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MSC Armonia Mar Rosso 15-22 Dicembre 2012

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Camper una meraviglia senza eguali!!!
Quando siamo stati in crociera sul Nila la guida, fra le tante informazioni archeologiche, ci raccontò molto della vita egiziana. In merito alle case mai finite di edificare ci raccontava che da un modo per non farle abbattere.... Se si inizia a costruire il secondo piano non te la possono più buttare giù!!

Ritengo più plausibile la prima tesi. Infatti rimangono incompiute anche le case a più piani. E poi, (considerazione del tutto personale) non si abbattono le case abusive neppure in Italia, figuriamoci in Egitto!!
 
Scendiamo al Mar morto alle tre del pomeriggio e il sole sta declinando dietro le montagne alle nostre spalle.

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L’albergo che ci accoglie è uno degli ottimi centri termali della zona, attrezzato con spiaggia privata, piscina esterna e centro benessere. Il pranzo a buffet è discreto, con le immancabili specialità Kasher tipiche della tradizione ebraica.

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Il tempo stringe, e non appena ingurgitato l’ultimo boccone indossiamo il costume da bagno pronti per l’agognato bagnetto. Rischio congestione postprandiale? Nessuno. Non si può annegare neppure volendo! Acqua fredda? Ma nemmeno per idea, anzi è più calda che a Varazze d’estate.

Il Mar morto di mare non ha proprio nulla, e se vogliamo dirla tutta non è neppure morto, tutt'al più moribondo. Del mare ha solo il sale, tanto, tanto sale, la sostanza che anticamente era così preziosa come per noi oggi il petrolio, e che era perfino usata per pagare gli stipendi a fine mese.

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Si tratta piuttosto di un grande lago con un unico scarso immissario, il Giordano, e nessun emissario. La concentrazione salina è tale che l’acqua del fiume reso sempre più asfittico a causa dell’impoverimento operato a monte, non riesce neppure a penetrare negli strati più profondi. Malgrado ciò, parafrasando il buon Archimede pitagorico: “Un corpo immerso nel liquido del Mar morto riceve uno spintone dal basso verso l’alto….che te lo ricordi, eccome!”.
La posizione ideale è quella tipo bebè in culla, ma è possibile anche quella verticale, più faticosa perché occorre lavorare di gambe, dove il corpo emerge dall’addome in su.

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Il sapore di questa specie di immensa salamoia è amarissimo e disgustoso, quindi guai ad appoggiarvi la lingua, e men che meno sollevare spruzzi se non si vuole rischiare effetti devastanti agli occhi. Non ha fondamento invece la convinzione che i costumi da bagno tendano a scolorire: è sufficiente una bella doccia e tutto il sale se ne va. Chi teme di immergersi fuori, può comunque usufruire della piscina interna all’hotel, che come salinità non scherza. I teli da bagno li fornisce la casa, insieme alle dovute avvertenze:

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“Già tutta l’aria imbruna…” diceva il Poeta, le montagne del versante giordano si riflettono sulle acque tranquille, di tanto in tanto increspate dal gorgoglio delle acque sotterranee di scarico della salina:

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A malincuore occorre lasciare il grande lago salato alla sua lenta agonia.

Sì perché non è ancora morto definitivamente. [smilie=tomba_02[1]: Lo sarà forse tra qualche secolo se l’evaporazione che gli sottrae ogni anno qualche metro di profondità non trova adeguata compensazione. Già ora la sua parte più meridionale è in secca e le saline da cui si estraggono grandi quantità di sali di potassio e di magnesio viene alimentata da canali artificiali che partono dalla parte settentrionale.
Torniamo in nave alle 20,30, non prima di aver convinto l’autista a passare per il centro della cittadina di Eilat, sfavillante di luci e di colori come una delle nostre località balneari in estate, e che infine salutiamo sulle note della celebre canzone di Fiorella Mannoia.



