
Volti che emergono dal passato...
È soprattutto nel corso del IV sec. a.C. che si diffonde in Etruria l'uso di seppellire i defunti in sarcofagi, destinati a riempire fino all'inverosimile le grandi tombe aristocratiche . Il sarcofago tramanda al posteri il ricordo del defunto e riveste quindi una grande importanza archeologica.
Nei vasti ipogei ellenistici che accolgono le spoglie dei membri di uno stesso clan gentilizio, spesso appartenenti a più generazioni, il sarcofago assicura al defunti la possibilità di avere un monumento funerario di tipo individuale, quasi a soddisfare la necessità di caratterizzare i singoli seppellimenti nei più vasti sepolcri collettivi.
Accanto a questi manufatti di lusso che più si avvicinano al modello originario, si affianca ben presto una produzione più povera in pietra locale (generalmente il grigio nenfro di origine vulcanica), assal più diffusa e certo meno costosa.
Negli esemplari più antichi (seconda metà del IV sec. a.C.), con coperchio a tetto displuviato su cui sovente è scolpita la figura del defunto e che sono generalmente collocati al centro delle camere sepolcrali, la cassa è decorata, a pittura o in rilievo, su tutti e quattro i lati. Il defunto scolpito sul coperchio è rappresentato completamente sdraiato, in una posizione che ricorda forse l'esposizione del corpo nei giorni delle cerimonie funebri che precedevano l'atto del seppellimento. In alcuni esemplari il coperchio a tetto è sostituito da una lastra piatta terminante al lati corti In frontoncini o cornici simili a quelli dei coperchi a doppio spiovente.
Le officine artigianali tarquiniesi, per soddisfare la crescente domanda urbana e del centri minori del territorio, furono particolarmente attive nell'elaborare e nel pro durre questo tipo di monumento.
Verso la fine del secolo il defunto assume la posa semi-sdraiata, destinata a permanere per tutta l'età ellenistica: le figure giacciono ora su un lato, parzialmente sollevate e con la testa poggiata al braccio sinistro, in un atteggiamento allusivo alla posizione del commensale sul letto conviviale (Kline), con evidente riferimento alla tradizione del banchetto, simbolo, fin da epoca arcaica, del potere aristocratico.