Ciao a Tutti,
sono nuovo del forum, anche se vi sono iscritto da diverso tempo. Non sono esperto come molti di Voi e, quindi, mi limito a riportare la mia esperienza. Fino ad oggi, mia moglie ed io abbiamo fatto tre crociere: la prima con la Starclipper Cruises (il nostro viaggio di nozze) e poi un paio con la Costa (Caraibi e Canarie con, rispettivamente, Costa Atlantica e Costa Mediterranea). Non voglio tediare il forum con discorsi personali, ma voglio dire solo una cosa: quando vedo un fumaiolo giallo con la C blu mi sento a casa! E quello che è successo con la Concordia non cambia la mia (nostra) opinione. Anzi. Ho letto di tantissime polemiche a partire dalle esercitazioni e sui soccorsi. Voglio solo testimoniare che in partenza da Guadalupe e da Savona le esercitazioni venivano fatte e che tutti i passeggeri venivano controllati. Per ogni gruppo era sempre presente del personale di lingua italiana e gli annunci venivano ripetuti in più lingue. Il personale di bordo è, per la maggior parte, filippino e centro/sud americano, non parla italiano, ma l'inglese è compreso benissimo. In occasione della nostra ultima crociera (agosto 2011 - Le isole del sole con Costa Meditterranea) mia moglie ha subito un incidente; mentre eravamo in Atlantico, in una giornata di vento forte (35 nodi) stavamo uscendo su di un ponte, quando una delle porte esterne, a seguito di un colpo di vento, ha colpito in pieno il polso di mia moglie, causandole una forte contusione. Beh, debbo dire che l'assistenza è stata ottima: il medico di bordo è intervenuto immediatamente, prestando soccorso e spingendosi a disporre una richiesta di visita urgente al primo porto utile (Barcellona) con scorta del personale infermieristico; tutti i giorni mia moglie veniva visitata (gratuitamente, trattandosi di un incidente occorso a bordo) mattino e sera con cambio delle medicazioni. Erano state date istruzioni alla cameriera (Marylin, ponte 7, persona splendida) di provvedere affinché ci fosse sempre ghiaccio a disposizione). Una volta accertato che l'incidente non era particolarmente grave, venivamo contattati dal personale di sicurezza per un sopralluogo onde capire se c'erano dei problemi strutturali (a seguito delle verifiche, veniva riscontrato che la cerniera della porta incriminata non era perfettamente funzionante, con il risultato che la porta in questione veniva immediatamente chiusa in attesa dell'intervento della manutenzione). Il mattino dello sbarco, il medico di bordo effettuava un'ultima visita e prescriveva una visita specialistica (in conseguenza della quale, mia moglie ha dovuto sottoporsi a diversi cicli di trattamenti fisioterapici, il cui costo è stato interamente sostenuto da Costa Crociere, per il tramite delle assicurazioni). Potremmo dire che quello che è successo è stata colpa di Costa (in fondo eravamo a bordo di una delle sua navi...), ma, in tutta sincerità non ci era parso corretto. Quando si è in mare, la responsabilità è di tutti; del comandante, dell'equipaggio ed anche dei passeggeri che non possono/devono dimenticare che, in fondo, stanno viaggiando in un ambiente potenzialmente ostile. La situazione è quella tipica del "rischio calcolato" (per altro molto ridotto, nel caso delle crociere). Ed è per questo che tutte questi discorsi che leggiamo sui giornali mi fanno sorridere. Navigare è rischioso, ma quando l'equipaggio di una nave riesce a salvare 4.200 persone, vuol dire solo una cosa: che l'equipaggio sa cosa deve fare, anche quando non è diretto da un comandante; altrimenti, non conteremo solo le vittime che, purtroppo, ci sono state, ma molte, anzi moltissime di più. Ieri