Ed è tutto. Buon 2013 [smilie=ciao_06[1].:

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Ultima modifica:
Ho appena scoperto questo diario : meraviglioso!
Sto da tempo cercando di convincere mio marito a partire per questa crociera e spero che la lettura del tuo diario possa aiutarmi.
Buon 2013 anche a te!
 
AQABA e PETRA

''Il sorriso è il colore della vita'' (proverbio Giordano)
Ho rubato la citazione di Manlio all’inizio del suo illuminante diario e la condivido pienamente.http://forum.crocieristi.it/showthr...a-storia-moderna?highlight=costa+marina+rosso .
Tuttavia in troppi casi il colore del sorriso viene oggi nascosto da un cieco egoismo spacciato per dettame religioso, e come un fiore strappato dal suo stelo e rinchiuso in una cassaforte inaccessibile a poco a poco inaridisce e si spegne, così la vita perde uno dei suoi colori più belli.



Vorrei cominciare con questa nota velata di malinconia nel pensiero di tutte le persone oppresse in nome di qualsiasi ideologia, il resoconto di una straordinaria giornata che ci ha visto raggiungere una delle mete più agognate da tutti i viaggiatori del mondo, la seconda delle sette meraviglie del mondo moderno: Petra.



Ma procediamo come al solito per ordine, anzi, andiamo al 31 dicembre 2012. Perché?
Perché sarei curioso di sapere dai passeggeri di AIDA MAR ancorata ad Aqaba la notte di capodanno che impressione avranno avuto nell’assistere dal ponte della loro nave a due festeggiamenti di Capodanno a distanza di un’ora l’uno dall’altro. Mi spiego meglio: Aqaba ed Eilat distano tra loro poco più che una spanna, ma le due città fanno parte di un fuso orario diverso, ed è per questo motivo che i giordani hanno visto l’anno nuovo arrivare un’ora prima che gli israeliani. In verità il fuso orario sarebbe lo stesso, ma i giordani hanno deciso unilateralmente, non so quando e neppure perché, di prolungare la durata dell’ora legale, e questo spiega l’arcano.

Fuso o non fuso, un’altra ora di sonno in meno non si farà certo sentire più di tanto, dal momento che l’eccitazione per ciò che ci aspetta oggi è già al massimo.

Il Daily odierno dice:



Oggi solo escursioni a Petra. Cancellata quella nel deserto di Wadi Rum per insufficienza di iscrizioni.

Armonia leva gli ormeggi da Eilat verso le sei del mattino e in meno di mezzora attracca ad Aqaba.
La mattinata è fresca e limpida come i giorni precedenti, e dal ponte si può ammirare la grande bandiera di 20 metri per 40 che sventola dall’alto di un pennone di 137 metri. Non si tratta però della bandiera giordana, ma di quella della Rivoluzione araba, rivolta che segnò la fine della dominazione turco-ottomana. Il vero vessillo nazionale è questo:



In questa escursione abbiamo optato per il pranzo al sacco, nella convinzione di poter avere più tempo a disposizione per la visita di Petra, ma il vantaggio di tempo si rivelerà veramente minimo e il pranzo al sacco fornito dall’albergo veramente scarso! In poche parole, addio al sogno di arrivare al Monastero!



