. Magari comincerà mia moglie. Buon lavoro".


(18 gennaio 2012)
 
Ultima modifica:
guarda che il mondo non ride: http://www.lefigaro.fr/internationa...1-un-enregistrement-accable-le-commandant.php, io ti invio quello perché sono francese e mi leggo tutte le notizie dall'estero, che molte volte sono molto più attendibili di quelle che trovi sui quotidiani italiani, ma ti posso assicurare che il mondo, quello serio, non ride di fronte a questa tragedia, non ride degli italiani. Chi di voi ieri sera ha sentito l'ironia di Crozza sul dramma della Concordia? Penso che era proprio fuori luogo, e non era uno straniero, ma uno stesso italiano. Io sono straniera e vivo in questo meraviglioso paese da tanti anni, e mi sono stancata di sentire gli stessi italiani lamentarsi dei proprii connazionali. Io, da straniera in Italia, penso che dovreste amare di più il vostro paese e rispettarlo. Scusate lo sfogo...........

Post da incorniciare! Quanto vorrei amare di più il mio paese...
 
ma è possibile che dopo 5 giorni ancora non si sappia chi era e chi non era a bordo?
Quando mi sono imbarcato io e mia moglie abbiamo sempre dovuto lasciare i dati di un contatto (mio fratello) per qualsiasi imprevisto. Su Costa Concordia non si faceva?

PS:nell' ultimo articolo al tg5 si parla di una crew Rumena insieme al C.te Schettino...

Non ricordo nelle crociere precedenti,ma nell'ultima sulla Luminosa di quest'estate nel fare il web check in veniva richiesto un recapito da contattare in caso di emergenza.
P.S. credo che finchè non si arriverà all'ultimo grado di giudizio del/dei responsabili mi terrò lontana da talk show,speciali e tg...sono schifata...quasi come mi ha schifata la famosa telefonata ...
 
Ragazzi, ma la Concordia non navigherà più con certezza?? e se la ripareranno ci vorrà più di un anno secondo me, chi la sostituirà?? Mi dipiace tantissimo per le vittimie...
 
Stato
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