sera, guardando la TV, ho intercettato il programma notturno di Giuliano Ferrara il quale, incredibilmente, con tono sommesso, sosteneva la stessa cosa; le testimonianze di Luciano Castro (giornalista ANSA e "naufrago" di Costa Concordia, come definito da TG24com), per chi ha avuto l'occasione di vederle, sono parse pacate e sincere (alla domanda del conduttore se si è mai sentito in pericolo di vita, hha risposto con estrema naturalezza di no). Tutto questo per dire che l'opinione di mia moglie e mia continua ad essere la stessa: Costa Crociere è una compagnia seria! Torneremo a navigare con Voi quanto prima, perché essere a bordo di una nave Costa è come essere a casa! Infine, un mio pensiero personale. Sono originario di Genova e, come molti miei concittadini, ho sempre vissuto il mondo del mare in maniera speciale. Sono ormai anni che ho lasciato la mia città natale per Milano dove ora vivo e lavoro, ma conservo ancora il ricordo vivissimo di quando le navi con la C era attraccate alla Stazione Marittima (prima l'Eugenio C., poi le più moderne Costa Classica, Costa Romatica, Costa Allegra e Costa Marina): erano una gioia per gli occhi ed un sogno per il cuore! Il giorno in cui la salma di mio padre veniva portata in Chiesa per il funerale, passava di lì, per caso, Nicolò Costa (l'ultimo Armatore della famiglia) che conoscevo di vista, abitando vicini. Bene, si fermò per porgerci le sue condoglianze, anche se non ci conosceva. Un'altra epoca, mi direte. No, era il 1999. Da allora la Costa Crociere è cambiata (per alcuni, in peggio), ma dalla mia esperienza, molte cose, quando si gioca a "carte scoperte", non sono cambiate e certi valori sono rimasti; se ciò non fosse, 4.200 persone non si sarebbero salvate! Non voglio parlare del comandante della Concordia: tutte le prove sono contro di lui e, se ciò che si dice abbia fatto, allora è giusto accusarlo di ignomia; altri giudicheranno. Ma non deve diventare né un simbolo né un marchio d'infamia per la compagnia. Generalizzare è sbagliato e Costa è fatta di tantissime persone che fanno il proprio dovere e, magari, anche di più, mettendoci il cuore nel proprio lavoro. E, non dimentichiamoci, che nessuno è perfetto. Se non abbiamo fiducia, stiamo a casa: è meglio! Ma se ogni volta che volgiamo lo sguardo al mare e che vediamo una nave, magari con il fumaiolo giallo e la grossa C blu, ci coglie l'emozione, partiamo! Un'ultima parola (e Vi chiedo scusa se mi sono dilungato) per la Concordia; vederla così, adagiata su di un fianco, fa male! Ho seguito, pressoché in diretta, l'incidente e la sensazione che ho avuto è stata quella di un animale morente che, fino all'ultimo, ha cercato di resistere, di combattere contro un destino non suo! Eri bellissima, cara Concordia, quando partivi da Savona e Ti vedevo, ogni settimana d'estate, sbucare dal promontorio del golfo di Varazze prima con il Tuo fumaiolo e poi con il resto del Tuo scafo bianco. Un pò di fumo e, nel giro di un'ora, eri già lontana, all'orizzonte, una tenue macchiolina. Eri imponente, attraccata al molo, tanto più grande della Meditterranea dalla quale Ti osservavo; rotte diverse, le nostre, ma giustamente salutate dai colpi della Tua sirena. Ora giaci, nel freddo delle acque, addormentata nel torpore della notte. Tanti hanno paura di Te, ma Tu hai fatto di tutto per evitare il male. Molti si sono addormentati nel Tuo grembo e Tu sembri riposare con loro. Qualcuno si agita intorno a Te, ma Tu, gigante buono e ferito, non ci fai caso. Sembri chiedere aiuto, ma sai che, forse, il Tuo destino è segnato. Ma il Tuo nome rimarrà nella memoria e nel cuore di chi Ti ha amato. Ciao Concordia.