La nostra guida è un giordano che ha studiato all’Università per stranieri di Perugia e parla italiano meglio di me.
Mentre il pullman esce dalla città e si arrampica sulla montagna apprendiamo interessanti notizie sulla storia e l’attualità del suo paese, notizie che tenterò di riassumere in breve:
Aqaba rappresenta l’unico sbocco sul mare di una nazione quasi interamente desertica di circa sei milioni di abitanti, per gran parte concentrati nella capitale Amman. Tutto il paese conta solo 12 città, il resto sono piccoli villaggi e accampamenti di beduini. La striscia di costa stretta tra Israele ad ovest e l’Arabia Saudita a est misura solamente 28 Km. Il paese è privo di risorse petrolifere, fatta eccezione per alcuni giacimenti al confine con l’Iraq ma assai scarsi e difficili da sfruttare. Il petrolio viene quindi importato dai vicini, in particolare dallo stesso Iraq, con il quale prima della guerra del golfo (ricordate il Kwait e Saddam Hussein?) era in ottimi rapporti, tanto che l’oro nero arrivava quasi gratuitamente. La situazione oggi è cambiata e i cittadini giordani devono fare i conti anche con i costi dell’energia, che da un giorno all’altro sono aumentati del 40%. E non hanno neppure l’acqua, dal momento che l’unica fonte importante, il fiume Giordano le è stata in parte sottratta dagli israeliani, che dopo l’occupazione dei territori palestinesi ne hanno deviato il corso a proprio vantaggio. Da quanto detto finora si comprende come la Giordania sia il classico vaso di coccio tra tanti vasi di ferro, e già questo ce la rende simpatica. Ma allora ci si chiede: di che campa questa gente? La risposta ce la dà la nostra guida mentre imbocchiamo la veloce autostrada verso la capitale: “Ecco, vedete? Sulla destra corre l’unico tratto ferroviario del paese, che è anche l’unica cosa utile che ci ha lasciato la dominazione ottomana. Questa ferrovia trasporta solo merci dall’interno verso il porto di Aqaba e viceversa, in particolare i sali di fosfato e carbonato di potassio e di magnesio provenienti dal Mar morto, ma anche bestiame e prodotti agricoli. Di altro abbiamo solo il turismo” e mentre superiamo un posto di dogana aggiunge: “ Aqaba è ben attrezzata per competere con Eilat per la leadership dell’offerta turistica in quest’angolo di Mar rosso ed è porto franco per le merci (n.d.r. come Livigno, ma che differenza!)” La sintesi finale è la seguente: “ La Giordania è un paese ospitale, intende avere buoni rapporti con tutti, la casa regnante è amata dalla popolazione nonostante incarni una monarchia quasi assoluta, ma non abbiamo risorse da sprecare, e la gente che desidera stabilirsi qui deve sapere che dovrà lavorare tutta la vita!”

La strada corre veloce lungo il deserto e le montagne del Wadi Rum (la pronuncia corretta è Uadi Ram), teatro delle gesta del mitico Lawrence d’Arabia, eroe e vittima della vittoria contro l’occupazione ottomana.







L’autista guida sgranando velocemente una specie di rosario con la mano sinistra tenendo il volante con l’altra. Non sta pregando come sono soliti fare i mussulmani, ma usa il rosario come antistress! E poi non è neppure mussulmano, ma cristiano ortodosso, una delle minoranze religiose del paese. La tolleranza verso tutte le fedi religiose è massima in tutto la Giordania e i gruppi fondamentalisti hanno un peso quasi irrilevante.

Poi la strada prende a fare su e giù tra un continuo mutare di paesaggio, così uguale ma sempre così diverso.





Il punto di sosta si trova alla ragguardevole quota di 1500 m.s.l.m. Fa molto freddo! Ci accoglie un piccolo locale con annesso negozio di articoli di artigianato. L’esterno è addobbato con festoni, alberi di natale e la scritta “Buone feste” in italiano. Ci aspettavano?

Il panorama lascia senza fiato:









In lontananza si scorge la sagoma di un edificio bianco sulla sommità di una montagna: si tratta della famosa tomba di Aronne, il tempio presso cui Johann Ludwig Burckhardt, spacciatosi per commerciante mussulmano desideroso di portare un sacrificio al profeta, riuscì a farsi rivelare la segretissima ubicazione della città santa dei Nabatei.
Grazie a lui, ora Petra è vicinissima, oltre quella collina, oltre quel villaggio, Taybeh, che sembra appena uscito da un presepio:






Continua…
 
Sono sparito lo so.. sia da qui che dal mio diario..

Ma (è una minaccia ;) )

prometto di tornare!!

:) :) :)

Intanto lascio un salutone!!
Manlio
 
concordo con Loredana e Silvia...ho letto anch'io tutto d'un fiato questo splendido diario e come dice Loredana in una sola parola Stupendo!!!!!
davvero bello complimenti!
 
La temperatura si alza man mano che scendiamo ai 900 metri di Petra. Il pullman ci scarica in un ampio parcheggio a pochi passi dall’albergo dove alle 13 è fissato il ritrovo per il pranzo. Anche chi ha prenotato il pranzo al sacco dovrà obbligatoriamente ritirarlo all’ora stabilita, azzerando di fatto il tempo che si potrebbe guadagnare se lo si portasse appresso. Considerando che la qualità lascia molto a desiderare (due panini mollicci dal contenuto indefinibile, un cetriolo, un pomodoro, una mela, una banana, un dolcetto orribile e una bottiglietta d’acqua), consiglierei di fare rifornimento di panini e dolci al buffet della nave prima di partire, e consumarli strada facendo durante la visita.



Importante e tassativo è di ritrovarsi al pullman entro le 14, perché Armonia salperà alle 17. Questo non significa necessariamente che avanzerà il tempo per salire al monastero, ma almeno si faranno le cose possibili senza l’ansia del ritorno.
Dall’ingresso (€ 50,00 per chi arriva in proprio) all’inizio del canyon (Siq), bisogna percorrere a piedi circa 800 metri di buon sterrato in lievissima discesa, e chi proprio non riesce a resistere al fascino del traino con cavallo troverà immediatamente ciò che desidera al richiamo di “Horses!, Cheep price!, Italiani?”



Fino al controllo biglietti si potrà mantenere l’abbigliamento leggero, ma una volta entrati nel Siq, zona totalmente in ombra, è prudente rimanere coperti.



Avendo fatto tesoro delle informazioni raccolte dai diari degli esimi prof. Manlio e Leo, ci permettiamo di abbandonare la compagnia e procedere speditamente verso il “Tesoro”. Lo spettacolo sta per cominciare.
Da questo punto in poi parleranno solo le immagini, ma prima corre l’obbligo di dare un modesto e sintetico consiglio di tecnica fotografica da dilettante quale sono: cerchiamo di inserire nell’immagine il minor numero di persone possibile, giusto il minimo indispensabile per dare il senso delle proporzioni all’inquadratura. Troppa gente distoglie l’attenzione dell’osservatore e la concentra su elementi di secondaria importanza. Ricordiamoci della regola dei terzi, evitando di mettere il soggetto al centro della composizione e magari preferire la ripresa di spalle piuttosto che frontale nelle situazioni in cui si desidera trasmettere il senso del movimento verso un determinato luogo. Importante è servirsi di un cavalletto nelle situazioni si scarsa illuminazione e cercare angolature diverse dalla classica posizione frontale. Il flash appiattisce l’immagine e va utilizzato il meno possibile e in particolare nelle situazioni di eccessivo controluce o per attenuare le ombre sui visi. Ricordiamoci che le foto a mezzogiorno non hanno lo stesso fascino di quelle scattate al mattino o alla sera!



























La classica foto dell'uomo con cammello:















A dopo, intanto mi sorseggio un buon thè alla menta...
 
Mmm, buono questo thè alla menta!
Mentre lo sorseggiavo voluttuosamente, non ho potuto non ricordare a me stesso quante analogie si possano riscontrare tra le tecniche costruttive e architettoniche dell’epoca nabatea e quelle utilizzate dalle nostre popolazioni etrusche, e in particolare nelle “vie cave” di Pitigliano, nel cuore della maremma toscana, e negli stessi monumenti sepolcrali della vicina Sovana: stesso sistema di raccolta e canalizzazione delle acque, stessa tecnica di costruzione per sottrazione di materiale dall’alto verso il basso. Le idee hanno sempre camminato di pari passo con l’uomo!

Pitigliano (GR), via cava di Poggio cani


Pitigliano (GR), via cava di San Giuseppe





 
bellissimo diario, soprattutto molto utile, ma vorrei uscire un attimo dal "professionLe" e chiedere: per la reflex occorre mettere qualche protezione per la sabbia, qauel giorno non si vedeva vento , quindi forse non serviva o e meglio metterla lo stesso? grazie e ciao
 
Flavio, ancora complimenti per le tue foto. una regolazione esposimetrica impeccabile, nulla sottoesposto o sovraesposto, insomma perfette.Faccio questa considerazione perchè qualche giorno prima ho fatto scatti simili con una certa difficoltà, un pò per la macchina nuova, ma soprattutto perchè sono scatti con forti contrasti dove la regolazione dell'esposizione è impegnativa.

; E' sempre bene proteggere l'obiettivo con un filtro neutro (skylight o uv) la protezione della lente è assicurata.
Il momento più delicato è alla sostituzione dell'obiettivo...se c'è vento e sabbia, meglio evitare.
 
bellissimo diario, soprattutto molto utile, ma vorrei uscire un attimo dal "professionLe" e chiedere: per la reflex occorre mettere qualche protezione per la sabbia, qauel giorno non si vedeva vento , quindi forse non serviva o e meglio metterla lo stesso? grazie e ciao

Quel giorno non sono servite precauzioni particolari dal momento che non si muoveva una foglia (e non solo perchè non ce n'erano).
Serviranno a me il giorno dopo a Sokhna e se avrai la pazienza di seguirmi capirai il perchè.
 
ciao...finalmente sono riuscita ad aprire questo post e vedere le foto dopo due giorni......
sono veramente senza parole.....un'emozione particolare,come ritornare sul posto......
grazie
 
...sono scatti con forti contrasti dove la regolazione dell'esposizione è impegnativa....

Hai perfettamente ragione Leo. Bisogna cercare di evitare le inquadrature con forti contrasti di luce, per questo è bene affrettarsi prima che il sole ne proietti troppa all'interno del canyon. Per questo le mie foto non arrivano quasi mai alla sommità. Alle brutte si può operare un taglio alle zone sovraesposte o ancora modificare con semplici passaggi al computer i parametri di luminosità e contrasto, istogramma, curve, ombre-luci ecc...
 
Bando alle ciance e rimettiamoci in cammino: siamo dunque arrivati in fondo al Siq e all’improvviso cosa troviamo? Il Kazhneh, il tesoro? No, una folla di persone vocianti armate di fotocamere e telecamerine. A questo punto la mia natura di camperista, abituato ad arrivare quando tutti se ne vanno e a tagliare la corda prima che gli altri arrivino, si ribella e fa “fianco destr!” Quei giapponesi dritti impalati con la mascherina alla bocca che si fanno riprendere in mezzo ai figuranti vestiti da armigeri, proprio non li sopporto. Il tesoro può aspettare.
Ah quanto avrei desiderato giungere all’alba con il mio vecchio Elnagh e restare in contemplazione fino al momento i cui fosse spuntata la luna insieme alle stelle ad illuminare tanto splendore!!

Il sentiero prosegue verso destra e torna a fare caldo. Dietro l’angolo assistiamo ad una scena che molto volentieri avremmo voluto evitare: Due cammellieri tengono stretta a terra la testa di un dromedario per lunghissimi interminabili minuti allo scopo probabilmente di aggiustare i finimenti. La povera bestia tenta invano di divincolarsi e manda strazianti lamenti il cui eco si ripercuote per tutta la vallata. Proviamo un moto di raccapriccio e tuttora quei lamenti risuonano nella nostra testa.



Proseguiamo il cammino con direzione Tombe reali: rinunciato all’idea di arrivare al monastero per evidenti limiti di tempo, possiamo tranquillamente raggiungere almeno questo obbiettivo, e non è poco. Intanto lungo il sentiero lo spettacolo continua:

Sulla sinistra i resti di un crollo: terremoti, erosione, ingiurie del tempo e degli uomini! Eppure Petra è ancora lì.







“One dirar, un euro, good pice!”



















La pietra trasuda rosso sangue









C’è sempre un italiano idiota che lascia la sua ignobile traccia in giro per il mondo (v. in basso a destra)

 
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